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Costermano diventa Navazzo, sulle pagine del quotidiano «L'Arena» di Verona PDF Print E-mail
Thursday, 16 January 2020 00:00

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Diciamo che ci ha fatto piacere che la nostra iniziativa di visitare e omaggiare la tomba di Adolfo Consolini in occasione del cinquantesimo anniversario della morte sia stata ripresa dal quotidiano veronese «L'Arena», cui erano presenti anche Sara Simeoni e Erminio Azzaro. Peccato solo che il redattore che ha messo in pagina la notizia abbia fatto un bel pasticcio, confondendo Costermano - dove è sepolto il campione olimpico - e Navazzo che è la sede del nostro Archivio. Due sponde diverse del lago di Garda, due località che, dirimpettaie, si guardano. E dire che bastava copiare pari pari le righe scritte e inoltrate dal nostro socio Enzo Gallotta, che, con un tempismo ammirevole, si era fatto carico, al rientro da Costermano, di inviare la notizia della visita dei soci dell'A.S.A.I.. Vabbè, peccatuccio veniale, considerando anche che la notizia è stata messa in pagina il giorno della vigilia di Natale, e quindi con qualche fretta dell'ultima ora e con la voglia di andare a cena.

Noi ringraziamo comunque la redazione sportiva del quotidiano veronese per l'attenzione riservata alla nostra iniziativa, così come l'amico Umberto Livotto, sempre attento a farci avere ritagli di giornale di interesse atletico, come in questo caso.

Last Updated on Thursday, 16 January 2020 09:25
 
Quando l'atletica italiana cercava un riparo per l'inverno (prima parte) PDF Print E-mail
Monday, 13 January 2020 18:23

Non occorre una memoria di ferro per ricordare che giorni orsono abbiamo accennato che quest’anno fanno cinquanta dalla prima edizione dei Campionati italiani in pista coperta, che si tennero il 22 e 23 marzo 1970, sulla appena acquistata, e montata, pista, all’interno del Palazzo della Fiera di Genova. Fu una decisione repentina, quasi inattesa, anche se desiderata. Di atletica invernale si parlava da tempo, ma molte e forti erano le remore, secondo le convinzioni…dell’epoca della pietra.

Leggete qualche brano dello scritto di Dante Merlo in apertura del numero di marzo 1970 della rivista «Atletica Leggera»:

Sia per l’attività «indoor» che per il dibattito in sede tecnica siamo passati dallo zero assoluto all’alto livello in quattro e quattr’otto…salutiamo i «salti» compiuti con un piacere un po’ incredulo. Costretti per un sacco di anni a subire le cortine fumogene regolarmente lanciate dai vecchi dirigenti davanti alle novità in ossequio alla teoria del gradualismo, non ci par vero che in così breve lasso di tempo si sia recuperato tanto terreno.

“Non è inutile ricordare che i vecchi dirigenti ebbero sempre in uggia le attività invernali come le corse campestri e le riunioni al coperto. Per queste ultime poi nutrivano un’avversione che rasentava la persecuzione*…Con tutto questo la base non rinunciò al tentativo di far breccia in quel muro…Nel contesto di quella pressione rientrano le riunioni a programma ridotto o con soli salti allestite a Brescia, a Udine, a Piacenza, a Bologna, in palestre, palazzi dello sport o delle fiere…Soltanto lo scorso anno…si ebbe la prima riunione al coperto di una certa dimensione al palazzo dello sport di Reggio Emilia.

* Dissentiamo dalla affermazione che le gare al coperto furono perseguitate. Semmai vorremmo ricordare che una vera e propria crociata fu scatenata contro la corsa campestre, quando, con una decisione del Consiglio Direttivo federale, si impedì la partecipazione degli atleti di Prima Serie alle gare di cross e si disputarono campionati nazionali solamente per i Terza Serie e i non tesserati. Per le gare al coperto questo non è mai avvenuto. Ci voleva organizzare, lo faceva: pensiamo a Sandro Calvesi che fine anni '40 - primi '50 organizzava garette a Brescia nel maneggio della Cavallerizza Bettoni.

“L’esame di Genova del primo completo esperimento «indoor» italiano è stato invece superato con ottimi voti. Buona volontà e coraggio alleati hanno consentito un’impresa che soltanto una settimana prima…sembrava impossibile. La pista infatti, ricevuta in ritardo dagli organizzatori genovesi perché ordinata in ritardo dalla Fidal, è stata montata all’ultimo momento”.

