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Adolfo Consolini "ospite d'onore" della Atletica Virtus Castenedolo PDF Stampa E-mail
Giovedì 31 Agosto 2017 12:06

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Il nome di Adolfo Consolini, campione olimpico di lancio del disco ai Giochi della XIV Olimpiade dell’Era Moderna Londra 1948, sarà evocato venerdì 8 settembre nel Centro sportivo di Castenedolo, a pochi chilometri da Brescia. L’iniziativa vede compartecipi l’Atletica Virtus (società nata nel 1969, che con una ammirevole continuità ha tenuta sempre viva la passione per lo sport per eccellenza dei Giochi Olimpici) , l’Archivio Storico dell’Atletica Italiana “Bruno Bonomelli” e la Collezione Ottavio Castellini - Biblioteca internazionale dell’atletica. L’idea di questa manifestazione ha preso corpo nell’ambito del Progetto “Sognando Olympia”, che da un paio di anni cerca di mettere insieme una varietà di sport per tener vivo lo spirito olimpico e, possibilmente, trasmetterlo ai giovani, e anche ai meno giovani. L’ospitalità è stata propiziata dalla ormai consueta Festa dello Sport, promossa dall'Amministrazione comunale di Castenedolo, in collaborazione con tutte le società sportive locali.

Perchè il ricordo del grande atleta italiano? Quest’anno ricorre il centenario della nascita, avvenuta il 5 gennaio 1917, a Costermano, località sulla sponda veronese del lago di Garda, sulla strada che porta verso il Monte Baldo. L’iniziativa degli amici di Castenedolo si articolerà in due momenti: alle 18,30, al campo sportivo, atleti, di ieri e di oggi, daranno vita ad una esibizione di lancio del disco sul terreno dello stadio castenedolese. Al termine, in una sala dello stesso centro sportivo, si parlerà di Consolini, uomo e atleta che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dello sport italiano. 

Del "gigante buono", come veniva chiamato nei suoi molti anni di gloriosa attività da lui sempre vissuti con modestia, quasi schivo del successo, questo nostro spazio ha gia' narrato varie volte, a partire dal giorno del centesimo anniversario della nascita, lo scorso 5 gennaio, quando - unici e solitari - alcuni soci dell' A.S.A.I. si presentarono al camposanto di Costermano per deporre una corona di alloro a ricordo. E da qui alla serata castenedolese abbiamo in serbo altre storie. Per quanto riguarda la esibizione - ricordo daremo maggiori dettagli nei giorni a venire.

In alto, la locandina - invito della manifestazione (doppio click per ingrandire l'immagine).

Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Agosto 2017 13:09
 
Il vero vincitore è il calabrese Salvatore Massara, un ragazzo che... PDF Stampa E-mail
Sabato 26 Agosto 2017 16:00

 

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Abbiamo ricevuto da uno dei moltissimi che studiano la storia dell'atletica italiana questo ritaglio con una noticina di accompagnamento che inizia così:" Ravanando fra antiche e poco sudate carte, ho trovato questo articolo che mi ha fatto ricordare una persona che ha speso gran parte della sua vita con l'atletica nel cuore. Ve lo giro, nel caso voleste farne qualcosa". La prima cosa che abbiamo fatto è stata di andare a consultare il vocabolario Sabatini Coletti, ma del verbo "ravanare" non abbiamo trovato traccia; abbiamo letto di ravanello o rapanello, ravaneto (si usa per le cave di marmo o di pietra), perfino rave party (festa notturna clandestina, dove di tanto in tanto ci lascia le penne qualcuno), ma di "ravanare" neppure l'ombra. Comunque, il significato, sicuramente dialettale, è chiaro: consultare, scavare, diciamo "tartufare", altro modo di dire ma forse più chiaro.

