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1906: fra sassi mobili, saltando fossi e ruscelli, il primo «gross-country» fiorentino PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Aprile 2019 07:00

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Organizzatori al lavoro per segnare il percorso di una corsa attraverso i campi: coriadoli, ritagli di carta, servivano egregiamente alla bisogna. Il primo a sinistra nell'altra foto, è Amleto Fanfani, della società «Sempre Avanti» considerato uno dei pionieri dell'atletica fiorentina; accanto a lui, Vasco Neri: dal fisico si intuisce, senza dubbio, che erano non solo podisti ma anche ginnasti.

 

Attraverso gli scritti di Aldo Capanni e Franco Cervellati dal loro volume «Storia dell’atletica a Firenze e nella sua provincia dalle origini al 1945» vi abbiamo raccontato come iniziò il «Giro di Firenze», datato giugno 1904, a conclusione del Concorso Ginnastico Nazionale. Ginnastica, a quei tempi, voleva anche dire alcune prove atletiche di salto e lancio, che solo più tardi sarebbero state codificate nelle nascenti federazioni di atletica leggera, F.I.S.A. prima e F.I.D.A.L. poi. A Firenze, la gara di salto in alto, scrivono gli autori, “fu una competizione molto spettacolare, con due spareggi per assegnare le migliori posizioni di classifica». E vi presero parte alcuni dei migliori atleti di quel tempo. Vinse Orio Pizio, classe 1880, il primo grande saltatore italiano, che dominava i concorsi già da parecchi anni, vestiva i colori della Forza e Coraggio Milano. Dovette spareggiare con un altro milanese, Giovanni Niccoli, della Mediolanum. Terzo un mitico atleta di quei tempi, Emilio Brambilla, pure della gloriosa Forza e Coraggio, che spaziava dalla velocità al salto in alto, dagli ostacoli al salto con l’asta (con la tecnica dell’arrampicata) al salto triplo. Brambilla sarà poi autore di un libro, «L’atletica Leggera», edito a Milano nel 1929, testo su cui si formarono alcune generazioni di allenatori italici. Al quinto posto un altro eclettico atleta, bolognese, classe 1875, Romeo Monari, ginnasta della Virtus Bologna, che viene considerato sia da Bruno Bonomelli che da Marco Martini (chi altri sennò?) il primo primatista italiano di salto triplo, secondo le confuse tecniche di allora (10,75 nel 1898).

Detto tutto questo, passiamo a raccontarvi un’altra storia fiorentina, stavolta…bucolica.

“I giornali del marzo 1906 si riempirono di comunicati che annunciavano lo svolgimento del primo «gross-country» toscano. La novità era tale, come si vede, che non si conosceva neppure l’esatta grafia di questa nuova corsa podistica in campagna, già in voga da tempo in Inghilterra e in Francia, ed approdata da un paio d’anni, con varie forme, in varie località dell’Italia del Nord. È senza dubbio significativo rileggere alcune delle frasi con cui veniva presentato ed annunciato l’avvenimento sulla stampa cittadina.

“Come nelle altre città…dove questa gara si è svolta con numerosi concorrenti e migliaia di spettatori, è da augurarsi che anche in Firenze questo primo gross-country toscano abbia esito splendido sì da scuotere i nostri ginnasti e podisti dall’apatia che li ha invasi, spingendoliad una vita sportiva più attiva.

“…infatti è meraviglioso l’effetto di vedere una falange di baldi giovani slanciarsi attraverso i boschi, saltare fossi e siepi e sormontare ogni sorta d’ostacoli per raggiungere nel più breve tempo possibile la sommità di una collina,…poiché serve a mettere in evidenza tutte le singole qualità dei concorrenti, anche di quelli che essendo mediocri podisti sono eccellenti saltatori.

