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Dedicato all'anno 1945 il nono volume della Storia dei Campionati italiani PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Maggio 2018 09:58

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Il titolo è ispirato ad una frase che Gianni Brera scrisse in suo articolo in quell'anno. 1945, ritorna l'atletica nel nostro martoriato Paese. Così scrivon tutti, ma, per verità, il nostro sport non si era mai fermato, ridotto, questo è riscontrabile palesemente, ma mai fermato. Pensate solo alla corsa campestre dei "Cinque Mulini" a San Vittore Olona: non ha mai sospeso una edizione neppure in quegli anni di follia. Nel 1945 si fa qualcosa di più, si cerca di ristabilire faticosamente una normalità che, nei fatti, ancora non esisteva. L'Italia era tagliata in due, come una stoffa strappata, bisognava ricucirla. Gli uomini e le donne dell'atletica si misero al lavoro, e in breve ristabilirono la funzionalità degli organismi, la regolarità delle competizioni, pur fra le mille difficoltà, soprattutto nei trasporti. C'era un Nord e un Sud, ma verso la fine di quell'anno si ricompattò una parvenza di unità nazionale, che si completò l'anno successivo.

Come fu quell'anno lo raccontano i nostri scrittori di sempre: Augusto Frasca, Roberto L. Quercetani, Sergio Giuntini, Alberto Zanetti Lorenzetti e Marco Martini, che destino ha voluto che non vedesse il libro, ma che qualche giorno prima del suo decesso aveva inviato un messaggio a un socio nel quale si diceva felice di aver portato a termine il lavoro fino al 1945. Marco aveva scavato l'atletica italiana dalle origini fino a quell'anno, che lui considerava uno spartiacque. Così come il 1960 il capolinea dei Giochi Olimpici. Il nostro libro (72 pagine) si apre proprio con un ricordo affettuoso e commovente vergato da Augusto Frasca, preceduto da una poesia di Giuseppe Ungaretti.

Ed è sempre Frasca, come negli otto volumi precedenti, che introduce il mondo culturale, sociale, politico, artistico. Roberto Quercetani ci racconta l'atletica degli altri Paesi in quell'anno, che ebbe protagonisti i grandi corridori nordici e il nostro Adolfo Consolini, che mise insieme i migliori dieci risultati della stagione e continuava ad essere detentore del record mondiale. Lo storico Sergio Giuntini ha dedicato il suo lavoro al "1945 di Gianni Brera", dalla partecipazione alla lotta partigiana in Val d'Ossola fino alla chiamata di Bruno Roghi alla "Gazzetta dello Sport", passando attraverso il rifiuto ad entrare a "L'Unità". L'atletica guadagnò uno scriba rimasto insuperato.

Segue un corposo capitolo curato da Alberto Zanetti Lorenzetti sullo sport della Venezia Giulia, argomento di cui è conoscitore indiscusso. I vari Campionati al Nord e al Sud, i risulti, i commenti, sono stati fra le ultime fatiche dell'instancabile ricercatore Marco Martini. In tutti i capitoli una ricchezza di foto d'epoca che ha un grande fascino.

Il libro può essere richesto alla A.S.A.I. con un versamento a favore della stessa come quota sociale nell'ordine di 25 Euro, indicando chiaramente l'indirizzo del richiedente e la causale "Libro 1945". Tutti i dettagli sono disponibili alla voce "Benvenuti in ASAI". Informiamo anche che sono ancora disponibili copie degli otto volumi precedenti.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Maggio 2018 05:29
 
Album di fotografie e video della serata dedicata al primato bresciano di Canobbio PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Maggio 2018 17:28

Il nostro socio Elio Forti ha realizzato - e non è la prima volta - un album di fotografie e un video sulla serata dedicata ai 40 anni del primato bresciano del lancio del disco, alla quale sono intervenuti alcuni soci del nostro Archivio Storico. Chi fosse interessato può aprire l'album su questo link e il video su quest'altro. Elio ha pubblicato tutto questo materiale anche sul sito della "Diecimiglia del Garda" del Progetto "Sognando Olympia". Un servizio televisivo è stato trasmesso anche dalla principale rete bresciana "Teletutto".

