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Roberto L. Quercetani e Bruno Bonomelli, una amicizia nel segno della cultura PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Aprile 2019 07:00

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Maestro. «Chi si propone come modello  e guida per gli altri», recita il Dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti. Nei secoli medioevali o rinascimentali lo avrebbero chiamato «Mastro», nella sua Firenze, specialmente. Era un titolo quasi nobiliare, ossequioso, deferente, riservato ai grandi artisti, pittori scultori, ma anche a chi era particolarmente abile con le mani, dai muratori ai falegnami, a chi si distingueva per particolare abilità, e creava con la sua competenza. Un esempio: il mastro d'ascia, che costruiva imbarcazioni. Nel nostro microcosmo sportivo anche noi abbiamo avuto dei «Maestri», pochi, pochissimi, ma ci è stata data una fortuna inconmmensurabile: i due migliori li abbiamo avuti noi, vicini a noi dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana.

E qualche giorno fa, in margine alla nostra venticinquennale Assemblea, i due «Maestri» si sono ritrovati uniti da un filo ideale, per noi pieno di significati. Roberto Luigi Quercetani ha ricevuto, a nome di tutti i soci, il Premio Bruno Bonomelli. Come dire, da maestro a maestro. Il fiorentino ha lasciato un segno indelebile nella cultura mondiale del nostro sport con la sua opera globale. In ogni angolo del mondo, chiunque voglia sapere qualcosa di storia dell'atletica leggera fa riferimento ai lavori di Roberto L. Quercetani, tradotti in moltissimi idiomi. Noi, che abbiamo come gruppo, un orizzonte più delimitato, quello dell'atletica nazionale, abbiamo avuto come ispiratore Bruno Bonomelli, bresciano, l'uomo che per primo ha scavato a fondo le vicende storiche, organizzative ed agonistiche, della nostra atletica. Due colossi, ciascuno nel proprio ambito. Due colossi che hanno per noi una valenza speciale: Roberto aderì subito alla A.S.A.I. e ne fu il primo presidente, Bruno, dopo la sua scomparsa, fu l'ispiratore della nostra associazione.

Il Premio Bruno Bonomelli fu istituito, a sorpresa, nel 2013, da un gruppo di amici bresciani. Il primo fu consegnato a Marco Martini, a pieno diritto ritenuto il continuatore dell'opera bonomelliana di ricerca e approfondimento. Gli venne dato in occasione della assemblea che si tenne a Castenedolo, alle porte di Brescia, nella guest house della Tenuta Agricola Peri Bigogno, che aveva ospitato l'evento. Stavolta il Premio - riprodotto su un prezioso foglio di carta fatta a mano dalla ditta Toscolano 1381, emanazione del Museo della Carta di Toscolano Maderno, culla di mastri cartai, per rimanere in tema - è stato rimesso a Roberto, alla presenza della gentile signora Maria Luisa, nella loro attuale residenza fiorentina. Erano presenti Ottavio Castellini, Alberto Zanetti Lorenzetti e Marco Peiano, cui si devono le fotografie che corredano queste righe.

Roberto, con simpatia e lucidità, ha ricordato episodi della sua amicizia con il tempestoso Bruno, per esempio una loro visita alla redazione del quotidiano "L'Unità" dove il giornalista bresciano diede sfogo alla sua insoddisfazione nei confronti dei redattori sportivi. È trascorsa una oretta tra piacevoli aneddoti, ricordi di amici francesi, britannici, americani, la sua iniziale passione per le lingue straniere, Roberto ne parla parecchie fluentemente, i ricordi della sua relazione professionale con Gianni Brera che lo volle prezioso collaboratore alla «Gazzetta dello Sport», le differenze fra lui e Bruno quanto agli interessi atletici, mondiali per l'uno, nazionali per l'altro.

È stato per noi il miglior suggello alla celebrazione dei nostri 25 anni. Grazie Roberto! Grazie Bruno!

