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Una novità che è veramente... una novità: le liste italiane maschili ogni tempo in pista coperta PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Maggio 2017 05:26

Enzo Rivis e Enzo Sabbadin sono due persone serie. Compilatori competenti, lavoratori instancabili nel coltivare la loro passione, soci che non si tirano mai indietro e arricchiscono la nostra piccola famigliola. Un paio di anni fa, accogliendo la pressante sollecitazione di alcuni soci che chiedevano di riallacciare il filo delle liste italiane ogni tempo che era stato, negli anni, uno dei cavalli di battaglia della nostra associazione (1996 in carta, 2002 e 2008 in supporto DVD), si misero al lavoro e sfornarono nuove e aggiornate liste che trovarono spazio in questo nostro sito, con puntuali aggiornamenti durante la stagione.

Adesso hanno fatto anche di meglio: hanno dedicato il loro tempo per compilare approfondite liste italiane ogni tempo in pista coperta. Una chicca della quale siamo veramente contenti come Archivio Storico, trattandosi di una compilazione che, in queste dimensioni, mancava totalmente alla atletica nostrana. Leggete qui sotto le spiegazioni e le analisi fatte dai nostri due soci e che accompagnano questa prima pubblicazione. Pubblicazione che, al momento, è completa per i risultati conseguiti dagli atleti maschi, essendo nel frattempo i "DoppioEnzo" impegnati nella ricerca e compilazione delle liste muliebri, che pensano di presentare alla vigilia della prossima stagione invernale 2017 - 2018.

Nel ringraziarli a nome di tutti i soci e utenti del nostri sito, lasciamo la parola agli autori (l'intervento di Enzo Sabbadin è disponibile anche in audio grazie al filmato realizzato da Elio Forti durante l'Assemblea a Piacenza), non prima di aver dato l'indicazione che vi porterà alle liste: sulla sinistra della "copertina" alla voce Liste italiane di ogni tempo, aprire Pista coperta: uomini.

Italian All - time Indoor Rankings: Men, compiled by Enzo Rivis and Enzo Sabbadin. Open this link

Les meilleurs athletes italiennes  hommes de tous le temps en salle, par Enzo Rivis et Enzo Sabbadin, en cliquant ici

Lista italiana de marcas de todos tiempos en pista cubierta: Hombres, compiladores Enzo Rivis y Enzo Sabbadin. Abrir esta dirección

 

La penuria di impianti coperti nel nostro Paese

Relativamente all’atletica indoor, ci sono attualmente in Italia solo 2 impianti regolari con pista di 200 metri in grado di ospitare Campionati assoluti ed eventi internazionali: Ancona e Padova.

Dopo la chiusura nel 2016 dell’impianto napoletano di Ponticelli, sono inoltre operativi due impianti con pista da 160 metri (Parma, Firenze) e alcune strutture minori con pista rettilinea e pedane per salti e/o lanci (Aosta, Bra, Torino, Bergamo, Saronno, Padova-Colbachini, Schio, Pordenone, Udine, Modena, Firenze-Ridolfi, Lucca, Fermo, Casal del Marmo, Rieti, Iglesias, Palermo). Per anni è stato sede di molte riunioni regionali, specialmente per le categorie giovanili, anche il rettilineo coperto di Castenedolo, poco fuori da Brescia; ormai il materiale delle quattro corsie è talmente usurato che la società locale – Atletica Virtus Castenedolo, che opera dal 1969 ed ha “allevato” decine di ottimi atleti – non se la sente più di accettare l’organizzazione di manifestazioni lombarde. Nessuna risposta concreta dalla locale Amministrazione comunale alla richiesta di rifare il manto.

Da questo elenco risulta chiaro che sono del tutto assenti le città metropolitane, mentre dai primi anni ’70 e poi per tutti gli ’80 e inizi ‘90 si gareggiava contemporaneamente sulle piste complete di Torino, Genova (un Campionato europeo, 1992) e Milano (due Campionati europei, 1978 e 1982). Emblematico il caso della “Capitale economica” del nostro Paese: il Palasport crollò sotto il peso della grande nevicata del gennaio 1985 e non è stato più ricostruito. Però si fanno sogni di gloria per i Giochi Olimpici del 2028 (e magari si stanno già spendendo quattrini per viaggi, pranzi, stipendi...) e Milano quasi sicuramente ospiterà nel 2019 la 132esima Sessione del Comitato Olimpico Internazionale. Palasport? Magari riparliamone nel 2028…

Un piccolo confronto: pur avendo un numero minore di tesserati rispetto all’Italia, la Spagna ha 9 piste indoor complete ed ospita 3 meeting internazionali contro il nostro zero assoluto!

