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Agazzano, "i Baldini", l'atletica: un intreccio di passioni antiche e moderne PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Novembre 2017 16:00

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Inizia la stagione al coperto. Cosa avete capito? Che cominciano le gare sulle piste dentro (in) la porta (door)? No, no, iniziano le gare...con le gambe sotto il desco, le corsie sostituite la lunghe tovaglie, attrezzi strani come forchette e coltelli, da non lanciare in queste occasioni, riservarle solo per Assemblee e votazioni, i trofei hanno forma di calici, talvolta, ahinoi, pieni di intrugli gassosi. Vabbè, avete capito, inizia il lungo festival delle premiazioni di fine anno. Fra gala, galini, galette, awards ceremony (va molto di moda, soprattutto se si trova la location adatta, una delle parole più cretine entrate nel linguaggio di paperi e papere che poi non sanno articolare quattro English words per ordinare un caffè), si può stilare un calendario che, al confronto, quello delle gare vere in pista coperta nella nostra bislacca penisola fa venir da ridere (vedere analisi che accompagna la pubblicazione delle liste italiane ogni tempo).

Così va il mondo...per la verità, le feste di fine stagione si son sempre fatte, ma adesso darsi una regolatina non sarebbe male. Ci sembra che non ci sia molta trippa per gatti...Noi ci occuperemo nelle prossime settimane dei club che sono nostri amici, che rilanciano il nostro sito, ne parlano negli ambienti dell'atletica, fanno soci. Il primo a scendere...a tavola, sarà, sabato, la A.D.A.A. Felice Baldini Agazzano, dei nostri soci Gabriella e Giovanni Baldini. Questo bel borgo collinare sta a circa 20-25 chilometri da Piacenza, un sito (se qualcuno lo definisce location, giuro, lo uccido) dove di atletica se ne è fatta tanta, atletica giocata, parlata, studiata, insegnata. Patria di due Maestri di Sport, Felice e Claudio Enrico Baldini, che ci hanno lasciato troppo presto. Felice uno dei primi in Italia a saltare due metri in alto (1964), Claudio Enrico appassionato ricercatore di storia del nostro sport, non a caso uno dei soci fondatori del nostro Archivio Storico. Giovanni è figlio del primo e nipote del secondo, e da tutti e due ha assorbito forti dosi di passione per l'atletica. Cui si è aggiunta la moglie Gabriella, che stravede per la marcia. Metteteci una presidentessa attenta e collaborativa come la signora Annamaria Romanini, aggiungete qualche amico che non si tira mai indietro, ed ecco l'Atletica Agazzano (allo studio il cambio di denominazione), erede di una lontana tradizione mai dimenticata.

I dettagli dell'appuntamento sono indicati nell'invito qui allegato. A giochi fatti, ne riparleremo. In attesa degli altri amici nostri.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Novembre 2017 17:41
 
Sabbadin e Rivis hanno completato le liste italiane ogni tempo in pista coperta PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Novembre 2017 10:14

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Avevamo scritto a suo tempo presentando le liste maschili:

"Enzo Rivis e Enzo Sabbadin hanno fatto anche di meglio: hanno dedicato il loro tempo per compilare approfondite liste italiane ogni tempo in pista coperta. Una chicca della quale siamo veramente orgogliosi come Archivio Storico, trattandosi di una compilazione che, in queste dimensioni, mancava totalmente alla atletica nostrana". Forse se ne accorgeranno in pochi, o faranno finta di non accorgersene "negli ambienti bene informati", come scrivono solitamente i giornalisti che si occupano di nera o di giudiziaria. Quali siano gli "ambienti" lo lasciamo alla vostra fervida immaginazione. Macheccefrega, ci siamo abituati, dopo 24 anni di assordanti silenzi, eppure siamo ancora qui, vivi, vegeti e aggressivi. E ci gratifica vedere ogni giorno il numero dei contatti al nostro sito.

Leggete qui sotto le spiegazioni e le analisi fatte dai nostri due soci, note che accompagnano questa nuova pubblicazione, che, adesso, è completa con i risultati conseguiti dagli atleti maschi e femmine. Anche questo avevamo detto:"Enzo Rivis e Enzo Sabbadin sono impegnati nella ricerca e compilazione delle liste muliebri, che pensano di presentare alla vigilia della prossima stagione invernale 2017 - 2018". Siamo alla vigilia? Ebbene, eccoci qui.