Delle foto vogliamo richiamare l'attenzione su una in particolare, l'ultima in basso a destra: in mezzo a libri religiosi, Bibbie, vite dei Santi e degli Apostoli, fa capolino una copia della storia dell'atletica mondiale di Roberto Quercetani. In fondo, quella dell'atletica, una religione laica per tutti noi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Aprile 2019 14:10
 
Notre-Dame, un simbolo non solo per la Francia, ma per l'umanità tutta PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Aprile 2019 13:45

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To all the French friends - We are close to each of you for this great catastrophe - The members of the Archivio Storico dell'atletica Italiana "Bruno Bonomelli".

Questo il breve messaggio che, a nome di tutti noi, abbiamo inviato ai componenti della Commissione Documentazione e Storia della Federazione Francesce di Atletica (F.F.A.) dopo aver appreso del disastroso incendio che ha orribilmente mutilato la cattedrale di Notre-Dame. 

Luc Vollard ci ha risposto:"Thank you very much for your friendly message. As probably a lot of French, I have in mind a lot of memories about Notre Dame as my parents which where surely close to when the bells were ringing in August 1944 during Paris liberation". Quel suono era un simbolo di libertà, grazie Luc per avercelo ricordato, ne abbiamo bisogno, tutti, in Francia come in Italia.

Sabato scorso, i componenti della CDH si erano ritrovati nella sede della Federazione per la loro annuale assemblea. Luc Beucher ci ha inviato la foto che pubblichiamo (nella quale manca lui ovviamente, in veste di fotografo). Presenti Alain Bouillé, Yvan Bourdeau, Gilbert Rosillo, Yves Seigneuric, Vincent Kropf, Emmanuel Tardi, Gérard Dupuy, Philippe Guilbaud, Olivier Martinot-Lagarde, Luc Vollard e Patricia Doilin. Nell'inviarci la foto, Luc ha aggiunto un breve simpatico p.s.:"Merci pour vostre message de solidarité...et longue vie à l'ASAI".

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Aprile 2019 16:59
 
Aprile 1918, c'è la guerra ma le giovani francesi corrono dans le bois de Chaville PDF Stampa E-mail
Domenica 14 Aprile 2019 07:34

Cosa può fare lo sport! Luc Vollard ci racconta una bella storia di ragazze che corrono un cross country in un bosco francese nell'aprile 1918, mentre ancora imperversa la prima Guerra Mondiale. L'armistizio arriverà solo in novembre. È una delle interessanti proposte della 90esima "Lettre" che abbiamo ricevuto da Gilbert Rosillo per contro della Commissione Documentazione e Storia della Federazione transalpina. E tanto altro che potete scoprire aprendo il loro sito  http://cdm.athle.com/

EDITO - C'EST ARRIVÉ EN AVRIL ... 1918

Rédacteur Luc VOLLARD
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Alors que la Grande Guerre fait toujours rage sur le front au nord-est de la France, le sport va reprendre en France un rythme très soutenu bien avant l’armistice du 11 novembre 1918. Ainsi la toute jeune Fédération des Sociétés Féminines Sportives de France va organiser dans le bois de Chaville sa première épreuve interclubs de cross-country ....  en lire plus en page d'accueil du site       
 
INFORMATION CE SITE EST TENU PAR DES PASSIONNÉS BÉNÉVOLES A 100%
Pour éviter toute méprise, nous tenons à signaler que le site de la CDH est tenu par un groupe de ... en lire plus en page d'accueil du site sur la première ligne de la colonne de gauche.
 