Leggi tutto...
 

gara performances     performers    
  limite risultati ris.2017 % limite PB 2017 %
60yds 6.38 55 0 0.00% 6.45 53 0 0.00%
55m 6.48 53 0 0.00% 6.60 41 1 2.44%
60m 6.66 200 10 5.00% 6.87 204 21 10.29%
200m 21.16 103 3 2.91% 21.72 103 1 0.97%
400m 47.17 102 2 1.96% 48.25 102 9 8.82%
800m 1:49.0 100 0 0.00% 1:51.62 103 5 4.85%
1000m 2:27.47 50 0 0.00% 2:27.82 51 0 0.00%
1500m 3:44.18 103 1 0.97% 3:48.80 100 1 1.00%
3000m 7:57.58 102 3 2.94% 8:08.0a 101 2 1.98%
60yds hs 7.39 53 0 0.00% 7.71 51 0 0.00%
55m hs 7.50 45 0 0.00% 8.06 40 0 0.00%
60m hs 7.80 201 3 1.49% 8.31 202 8 3.96%
alto 2.26 101 2 1.98% 2.13 109 3 2.75%
asta 5.50 106 0 0.00% 4.90 109 4 3.67%
lungo 7.79 105 11 10.48% 7.43 105 7 6.67%
triplo 16.56 101 2 1.98% 15.32 100 6 6.00%
peso 19.6 102 0 0.00% 15.81 101 4 3.96%
eptathlon 5.267p. 100 5 5.00% 4.815p. 100 6 6.00%
marcia m.3000 11:53.6 50 2 4.00% 12:28.30 51 3 5.88%
marcia m.5000 19:26.13 100 2 2.00% 20:46.45 100 4 4.00%
4x200 Rappr. 1:29.40 25 1 4.00%   6 0 0.00%
4x200 Società 1:29.23 100 4 4.00%   30 0 0.00%
4x400 Rappr. 3:13.39 11 0 0.00%   1 0 0.00%
4x400 Società 3:22.00 47 0 0.00%   17 0 0.00%
                 
totale   2,115 51 2.41%   1,980 85 4.29%
N° Risultati 3,705              
- di cui 2017 118              


 

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Maggio 2017 16:13
 
I primi passi del Centro Studi e Documentazione A.S.S.I. PDF Stampa E-mail
Martedì 09 Maggio 2017 15:45

 

 alt

 

Qualche giorno fa abbiamo dato notizia che gli attuali dirigenti della società sportiva A.S.S.I. Giglio Rosso di Firenze hanno deciso di intitolare la sala di lettura nella propria sede alla memoria di Aldo Capanni.

Non è nostro intendimento tornare in questa sede a raccontare chi sia stato e cosa abbia fatto nella sua purtroppo non lunga vita Aldo Capanni, che al nostro Archivio Storico è legato da un vincolo che va oltre la  morte e la  semplice memoria. Abbiamo deciso di riproporre la sua poliedrica figura togliendo dagli scaffali della libreria un volume da lui scritto e curato, che racconta, nei particolari minuziosi, la nascita e la vita di questa istituzione culturale che prese il nome di Centro Studi e Documentazione A.S.S.I. Giglio Rosso Firenze. "1971 - 1999, ventotto anni di cultura per lo sport": questo il titolo di quel volume che fu stampato dalle Edizioni Masso delle Fate nel settembre 1999. Da quella pubblicazione abbiamo ripreso la parte iniziale che racconta la nascita del Centro Studi, magari serve a rinfrescare offuscate memorie.

Prima di lasciare la parola al testo riprodotto, vogliamo trascrivere (da pagina 62 del libro) i nomi dei soci fondatori della Associazione Culturale "Centro Studi e Documentazione A.S.S.I. Giglio Rosso": Renzo Avogaro, Nazzarena Barbieri, Aldo Capanni, Franco Cervellati, Luca Gatteschi, Massimo Gianfortuna, Riccardo Ingallina, Ruggero Larco, Marcello Marchioni, Alvaro Masini, Fulvio Massini, Giuseppe Ocello, Chiara Porciatti, Franco Pucci, Stefano Pucci, Tiziano Strinati.E questo fu il primo Consiglio Direttivo: Marcello Marchioni presidente, Franco Cervellati vicepresidente; Aldo Capanni direttore; Chiara Porciatti segretaria; Riccardo Ingallina, Fulvio Massini e Giuseppe Ocello consiglieri; Tiziano Strinati sindaco revisore. Per il nostro amico Tiziano (anche nostro sindaco revisore, che non ci stancheremo mai di ringraziare) una lunga e fulgida carriera...potrebbe essere promosso alla Corte dei Conti!