“Il merito di mettere in uso anche il Toscana tali utilissime corse fu della Sempre Avanti. La società fiorentina raccolse qualche medaglia, una splendida tracolla d’onore voluta da un comitato di «patronesse» della manifestazione, e numerosi premi in natura messi a disposizione dai commercianti cittadini e messi in palio fra gli arrivati a scelta in base alla classifica conseguita: un metodo, novant’anni fa, probabilmente molto più vantaggioso sia per i partecipanti che per gli organizzatori rispetto ai «premi a sorteggio» che gli organizzatori delle gare dei nostri giorni riservano ai podisti attuali.

“Il regolamento della manifestazione stabiliva il ritrovo dei concorrenti alla Barriera del Pino per le ore 14,30 del 25 marzo; da qui, alle 15, i concorrenti, al passo, avrebbero seguito lo starter lungo il Viale Militare, il Campo di Marte e la via Settignanese fino alla Trattoria di Poggio Gherardo. Era già un bel riscaldamento! Qui lo starter avrebbe concesso ai concorrenti dieci minuti per applicarsi il numero di gara e poi avrebbe dato il via, lungo il percorso che saliva per i campi passando dinanzi alla chiesa di San Martino, per arrivare accanto al Castello di Vincigliata, discendere attraverso la pineta al Piano di Maiano, risalire per le Cave omonime e guadagnare la sommità del Monte Ceceri dove era posto l’arrivo.

“I concorrenti della gara «libera a tutti» potevano seguire il «passo che più fa loro piacere», non dovevano cercare di ostacolare gli altri podisti, e soprattutto dovevano «passare dinnanzi a tutti i controlli che verranno indicati, e gridare a questi il proprio numero». L’iscrizione costava 1 lira.

“Il maltempo portò ad un primo rinvio, poi la prova fu fissata definitivamente per domenica 1° aprile, qualunque fosse il tempo. Nello stesso giorno, fra l’altro, in cui il circa di Buffalo Bill si esibiva al Campo di Marte. Partirono 21 concorrenti, accompagnati da una gran folla che li attendeva già al punto di ritrovo.

“I concorrenti, guadagnato Poggio Gherardo per una fitta boscaglia, presentavansi al controllo del cancello di Vincigliata. Ridiscendevano quindi lungo un altro tratto di boscaglia attraversato da fossi e siepi finché giungevano nel sottostante piano delle cave di Maiano. Salirono poscia alle cave stesse su strada impossibile fra sassi mobili saltando fossi, ruscelli e girendo intorno alla collina poiché spesso si presentavano loro ostacoli imprevedibili.

“All’arrivo i primi tre si presentarono dopo 30 minuti, in gruppo; l’ordine di arrivo fu il seguente:

1. Giusti Antonio, della Sempre Avanti;

2. Alipes (soprannome di Giovacchino Bacciarini), della Sempre Avanti;

3. Barbieri Silvio, spazzino comunale di Firenze;

4. Bongi, della Sempre Avanti;

5. Fanfani Amleto, della Sempre Avanti;

6. Pacini, della Sempre Avanti.

“Quella prima campestre, quindi, fu quasi soltanto una gara sociale della società organizzatrice, con la sola intromissione di un netturbino!”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Aprile 2019 10:28
 
Nuova edizione 2018 - 2019 delle liste italiane di ogni tempo in pista coperta PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Aprile 2019 08:19

Enzo Rivis e Enzo Sabbadin hanno lavorato tempestivamente all'aggiornamento delle liste italiane di ogni tempo in pista coperta a conclusione della stagione invernale 2018 - 2019.  Presentiamo oggi il risultato del loro lavoro. Ecco qualche indicazione che faciliterà la consultazione delle liste: sulla sinistra della "copertina" del sito, alla voce Liste italiane di ogni tempo, utilizzare questi due link: Pista coperta: uomini (new) e Pista coperta: donne (new). Le compilazioni di liste nel nostro sport possono sempre essere difettose, non sono mai materia immutabile, pur se redatte con la massima attenzione come fanno i nostri due soci Sabbadin e Rivis: per questo, coloro che avessero osservazioni, aggiunte, correzioni, chiarimenti, possono e devono rivolgersi direttamente agli autori:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , sempre disponibili ad apportare doverose integrazioni, nel caso servano.

