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Dal Lago di Garda all'Oceano Atlantico: 2465 km in 51 giorni, camminando PDF Stampa E-mail
Venerdì 02 Novembre 2018 11:11

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È tutto lì nel titolo. Manca solo la media giornaliera dei chilomentri percorsi: 48,333, periodico. E adesso il nome: Elio Forti, socio del nostro Archivio Storico, e che socio! con tutto quello che ha fatto per noi, e che continua a fare. Elio aveva, in testa e nel cuore, questo progetto e lo ha realizzato: partire da Navazzo, che sta sulla montagna alle spalle di Gargnano, sul lago di Garda, e raggiungere Nazaré, città portoghese, marinara e turistica, che fa spaziare la vista sull'immensità dell'Oceano Atlantico. Che c'entra questa località? Detto in una manciata di parole: nel 1986 un altro socio dell'A.S.A.I. si inventò un «gemellaggio» fra la Meia Maratona di Nazaré e la Camináa di Navazzo, corsa podistica di una decina di km, che poi avrebbe cambiato pelle per diventare la «Diecimiglia del Garda». Accordo sportivo che resse per parecchi anni, amicizia fra gli organizzatori delle due località solida e duratura.

Ma non era solo una questione di sport e di amicizia, le motivazioni di Elio erano sicuramente più profonde e intime. Basta leggere il percorso: Navazzo, Lourdes, Santiago di Compostela, Fàtima, Nazaré. Due sera fa, un ristrettissimo gruppo di amici, secondo desiderio dell'interessato, lo ha abbracciato. C'erano anche alcuni soci del nostro Archivio. Crediamo che Elio si meriti l'apprezzamento di tutti gli altri, che leggeranno queste righe. Se poi qualcuno volesse ricalcare le sue orme...se poi qualcuno volesse anche scrivergli una parola di apprezzamento questo è l'indirizzo giusto.

Nella foto, attorno al bel cartellone opera di Roberto Scolari, Enzo Gallotta e Franco Capuccini (a sinistra), Elio Forti e Ottavio Castellini (a destra)

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Novembre 2018 09:38
 
Trekkenfild: l'atletica dell'altro ieri, di ieri, di oggi, per noi meglio quella di ieri PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Ottobre 2018 13:23

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Non saranno i fratelli Bert e Cordner Nelson, che nel 1948 crearono la rivista «Track and Field News», prima sede un garage in San Bruno, California. Sono comunque una bella coppia, Walter Brambilla e Daniele Perboni che, nel garage senza fissa dimora della nuova frontiera digitale, hanno creato, ormai qualche annetto fa, «Trekkenfild», versione sarcastico - longobarda dell'originale californiano. Ne abbiamo parlato già qualche altra volta quindi non ci ripetiamo. Lo mandano on line - come si dice oggi - quando pare a loro, scrivono, punzecchiano, danno noia ai novelli minculpoppisti, in buona sostanza si divertono, e fanno anche un buon lavoro di pungolo ad uno sport che talvolta pare in letargo, di uomini, di idee, di iniziative.

Appena sfornato il nuovo numero che dedica la copertina e i servizi di apertura ad una iniziativa promossa, gestita e realizzata da tre soci di questo Archivio Storico. Parliamo della giornata di omaggio a Giuseppe Gentile ospitata ad Agazzano, in provincia di Piacenza. Iniziativa di cui abbiamo dato conto ampiamente nei giorni scorsi. Walter e Daniele ne hanno scritto tanto, ampiamente. A seguire, intervista a Antonio La Torre, nuovo cittì, una volta si chiamava così chi si prendeva la responsabilità tecnica complessiva degli atleti che dovevano rappresentare il Paese. Commenti, punture di spillo, ma, soprattutto, un bel ricordo di Franco Sar scritto da Fabio Monti. 

Questa l'abbiamo saputa sabato sera nelle baruffe chiozzotte del dopo cena ad Agazzano. Un collaboratore chiama la redazione del giornale - dicono sportivo - per il quale di tanto in tanto gli lasciano scrivere dalle quattro alle sei righe, misura del nostro sport attualmente. Annuncia la morte di Franco Sar, e chiede se può dettare un piccolo ricordo. Si sente chiedere:«E chi è 'sto Sar?». Non ha vinto i Giochi Olimpici, vero, ma da atleta, da dirigente, da promotore, ha lasciato impronte profonde nel sentiero dell'atletica. È la stampa sportiva, bellezza. Sport...che?

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Ottobre 2018 08:30
 
Fotocronaca, quasi un film, di una lunga mattinata di atletica diversa dalle altre PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Ottobre 2018 14:44

 

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Nell'ampio servizio fotografico del nostro amico Pietro Delpero: Giuseppe Gentile mostra ad una platea da «tutto esaurito» la fiaccola olimpica originale dei Giochi Olimpici Rio 2016; accanto, insieme a Enzo Gallotta, con la riproduzione su carta fatta a mano del risultato ufficile dei Giochi Messico 1968; Paolo Camossi e Fabrizio Donato hanno improvvisato uno show spiegando gli errori tecnici dei salti di Gentile, sulla pedana messicana, divertendo pubblico e interessato, cui hanno dato appuntamento allo stadio nei prossimi... per insegnargli come si salta; le tre atlete presenti: Magdalin Martinez, Barbara Lah e Antonella Capriotti; nella foto grande in basso, le stesse tre atlete e, di seguito, Dario Badinelli, Paolo Camossi, Fabrizio Schembri, Fabrizio Donato e Daniele Greco, l'ultimo, con gli occhiali, il sindaco di Agazzano, Mattia Cigalini.