I tre capitoli che seguono sono tratti dal libro.

Le origini

È difficile stabilire una data precisa per la "nascita" del Centro Studi, così come di ogni centro studi: una struttura "spontanea" con questa denominazione - con tutto quello che ne consegue - "parte" di solito dopo un processo di maturazione culturale, dopo un interscambio e un dibattito a più voci fra soggetti che tendono ad uno stesso scopo ideale. Può esserci un'idea, una scintilla, che stimola lo sviluppo di discussioni a proposito di problematiche collegate, ma poi questa idea deve confrontarsi con altre per far "nascere" un centro studi vero e proprio che si occupi di un dato argomento.

Se ci riferiamo all'idea, alla "scintilla", dobbiamo risalire ad una riunione svoltasi nella vecchia segreteria della società A.S.S.I. Giglio Rosso, una baracca di legno, nell'inverno del 1970: era una riunione organizzativa con cui dirigenti di allora della sezione atletica della società cercavano nuovi collaboratori. A quella riunione voluta e coordinata da Piero Massai eFranco Laghi, dirigenti di quella sezione, parteciparono Max Grazzini, padre della giovane promessa azzurra Stefano, Luciano Venturi, ex mezzofondista e futuro allenatore sociale, e Aldo Capanni, giovane appassionato di atletica che, ancora studente, aveva cominciato a collaborare con la società. Fu quest'ultimo a domandare se nelle - belle - intenzioni della società volte ad allargare le sue file dirigenziali e le sue attività vi fosse posto anche per la costituzione di una biblioteca: Lachi aderì istantaneamente all'idea, come peraltro era solito fare per ogni novità che appariva all'orizzonte e che gli pareva meritevole di attenzione.

Quell'incontro non ebbe lì per lì alcun seguito, perchè, come spesso succede nelle organizzazioni che si basano sul volontariato, il difficile non è avere idee, ma poi gestirle - o meglio, avere le forze per metterle in pratica: così mancando il tempo, le capacità o la predisposizione mentale per coordinare il lavoro di una squadra, di una "équipe", gli invitati di quella riunione non furono più ricontattati per diversi mesi.

"Rinnovamento"

Alla fine degli anni sessanta l'atletica leggera italiana fu pervasa da una corrente politica e di pensiero che prese il nome di "rinnovamento" e che portò alle massime cariche federali nuovi dirigenti.

Uno dei tratti distintivi di "rinnovamento" fu la spinta culturale notevolissima che, nascendo dai bisogni e dalle richieste della base, e degli allenatori periferici in particolare, fece dello studio e della ricerca una componente essenziale, di vetrina e di sostanza, nell'aspirazione di far superare all'atletica nazionale il divario che la divideva dalle altre nazioni europee più evolute.

In questo movimento: di opinione, di richieste della base, di volontà di "crescere"  nelle conoscenze teoriche e in quelle applicate, Firenze e l'A.S.S.I. Giglio Rosso furono in prima fila. Anche perchè il numero dei tecnici, in società, era notevolmente aumentato proprio in quegli anni grazie alle lungimiranti scelte operate dai dirigenti della sezione atletica: il direttore tecnico Piero Massai, Franco Lachi e il capo sezione Marcello Marchioni.

Per tutti questi tecnici e fra i frequentatori del cmpo sportivo e della sezione atletica si sviluppò così un vasto dibattito e la parola "studio" riferita allo sport, ai suoi aspetti tecnici, scientifici e metodologici divenne una realtà concreta e dibattuta e non più il patrimonio di pochi eletti precursori.

La nascita vera e propria

Questo vasto dibattito ebbe la sua naturale concretizzazione nell'ottobre del 1971, quando, finiti gli studi medi e vinto il concorso di ammissione all' I.S.E.F., fece il suo pieno ingresso in società un altro giovane aspirante tecnico, Aldo Capanni, che praticamente da subito - facendo seguito alla sua idea di circa un anno prima - chiese ed ottenne l'incarico di impiantare una biblioteca specializzata in atletica.

Il capo sezione Marchioni aderì con convinzione all'idea di Capanni e sostenne la sua iniziativa, che cominciò a concretizzarsi alla fine di quello stesso mese di ottobre con la collaborazione del tecnico sociale Franco Anichini e con una serie di lettere volte a conoscere le condizioni di abbonamento di alcune delle principali riviste nazionali ed internazionali di atletica leggera.