Il mensile della Federazione «Atletica» aveva dato notizia dei Campionati al coperto nel suo numero di gennaio, dedicando all’evento bel cinque pagine, dalla quinta alla nona, corredando il testo con fotografie, tabelle delle migliori prestazioni al coperto. Facciamo notare che allora si parlava di «migliori prestazioni» e non di «primati». Leggiamo alcuni brani di quello scritto:

Genova avrà i primi campionati «indoor» della nostra atletica. È questa la più interessante novità per il nostro sport che così si affaccia agli «anni 70» della sua maturità.

“Il problema dell’attività «indoor» era stato per decenni, in Italia, semplicemente accantonato. Si diceva che la stagione all’aperto, per cause climatiche già molto lunga e logorante, era più che sufficiente ad offrire agli atleti ogni possibile occasione di cimento. Come giustificazione tecnica si poneva la probabile lacerazione delle nostre esigue forze di prima linea. Tutto questo mentre all’estero, escludendo pure gli USA dove l’attività al coperto è nata insieme all’atletica stessa, si seguivano ben altre strade. Ed a onor del vero con ben altro successo. La Federazione ha affrontato ora il problema con coraggio. Gli esperimenti fatti negli anni passati meritavano bene un seguito ed una ufficializzazione. Gli organi federali si sono quindi messi al lavoro. Il primo ostacolo che hanno dovuto superare riguardava proprio la mancanza di un impianto completo. Molti palazzi dello sport da noi potrebbero tranquillamente contenere piste «indoor», ma molto più difficile risulta al momento convincere le varie amministrazioni alla loro dotazione in questo senso. Così la Federazione ha provveduto all’acquisto di un impianto completo smontabile, che per la prima volta sarà usato proprio a Genova, al Palazzo della Fiera, per i primi campionati nazionali in sala”.

Per oggi ci fermiamo qui per non farla troppo lunga, ma vi racconteremo il resto a puntate nei prossimi giorni.

Un’ultima annotazione. Il 14 e 15 marzo, quindi una settimana prima dei nostri primi Campionati nazionali, la Stadthalle di Vienna, al Prater, aveva ospitato i primi Campionati d’Europa al coperto. Negli anni precedenti, erano stati disputati dei «Giochi» continentali, che non assegnavano titoli. A Vienna la partecipazione italiana raccolse ben poco. “Amaro responso”, commentò Dante Merlo. Ancor più esplicito Ruggero Alcanterini sulle pagine federali. “Sarebbe pressoché impossibile individuare aspetti positivi nella partecipazione azzurra alla prima edizione ufficiale dei Campionati Europei Indoor e noi non vogliamo ricorrere ad artifici di sorta per rovesciare una frittata che allo Stadio del Prater, sia pure tra valzer e luci sfolgoranti, è riuscita decisamente male…Questa onesta riflessione, però, non deve suonare come amaro rimpianto o squillo d’allarme: è soltanto una onesta riflessione…”.

A Vienna andarono nove atleti italiani: Claudio Cialdi (60m, sesto in batteria, la terza); Sergio Liani (60m ostacoli, quinto in batteria, la seconda); Aldo Righi (asta, non classificato); Giuseppe Gentile (triplo, settimo); Carlo Arrighi (lungo, dodicesimo); Umberto Risi (3000m, quinto in batteria, la seconda); Cecilia Molinari (60m, quinta in semifinale, la seconda); Donata Govoni (terza in batteria, la seconda); Mariella Baucia (lungo, diciassettesima).

(segue)

Last Updated on Thursday, 16 January 2020 16:06
 
Commissione Documentazione e Storia della F.F.A.: manca un numero per fare 100 PDF Print E-mail
Sunday, 12 January 2020 00:00

Il conto alla rovescia segna - 1. Il numero della «Lettera» informativa online degli amici della Commissione Documentzione e Storia della Federazione Francese porta il progressivo 99, il prossimo mese di febbraio 2020 segnerà, bien sûre, 100. Un bel traguardo. I contenuti che vi presentiamo oggi si aprono con una delle belle «pennellate» storiche, tuffi nel passato, di Luc Vollard, brevi capitoletti che ci fanno conoscere parti della vicenda atletica transalpina a noi semisconosciuta, o sconosciuta del tutto. Stavolta, mettiamo le lancette del tempo sul 1926, e entriamo nella cronaca della ventesima edizione del Challenge Lemonnier, una delle corse pedestri più antiche di Francia. Ecco quello che ci racconta l'amico Luc.