LETTRE MENSUELLE CDH TÉLÉCHARGEABLE
Elle se trouve sur la colonne de gauche sous format PDF : http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=39695

 
ACTUALITES - MEILLEUR PERFOMEUR MONDIAL - DISPARUS - NOBLES, etc.
Rédacteur Gérard DUPUY
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Une actualité riche, de nouvelles études, des actualisations diverses vont pouvoir éveiller votre curiosité dans les chapitres suivants:  
1) Commençons par les actualisations de dossiers existants avec le meeting en salle de Nantes, celui de Val-de-Reuil qui bien sûr ont été augmentés de l'édition de cet hiver, ou encore les 10 km d'Etampes, qui, évidemment ne se sont pas déroulés en salle mais bien sur la route. Les familles d'internationaux ont vu une dizaines d'entrées nouvelles essentiellement dues aux enfants qui ont porté pour la première fois le maillot de l'équipe de France, mais aussi des passages en mairie pour certains couples. Les études diverses par spécialité ont été "gonflées" des résultats de 2018, tout comme les championnats d'Europe en salle et la coupe d'Europe hivernale de lancers (avec la meilleure performance mondiale de la saison réalisée par Quentin Bigot, cf. photo) qui ont reçu les prestations des athlètes français qui ont participé aux éditions respectives de cet hiver.
 
2) Au rayon des nouveautés, tous les vainqueurs des championnats collectifs (aux championnats de France) sont désormais recensés : relais, équipes de cross, coupes de France et critériums des lancers ou des sauts, des haies, du sprint, de la marche, etc. Il y en a pour tous les goûts. Une liste des internationaux disparus (ou supposés l'être au vu de leur date de naissance) s'étale sur de nombreuses pages et s'accroît sans cesse inéluctablement... Enfin pour se détendre et de façon purement anecdotique une présentation d'internationaux ayant des ascendances nobiliaires voire détenant des titres de noblesse, (parfois sans le revendiquer du tout) pourra peut-être vous surprendre (rubrique "curiosités").
 
Amusez-vous, rafraîchissez votre mémoire, retournez, pourquoi pas, au pays de la nostalgie, faites-vous plaisir et n'oubliez pas que nous sommes toujours à votre écoute par le biais du lien "nous écrire" ici à votre gauche 
 
MISE A JOUR DU SITE
En ouvrant le menu situé en haut et à droite de la page d'accueil, vous aurez accès à toutes les mises à jour, modifications : Mises à jour du site

LA CDH ITALIENNE
Un site équivalent à la CDH française, mais réalisé pour l'Italie.
A découvrir absolument ! http://www.asaibrunobonomelli.it/
 
INFOS PRATIQUES : LES REVUES FFA
La revue fédérale Athlétisme Magazine en partenariat avec la BNF a mis en ligne tous les numéros du magazine officiel de la FFA de 1921 à 2000. 
Les revues mensuelles fédérales sont accessibles à partir de la page d'accueil du site, colonne de droite.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 14 Aprile 2019 17:50
 
Tempo di assemblee per storici e statistici: domani a Parigi i francesi della CDH PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Aprile 2019 17:06

Domani, nella sede della F.F.A., a Parigi, in Avenue Pierre de Coubertin, si riuniranno i membri della Commission Documentation et Histoire de la Fédération Française d'Athlétisme, che riconosce questa struttura culturale nel suo Statuto.

Qualche giorno fa da Luc Vollard, presidente della Commissione, abbiamo ricevuto un cordiale messaggio, in cui, tra l'altro ci ha scritto:"We have on next Saturday our annual meeting.  I always have in mind a common work between us dedicated to Italia / France competition through the datas of our friend Luc Beucher and with all my newspapers collection. Probably, you have some Italian papers also on your side. We have first to finish a huge work for the one hundred years of French Federation but I hope we can to this in 2020".