Furono così sottoscritti i primi abbonamenti ad alcune delle più importanti riviste tecniche mondiali, italiane, francesi, inglesi, tedesche ed americane. Contemporaneamente ciascuno di coloro che aderirono inizialmente all'idea (Anichini, Capanni, Lachi, Marchioni, Massai) portò qualcuno dei testi su cui aveva studiato o sui quali si era documentato e in uno scaffale di un armadio della segreteria, in coabitazione con la stessa, nacque così la "biblioteca".

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Maggio 2017 18:17
 
Al nostro socio Paolo Marabini un augurio "in rosa" PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Maggio 2017 16:10

Paolo Marabini, giornalista da parecchi anni alla "Gazzetta dello Sport" prima alla redazione Sport Vari con particolare attenzione a atletica e scherma, passato poi in forza alla redazione ciclismo, inizia oggi la nuova avventura professionale al Giro d'Italia numero 100. Già negli anni scorsi ha firmato come inviato dal "Giro". Sulla sovracopertina della "Gazzetta" di oggi Paolo ha firmato un bellissimo pezzo su Felice Gimondi e i suoi 14 Giri: 3 vittorie, mai un ritiro, altre sei volte sul podio finale. Una epopea. All'interno, il nostro socio (e confermato componente del Consiglio) firma l'analisi della tappa.  Segnaliamo anche che nel libro edito dalla "Gazzetta" sulle 100 edizioni del "Giro", Paolo ha firmato una decina di pezzi storici, da Koblet a Gaul, e poi ad altri vincitori fino ai nostri giorni. Ci fa piacere spendere qualche parola per lui che viene dall'atletica, e all'atletica resta con passione, una competenza come pochi, una vasta cultura storica. Da anni sta aggregando materiale storico e statistico sull'atletica bergamasca. In famiglia atletica e ciclismo si dividono la tradizione: il padre Nerio, ciclista e organizzatore, la zia Bice, "Bicetta" per tutti, scomparsa anni fa, anima per decenni dell'Atletica Bergamo '59, dirigente del Comitato lombardo FIDAL, giudice apprezzatissima per il suo equilibrio e la sua intelligenza.

A Paolo, un semplice ma sentito "Buon lavoro".

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Maggio 2017 16:39
 
La sala di lettura del Centro Studi ASSI Giglio Rosso Firenze dedicata alla memoria di Aldo Capanni PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Maggio 2017 07:11

Lunedi 8 maggio, alle ore 18, nella sede della società A.S.S.I. Giglio Rosso, a Firenze, verrà inaugurata la sala del nuovo Centro Studi. La sala verrà intitolata alla memoria di Aldo Capanni, che del Centro Studi e Documentazione fu ideatore, fondatore, animatore, sostenitore di tasca propria, e molto di più. Non gli mancarono neppure le delusioni, talune molto forti, come qualcuno di noi ricorda bene. E a noi non manca memoria dell'angusto spazio nel piccolo edificio all'interno del campo di Viale Michelangelo, accanto alla sala pesi, dove, in mezzo ai libri, alle riviste, ai giornali, ben ordinati - per quanto possibile vista la quantità - trovò la sua prima dimora il nostro Archivio Storico dell'Atletica Italiana, di cui Aldo fu fondatore con alcuni di noi. In quella stanzetta si celebrarono parecchie edizioni della Assemblea annuale: quella atmosfera ci è sempre mancata. Sulla carta intestata dell'Archivio che usavamo in quegli anni si poteva leggere: sede sociale: Centro Studi e Documentazione in atletica leggera A.S.S.I. Giglio Rosso, Viale Michelangelo, 64 - 50125 Firenze. E il nostro indimenticabile anfitrione era il prof. Aldo Capanni.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Maggio 2017 08:31
 
Roberto Luigi Quercetani, il Dante Alighieri dell'atletica PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Maggio 2017 09:25

alt

In questa fotografia scattata dal socio Marco Peiano a Firenze, nella sala riunioni allo Stadio Ridolfi, lo scorso anno, in occasione della nostra Assemblea, è concentrato l' 80 per cento - stima per difetto - della Cultura atletica. Avete letto bene: C maiuscola. Due persone straordinarie che ci onoriamo di annoverare fra i "nostri": a sinistra Marco Martini, vicepresidente della A.S.A.I. "Bruno Bonomelli", e Roberto L. Quercetani, primo presidente nel 1994 e poi presidente onorario. Ci siamo ricordati di questa foto, che, tutti insieme, desideriamo dedicare oggi, 3 maggio 2017, a Roberto, in occasione del suo 95esimo compleanno. Auguri Roberto, con affetto, ringraziandoti di tutto quello che ci hai insegnato, tramandato, soprattutto per i valori di cui sei stato portatore nel nostro mondicciolo sportivo. E mentre vediamo ogni giorno proseguire inesorabile la demolizione dello sport che amiamo (o abbiamo amato?) da parte di profittatori, somari, talvolta persino volgari ladroni degni della storia di Alì Babà e delle patrie galere, e dobbiamo sorbirci le tiritere di ridicole commissioni etiche create ad hoc per spostare l'attenzione su argomenti diversivi (politica docet, nello sport è anche peggio), ci è di grande consolazione il tuo insegnamento indiretto attraverso il tuo esempio, la tua rettitudine, i tuoi studi e i tuoi libri, i tuoi aneddoti, la tua lucida e distaccata capacità di analisi del presente e di relazione col passato.