 

Misura raggiunta. Record da archiviare. Salto triplo ben oltre i… cento metri, come da previsione. Con tutti e sei gli atleti azzurri che hanno superato il muro dei 17 metri seguendo il ritmo di hop, step, jump. Buona la pedana, con pienone da tutto esaurito, per l’”Omaggio a Giuseppe Gentile”. Giornata da ricordare, quella di domenica 21 ottobre, ad Agazzano, centro di un paio di migliaio di anime nella pianura piacentina, dove Collezione Ottavio Castellini-Biblioteca Internazionale dell’Atletica e Sognando Olympia, progetto multisport sulla strada di Tokyo 2020, hanno dato concretezza all’idea che si è fatta strada in un colloquio tra amici. “Senza per questo scomodare la canzone di Gino Paoli” ha sottolineato Ottavio Castellini aprendo la mattinata nel salone dell’albergo Il Cervo. Evento in cui ha avuto parte di “motore”, nel senso di capacità culturale e organizzativa, con l’affiancamento sodale di Erminio Rozzini e Giovanni Baldini. Questo per chiudere il triangolo degli amici. Cui ha fornito sponda l’Atletica Baldini Agazzano e patrocinio il Comune ospitante.

L’atleta destinatario dell’omaggio non è personaggio che si incontri tutti i giorni. Anni 75 portati alla grande, il ragazzo di Montesacro, così si è definito raccontando le proprie radici, ha ricordato quelle giornate di ottobre del 1968 quando a Città del Messico, nel corso delle Olimpiadi, stabilì per due volte il record mondiale del salto triplo. E di come venne per due volte superato conquistando alla fine la medaglia di bronzo. Che fece il paio, per i colori azzurri, con quella conquistata ai Giochi olimpici messicani da Eddy Ottoz nei 110 ostacoli. “A che pensavo? Non credevo di vincere, ma ce l’ho messa tutta” ha risposto Gentile alla domanda che gli è stata posta dalla prima fila. Dove hanno preso posto i protagonisti del salto triplo: la storia di hop, step, jump in versione tricolore dell’ultimo mezzo secolo. Presenti, hanno risposto all’appello: Fabrizio Donato, Daniele Greco, Paolo Camossi, Fabrizio Schembri, Dario Badinelli. Ovvero i “signori azzurri dei 17 metri”. Per le ragazze: Magdalin Martinez, con il suo 15.03 del primato italiano chissà per quanto tempo ancora, Barbara Lah, Antonella Capriotti. Di casa il piacentino Andrea Dallavalle, 19 anni, nel 2017 argento ai Campionati europei juniores, ottavo nella lista italiana delle prestazioni migliori con 16.87.

Tutti “interrogati” e sottoposti al fuoco di fila delle domande da Franco Bragagna, voce della Rai per l’atletica leggera, e Guido Alessandrini, giornalista esperto della materia, come si dice oggi. A loro il compito di condurre la mattinata sul filo dei ricordi e delle emozioni. Come quelle innescate dalla proiezione di immagini, in gran parte inedite, di quella che ancora oggi è considerata la più grande gara di salto triplo della storia dell’atletica. Immagini che girò personalmente un grande gentiluomo dell'atletica, Luciano Fracchia, immagini che il figlio Giorgio ha reso disponibili in ricordo della amicizia che legava suo padre e Ottavio Castellini. Furono cinque i primati del mondo registrati in due giorni, 16 e 17 ottobre. Podio finale: oro Viktor Sanaeev (Urss, 17.39), argento Nelson Prudencio (Brasile, 17.27), bronzo Giuseppe Gentile (Italia, 17.22). Punto. E le chiacchiere stanno a zero. Chapeau, direbbero Oltralpe.

Nel salone gli applausi sottolineano i momenti salienti illustrati dalle immagini. E le parole di Beppe Gentile a commento. Cinquant’anni dopo. Quella fascia alla coscia destra, i pensieri tra un salto e l’altro, il prima e il poi. Quel “nullo” e l’equilibrio perso nel balzo verso la buca. Una tempesta perfetta di emozioni. Che fanno sfilare via un paio d’ore in un amen. Non senza un pensiero, sottolineato, in apertura, da Dario Badinelli, per Franco Sar, il più grande decatleta azzurro di tutti i tempi scomparso pochi giorni or sono. Il rispettoso silenzio di qualche istante ha reso più vivide le poche ma toccanti parole dell'atleta bresciano. Visti in sala, tra i tanti appassionati, altri atleti che praticarono la disciplina: Gian Luigi Canata, oggi illustre chirurgo ortopedico a Torino, Crescenzio Marchetti, Gian Piero Aquino, Lorenzo Dallavalle, Francesco Baiguera, e i giovanissimi ragazzi, tutti triplisti, della nidiata di Erminio Rozzini alla Atletica Virtus Castenedolo.