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Maggio 2018 17:41
 
L'asticella della vita di Roberto Quercetani ancora più in alto: auguri, Maestro PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Maggio 2018 07:10

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Oggi Roberto Luigi Quercetani compila una statistica molto personale, lui che ha raccolto dati anagrafici di migliaia di atleti: quella dei suoi anni, oggi festeggia il suo compleanno. Il nostro maestro, dire che è anche nostro presidente onorario sarebbe riduttivo, ancor meglio identificarlo come nostro amico, un amico che ha guidato i nostri incerti passi nel vasto e affascinante mondo dell'atletica. Guidato, mai pontificato, mai salito in cattedra, proprio come i maestri di un tempo, che erano punto di riferimento,  come il faro per i naviganti, per gli alunni, per le famiglie, dispensatori di nozioni ma soprattutto di rispetto, di umanità, di educazione. Roberto ci ha educato all'atletica. Maestro, anche Bruno Bonomelli lo era, per davvero, esercitò il non facile compito educativo in alcune scuole bresciane, e ci teneva che si sapesse, niente dottore, ma maestro elementare. E anche lui ci fu guida nella conoscenza di questo nostro meraviglioso sport. Siamo stati buoni allievi? Quien sabe. Una lezione abbiamo appreso, forse: quella del rispetto per i nostri maestri. E oggi che Roberto raggiunge un traguardo non frequente negli esseri umani gli siamo vicini, per augurargli una serena giornata nella sua nuova residenza fiorentina, insieme alla conservatrice della chiave del suo cuore, la signora Maria Luisa.

Con tanto affetto da tutti noi, Maestro.

Tre primi piani di Roberto Quercetani fermati dall'obiettivo di Marco Peiano alla Assemblea ASAI del 2016 a Firenze

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Maggio 2018 21:50
 
Il nostro Archivio Storico e Elio Forti sono nati lo stesso giorno...più o meno... PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Maggio 2018 16:57

Oggi, Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, la nostra microscopica realtà che battezzammo con il nome di Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" compie 24 anni. Vide la luce nelle sale del Novotel di Brescia Due, la tennero a battesimo tanti amici veri e importanti, che vennero da differenti parti d'Italia. Durante quel momento generativo, presero la parola l'avvocato bresciano Lorenzo Maffezzoni che con Bruno condivise molti momenti importanti, i suoi "discepoli" Franco Mauro e Gabriele Rosa, grandi giornalisti come Giorgio Reineri e Giulio Signori, il sommo maestro d'atletica per tutti noi Roberto L. Quercetani, dirigenti come  Beppe Mastropasqua e Alessandro Castelli. Nella stessa giornata, poche ore più tardi, vennero assegnati i titoli di campione d'Italia dei 10 mila metri sulla pista del Campo Scuole intitolato a Sandro Calvesi, altro bresciano che ha lasciato, nel campo tecnico, tracce indelebili. Vincitore di quel titolo tricolore fu Stefano Baldini, poi campione olimpico di maratona nel 2004 ad Atene.

A firmare il certificato di nascita erano presenti: Rosetta Nulli Bonomelli, Roberto L. Quercetani, Alberto Zanetti Lorenzetti, Claudio Enrico Baldini, Augusto Frasca, Raul Leoni, Aldo Capanni, Luciano Fracchia, Ottavio Castellini; gli altri "fondatori" (pur non presenti all'atto fondativo) furono Marco Martini, Gianni Galeotti, Silvio Garavaglia, Tiziano Strinati. Alcuni di loro hanno preso congedo prematuramente, qualcuno è "desaparecido". L' A.S.A.I. va avanti, con fatica se volete, ma con tenacia: attraverso i suoi libri, attraverso questo sito che riscuote attenzioni un po' ovunque, ma soprattutto con la sua indipendenza e il suo spirito libertario. Siamo orgogliosi di poter dire che di tutto quello che abbiamo fatto non dobbiamo inviare messaggi di ringraziamento ad altri che non siano i nostri soci, e ad alcuni amici esterni all'atletica che hanno creduto in noi. Non abbiamo mai elemosinato, ci piacerebbe - oh, questo sì - un po' più di rispetto, di attenzione.