Con le indicazioni ricevute e con poco sforzo, abbiamo rintracciato l'originale del ritaglio che ci hanno mandato: Atletica, quindicinale della Federazione italiana di atletica leggera, numero 8, 20 aprile 1950, pagina 3. A firma Ferruccio Porta, giudice di marcia che, anni dopo, fu componente della giuria internazionale ai Giochi della XVII Olimpiade Roma 1960, il resoconto della finale nazionale del IV Trofeo Pavesi, che si tenne sulla pista di Lucca, domenica 16 aprile 1950. Protagonista, e vincitore, di quella gara un ragazzo diciottenne che veniva da Vibo Valentia: Salvatore Massara. Chi fu costui? Ve lo racconterà, se avrete tempo e voglia di leggere, un nostro socio che conosce bene la lingua italiana, e che, inoltre, ha conosciuto molto da vicino il soggetto delle nostre attenzioni.

A chi intanto volesse leggere il testo della rivista federale dell'epoca suggeriamo di posizionarsi sul ritaglio, cliccare e ingrandire. Un po' sbiadito ma si legge.

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Agosto 2017 16:16
 
Liste italiane ogni tempo: nuova versione aggiornata dai soci Rivis e Sabbadin PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Agosto 2017 10:15

Nuova edizione delle liste italiane di ogni tempo allestite dai nostri soci Enzo Rivis ed Enzo Sabbadin.

Veloce promemoria sulla ricerca e utilizzo che l' appassionato di compilazioni statistiche può fare delle liste. Nella colonna di sinistra della "copertina" del nostro sito l'utente trova una rubrica che recita "Liste italiane di ogni tempo" con due sottotitoli "Uomini" e "Donne" , dove sono pubblicate le liste degli atleti/atlete italiani di ogni tempo, che vanno ad affiancare quello storiche compilate e aggiornate da Marco Martini, in altra Sezione. Troverete per tutte le attuali discipline olimpiche, e in aggiunta 3000 metri - mezza maratona - marcia 10 mila metri - giavellotto vecchio modello, i / le migliori 40 - 50 atleti/e, e le migliori 20 prestazioni. Evidenziati in rosso/giallo i risultati ottenuti nel 2017; performances e record personali in pista coperta sono in calce ad ogni disciplina. Pubblicheremo la successiva edizione di queste liste nelle prossime settimane dopo la disputa dei Campionati del mondo e degli ultimi importanti meeting della stagione. Chiunque, dopo averle consultate, avrà dei rilievi da fare, o apportare aggiornamenti, o correggere qualche dato del passato, sia tanto gentile di farle avere direttamente ai due compilatori ai loro indirizzi di posta elettronica   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   e  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

NEW - On the left site of this page you can find a new section "Liste italiane di ogni tempo - Uomini - Donne". It is a compilation of the Italian All-time Lists, Men & Women, compiled by the two ASAI members Enzo Sabbadin and Enzo Rivis. The Lists (40 athletes, 20 performances for each event) are updated  as at August 2017 season/ Listas italianas todos tiempos: el link en la columna de la izquierda de esta misma pagina/ Listes italiennes de tous le tempes: hommes, femmes

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Agosto 2017 07:28
 
Soffia il vento, urla la bufera..."Diecimiglia" devastata da un inarrestabile uragano PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Agosto 2017 07:00

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Il collage fotografico di Marco Peiano e Pietro DelPero ci aiuta a scrivere le parole conclusive alla 44esima edizione della corsa podistica "Diecimiglia del Garda", che era stata scelta per ricordare i dieci anni di assenza terrena del nostro indimenticabile Aldo Capanni. Il finale della manifestazione ha dovuto piegarsi alla furia degli elementi che si sono scatenati con una violenza devastante sulla zona gardesana, e in particolare su Navazzo, da sempre "culla" della corsa. Già una parte dei partecipanti era transitato sotto l'arco di trionfo in plastica, quando l'uragano ha imperversato senza pietà sul campo sportivo allestito con tanta cura dai nostri soci Elio e Marco Forti, dagli altri loro familiari e dai numerosi amici locali che prestano la loro opera in questa occasione. Dopo oltre un'ora di bufera, pioggia torrenziale, grandine, si è fatta la conta dei disastri. Gli amici di lassù non lo meritavano. 

