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Gli anni ticinesi di Adolfo Consolini, troppo vecchio per lo sport italiano, emigrante in Svizzera PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Febbraio 2017 10:26

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L' incontro Piacenza - Lugano del luglio 1965 di cui vi abbiamo ampiamente parlato qualche giorno fa ebbe un seguito l'anno dopo, stavolta in terra ticinese. La "traccia" l'abbiamo scovata, senza fatica, a pagina 4 del numero 31 di "Atletica", settimanale della Federazione italiana di atletica leggera. Un numero speciale perchè riferiva ampiamente dei Campionati d'Europa disputati a Budapest, sulla pista del Nepstadion, un campionato trionfale per l'atletica italiana con i tre ori di Abdon Pamich, Eddy Ottoz e Roberto Frinolli; dei 32 partecipanti 14 entrarono in finale, altri otto furono semifinalisti. Sul numero del bollettino federale (articoli di Alfonso Castelli e Sergio Gatti) fa capolino una terza firma: quella di C.E.Baldini, Claudio Enrico Baldini. Il baffuto agazzanese firma una quarantina di righe sull'incontro societario disputato a Lugano il 21 agosto fra le rappresentative della SAL  e una "mista" di Piacenza, formata da atleti dell'Atletica Piacenza Libertas CSI e della AAA Leone Vignola Agazzano, come l'anno prima a Piacenza. E anche stavolta il punteggio finale (145 a 119) premia gli svizzerotti. Sentite cosa scrisse il tenente del Savoia Cavalleria Claudio Enrico Baldini:"L'assenza di molti atleti tra i piacentini ha in certo qual modo favorito la netta vittoria degli svizzeri. Dopo un passivo di 32 punti accusati nel settore velocità e ostacoli, ben poco hanno potuto saltatori e lanciatori per ridurre il grave distacco".

Eccoci poi al tema delle nostre ricerche: Adolfo Consolini. Ricerche che, cogliamo l'occasione per informare soci e lettori, continueremo tutto l'anno per celebrare - a modo nostro - il centenario della nascita del grande campione, chi vuol dare il suo contributo sarà ben accetto. Ancora Baldini con una nota telegrafica:"Tra i risultati di maggior rilievo vanno segnalati il 46.52 di Adolfo Consolini nel disco, che ha così superato chiaramente lo junior piacentino Filipponi. Nel disco femminile, buon collaudo pre-Budapest di Elvira Ricci Ballotta, che pur lanciando con traiettoria troppo bassa, ha raggiunto 51.55 al secondo lancio, con altri tre lanci oltre i 51 metri". La lanciatrice bergamasca, moglie del piacentino Edmondo Ballotta, ottimo saltatore con l'asta (4.35) qualche anno prima, sarà dodicesima nella finale europea con un più modesto 48.80. Da parte sua, Consolini a Lugano scese in pedana anche nel getto del peso: quarto con 12.48, primi due posti per i piacentini Livio Bernini (ex  fantomatico Jack Brandon, come abbiamo raccontato) e Sandro Ballerini.

In conclusione:"I risultati son stati nettamente falsati dalla composizione "Rub - Korn" della pista luganese (corretto rubkor, materiale sintetico che allora iniziava ad essere usato per ricoprire le piste di atletica, n.d.r.) evidentemente poco adatta agli atleti non abituati ad essa. Ancora da annotare gli stranissimi cronometraggi elvetici, esatti per quanto concerneva il primo classificato, assai empirici nei riguardi dei piazzati".