Anche noi non abbiamo dimenticato la proposta di fare un lavoro che coinvolga i nostri due gruppi, nel ricordo di Marco Martini. Intanto, desideriamo far giungere a Luc e agli altri componenti della CDH i nostri più cordiali auguri di "Buon lavoro" per la loro Assemblea.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Aprile 2019 17:49
 
Arno Società Sportiva Italiana, era il 1922, son quasi cento anni di sport PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Aprile 2019 08:03

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Un raduno di saltatori con l'asta allo Stadio «Berta». Al centro della foto, in piedi, si riconosce Danilo Innocenti, con le braccia lungo i fianchi, primo italiano oltre i 4 metri. Nell'immediato Dopoguerra sarà il direttore sportivo della rinata A.S.S.I. Giglio Rosso


Nella speranza (fondata?) che tutti abbiano capito che domenica l'Assemblea annuale dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli» sarà ospitata nella Sala Aldo Capanni all'interno della sede della società fiorentina ASSI Giglio Rosso, abbiamo deciso di pubblicare un brano tratto dal libro «Storia dell'atletica a Firenze e nella sua provincia dalle origini al 1945» di Aldo Capanni e Franco Cervellati. Dove si racconta come nacque il club sportivo, le sue trasformazioni, i suoi impianti, i suoi uomini. Vuole essere un ringraziamento agli amici che ci ospiteranno domenica nella loro sede in viale Michelangiolo.

“L’Arno Società Sportiva Italiana venne fondata il 14 aprile del 1922. Secondo il racconto che ci fece un giorno uno dei soci fondatori, Agostino Marchiani, 18 giovanotti del Rione di San Niccolò furono i fondatori. Stanchi di osservare le regole imposte dal parroco per l’uso del campetto di calcio della chiesa di S. Maria a Ricorboli, i nostri decisero di costruirsene uno proprio in quella grande ansa formata dal viale del Colli, che, fino ad allora, era servita da discarica di materiali inerti.

“La storia proseguì addirittura con il furto, nottetempo, di alcune attrezzature della parrocchia, divise e palloni, ma soprattutto con l’alacre opera di spianamento e bonifica del terreno cui seguì, come è anche documentato dagli archivi, la recinzione del fondo e la costruzione di rudimentali spogliatoi.

“Sappiamo poi che il vessillo della sociale, dai colori bianco-versi, venne inaugurato il 3 settembre del 1922. La cerimonia – alla quale parteciparono le rappresentanze delle maggiori società sportive fiorentine – venne «benedetta» dall’On. Italo Capanni, fascista e squadrista della prima ora, discreto ex-atleta dell’Itala. In tale occasione fu organizzata, dalla società medesima, la Coppa Chiappi, un cross-country podistico.

“L’A.S.S.I. – la forma contratta era sicuramente di buon auspicio -, nata dal bisogno di autonomia di un gruppetto di calciatori, fu sin dalla costituzione una società polisportiva: al calcio si aggiunsero il ciclismo, la ginnastica, il podismo, l’escursionismo.

“I tempi dovevano essere estremamente favorevoli allo sviluppo dello sport cittadino se l’A.S.S.I., dopo pochi mesi di vita, riuscì a dotarsi di una palestra ben attrezzata per l’allenamento della propria squadra ginnastica, dei «boxeurs» e dei lottatori, in via Adriani. Sicuramente fu abile il Consiglio, presieduto da Mario Bordi, ma certamente la giovane società godette di una certa simpatia negli ambienti che contavano.

“Sul piano operativo l’A.S.S.I. risistemò definitivamente il campo di gioco, lo dotò di una tribuna coperta in legno e di uno chalet, e divenne subito un luogo attraente per i fiorentini che accorrevano numerosi, nei giorni festivi, per seguire le vicende dell’undici biancoverde. Fu sicuramente il calcio lo sport nel quale la società ottenne i migliori successi approdando al campionato di III Divisione, nel quale militò fino allo scioglimento della società.

“Altri buoni risultati furono ottenuti dalla sezione tamburello, dal pugilato e dalla lotta greco-romana, dal ciclismo e dalla pallavolo dove l’A.S.S.I. vinse nel 1926 un campionato italiano riservato a squadre dopolavoristiche.

