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Quei magici settantacinque minuti di ottantaquattro anni fa ad Ann Arbor PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Maggio 2019 00:00

Chi si ricorda di un giorno di 84 anni fa sulla pista d'atletica di un campus universitario di una cittadina del Michigan? Sicuramente non molti, ma altrettanto sicuramente un nostro socio che nel suo sito ha ricordato l'evento. Per chi ne vuol sapere di più questo è l'indirizzo.

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Maggio 2019 16:33
 
Manteniamo l'atletica sulle piste, possibilmente lontano dalle poltrone PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Maggio 2019 13:04

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Trekkenfild numero 70: dove si parla di staffette, di marcia, di menelle elettorali da qui alla fine del 2020 (non è un po' troppo presto? lasciateli bollire nel loro brodo, tanto...«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», ve la ricordate sì?), dove si ricorda la figura di Roberto Quercetani (con uno scritto preso dal nostro sito, ringraziamo), e altro ancora, come il grido di dolore della Riccardi Milano. Ecco il vero disastro dell'atletica italiana: la morte in alcuni casi, in altri il coma diffusissimo, nella quasi totalità l'infermità ormai cronica delle società che son quelle dove si fa davvero l'atletica. Se volete prendetela come un paradosso ma, secondo noi, anche se non esistessero le Federazioni lo sport si farebbe ugualmente. Senza i club sportivi, no. Ci piacerebbe fare un esperimento.

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Maggio 2019 13:29
 
I tempi elettrici delle quattro gare di Livio Berruti (e di altri) a Roma 1960 PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Maggio 2019 19:37

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Codicillo all'articolo di ieri nel quale abbiamo dato conto delle quattro gare di Livio Berruti ai Giochi Olimpici 1960. Allora i tempi rilevati elettricamente erano ancora non ufficiali. Solo le successive ricerche compiute dagli statistici (in particolare l'inglese Bob Sparks) presso la compagnia di rilevazione consentì di conoscere i tempi elettrici. In ottemperanza a quanto in vigore, il Rapporto Ufficiale compilato - come vuole la prassi - dal Comitato Organizzatore dei Giochi ( in questo caso due completissimi volumoni fra i migliori mai editati) riporta solo i tempi manuali, come i nostri lettori hanno potuto vedere nel documento di omologazione predisposto dai giudici italiani. In seguito si conobbero i tempi rilevati da apparecchiatura completamente automatica. Potete così confrontarli con quelli manuali.

Livio Berruti

batteria 21.0 21.14
quarti di finale 20.8 20.91
semifinale 20.5 20.65
finale 20.5 20.62

 

La finale

1. Berruti 20.5 20.62
2. Carney (USA) 20.6 20.69
3. Seye (FRA) 20.7 20.83
4. Foik (POL) 20.8 20.90
5. S. Johnson (USA) 20.8 20.93
6. Norton (USA) 20.9 21.09

 

Abbiamo accompagnato queste righe con la fotografia della copertina dell' Annuario Federale 1961, edito per la prima volta dalla F.I.D.A.L., e da allora in poi, pur con alterne vicende, pubblicato ogni anno. Quell'Annuaroio 1961 era la realizzazione di una battaglia di Bruno Bonomelli che si era battuto sempre perchè la Federazione avesse un suo Annuario. Basterebbe leggere parecchi dei suoi interventi in Assemblea. Quella prima edizione 1961 si riferisce all'anno 1960, quanto a contenuti. La foto non poteva che essere quella dell'arrivo dei 200 metri: Livio che tende il filo di lana, Carney il primo a sinistra, il franco-senegalese Seye in azzurro, vicino a lui con maglia bianca il polacco Foik, dietro l'americano Johnson, manca solo il deludentissimo Ray Norton.Saremo anche nostalgici, ma quel filo di lana che attraversa tutta la foto piegato dal torace di Livio Berruti un certo brivido lo dà ancora! Quell'Annuario fu stampato dalla editrice La Fiaccola che teneva bottega in Viale di Tor di Quinto, a Roma; finirono di stamparlo il 15 maggio.

Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Maggio 2019 07:23
 
Un documento eccezionale: il verbale del primo record di Livio Berruti PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Maggio 2019 10:19

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Potete ammirare qui la riproduzione della «application» - così si chiama ancor oggi - per il riconoscimento (omologazione) di un primato da parte della Federazione internazionale di atletica, la I.A.A.F. che a quel tempo stava a significare International Amateur Athletic Federation. Questo documento riguarda il primo dei due primati del mondo stabiliti da Livio Berruti nel pomeriggio di sabato 3 settembre 1960, sui 200 metri. Siamo allo Stadio Olimpico, durante la XVII Olimpiade dell'Era Moderna, sono le 15.42, come attesta il documento, si corre la seconda semifinale.