A sigillo della narrazione del duplice incontro Piacenza - Lugano, vi offriamo il testo che Marco Martini ha scritto nel suo bel libro "I campioni della simpatia", protagonisti Adolfo Consolini e Beppone Tosi. Stiamo parlando degli anni successivi all'ultima Olimpiade Roma '60 (la quarta, ma potevano essere sei). "Negli anni successivi Consolini si cimenta qualche volta in pedana, ma solo per divertimento. Nel 1961, ancora con i colori della Pirelli, viene superato tre volte da Franco Sar sul campo della SNAM a San Donato Milanese: il 7 maggio con 49.66, due settimane dopo nella prima fase dei Campionati di Società con 47.71 ed il 19 luglio a Milano toccando i 48.11. Nel 1962 lancia a 47.44 il 4 novembre a Napoli, ancora secondo. Più tardi si tessera per la Società Atletica Leggera Lugano, e raggiunge i 48.93 nel 1965 (il primo giugno a Lugano), vincendo anche il 4 luglio a Piacenza il match Lugano vs Piacenza con 45.61, il 19/4 a Lugano con 44.55, il 10/6 sempre a lugano con 46.28. Nel 1966 tocca i 46.52 (vedi resoconto Baldini, n.d.r.) e lancia anche 46.20 il 29 maggio. nel 1969 un conclusivo 43.94 il 1º giugno, pochi mesi prima della morte (avvenuta nel pomeriggio del 20 dicembre a Milano, n.d.r.). Questi risultati non sono riportati nella graduatorie italiane federali perchè ottenuti in Svizzera.....Difatti in Italia non era possibile praticare atletica per chi aveva oltre 45 anni....".

Tanto per dire l'ultima: nella stagione 1965 Consolini ottenne un massimo di 48.93 con i colori della SAL, il miglior svizzero a fine anno fu M.Mehr con 49.64. In Italia, con la sua misura, Adolfo sarebbe stato ancora dodicesimo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Febbraio 2017 13:54
 
Materiale cartaceo e fotografico su Adolfo Consolini: richiesta ai soci e ai lettori del sito PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Febbraio 2017 17:26

L'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli"  (A.S.A.I.) sta raccogliendo una documentazione sulla vita e la carriera di Adolfo Consolini, del quale ricorre quest'anno il centenario della nascita. Tantissimo è già stato scritto e divulgato su di lui, non coltiviamo pie illusioni di aggiungere qualcosa di nuovo a questa gigantesca figura di campione. Ma vogliamo credere che ci sia ancora spazio per raccogliere materiale cartaceo (ritagli di giornale, copie di risultati ufficiali) o fotografico ancora in buona parte inedito. Consolini ha garaggiato in decine di città, cittadine, villaggi, in Italia: ci illudiamo che in qualche cassetto di sportivi sia rimasta una foto che nessuno ha mai visto, oppure che giace nelle redazioni sportive dei giornali locali o di qualche fotografo locale. Lo stesso vale per i Paesi europei dove Adolfo disputò gare: Francia, Germania, Svezia, Finlandia, Ungheria, Svizzera, Spagna.

Il nostro impegno, quest'anno, sarà rivolto anche a questa ricerca. Per la quale abbiamo bisogno dell'aiuto dei nostri soci, prima di tutto, e anche dei lettori di questo nostro sito. Fin d'ora esprimiamo il nostro ringraziamento a coloro che faranno ricerche in questo senso. A tutti coloro che ci invieranno materiale faremo avere, in segno di riconoscenza, una pubblicazione A.S.A.I. Chi avesse materiale o lo reperisse, può inviarlo a Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" - Via Mons. Giacomo Tavernini, 35 - 25084 Navazzo (Brescia)

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Febbraio 2017 10:27
 
Una selezione di libri e video sulla vita di Adolfo Consolini PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Febbraio 2017 18:00

Per coloro che abbiano un qualche interesse segnaliamo che su questo sito http://www.collezioneottaviocastellini.com/ultime-acquisizioni sono state recensite alcune pubblicazioni che riguardano la vita, i risultati, i successi di Adolfo Consolini, del quale il nostro sito si è occupato e continuerà ad occuparsi, durante il 2017, anno del centenario della nascita del campione olimpico di Londra 1948.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Febbraio 2017 18:02
 
Alcune noticine facili facili per soci e utenti del sito PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Febbraio 2017 16:09

Succede con una certa frequenza di ricevere richieste di questo tipo: mi serve il telefono di..., la e mail di....., l'indirizzo di.... Per carità, ben lieti di essere utili, però...Una conoscenza un pochino più attenta del nostro sito, aiuterebbe a non perdere tempo: tutti i contatti dei nostri soci sono disponibili alla voce Consiglio Direttivo e Soci. Qualcuno ci ha fatto notare che mancano alcuni numeri di telefono. Non si tratta di una dimenticanza, è una precisa richiesta di chi non vuole rendere noto il suo contatto telefonico su un sito dove possono andare migliaia di persone, talvolta non gradite. L'aggiornamento dei dati è costante ove i soci si facciano premura di informarci (copyright Monsieur de La Palisse).