Le gare, come abbiamo cercato di raccontarvi nei giorni scorsi, erano due: un trail (oggi si chiama così) di 30 km e mezzo sulle montagne dell'entroterra gardesano, in programma il sabato, e la corsa su strada di 16 km e spiccioli la domenica. Si è passati dai 36 - 37 gradi del sabato, vi lasciamo immaginare la fatica immane di chi è andato su e giù (1800 metri di dislivello totale) per 30 km, ai 16 - 17 gradi della domenica sotto il diluvio. E, giù sulle belle e frequentate sponde, le acque del Benaco hanno preteso il loro sacrificio umano, vittima un turista straniero. 

Noi, quelli dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli", abbiamo potuto solamente levare gli occhi al cielo e invocare la protezione di Aldo, da lassù. Con il suo ben noto sarcasmo ci ha risposto di rivolgerci a tale Trump, di cui vorremmo ignorare l'esistenza, il quale sembra essere un grande esperto di cambiamenti climatici. Alla fine, i tre semplici trofei che volevano ricordare il nostro amico sono arrivati nelle mani dei primi tre classificati, uno dei quali, il terzo, Andrea Silicani (riconoscibile dal numero 259), venuto dalla terra di Aldo, la Toscana. Due bresciani ai primi due posti: Renato Tosi (nella foto in alto a sinistra) e Michele Bertoletti. Forse non lo sapranno mai, ma il trofeo che hanno adesso nella loro raccolta porta il nome di un grande uomo di sport.

Il quale ha ricevuto il deferente omaggio dei soci Alberto Zanetti Lorenzetti, nostro segretario, e della sua gentile consorte Rosa, della famiglia Peiano al completo, Giuseppina, Luciano e Marco, ovviamente di Elio e Marco Forti, organizzatori della manifestazione, e di un altro che passava lì per caso. Non molti, ma si sa questo è periodo di "tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare". Di Aldo risentiremo gli elogi, asciugheremo le lacrimucce, alla prossima Assemblea del 2018. Fra gli ospiti, graditissimo ma non socio, Gianni Poli. Risvoltino: nel 1986 Gianni, appena sceso da un periodo di allenamento in altura a St. Moritz, si presentò a Navazzo e fu secondo, superato nel finale da un altro che sapeva cosa significava correre, Davide Bergamini. Questo in agosto; in novembre, Poli vinse la New York City Marathon, davanti a tal Robert "Rob" De Castella, australiano con antenati svizzeri..Morale, tirata coi denti: più facile vincere in Central Park che non su Via Valvestino, dove si arrivava a quei tempi. E Gianni, che è un uomo di forti valori morali, a Navazzo, quando può, torna sempre.

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Agosto 2017 08:52
 
"Il premio in natura": ricordiamo Aldo Capanni rileggendo i suoi scritti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Agosto 2017 17:50

Iniziamo la pubblicazione di alcuni scritti di Aldo Capanni, ripresi dal libro "Di tutto un po'", che lui stesso diede alle stampe nel 2002. "Taglio il traguardo dei cinquant'anni di vita in buona salute - ringraziando Dio di questo". Parole che, oggi, hanno un suono stridente. "Scritti brevi" come li catalogò lui stesso nelle dediche introduttive "in parte inediti, in parte pubblicati, in parte resoconti di alcuni miei interventi oratori più o meno riusciti". Questo è il primo, altri ne sceglieremo da qui alla fine di questo anno 2017 che segna il decimo anniversario della partenza di Aldo da questa terra. L'iniziativa è stata sottoposta al fratello, don Alessandro, che l'ha accolta con entusiasmo, lui essendo il lettore più affezionato e più orgoglioso di questi scritti. Noi desideriamo ringraziarlo.

Il simpatico scritto che riproponiamo oggi trovò ospitalità sulle pagine della rivista "Correre" del mese di febbraio 1996.