 

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Le vingtième challenge Lemonnier ne s’annonce pas sous les meilleurs auspices. En effet, en ce 3 janvier 1926, les clubs parisiens ne se bousculent pas au départ pour répondre à l’invitation du Racing Club de France. C’est même un boycott en règle qui frappe la liste des engagés mais cela va permettre aux provinciaux de se mettre en évidence et la lutte pour la
victoire n’en sera pas affectée.
Le parcours présente quelques modifications mais comme depuis l’origine de cette grande classique hivernale en 1902, le départ est toujours donné à Versailles pour partir vers la côte de la Picardie, et l’arrivée est prévue au Pré-Catelan sur la piste du Racing. 185 athlètes s’élancent, une vingtaine se détachant au pied de la fameuse rampe. A son sommet Roger Pelé de l’AS Montferrandaise et Ernest Bedel de l’US Spinalienne, un instant accompagné par
Auguste Sourdin, ont creusé l’écart et vont bientôt compter 80 mètres d’avance, puis doubler cet avantage à l’entrée de Ville d’Avray et même le porter à 350 mètres avant d’entamer la
traversée du parc de Saint-Cloud.
Pelé mène l’allure, Bedel le suit comme son ombre mais après le franchissement de la Seine, ce dernier commence à fléchir, perd quelques mètres, revient sur le leader à plusieurs reprises,
pour finir par céder à l’entrée du bois de Boulogne. En longeant l’hippodrome de Longchamp, l’écart augmentera jusqu’à 60 mètres pour ensuite se stabiliser. Pelé franchit la ligne d’arrivée en vainqueur en 39’02’’, laissant Bedel à 16 secondes et Marius Signoret du Massilia Club de Marseille à 1 minute 35’ !
Roger Pelé signe là une belle victoire et prouve sa polyvalence. Il est en effet surtout reconnu pour ses performances sur 1500 m depuis son titre national en 1922 et le record de France en 1925 avec 3’58’’1/5. A l’été 1926, il sera à nouveau champion de France sur sa distance fétiche mais on le verra aussi brillant en cross, 9 ème du cross des Nations à Newport en 1927 et vainqueur par équipe, puis premier du National en 1928 à Vincennes. C’est cette année là qu’il connaîtra la dernière de ses seize sélections en équipe de France lors des séries du 5000 M aux Jeux Olympiques d’Amsterdam.

(Crédit photo : Miroir des Sports)

 
 
RAPPEL - SPECIAL JEUNES
Mise à jour de la brochure Spécial Jeunes parue début 1983.

J'ai choisi d'actualiser la chronologie des titres de champions de France cadets et juniors auxquels j'ai rajouté la catégorie espoirs dont les premiers titres ont été décernés en 1981. Pour signaler toutes erreurs, oublis, etc ... - contact à privilégier  This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Merci par avance - Gilbert Rosillo

Accès direct via ce lien :
http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=43010

DERNIERES MISES A JOUR

Rédacteurs  Gérard DUPUY (GD)

 - Championnats d'Europe de cross-country

Après l'édition 2019 à Lisbonne les prestations des athlètes ont été mises à jour.

A consulter via le lien :  http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=8988

 - Meilleures Performances tous temps plein air et salle 2019

Les meilleures performances 2019 ont été mise à jour. Il reste à y intégrer la mise à jour des dernières performances de décembre, notamment celles concernant le hors stade et les lancers, surtout pour le marteau. Ce sera effectif prochainement en fonction des disponibilités de Gérard Dupuy et moi même.

Les fichiers sont accessibles via la colonne de gauche du site dans le menu : MEILLEURES PERFS TOUS TEMPS

MISE A JOUR DU SITE  
En complément des mise à jour indiquées dans le paragraphe ci-dessus vous pouvez accéder aux différents dossiers à partir du lien situé en haut et à droite de la page d'accueil : Mises à jour du site
Naviguez au gré de vos envies, de vos préférences.


LETTRE MENSUELLE CDH TELECHARGEABLE
Elle se trouve sur la colonne de gauche sous format PDF : http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=39695

LA CDH ITALIENNE
Un site équivalent à la CDH française, mais réalisé pour l'Italie.
A découvrir absolument !   http://www.asaibrunobonomelli.it/

INFOS PRATIQUES : LES REVUES FFA
la revue fédérale Athlétisme Magazine en partenariat avec la BNF a mis en ligne tous les numéros du magazine officiel de la FFA de 1921 à 2000.
Accès à partir de la page d'accueil du site, colonne de droite.