Per gli amici stranieri che ci seguono:

Italian All - time Indoor RankingsMen (new) & Women (new), compiled by Enzo Rivis and Enzo Sabbadin. Open the two links

Les meilleurs athletes italiennes  hommes (new) et femmes (new) de tous les temps en salle, par Enzo Rivis et Enzo Sabbadin, en cliquant ici sur le deux link

Listas italianas de marcas de todos tiempos en pista cubiertaHombres (new) y Mujeres (new), compiladores Enzo Rivis y Enzo Sabbadin. Abrir las dos direcciónes

Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Aprile 2019 08:47
 
Quando le corse podistiche servivano anche per strappare un sorriso PDF Stampa E-mail
Domenica 07 Aprile 2019 09:04

Sentite questa, che carina! Siamo nel 1910…cronache e sorrisi d'altri tempi (dal libro di Aldo Capanni e Franco Cervellati).

“Ai primi di ottobre a Prato si svolsero delle gare sportive. Erano in programma corse podistiche, ciclistiche, motociclistiche e una corsa dei ciuchi. Questa la cronaca che apparve su «Il Nuovo Giornale» di Firenze:” La corsa dei ciuchi è stata sospesa per mancanza dei somari, essendo questi intenti allo studio per superare le prove d’esame durante la sessione d’autunno”. Allora si usavano spesso le righe di piombo per far sorridere i lettori: che differenza dalle seriose e spesso pretenziose cronache anche sportive del giorno d’oggi!”.

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Aprile 2019 09:09
 
Firenze, l'atletica, le sue corse, le sue società, la sua lunga storia PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Aprile 2019 14:02

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Questa foto non si riferisce esattamente all'anno 1904 del quale parliamo ma è degli anni di inizio Novecento: secondo Capanni e Cervellati, autori del libro, si dovrebbe trattare di una corsa podistica al campo sportivo dell' Itala al Prato del Quercione alle Cascine

Domenica 14 aprile questa nostra piccola «setta» terrà la sua normale Assemblea annuale, come previsto dallo Statuto. Normale, senza rinnovo delle cariche, un adempimento formale, l’approvazione dei bilanci che il nostro Sindaco Revisore, Tiziano Strinati, professionista fiorentino, socio fondatore indicato, senza scampo, da Aldo Capanni, di cui era amico, l’approvazione della Relazione del Consiglio Direttivo, e poi quattro chiacchiere in famiglia, scambio di libri, estorsione non a mano armata della benedetta quota annuale (una miseria), un arrivederci al prossimo anno, e una frugale colazione per coloro che hanno un po’ più di tempo, pranzo spesso neppure da ricordare vista la banalità del cibo. Quindi tutti a casa.

Sarà così anche stavolta? Siamo sinceri: vorremmo che fosse diversa. Motivo? Sarà la venticinquesima Assemblea, compresa quella costitutiva, il 1º maggio 1994, a Brescia. Ci teniamo, son venticinque anni che resistiamo. Chi l’avrebbe detto? Forse nessuno di noi, dei fondatori intendiamo, quel giorno, in una sala dell’albergo Novotel di Brescia, l’avrebbe neppure immaginato. Abbiamo visto altre aggregazioni similari, con scopi analoghi ai nostri, sorgere e tramontare in spazi temporali molto più brevi. E non siamo solo sopravvissuti, abbiamo anche operato. Soprattutto nella produzione…cartacea, tante le nostre pubblicazioni, in cima a tutte i nove volumetti della storia dei Campionati di atletica nel nostro Paese, a partire da quel primo del 1897, per ora arrivati al 1945.

Ferma qui, se no cadiamo nell’autocelebrativo, e nel patetico. Torniamo a Firenze in questa occasione, come in tante altre in questi 25 anni. La città medicea è stata la nostra casa per tanti anni, fino a quando l’ha gestista quel galantuomo di Aldo Capanni. Fiorentino il primo presidente, Roberto L. Quercetani, maestro a tanti (tutti) di noi. A Firenze fu steso e firmato il primo Statuto, e anche il secondo aggiornato, nel 2016. Di Firenze il nostro attento Sindaco Revisore. A Firenze abbiamo affetti e ricordi.

