Home

Accedi



Menu Utente

Chi è online

 19 visitatori online

Contatore Visitatori

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi497
mod_vvisit_counterIeri613
mod_vvisit_counterQuesta Settimana2903
mod_vvisit_counterSettimana scorsa5080
mod_vvisit_counterQuesto mese19160
mod_vvisit_counterMese Scorso23059
mod_vvisit_counterDi sempre920717

Online (da almeno 20 minuti): 7
il tuo IP: 54.80.185.137
,
Oggi: Apr 26, 2018


Nazione di provenienza

65.5%Italy Italy
8.7%United States United States
6.3%France France
5.4%Spain Spain
4.1%Monaco Monaco
1.5%Sweden Sweden
1.3%Germany Germany
1.2%United Kingdom United Kingdom
0.8%Brazil Brazil
0.6%Poland Poland
0.3%Belgium Belgium
0.3%Canada Canada
0.3%Czech Republic Czech Republic
0.3%Netherlands Netherlands
0.3%Romania Romania
0.2%Lithuania Lithuania
0.2%Switzerland Switzerland
0.2%Russian Federation Russian Federation
0.1%Austria Austria
0.1%Croatia Croatia



Designed by:
Messaggio
  • Direttiva e-Privacy EU

    Questo website utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzionalità. Scorrendo questa pagina o cliccando in qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookies.

    Visualizza i documenti sulla direttiva della e-Privacy

Domenico Canobbio, un lancio misurato 50 metri ma lungo quaranta anni PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Aprile 2018 09:37

Un gruppo di amici di Brescia, ovviamente appassionati di atletica leggera, si sono inventati una speciale "celebrazione". Domani sera, alla Trattoria "Al Gallo" di Rovato, festeggeranno Domenico Canobbio, robusto lanciatore della Valcamonica,  il quale, indossando la maglietta della Fiat Om Brescia e allenato dal prof. Angelo Romele, il 13 agosto 1977, a Varsavia, fissò il primato bresciano del lancio del disco a metri 50.04. E la cifra è tuttora lì, in vetta alle liste della vasta provincia compresa fra il lago d'Iseo e quello di Garda. E, piccolo codicillo, nessun altro discobolo di quella terra è riuscito ad oltrepassare la ideale linea dei 50 metri. L'iniziativa è stata presa dai promotori del progetto "Sognando Olympia" e dall'Atletica Virtus Castenedolo; parteciperanno alla serata anche alcuni soci del nostro Archivio Storico. Ricordiamo che Rovato è la "patria" di Bruno Bonomelli.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Aprile 2018 11:17
 
Trekkenfild, la voglia di parlare ancora di atletica nonostante tutto PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Aprile 2018 15:21

alt

Abbiamo ricevuto il numero 57 della sbarazzina - già dal titolo - pubblicazione online "Trekkenfild". La cucinano, prevalentemente, Walter Brambilla e Daniele Perboni, che se la sono inventata qualche anno fa. Entrambi vengono da esperienze di riviste, giornali, libri, uffici stampa, intrattenitori a meeting e campionati. Soprattutto hanno sempre amato il nostro sport. Si avvalgono anche della collaborazione di "esterni". Il "foglio elettronico" è fatto soprattutto di commenti, ma non disdegna l'attualità, lo sguardo alla storia, le segnalazioni di libri - in questo numero addirittura quattro -, il tutto condito da qualche stilettata qua e là, quasi sempre con buona ragione. Ringraziamo il cielo che ci sono ancora dei manovali come Walter e Daniele che, senza darsi le arie di novelli Hemingway, scrivono ancora di atletica.

Se siete interessati, potete leggere tutti i contenuti di questo numero cliccando sulla copertina.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Aprile 2018 17:36
 
Attività fisica e adolescenti: ne ha discusso nella sua tesi Gabriella Rondoni Baldini PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Aprile 2018 15:15

alt     alt

Adesso il nostro Archivio Storico conta anche su una dottoressa in Scienze e tecniche dello sport. Nel tardo pomeriggio di ieri, Gabriella Rondoni, maritata con Giovanni Baldini, soci entrambi da qualche anno, ha illustrato i risultati della sua ricerca finale dopo il corso di studi al Dipartimento di Sanità pubblica, medicina sperimentale e forense della Università degli studi di Pavia, la mitica Alma Ticinensis Univeritas fondata nel 1361. La dissertazione verteva sul tema "Effetto dell'esercizio fisico sugli adolescenti, analisi e comparazione dei dati su tre gruppi praticanti discipline sportive diverse" (prove multiple, mezzofondo e triathlon). Relatore il professor Piero Incalza, che tutti, o quasi, coloro che si occupano di atletica sanno della sua brillante carriera di allenatore di mezzofondisti e maratoneti, uno per tutti - e non sono pochi - Giacomo Leone, vincitore della maratona di New York; fu poi quinto ai Giochi Olimpici di Sydney 2000 ma in quell'anno non si allenava con Incalza; Leone ha intrapreso da qualche anno la carriera dirigenziale all'interno delle strutture Federali.