Emerge un mondo che è, in larga parte, scomparso, un mondo del podismo spontaneo, festaiolo, spesso ambientato in un mondo provinciale, quasi sempre contadino, festa di paese, festa di popolo, oggi esistono i populismi non il popolo. Mondo defunto. I due capponi di Giovanni hanno riportato in superfice nostri ricordi di un atleta - anche lui scomparso - di cui abbiamo ricordato il nome pochi giorni fa: il bresciano Enzo Volpi, da tutti e per sempre conosciuto come "Franco". Più o meno, era protagonista nella stessa epoca raccontata da Aldo, lui era un grande corridore, per i suoi tempi, per i metodi di allora, per le scarse possibilità economiche, unica alternativa i gruppi militari, e Franco vestì i colori amaranto delle Fiamme Oro Bari, venendo dal C.R.A.L. Gnutti Lumezzane (dove, anni dopo, venne alla luce il talento di un altro grande corridore bresciano, Pier Giovanni Poli, per tutti "Gianni"). Non sappiamo se Volpi abbia arraffato capponi e se li sia portati al traguardo. Sappiamo, per certo, che quando correva nei prati, in montagna, in ogni caso nella natura che non fosse una angusta pista, arrivava sempre con una sportina di funghi, o di asparagi di montagna, o di erbe mangerecce. E arrivava prima degli altri. Parliamo di un corridore che nel 1962, alla "Cinque Mulini" quando era davvero la "Cinque Mulini", fu preceduto solo da un tizio che si chiamava Michel Jazy, forse qualcuno vagamente ricorda il nome...Capito? Non correva con i signori Cagafusi. Ebbene sì, di quella atletica abbiamo nostalgia. Così come abbiamo nostalgia di Aldino, della sua cultura, della sua passione, della sua rettitudine.

È iscritto a parlare Aldo Capanni, ne ha facoltà! 

Le nostre amiche corse amatoriali mettono in palio da tempo premi in natura, e il correre per il "prosciutto", la "spalla" o il "salame" è diventata la realtà di tante gare podistiche. In Toscana poi, la realtà che il sottoscritto conosce direttamente, è da anni in vigore la regola di scegliere le corse cui partecipare proprio in base ai premi in palio, così come è d'uso, per i migliori, "dividersi" le gare per non vincere sempre gli stessi premi, ma per alternarsi nel...rifornire le rispettive dispense.

Ma va detto agli attuali podisti che questa non è una regola dei nostri giorni, nè una novità: le gare su strada sono state sempre contraddistinte da premi di questo tipo, anche agli albori della corsa e poi via via nella storia.Il fatto che vi voglio raccontare oggi risale agli anni sessanta e riguarda proprio i premi in natura, anzi, per essere esatti, un traguardo "volante" di stampo ciclistico. Il nome del protagonista è di fantasia, così, se leggerà queste righe e si riconoscerà in esse, potrà approfittare dell'anonimato: lo chiameremo Giovanni. Era un mezzofondista di medio livello, e spaziava dagli 800 ai 5.000 metri, con qualche incursione anche sulle siepi e sui 10.000. La specializzazione non era certo la regola, allora, anzi, proprio per i corridori prolungati di non elevato valore valeva la norma di alternare spesso le distanze e le specialità. Ma le corse in pista Giovanni le sopportava a malapena: erano un obbligo cui lo costringevano il suo allenatore e la sua società, ed erano il necessario prezzo da pagare per essere seguiti, essere allenati al meglio possibile per l'epoca, avere gratis dalla squadra pantaloncini, maglietta, tuta e scarpette, chiodate e non, qualche premio ogni tanto e a fine anno. La famiglia di Giovanni era di origine contadina, e il nostro conosceva bene il valore delle cose, e delle cose da mangiare in particolare: i suoi, reduci dalla fame e dalle privazioni patite in tempo di guerra, gli avevano ben insegnato l'importanza di vivere con la pancia piena o meno. E giovanni sfruttava il più possibile il suo non eccelso talento e il suo allenamento nelle corse su strada. Già in quegli anni, infatti, particolarmente nei piccoli paesi delle zone di campagna, si organizzavano tante gare, garette e garettine, quasi sempre in concomitanza con le sagre paesane e con le varie ricorrenze festeggiate localmente.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Agosto 2017 16:51
 
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