Altra faccia della stessa medaglia. Come facciamo a pagare la quota annuale? Da anni in apertura della voce Benvenuti in ASAI ci sono i dati bancari per effettuare il bonifico. Oppure, i soci  che non amano...le banche, ma che presenziano alla Assemblea annuale possono versare la quota in quella occasione. Ricordiamo (con enfasi...) che la quota - invariata - dal 2016  ha carattere obbligatorio per essere considerati soci. Cercate di non dimenticarvene. Grazie.

Assemblea 2017: a giorni informeremo su località e data. Stiamo definendo i dettagli.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2017 17:11
 
4 luglio 1965, Campo Fratelli Daturi, a Piacenza: sulla pedana del disco un giovanotto di 48 anni... PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Febbraio 2017 16:30

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Piacenza fu la prima colonia romana nell'Italia settentrionale. Eretta a baluardo contro la calata di Annibale Barca, tunisino, arrivato dalle nostre parti non in barcone, ma in groppa agli elefanti. Sfidiamo chiunque a dire che la storia non si ripete (leggere Gianbattista Vico e i corsi e ricorsi storici). I romani cercarono di fermarlo alle porte del Castrum piacentino, sul fiume Trebbia, ma mal gliene incolse. Era il 218 a.C. 'Sti extracomunitari musulmani che al dì di oggi tolgono il sonno a tanti italioti (sintesi di due sostantivi)... Qualche secolo dopo, siamo daccapo, anche qui l'accostamento con il presente ci sta tutto. Quei furbacchioni dei Germani nutrono illecite ambizioni sul nostro appetibile Nord lombardoveneto. Herr Federico di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, allunga le mani ma gli tagliano le unghie. La famosa Lega Lombarda, quella vera guidata da Guido da Landriano, che era stato Console di Milano, e non da Alberto da Giussano, personaggio inventato dalla fantasia popolare e dalla successiva falsificazione storica ad usum Delphini, sta all'erta, ne aveva già avute piene le tasche dei barbari che calavano dal centro Europa e maramaldeggiavano. La Lega di allora , che dunque non era guidata né da Umberto de' Bossi né da Matteo de' Salvini, non si fece impressionare dal rossofuoco della barba imperiale e gliele suonò di santa ragione.  La vittoria militare non era niente di che intendiamoci, ma ebbe un impatto politico e morale che fece traballare la baldanza dei Teutonici, sensibilissimi agli schiaffi al loro  sussiegoso prestigio. Dovremmo ricordarcene di tanto in tanto...senza cattiveria, ma  con qualche buffetto, vero Frau Merkel? Eravamo nel 1176, la Lega si era costituita nel 1167, alla Abbazia di Pontida era presente, con Milano, Lodi, Ferrara e Parma, anche Piacenza.

La bella città ducale, adagiata sulla riva destra del Po, diede i natali ai Farnese, famigliola di quelle che contavano, tanto da elevare uno di loro al Soglio Pontificio (papa Paolo III) e maritare una delle ragazzuole di casa con il Re di Spagna Filippo V. Dicono che Elisabetta, Isabel de Farnesio, fosse donna di notevoli capacità ed era molto influente a Corte.

Secolo dopo secolo, Piacenza ha spesso manifestato una spiccata propensione per le primogeniture. E infatti è conosciuta come "La Primogenita". Il Risorgimento annota la data del 10 maggio 1848 quando la popolazione, quella che votava, con un plebiscito, aderì al Regno di Sardegna, futuro Regno d'Italia. Le decisioni importanti sono sempre state frutto di minoranze, insegna la storia.

Tutto questo che cosa ha a che fare con l'atletica?

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Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Febbraio 2017 17:11
 
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