La signora Rondoni Baldini ha brillantemente esposto, con piglio deciso, le sue argomentazioni, vedendosi poi ricompensata con un brillante voto di laurea. Attorniata dall'affetto dei familiari e degli amici, che hanno presenziato nell'aula dell'università pavese. Fra questi, il professor Roberto Costaldi, Maestro dello Sport e insegnante proprio nella stessa sede universitaria per dieci anni, Costaldi, piacentino, velocista di buon valore, fa parte di quella schiera di giovani innamorati dell'atletica che, anni '60 - 70, decisero di votare la loro vita professionale a questo sport. Gabriella è entrata a far parte di una famiglia che ha sempre mangiato bistecche e atletica. Il padre di suo marito Giovanni era Felice Baldini, uno dei primi ad entrare alla Scuola Centrale dello Sport del C.O.N.I. e, quindi, uno dei primi a fregiarsi di questo titolo. Qualche anno dopo fu raggiunto dal fratello Claudio Enrico (uno dei soci fondatori del nostro Archivio). Giovanni si diplomò anni fa all'allora I.S.E.F., oggi insegna a Piacenza, e continua la sua passione allenando ragazzi e ragazze all'Atletica Piacenza e all'Atletica Baldini Agazzano, il "gioiellino" di famiglia.

Insieme a parenti e amici, ha sgambettato per tutto il tempo - e non è stato poco - la piccola Chiara, la cui inarrestabile vitalità ci ha fatto balenare una proposta per la neo-dottoressa: stavolta ha investigato l'effetto dell'esercizio fisico sugli adolescenti, la prossima ricerca dovrà investigare gli effetti dell'esercizio fisico sulle mamme e le nonne alle prese con i pre-adolescenti. Auguri, dottoressa Rondoni, e complimenti anche dai soci del nostro microcosmo A.S.A.I.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Aprile 2018 20:16
 
Da una delle 44 voragini delle strade di Roma risorge lo spirito di Abebe Bikila PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Aprile 2018 07:51

alt

"Si scopron le tombe, si levano i morti , i campioni nostri son tutti risorti! Nudo il tallone, gli allori alle chiome, la fiamma ed il nome d'Etiopia nel cor: corriamo, corriamo!". Adattamento della "Canzone Italiana", poi conosciuta come "Inno di Garibaldi", versione 2018. Speriamo non se ne abbia a male lo scrittore Luigi Mercantini che la scrisse nel 1859.

Lo stralcio (meglio: lo straccio) di comunicato che pubblichiamo ha già fatto il giro del mondo. Siamo stati zitti, attendendo una presa di posizione (meglio: presa per i fondelli) di qualcuno dei tanti enti sportivi (lettere iniziali minuscole, anzi minuscolissime, vista la vergogna) che albergano a Roma, capitale sportiva d'Italia: colà il comitato olimpico italiano, le federazioni cosiddette sportive. Che, a rigore, dovrebbero essere i depositari del verbo culturale ginnico-atletico nazionale. Ebbene nella "capitale sportiva d'Italia" si riesce, ad opera della massima istituzione politico-amministrativa cittadina a diffondere un pezzo di carta su cui sta scritto "guest star (ridicolo già questo, n.d.r.) il campione olimpico della maratona del 1960, l'ottantaseienne Abebe Bikila che correrà insieme ai partecipanti". Se vi diciamo che il signor Abebe Bikila, ormai paraplegico, è morto nell'ottobre del 1973, ci credete? 

Ma ripensandoci forse un fondo di verità c'è. Vuoi dire che da una delle 44 voragini che si sono aperte nelle strade romane da gennaio a oggi, è riemerso lo spirito di Abebe? Che fu sepolto ad Addis Ababa, che al tempo glorioso dell'Impero era però italico suol. Attraverso un "cadaverodotto" (copyright Dario Fo nella commedia "Settimo: ruba un po' meno", sempre di straordinaria attualità) è stato fatto rientrare in occasione della Roma Appia Run, questa la corsa nella quale il suo fantasma doveva affiancare i concorrenti. Leggete l'attacco del comunicato: (la Roma Appia Run) è l'unica corsa podistica al mondo a svolgersi su 5 pavimentazioni diverse: asfalto, sampietrini, basolato lavico, sterrato e, infine, la pista dello Stadio.....". Sarebbe stato molto più d'impatto scrivere: "l'unica corsa podistica al mondo che fa resuscitare i morti".