E, tornandoci adesso, il 14 aprile, abbiamo deciso di rendere omaggio a questa città e alla sua atletica, anche perché per le nostre Assise saremo ospiti di un sodalizio sportivo che ha riempito tante pagine della storia sportiva fiorentina: l’ASSI Giglio Rosso. Abbiamo tolto dallo scaffale il bel volume scritto nel 1996 da Aldo Capanni e Franco Cervellati «Storia dell’atletica a Firenze e nella sua provincia dalle origini al 1945», edito sotto l’egida dell’assessorato allo Sport della Provincia di Firenze, allora retto da un assessore colto e sensibile, Elisabetta Del Lungo. Che ascoltava un altro grande personaggio dell’atletica fiorentina: il mai dimenticato Piero Massai. e in quelle pagine abbiamo attinto brani che andremo pubblicando in questo spazio da oggi fino al 14 aprile.

Iniziamo oggi con il ricordo del primo «Giro Podistico di Firenze». Un breve prologo. Siamo nel 1904, a quei tempi lo sport significava soprattutto ginnastica, che comprendeva anche quelle discipline (salti e lanci) che poi sarebbero entrate nel campo atletico. Di atletica non si parlava, ma di podismo, o meglio sport pedestre, definizione lirica, soprattutto se confrontata con quella odierna di running. Quell’anno Firenze era sta indicata come sede del Concorso Ginnastico Nazionale, che si sarebbe tenuto nel Parco delle Cascine nei primi giorni di giugno. Contemporaneamente, si sarebbero svolti i lavori del Consiglio Federale della Federazione Ginnastica, il sesto Congresso degli insegnanti di ginnastica e il terzo Congresso dei cultori dell’educazione fisica; erano previste anche la inaugurazione della sede della Rari Nantes, gare di nuoto e di canottaggio, e, a conclusione, il «Giro di Firenze» di corsa e di marcia. Era il 6 giugno 1904. E adesso lasciamo parlare il libro di Capanni e Cervellati.

“Il lunedì immediatamente seguente al Concorso Ginnastico, il 6 giugno, la Società Podistica Juventus di Firenze organizzò il Giro di Firenze di corsa e di marcia con l’approvazione della Unione Podistica Italiana (la Federazione di atletica di allora) per «dimostrare il beneficio di una razionale educazione fisica», cui «non poteva e non doveva mancare una vasta affermazione del più popolare degli sport: lo sport pedestre».

“Il percorso era di km. 11,430, da percorrersi per la corsa nel tempo massimo di 50 minuti, e per la marcia di un’ora e venti. Si partiva dalla Porta San Frediano, nel Viale Petrarca, per proseguire per Porta Romana, Viale dei Colli, l’attuale Ponte San Niccolò, i Viali di Circonvallazione, e si arrivava alle Cascine, presso la sede del Club Sportivo. I premi annunciati erano numerosi, e così le categorie in cui si suddividevano i concorrenti: ve n’era anche una riservata ai «monturati», cioè a coloro che, facendo parte di un organismo, prendessero parte alla corsa praticamente in divisa. Così avvenne infatti per alcuni pompieri e per altri militi della «Croce d’Oro», associazione di pubblica assistenza di Firenze.

“La partenza fu data alle 17.35 a 25 corridori e alle 17.45 a ben 75 marciatori, provenienti da tutta Italia: in realtà quasi tutti rimasti appositamente a Firenze dopo il Concorso dei giorni precedenti. Il servizio di controllo, lungo il percorso, fu svolto da ciclisti del club «Audax» di Firenze.