Ripercorriamo lo sviluppo di questa gara, mettendo indietro le lancette dell'orologio di 24 ore. Venerdì 2, con inizio alle ore 9, si erano corse dodici batterie; il sistema di «promozione» al turno successivo prevede che passino i primi due di ogni serie più i tre migliori tra gli altri classificati: e fanno 27, numero strampalato, Dio sa perchè 27, si poteva fare almeno 28,  visto che le corsie erano sette, o no? Qualche annotazione sulle batterie: in quarta non parte il cecoslovacco Mandlik, che è uno bravolino, resta fuori il tedesco Manfred Germar nella undicesima (oro nei 200 e argento nei 100 agli Europei di Stoccolma 1958). Stessa sorte (terzo nella decima batteria) per Armando Sardi, mentre ce la fa Salvatore Giannone, secondo nella dodicesima. Berruti sul velluto, primo nella settima batteria:

1. Berruti 21.0
2. Robinson (BAH) 21.4
3. Murad (VEN)  21.8
4. Rekola (FIN)  22.2
5. Bouchaib (MAR)  22.3
non partito Gosal (Indonesia)  

Nello stesso giorno, nel pomeriggio, a partire dalle 15.20, si disputano i quarti di finale, quattro serie, i primi tre di ognuna in semifinale, senza elucubrazioni come oggidì. Sovietici (tre) tutti a casa, come il filiforme keniota di origini asiatiche Serafino Antao, uno bravo qualche anno dopo (Commonwealth 1962) e come il francese Delecour; stessa fine, ossia fuori, anche per Giannone. Berruti (quarta serie, l'unica da sei concorrenti) accelera un po' rispetto alla batteria, stuzzicato dal mastino polacco Foik:

1. Berruti 20.8
2. Foik (POL) 20.9
3. Genevay (FRA) 21.1
4. Jones (GBR) 21.2
5. Bunas (NOR)  21.4
6. Wendelin (GER) 21.6

Tutti a nanna, se ne riparlerà il sabato. Due - ovvio - le semifinali. Livio corre la seconda, ed è un volo straordinario, certificato dal documento che pubblichiamo. Questo il risultato completo:

1. Berruti 20.5
2. Norton (USA) 20.7
3. S. Johnson (USA)  20.8
4. Radford (GBR) 20.9
5. D. Johnson (ANT) 21.0
6. Genevay (FRA) 21.0

 

Poco meno di due ore e un quarto più tardi la finale, che diede questo esito, tanto per rinfrescare le memorie:

 

1. Berruti 20.5
2. Carney (USA) 20.6
3. Seye (FRA) 20.7
4. Foik (POL)  20.8
5. S. Johnson (USA)  20.8
6. Norton (USA)  20.9

Reso omaggio agli atleti, diamo uno spazietto di notorietà anche a starter, giudici e cronometristi, sempre rirefendoci al documento in nostro possesso. Questi ultimi furono: Luciano Scaramel, di Treviso, Enrico Bortolotti, di Bologna, e Luciano Fagnani, di Ancona. Tutti e tre cronometrarono 20.5. L'uomo che sparò il colpo di pistola fu il milanese Primo Pedrazzini. I certificatori della pista furono Umberto Modotti, di Udine, e il romano Arrigo Bugli. Fra i giudici di campo, Stelvio Crivellaro, di Padova, Dante Pedrini, di Bologna, e un nome ben noto a chi ha frequentato l'atletica lombarda tempi indietro: il cav Mario Bruno, presidente del Comitato lombardo F.I.D.A.L. per decenni. Burbero, brontolone, ma mai sufficientemente rimpianto.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Maggio 2019 19:48
 
Questa gazzella ci fece innamorare del nostro sport: tanti auguri Livio! PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Maggio 2019 10:23

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"Livio Berruti, vainqueur du 200 m, un gazelle parmi des tigres. Un style aérien, limpide, parfait".

Questa la elegante didascalia alla fotografia che fu pubblicata a pagina 301 del grande libro «La fabuleuse histoire del Jeux Olympiques» firmata da due grandi giornalisti francesi come Guy Lagorge e Robert Parienté.

Noi dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" vogliamo far arrivare a lui, anche a nome di tutti coloro che amano il nostro sport, i migliori auguri di Buon Compleanno, mentre a Torino sarà circondato dall'affetto di centinaia di persone. Per noi è stato, è, e resterà un mito.

Lo stile elegantissimo di Robert Parienté lo descrisse così:

"Livio Berruti a gagné le 200 m!

Curieux garçon ce Berruti. Pas un muscle saillant: long, mince et un visage de séminariste dont le regard se cache derrière des verres fumés. Il est étudiant en chimie, fils de grands bourgeois, calme, distingué, froid, rien d'italien dans le comportement.

Il faut bien le connaïtre pour deviner dans la moindre de ses gestes un nervosisme á fleur de peau. C'est un garçon de caractèr lui aussi en difficulté avec sa fédération. Il a refusé de suivre les stages collectifs et s'est préparé seul. Mais de quelle manière! Il est sur 200 m ce que Hary est sur 100; un chef-d'œuvre technique.Il a ridiculisé tous ses adversaires dans la course technique du virage d'où il est sorti avec deux mètres d'avance sur la meute. Dans la ligne droit il en a conservé un victoire limpide, parfaite. Du jour au lendemain il détrône Gaiardoni dans le cœur de la foule italienne. Andou Seye a terminé troisième. Il était intrinsèquement le plus fort, mais il est sorti dernier du virage. Bon dernier! Sa remontée a été incroyable. Mais, un fois encore l'intelligence et la technique ont dominé le don pur. Méditons".

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Maggio 2019 10:11
 
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