“La Sezione Atletica combinò invero assai poco, e si distinse più per le sanzioni comminate dalla Federazione Italiana Sport Atletici – per aver organizzato gare senza aver rinnovato l’affiliazione alla Federazione – che per i risultati, davvero modesti ei suoi rari atleti. Ma l’A.S.S.I. ebbe comunque una parte importante nella storia dell’atletica fiorentina: per il suo campo, prescelto dalle autorità sportive e di regime – che in pratica si sovrapponevano nella figura del marchese Luigi Ridolfi – per costruirvi il primo impianto fiorentino di atletica leggera omologato dalla F.I.S.A..

“Nella generale «ristrutturazione» dello sport fiorentino, voluta dall’ente sportivo della Federazione provinciale fascista, l’Arno Società Sportiva Italiana venne «fusa» con un’altra società calcistica, la G.E.A., che aveva un bel campo sportivo in via Aretina. Da questa fusione nacque l’Unione Sportiva Fiorenza e, dopo un sopralluogo effettuato sui due impianti sportivi delle vecchie società, il marchese Ridolfi stesso decise che l’U.S. Fiorenza si avvalesse di quello di via Aretina, sede della G.E.A. I fatti narrati accaddero alla fine del 1927 e per rendere meglio l’idea del clima che si respirava in quel periodo, della precarietà estrema delle libertà individuali ed associative, riportiamo una parte di un comunicato dell’Ente sportivo, pubblicato su «Il Nuovo Giornale», che si occupò dell’U.S. Fiorenza:

“I soci delle ex- Società A.S.S.I. - G.E.A. sono d’ufficio iscritti nella U.S. Fiorenza. Coloro che non intendessero far parte del nuovo sodalizio, dovranno singolarmente far pervenire entro il corrente mese alla Segreteria, Piazza Mentana 1, le loro dimissioni con lettera raccomandata. Ogni singolo dimissionario dovrà nella sua lettera di dimissioni indicare, oltre il nome e cognome, anche il proprio indirizzo. Non verrà tenuto conto delle dimissioni inviate in modo diverso a queste disposizioni. Il Triunvirato è certo che tutti i soci delle due associazioni accetteranno disciplinatamente di far parte dell’U.S. Fiorenza, in ogni modo vengono avvertiti che la nota dei dissidenti verrà comunicata all’Ente Provinciale Fascista per gli opportuni provvedimenti”.

“L’A.S.S.I. scomparve dalla geografia sportiva fiorentina dopo appena cinque anni dalla fondazione, il suo campo venne modificato in un moderno ed efficiente impianto per l’atletica leggera, dotato di tutte le attrezzature tecniche e sanitarie e di una tribuna in cemento armato coperta da una tettoia di legno con copertura in coppi. Quest’ultima fu realizzata nel 1929 da Nervi e Nebbiosi, due giovani ingegneri romani, che in seguito progettarono e seguirono la costruzione dello Stadio «Giovanni Berta».

“La moderna struttura realizzata fu sede della Società Atletica Giglio Rosso: sulla pista in carbonella di 333 metri si disputarono innumerevoli gare e si allenarono i più grandi campioni dell’epoca, ma questa è la storia di un’altra società.

“Il 5 novembre 1944, dopo la Liberazione della città, si svolse l’assemblea generale della S.A.U. Giglio Rosso, durante la quale fu deciso di ripristinare la vecchia denominazione della società originaria: l’A.S.S.I. In riconoscimento dell’eccezionale attività sportiva e dei titoli di società ed individuali conquistati nel periodo del regime fascista, i soci della ricostituita Arno Società Sportiva Italiana vollero aggiungere alla sezione atletica il nome di Giglio Rosso.

“Direttore sportivo dell’A.S.S.I. Giglio Rosso fu nominato Giuseppe Lippi che insieme a Bruno Betti, quale allenatore, ricostruì l’atletica fiorentina del dopoguerra”.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Aprile 2019 08:20
 
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