“Nella corsa vinse Angelo Golini, della Lazio di Roma, in 44 minuti, precedendo in volata Aduo Fava, della Fortitudo di Bologna (44 minuti e 3/5). Terzo al traguardo Giovacchino Bacciarini, della Juventus di Firenze, in 45 minuti 15 secondi; quarto Piana, della Fortitudo Bologna, in 46 minuti. Ai fini della premiazione, però, Piana ottenne il terzo posto nella classifica «seniores», e Bacciarini il primo in quella «non classificati».

“Fra i marciatori si impose in un’ora e cinque minuti Romano Zangrilli, un altro atleta della società Lazio di Roma, che così fece l’en plein. Secondo arrivò Umberto Pasquali, della Sempre Avanti Bologna, in un’ora 5 minuti e tre secondi, terzo Luigi Streito, della Andrea Doria di Genova, in un’ora e sei minuti. Per la categoria «non classificati» il primo premio arrise a Gino Bertini, della Juventus Firenze, in un’ora e 11 minuti.

“Anche per il Giro di Firenze le proteste non mancarono. Già numerosi concorrenti furono colti da malore lungo il percorso per il polverone delle strade e per il caldo eccessivo. La Giuria non riuscì subito a dare un ordine di arrivo preciso e la sua redazione fu molto laboriosa. Qualche mese dopo, poi, nacque una forte polemica in seguito all’organizzazione di un’altra gara podistica da parte di un’altra società, e, a seguito di ciò, si lessero sui giornali parole di fuoco per la passata supposta pessima riuscita del «Giro di Firenze»! Come dire, ancora una volta, per Firenze: nulla di nuovo sotto il sole…”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Aprile 2019 14:48
 
Il nostro segretario Alberto Zanetti Lorenzetti esperto di Guerra Fredda PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Aprile 2019 00:00

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Il titolo può sembrare una battuta, in parte lo è. Accantonato il lato scherzoso, resta una sostanza inconfutabile: Alberto Zanetti Lorenzetti ha fatto un fior di libro, trovando il giusto «taglio» per coniugare sport e politica, in una area geografica che è stata un vero e proprio laboratorio di sport e politica. Rivivono nelle pagine arricchite di citazioni, fonti, documenti, le passioni, le militanze ideologiche, le mezze verità e falsità, che hanno caratterizzato quegli anni, fino al 1954.
Abbiamo già avuto occasione di presentare il volume su questo nostro spazio. Oggi diamo brevemente conto della presentazione che si è tenuta a Trieste nella importante sede della I.R.C.I., Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata. E proprio il presidente di questa istituzione, Franco Degrassi, ha fatto gli onori di casa, con una sentita e appassionata introduzione. Dopo di lui, Raul Marsetic, direttore facente funzione del Centro Ricerche Storiche di Rovigno, che ormai da almeno due decenni è una delle mete preferite di Alberto, che già nel 2002 aveva pubblicato una corposa ricerca sullo storia dello sport giuliano-dalmata, grazie all'interessamento del direttore Giovanni Radossi. Ottavio Castellini, a nome dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli", ha tratteggiato la figura di Alberto, i suoi interessi storico-sportivi e le sue pubblicazioni, a cominciare da quella storia della Società Ginnastica Forza e Costanza di Brescia in occasione del centenario di fondazione (1896 -1986) che li vide uniti nella ricerca. Qualche passo saliente di questa nuova pubblicazione è stato illustrato dallo stesso autore. Alcuni interventi dal pubblico hanno sigillato l'evento. Una sola nota non positiva: l'assenza di quasi tutto il mondo sportivo locale, ad eccezione del prof. Franco De Mori, segretario del Comitato regionale Friuli Venezia Giulia della Federazione di atletica.
I lettori interessati che desiderano acquistare il libro possono scrivere a questo indirizzo per avere tutti i ragguagli:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Ci fa piacere ricordare che, per volontà di Alberto e del Centro di Rovigno, la pubblicazione porta anche il logo del nostro Archivio Storico.
 
Nelle immagini: tavolo e pubblico nelle due foto in alto; quindi, in basso da sinistra, Alberto Zanetti Lorenzetti, Raul Marsetic e Franco Degrassi.
Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Aprile 2019 13:56
 
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