O forse, si è trattato del classico pesce d'aprile. Una volta, un tale ci disse: "chi non conosce la sua storia, non ha futuro". Quando la riferimmo al nostro povero Marco Martini si fece una sarcastica risatina. E adesso, cari soci e utenti di questo sito, se non vi siete già divertiti a sufficienza con il comunicato del sito del Comune di Roma, fatevi un'altra risata cliccando qui.

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Aprile 2018 09:03
 
Dalla compilazione alla statistica, un salto che l'atletica non fa mai PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Aprile 2018 16:10

alt

Un nostro lettore ci scrive:

Mentre ero impegnato in una piccola ricerchina d'antan, mi è venuto fra le mani un volumetto, copertina marroncina che porta questo titolo "Cifre e dati dell'atletica mondiale e italiana - Fascicolo I", compilatore Bruno Bonomelli, S.T.E. Giulio Vannini - Brescia - 1949. Forse il primo volumetto prodotto dallo studioso bresciano di storia dell'atletica italiana. Nota del redattore di queste righe: sì, quello era il suo primo lavoro a stampa, dopo aver riempito decine e decine di quaderni di appunti e migliaia di schede informative.

E continua: non voglio qui parlare delle liste, elogiare il lavoro compilatorio...Sempre il redattore: anche se sarebbe il caso, visto che siamo nel 1948, il libricino vide la luce l'anno dopo ma le liste erano aggiornate a fine '48; facciamo notare che non esisteva neppure la A.T.F.S. che sarà fondata nell'agosto del 1950. Quello che ha richiamato l'attenzione del nostro lettore sono state alcune righe della presentazione scritta da Bonomelli. Leggiamole anche noi:

"Un vero e proprio studio statistico dello sport non può davvero limitarsi ai conti, alle cifre; ma ha da consistere nell'applicazione del metodo statistico - con le sue più recenti e squisite forme - a tali fatti, che saranno esaminati, interpretati con tali metodi, allo scopo di mettere in luce le leggi da cui i fatti stessi sono governati". Bonomelli cita la fonte: Alfredo Niceforo - Sport - Soc. Ed. Foro Italiano - Roma 1937. Facciamo notare che diede l'esame di statistica alla Facoltà di Economia e Commercio di Genova dove si laureò. Poi, di suo pugno, scrive:" Ma anche un lavoretto come il presente, che si limiti a contare e a dare i semplici numeri dello sport, non è certo privo di utilità, rappresentando la materia grezza senza la quale, è evidente, non si possono costruire le successive elaborazioni. Ecco perchè siamo venuti nella determinazione di pubblicare questa sistemazione, in elenchi e tabelle, dei dati che sono frutto delle nostre ricerche...Se la nostra iniziativa avrà successo, pubblicheremo in seguito due studi: uno sulle curve di rendimento degli atleti nelle diverse specialità atletiche, ed un secondo sulla correlazione esistente fra i dati antropometrici dell'atleta e la specialità nella quale ha eccelso...".

Queste le parole di Bruno Bonomelli settant'anni fa, parole che hanno avuto nullo o, nel migliore dei casi, scarso ascolto. Si compila, anche tanto, liste sempre più lunghe, "io sono più bravo di te perchè ho tre risultati in più", questa la mentalità diffusa. Addirittura sappiamo di organismi internazionali che spendono cifre apocalittiche in favore di compagnie che buttano dentro, letteralmente buttano dentro, risultati da tutto il mondo con il badile, senza controllo, senza selezione, l'importante è che siano tante. Invece di queste porcherie non sarebbe meglio riflettere sull'atletica al vertice, nel mezzo, in basso, e capire dove va? Con gli strumenti che oggi offre la tecnologia si può investigare di tutto e di più. Ma avete mai visto una analisi? A chi toccherebbe? Bonomelli lo dice chiaro: i semplici numeri rappresentano la materia grezza. Allenatori, dirigenti, giornalisti, avrebbero il compito, il dovere professionale, di investigare dentro quella materia. E, forse, questa povera atletica - povera ovunque, chiaro? - si toglierebbe dal pantano in cui è finita. Il nostro sermone finisce qui, amen.

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Aprile 2018 08:01
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 132