Ti auguriamo una serena giornata, accanto alla signora Maria Luisa.

Per celebrare, a modo nostro, il compleanno di Mastro Roberto, fiorentino errante nelle piste di atletica di tutto il mondo, abbiamo deciso di prenderci la libertà di pubblicare un brano scritto da Gianni Brera per la prefazione del libro "Atletica mondiale 1864 - 1968 ". Per i tipi della casa editrice Longanesi, questa fu la prima edizione italiana del testo (da lui scritto direttamente in inglese) che Roberto pubblicò nel 1964 con la Oxford University Press. L'anno dopo il libro fu tradotto in finlandese, una delle culle dell'atletismo mondiale (scusate: avete notizia che esista ancora l'atletica in Finlandia?), e, finalmente nel 1968, Brera, che era direttore della collana "La nostra via sportiva" per Longanesi, lo fece conoscere agli italianucci quasi del tutto digiuni dell'idioma di Albione (oggi siamo all'opposto, facciamo scempio della nostra lingua in ossequio agli allevatori di pecore Suffolk), figuratevi di quello dei temerari Vikinghi dei Paesi Scandinavi.

Scrisse - noi qui prendiamo solo alcuni brani delle sei pagine - Gianni Brera, il 25 giugno 1968, da Sant'Ambrogio di Bosisio Parini:

"...Roberto L. Quercetani, è nato a Firenze nel 1922. Appartiene a quel miracoloso genus tuscorum che tanto spesso confonde gli etnologi, autorizzando i razzisti alle più arbitrarie conclusioni: Dante, mediterraneo e addirittura semita; Leonardo, sicuramente nordico; Michelangelo, a mezzo fra Dante e Leonardo, però mesaticefalo; la folgorante maturazione dei toscani a una civiltà-guida nel mondo medioevale derivata da un ibrido evidente fra i resti del tempo classico, non tutti mediterranei, i dinarici della Padania e i lombardi venuti di Scandinavia nel sesto secolo; isole nordiche inspiegabili agli antropologi ancor oggi, che tutti dovrebbero sapere come per quasi mille anni siano state rifornite le cave e le miniere di splendidi esemplari germanici.

Roberto Quercetani ha la fronte alta e bozzuta, un bel testone rotondo, il colorito roseo del celta come si ritrova in certe zone della Gran Bretagna. La prima volta che l'ho visto portava occhiali cerchiati di metallo e stranamente mi ha ricordato Joyce. Veniva a conoscere il direttore del quotidiano sportivo che aveva accettato di pubblicarne ogni mese le inappuntabili classifiche di atletica leggera. Era timido: aveva assai più del topo di archivio che non del giornalista sportivo.

In effetti, non era giornalista. Quercetani, non conosceva l'atletica se non traverso le sue aride cifre stagionali. Mi ha confessato di aver visto ben poche riunioni, di non saper distinguere una stile di corsa, di lancio o di salto. Aveva preso a raccogliere i dati dell'agonismo atletico con lo stesso spirito minuzioso, anzi pignolo, d'un filatelico. Per una sorta di curiosa trasposizione, gli atleti di tutto il mondo erano rappresentati ai suoi occhi da numeri, che esprimevano tempi o misure...Il suo stesso modo di esprimersi era inconsueto se non estraneo al linguaggio sportivo: era praticamente un gergo tipico delle riviste specializzate d'oltre oceano...lui di quelle riviste era il corrispondente europeo. Le sue classifiche venivano puntualmente pubblicate su quelle riviste...e lui riprendeva le loro, e le smistava un po' in tutto il mondo. Aveva corrispondenti in Gran Bretagna, Svizzera, Germania, Scandinavia...L'atletica è davvero culto dell'uomo: dilatando le cifre a più nobile discorso, Quercetani assurge a umanista squisito".

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Maggio 2017 10:31
 
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