Nel ringraziare i nostri due soci-ricercatori a nome di tutti gli altri e degli utenti del nostro sito, lasciamo la parola agli autori, non prima di aver dato l'indicazione che faciliterà la consultazione delle liste: sulla sinistra della "copertina" alla voce Liste italiane di ogni tempo, aprire Pista coperta: uomini e Pista coperta: donne. E buona lettura, se ne avete interesse. 

Chi avesse osservazioni, aggiunte, correzioni deve rivolgersi direttamente agli autori:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Italian All - time Indoor Rankings: Men & Women, compiled by Enzo Rivis and Enzo Sabbadin. Open the two links

Les meilleurs athletes italiennes  hommes et femmes de tous les temps en salle, par Enzo Rivis et Enzo Sabbadin, en cliquant ici sur le deux link

Listas italianas de marcas de todos tiempos en pista cubierta: Hombres y Mujeres, compiladores Enzo Rivis y Enzo Sabbadin. Abrir las dos direcciónes

 

IMPIANTI INDOOR IN ITALIA

Relativamente all’Atletica indoor, ci sono attualmente in Italia solo 2 impianti regolari con pista di 200 metri in grado di ospitare Campionati Assoluti ed eventi internazionali: Ancona e Padova.

Dopo la chiusura nel 2016 dell’impianto napoletano di Ponticelli, sono inoltre operativi due impianti con pista da 160 metri (Parma, Firenze) e alcune strutture minori con pista rettilinea e pedane per salti e/o lanci (Aosta, Bra, Torino, Bergamo, Saronno, Padova-Colbachini, Schio, Pordenone, Udine, Modena, Firenze-Ridolfi, Lucca, Fermo, Casal del Marmo, Rieti, Iglesias, Palermo).

N.B.: il Pala Lottici di Parma è stato recentemente dotato anche di un rettilineo a 6 corsie

Sono quindi del tutto assenti le città metropolitane, mentre nei primi anni ottanta si gareggiava contemporaneamente sulle piste complete di Torino, Genova e Milano.

Per fare un confronto, pur avendo un numero minore di tesserati rispetto all’Italia, la Spagna ha 9 piste indoor complete ed ospita 3 meeting internazionali contro lo zero assoluto dell’Italia!

 Leggi tutto...

 

  gara performances     performers    
    limite risultati ris.2017 % limite PB 2017 %
1 60yds 7.05 52 0 0.00% 7.23 51 0 0.00%
2 55m 7.09 52 2 3.85% 7.38 51 3 5.88%
3 60m 7.40 207 17 8.21% 7.69 209 19 9.09%
4 200m 24.06 101 4 3.96% 24.76 100 11 11.00%
5 400m 53.83 102 9 8.82% 55.70 100 11 11.00%
6 800m 2:06.00 103 4 3.88% 2:10.52 100 10 10.00%
7 1000m 2:53.01 50 3 6.00% 2:54.8 51 4 7.84%
8 1500m 4:20.75 100 2 2.00% 4:30.24 100 3 3.00%
9 3000m 9:17.42 100 4 4.00% 9:51.39 100 8 8.00%
10 60yds hs 8.07 50 0 0.00% 8.37 50 0 0.00%
11 55m hs 8.22 50 0 0.00% 8.78 50 4 8.00%
12 60m hs 8.28 204 3 1.47% 8.89 204 13 6.37%
13 alto 1.89 108 2 1.85% 1.75 113 9 7.96%
14 asta 4.15 114 3 2.63% 3,50 121 14 11.57%
15 lungo 6,30 103 8 7.77% 5.95 103 5 4.85%
16 triplo 13.57 102 3 2.94% 12,30 102 11 10.78%
17 peso 17.52 100 0 0.00% 12.75 101 3 2.97%
18 pentathlon 3.829p. 101 1 0.99% 3.414p. 100 11 11.00%
19 marcia m.3000 12:53.14 100 2 2.00% 14:23.20 100 2 2.00%
20 4x200 Rappr. 1:41.64 23 0 0.00%   8 0 0.00%
  4x200 Società 1:41.64 104 8 7.69%   42 6 14.29%
21 4x400 Rappr. 3:54.76 10 1 10.00%   2 0 0.00%
  4x400 Società 3:59.6 32 0 0.00%   15 0 0.00%
                   
  totale   2,068 76 3.68%   1,973 147 7.45%
  N° Risultati 3,708              
  - di cui 2017 192              