Last Updated on Sunday, 12 January 2020 12:57
 
Aldo Capanni, scorre inesorabile il tempo ma il suo ricordo rimane indelebile PDF Print E-mail
Thursday, 09 January 2020 07:00

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Il portalettere ci ha consegnato la busta proveniente da Montecatini Terme. All'interno poche righe scritte da don Alessandro Capanni, il quale ci ricorda un appuntamento, che, vicini o lontani che siamo e saremo quel giorno, non potremo mancare, se non con la presenza almeno con un pensiero, con un attimo di pausa e di raccoglimento. Domani, venerdì 10 gennaio, alle ore 18, nella chiesa dell'Isolotto, a Firenze, che sta a poche centinaia di metri della casa dove abitò per molti anni la famiglia Capanni, in via Viani, don Alessandro celebrerà la S.Messa in memoria di Aldo, suo amatissimo fratello e nostro indimenticabile compagno di viaggio nella bella avventura della creazione dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli». E con qualcuno di noi, il legame si era annodato, stretto e indissolubile, molto, molto tempo prima. Lo vogliamo ripetere? Ebbene sì: Aldo era una persona eccezionale, temprato in solidi e incrollabili principi etici, cui facevano da contorno una forte tempra di lavoratore, ordinato e meticoloso, e una solida cultura, non crediate solamente sportiva, i suoi orizzonti erano molto più vasti.

Nello stendere queste povere righe abbiamo visto passare immagini come in una pellicola che si riavvolge. Abbiamo allora aperto un cassetto privato e ne abbiamo estratto immagini accumulate nel tempo. Immagini di Aldo, una caricatura perfino. Pubblichiamo una selezione di quelle fotografie, come omaggio alla memoria di un Uomo che ci manca molto.

Chi crede, reciti una prece, come faranno gli amici dei Veterani dello Sport che gli hanno dedicato una preghiera - ricordo. Gli altri rivedano, in raccoglimento, il suo volto ascetico, con affetto.

Un ricordo fotografico di Aldo Capanni (con figuranti intorno...): Lui, così come era, Lui così come ho ha visto un amico che gli ha fatto questa caricatura. Poi, a scendere: insieme a Zanetti Lorenzetti e Castellini, nel 2005, a Navazzo di Gargnano, il giorno della inaugurazione di uno spazio riservato all'A.S.A.I. all'interno della Collezione Ottavio Castellini; a Milano, durante un convegno storico - sportivo (dietro di lui si vede la signora Rosetta Bonomelli); a Firenze, nella sede del Comitato Toscano della F.I.D.A.L. durante una delle Assemblee annuali dell'A.S.A.I., sulla destra, Tiziano Strinati, Sindaco Revisore, sulla sinistra, Aldo intento nella sua funzione di segretario dell'Assemblea.

Last Updated on Thursday, 09 January 2020 09:38
 
Le nostre compilazioni dei migliori atleti italiani nelle gare al coperto PDF Print E-mail
Tuesday, 07 January 2020 16:34

Le prime compilazioni che offriamo ai nostri lettori sono quelle in pista coperta, precisamente quelle che riguardano le liste dei migliori atleti e atlete italiani attraverso il tempo. L'attività atletica invernale al coperto non ha una storia lunghissima: quest'anno si può celebrare il cinquantesimo Campionato italiano, essendo nato nel 1970, sui legni della pista che veniva montata ogni inverno all'interno della Fiera di Genova. In precedenza si erano avute sparute esperienze in piccoli impianti, qua e là (perfino un maneggio per i cavalli nei primi anni '50 a Brescia), oppure partecipazioni dei migliori italiani in gare all'estero, fin al primi anni del Novecento con la lunga trasferta americana di Emilio Lunghi (1909). Poi vennero i campioni olimpici Ugo Frigerio a metà degli anni '20  e Luigi Beccali nel '30, entrambi negli USA, unico posto al mondo dove si è sempre gareggiato con un tetto sopra la testa. Citazioni a braccio, tanto per dire.

Stiamo al presente. La stagione sta per avviarsi, quindi serve documentarsi. Ed ecco le liste A.S.A.I. che vengono in soccorso, liste compilate, come ormai da anni, da Enzo Sabbadin e Enzo Rivis. Le trovate sulla sinistra della copertina alla voce «Liste italiane di ogni tempo», poi «Pista coperta uomini e donne», cliccate su quelle che portano scritto accanto «new». A fine stagione invernale, i nostri diligenti e puntuali compilatori ci daranno una nuova versione con tutti i risultati conseguiti da qui a fine marzo.

Last Updated on Wednesday, 08 January 2020 09:37
 
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