Con questo spirito, ci accingiamo a superare il traguardo che ci attende l'anno prossimo: il 25esimo anno di vita. Cercheremo di dare il meglio. Statene certi.

E già che ci siamo, facciamo gli auguri ad un nostro socio che pure festeggia il suo compleanno. Il geometra Aurelio "Geo" Forti, di Navazzo, il borgo benacense dove abbiamo il nostro punto di riferimento. Non molti sanno quanto Elio ha fatto per la nostra associazione, e continua a fare. Non ha mai cercato riconoscimenti e ringraziamenti. Forse non è casuale che sia nato nel giorno della Festa dei lavoratori. Auguri anche a te, Elio! 

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Maggio 2018 17:38
 
Canobbio e quel record eterno: il commento di Paolo Marabini PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Aprile 2018 17:52

Ha scritto (e per questo lo ringraziamo) Paolo Marabini, componente del Direttivo della nostra A.S.A.I., sulla sua pagina FB, trampolino di lancio quotidiano di notizie sull'atletica bergamasca:

La ricorrenza cade il 13 agosto. E quella dei 40 anni ce la siamo già messa alle spalle l’estate scorsa. Ma sono solo dettagli, che non hanno impedito a Domenico Canobbio di essere degnamente festeggiato alla Trattoria “Al Gallo” di Rovato, su iniziativa dei promotori del progetto “Sognando Olympia” e dell’Atletica Virtus Castenedolo. Il 13 agosto del 1977, a Varsavia, nell’incontro fra Italia e Polonia juniores, il buon Domenico scagliava il disco da 2 kg oltre la barriera dei 50 metri: 50.04 per la precisione. Nessun bergamasco era mai andato oltre quel muro. Ma la cerimonia di venerdì sera a Rovato - con tanto di consegna di un bellissimo Trofeo e la riproduzione della pagina del Giornale di Brescia che dette conto della prodezza - aveva un altro significato: celebrare il record provinciale bresciano più longevo.

Nato il 13 settembre 1958 a Costa Volpino, Domenico gareggiava infatti per l’Atletica Fiat OM di Brescia, dove era seguito dal prof. Angelo Romele. Se quel 50.04 fa ancora bella mostra in vetta alla graduatoria bresciana, in quella targata BG - intendendo riservata ad atleti bergamaschi di nascita - è pur sempre la quarta all-time, alle spalle dei 59.98 di Giulio Anesa, dei 52.72 di Costantino Cattaneo (ovvero colui che solo nel 1994 ha sfilato a Canobbio il record bergamasco assoluto) e dei 51.29 di Federico Zucchinali. 

La carriera di Canobbio, impreziosita da un titolo italiano allievi e da un titolo italiano juniores, oltre che da una maglia azzurra under 20 nel citato Polonia-Italia, ha purtroppo avuto vita breve. Dopo l’anno di naja nell’Aeronautica Militare, il nostro ha provato a insistere. Ma di lanci non si vive. E, sfumato l’ingresso in un corpo militare dove poter fare atletica a tempo pieno, è stato costretto - come tanti altri talenti senza santi in paradiso - a riporre il disco in soffitta. Peccato. Ma quegli anni di successi non glieli sfila nessuno. E il suo record, intanto, aldilà dell’Oglio continua a resistere.

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Aprile 2018 17:58
 
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