 

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Novembre 2017 10:38
 
Luigi "Jerry" Bertocchi si è fermato davanti ad un ostacolo troppo alto PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Novembre 2017 19:12

 

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Abbiamo ricevuto da Paolo Marabini la triste notizia del decesso di Luigi "Jerry" Bertocchi, cinquantadue anni compiuti lo scorso giugno. Fu un bravo ostacolista sulle barriere alte negli anni '80 e la prima metà dei '90. Fermò il suo miglior risultato su un 13.69, nel giugno del 1991, a Potenza, cifra che lo vede ancor oggi fra i migliori venti specialisti italiani di ogni tempo. La lista si può consultare su questo indirizzo.

Così ricorda l'uomo, l'amico e l'atleta, con viva commozione, il nostro socio Paolo.

Jerry non ce l'ha fatta. Ci ha provato con tutte le forze, con il coraggio del leone, quel coraggio che è stato per tanti anni il marchio di fabbrica delle sue vittorie in pista. Ma stavolta l'avversario è stato più forte di tutto e ce l'ha portato via. Non che non ce lo aspettassimo, ma volevamo credere che lo avrebbe battuto. Niente da fare. Luigi Bertocchi ha perso oggi la gara più difficile, quella contro un cancro che per due anni lui ha cercato di sconfiggere in ogni modo.

Era più o meno di questi tempi, il 4 novembre 2015, quando ci lasciò impietriti davanti allo smarthpone con un messaggio choc:"Ho pensato molto se divulgare o meno questa notizia, ma le notti insonni cariche di pensieri pesano come un macigno" scrisse sul suo profilo Facebook. "Dicono che un problema condiviso pesa molto meno e so che qui di amici ne ho molti, per cui un po' di energia, che mi aiuterà ad affrontare la gara più importante della mia vita: il cancro, quel temibile avversario di cui però non ho paura. La lotta sta per iniziare e con il vostro supporto so che sarà meno pesante, la mia compagna sta già facendo tantissimo, mi è sempre vicina e mi tiene alto il morale. In questo caso anche l'amore farà la sua parte". Parole cariche di forza, di speranza, ad accompagnare l'inizio della sua battaglia. C'è stato tutto. L'affetto degli amici, dei vecchi compagni, dei vecchi avversari; l'amore della famiglia e di Graziella; la sua forza di volontà spaventosa, capace di fargli superare tanti momenti dolorosi e difficilissimi; le cure continue, le terapie sperimentali. Ma non è bastato. E oggi per noi che l'abbiamo conosciuto, che l'abbiamo frequentato, che l'abbiamo incitato dagli spalti, che abbiamo riso di gusto al suo fianco - perché Jerry ti faceva rotolare per terra dalle risate - è un giorno terribile, assurdo, inaccettabile. Sprizzava felicità, Jerry: voglia di ridere, di divertirsi, di vivere, di stare in compagnia, circondato da belle persone. Non andare d'accordo con lui era praticamente impossibile, e non è un modo di dire figlio del momento triste che siamo costretti ad attraversare. E che non sarà facile superare.

Jerry era nato a Bergamo il 10 giugno 1965. E a 10 anni era già lì che dava del tu all'atletica, svezzato da quel genio e sregolatezza di un Alfio Ghisdulich, un altro che ci ha lasciato troppo presto, quasi alla sua stessa età. Talento precoce, dopo un biennio di stop perché aveva cominciato a lavorare si era riavvicinato alle piste nel 1980 e si era messo nelle mani sapienti di Mario Alemanni, già valente velocista e prima anima della neonata Atletica Nembro. In men che non si dica ecco i primi successi. Bologna, 27 giugno 1981, il primo titolo italiano, categoria allievi: 110 ostacoli naturalmente, anche se avrebbe potuto fare pure altro, finanche diventare uno tosto da decathlon, con quel fisico perfetto. Di titoli tricolori ne vincerà altri tre, uno da junior, nell'84, nei 60 ostacoli indoor, e due assoluti, sulla stessa distanza, nell'86 e '87. Il tutto farcito con altri dieci podi tricolori, ma anche sei primati italiani under 20 e uno under 23.

E, soprattutto, da 34 maglie azzurre, 23 delle quali assolute,  la prima a 20 anni non ancora compiuti, secondo bergamasco di sempre alle spalle solo di Charlie Guerini. Primo uomo bergamasco in gara in un Mondiale indoor (Parigi 1985, a soli 19 anni) e in un Mondiale all'aperto (Roma 1987), tre partecipazioni agli Europei indoor, due agli stessi Mondiali indoor, tre ai Giochi del Mediterraneo, uno alla Coppa Europa, due volte d'oro ai Mondiali militari, onnipresente negli incontri fra Nazionali: avrebbe potuto anche superare il record di Guerini, se un increscioso episodio non lo avesse visto sfortunato protagonista nel 1989, quando si trovò coinvolto suo malgrado in una rissa fra tifosi di calcio nei pressi di un autogrill. Un episodio che lo segnò molto, al di là dei danni fisici, inducendolo a lasciare le Fiamme Gialle, che lo avevano ingaggiato appena diciottenne, e anche le piste.

Tornò in finale di stagione, convinto da Alberto Bergamelli, che era stato al suo fianco sin dagli anni della gioventù e gli offrì una maglia dell'Atletica Nembro. Jerry la onorò nella stagione successiva, regalando alla piccola società del suo paese un bronzo agli Assoluti e un gran balzo a 7.53 nel salto in lungo, suo miglior risultato di sempre, prima di ritrovare spazio nell'atletica di serie A con la maglia delle Fiamme Azzurre, agli ordini di Giovanni Cornacchia, tecnico pescarese fra i più preparati. E cominciò una seconda carriera, impreziosita dal suo miglior crono sugli amati 110 acca, 13.69 a Potenza l'8 giugno '91, ai tempi quinta prestazione italiana assoluta di sempre. Ma anche dal ritorno in Nazionale: l'ultima maglia azzurra la vestirà il 19 luglio 1993 a Narbonne, ai Giochi del Mediterraneo. Ma continuerà a superare ostacoli per altre cinque stagioni. E peccato per quell'assalto ripetuto al titolo italiano all'aperto mai andato a buon fine, a quel gradino più alto del podio stregato, sfiorato a più riprese ma mai acciuffato. Un po' per sfortuna, un po' perché c'erano anche gli avversari, ed erano tosti: da Laurent Ottoz a Mauro Rossi, da Daniele Fontecchio a Gianni Tozzi, da Mauro Re a Fausto Frigerio, amico-rivale sin dalle categorie minori, e poi Andrea Putignani, Gabriele Maccarone, Dario Volturara, Marco Todeschini.

Una volta smesso di correre, Jerry è rimasto nell'ambiente, nel giro dell'Atletica Saletti, la società di Nembro, in mille ruoli: motivatore, consulente, consigliere, allenatore, tuttofare. Lo è stato anche nei due anni della malattia, quando le cure e il dolore gli hanno concesso qualche breve periodo di tregua. Perché lì - nel suo habitat naturale, in mezzo alla sua gente, anche se gli costava fatica - si rigenerava, nello spirito e nel fisico, e faceva il pieno di buon umore e soprattutto di speranza. Una speranza che purtroppo ha avuto vita breve. Troppo breve, maledizione.

Ciao Jerry. Te ne sei appena andato e già ci manchi tantissimo. Conoscerti, condividere giornate insieme, soprattutto quei bellissimi momenti in giro per le gare, quando eravamo ragazzini spenseriati, è stato un privilegio che mi porterò sempre dentro nel cuore. Che oggi è carico di lacrime e di dolore.

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Novembre 2017 19:09
 
Due documenti ci riportano ai Campionati Europei del 1934 a Torino PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Novembre 2017 18:01

Ci è stato segnalato che su questo indirizzo sono stati pubblicati due documenti originali inerenti la prima edizione dei Campionati d'Europa che si svolsero allo Stadio Mussolini di Torino dal 7 al 9 settembre 1934. I documenti sono a corredo di una storiellina che concerne il primato mondiale del giavellottista finnico Matti Järvinen in quella occasione, e altre annotazioni su quella gara.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Novembre 2017 19:30
 
Luigi Mengoni, lo statistico che per primo esplorò il pianeta "atletica cinese" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Novembre 2017 09:16

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"I have been a keen follower of Albanian track and field for 35 years, mostly through the pages of «Sporti Popullor» (Tiranë), of which I was one of the earliest foreign subscribers - an istinctive affection for a neighbor who in the past had been the victim of evil deeds, a neighbor who - wrapped up in its shell - is going through a difficult experience for the radical transformation of its culture and fatherland".

Inizia così la introduzione scritta da Luigi Mengoni (traduzione in inglese di Roberto L. Quercetani) di "Track and Field in Albania 1945 - 1986", un prezioso, essenziale libretto pubblicato dalle Grafiche Cesari di Ascoli Piceno. Di Luigi Mengoni abbiamo appreso la scomparsa avvenuta qualche giorno fa, aveva 87 anni. È stato uno degli statistici "storici" nel panorama non solo italiano ma soprattutto internazionale. La ragione, crediamo, va ricercata nella originalità delle sue ricerche. Ma chi si era mai occupato di atletica in Albania prima di Mengoni? Un grande merito, il suo, quello di aver fatto conoscere realtà nuove, inesplorate. Se pensiamo alla banalità di certe pubblicazioni odierne fatte solo di "copia - incolla", di statistiche trite e ritrite, di articoli che raccontano da decenni le stesse favolette metropolitane, ebbene, Luigi Mengoni faceva parte di un altro mondo, in tutti i sensi. Alcuni dei nostri soci "diversamente giovani" lo hanno conosciuto, hanno avuto rapporti epistolari con lui, non sempre fu semplice.

Calvinista rigidissimo in tema di quattrini, calcolava alla liretta il costo delle pubblicazioni che proponeva e il costo della loro spedizione. Le sue lettere era esercizi di aritmetica applicata, detto bonariamente. La sua perenne diatriba con le Poste italiane era epocale, da far impallidire la Guerra dei Centanni. C'è una frasetta nella presentazione del libro sull'Albania che la dice lunga su un aspetto del suo carattere: di tanto in tanto, veniva preso dal desiderio di disfarsi di tutti i suoi libri e seminava in giro lettere d'offerta a chi sapeva interessato all'atletica. Poi si pentiva. Oppure, la vendita aveva altre finalità, come scrisse in quelle parole:"I am grateful to those track «nuts» who bought the major part of my track library and thereby made possible the realization of this booklet". E fra questi «nuts» leggiamo anche il nome del nostro socio e amico Gabriele Manfredini. Capito? Vendeva pezzi della sua collezione per pagare i conti della tipografia. Non ha mai scaricato i costi delle sue pubblicazioni sulle spalle degli altri, malcostume che perdura...Bruno Bonomelli aveva aperto una strada negli anni '50, strada poi poco battuta. Mengoni, negli ultimi anni, disfandosi di tutto, vendeva quello che restava della sua grande passione e il ricavato lo donava a una famiglia indigente della sua città.

Questa fu una parte del complesso uomo Mengoni. Lo statistico, lo storico, fu fra i migliori, soprattutto per originalità, abbiamo già detto. Sono molte le pubblicazioni cui partecipò attivamente. Negli anni '60 fu uno dei compilatori dei primi annuari mondiali dedicati alle donne. Collaborava alle riviste italiane (allora esistevano...) e dava notizie, commenti, statistiche dell'atletica in gonnella, era l'alter ego di Quercetani che si è sempre occupato di atletica con i pantaloni. Collaborava con il Gruppo Cecoslovacco (quello dell'indimenticato "Start", leader del gruppo Jan Popper) e con molti statistici europei. Schivo com'era, eppure per l'atletica sempre aperto agli altri. Pubblicò, con la partecipazione di Max Heilrath e Winfried Kramer, "National atlethics records at 1930, 1940 e 1950". Uno dei suoi campi d'indagine fu sempre quello dei primati nazionali.

Ma la chicca, a nostro giudizio, fu, nel 1994, "Chinese Track & Field Athletics - Atletica leggera in Cina (1910 - 1993)", che Mengoni compilò insieme a Gao Dianmin, capo dei servizi sportivi dell'Agenzia di informazione "Xinhua". Il libro fu edito dalla Cooperativa Dante Editrice di Vigevano, con un saluto iniziale del vicepresidente della Chinese Athletics Association, Lou Dapeng, un grande gentleman che abbiamo avuto la fortuna di incontrare nel mondo dell'atletica. Interessante contributo storico di Ian Buchanan. Una pietra miliare per la conoscenza della storia dell'atletica cinese.

La modestia di queste righe non rende il giusto merito a quest'uomo solitario, schivo, studioso. La terra ti sia lieve, Luigi Mengoni.

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Novembre 2017 11:05
 
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