Su fine carta fatta a mano dai maestri cartai di Toscolano 1381, che testimonia ai nostri giorni l’arte antica che animò la Valle delle Cartiere nei secoli andati in quello che è oggi il territorio di Toscolano Maderno, sponda bresciana del lago di Garda, sono stati riprodotti i risultati della finale stellare e il manifesto di Mexico ’68. Documenti originali forniti dalla Collezione Ottavio Castellini. Apprezzata da Beppe Gentile la cartelletta di cui gli è stato fatto omaggio. Per l'occasione è stato pubblicato un libro:«Giasone e il vello di bronzo - Balletto di balzi, passi e salti», la prima copia del quale è stata consegnata a Gentile.

Allo “sciogliete le righe”, prima del momento conviviale, il tempo di una fotografia di gruppo. Gruppo di triplo in un interno. Omaggio da incorniciare. Si chiude così questa domenica speciale dedicata a Giuseppe Gentile, allo sport, al salto triplo. Impegno organizzativo cinque stelle, “ripagato” alla grande. Per presenze e apprezzamento. Hop, step, jump.

******

Risvoltino finale dedicato alla A.S.A.I.. Affollata la rappresentanza dei nostri soci. A parte Erminio Rozzini, Giovanni Baldini e Ottavio Castellini che di questo evento sono stati i promotori e i realizzatori, la prima citazione va al nostro amico bresciano Giulio Salamina, che fu azzurrino juniores insieme a Gentile nella Nazionale che, nell'agosto 1962, affrontò Francia e Polonia allo Stadio Adriatico di Pescara. Giulio - che quell'anno vestiva i colori della FO.MA.PLA. di Bruno Bonomelli - si era classificato secondo ai Campionati italiani juniores a Bologna sui 1500 metri siepi dietro a Claudio Pozzi che aveva siglato la miglior prestazione italiana (ufficiosa, all'epoca non esisteva ancora un albo riconosciuto dei primati nazionali di categoria). Lo stesso Pozzi (che abbiamo saputo da Giancarlo Sisti divenne poi cognato di Sergio Ottolina avendone sposato la sorella) vinse la gara a Pescara con una spasmodica volata sul francese Bontoux, stesso tempo per i due. Quel giorno Gentile mancò di dieci centimetri la miglior prestazione mondiale dei diciannovenni: vinse con 15.79.

Nella gremitissima sala dell'albergo Il Cervo (cartello del tutto esaurito, tanto che ad un certo punto sono state chiuse le porte perchè non ci stava più nessuno, nemmeno in piedi) presenti Alberto Zanetti Lorenzetti e la signora Rosa; Giorgio Barberis; Encarnación Tamayo Nevado; Albertino Bargnani; Bruno Cerutti; Gabriella Rondoni Baldini, che con l'Atletica Agazzano ha lavorato alla riuscita dell'evento; Fabrizio Dallavalle (padre di Andrea, su cui sono puntate tante speranze); Sergio Morandi (partecipe come e perfino di più degli organizzatori nella realizzazione di questa mattinata, della sua ditta l'attraente addobbo della sala con le gigantografie di quasi tutti i protagonisti); William Verrecchia; i nostri stat-men Enzo Rivis e Enzo Sabbadin (che hanno fatto qualcosa di «speciale» per questo evento, ve ne riparleremo fra qualche giorno); Alessandra Rossetti e Mario Forzanini; Marco Peiano; Marco Forti; Giuliano Fornasari; per chiudere, riservandogli un particolare ringraziamento, con Guido Alessandrini, preparatissimo e raffinato dicitore e conduttore insieme a Franco Bragagna, la «voce» dell'atletica RAI, un duo che ha gestito ospiti, immagini e letture, come uno spettacolo teatrale. Grazie Franco, grazie Guido!

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Ottobre 2018 16:25
 
C'erano davvero tutti attorno a Giuseppe Gentile: omaggio è la parola giusta PDF Stampa E-mail
Martedì 23 Ottobre 2018 19:52

Primi echi, corredati dalle prime fotografie scattate dall'amico Pietro Delpero, della giornata (domenica scorsa ad Agazzano, in provincia di Piacenza) dedicata al ricordo dei Giochi Olimpici 1968 e della indimenticabile finale di salto triplo, che vide Giuseppe Gentile stabilire un nuovo primato del mondo e poi finire terzo con una sequela di record che non ha eguali nella storia dell'atletica, sono disponibili su questo sito. Alla iniziativa hanno partecipato tutti gli atleti italiani che hanno superato i 17 metri: Fabrizio Donato, Daniele Greco, Paolo Camossi, Fabrizio Schembri, Dario Badinelli. Qualificata anche la presenza femminile: Magdalin Martinez, Barbara Lah, Antonella Capriotti.

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Ottobre 2018 19:54
 
Un salto triplo di 104 metri e 13 centimetri: forse sulla luna è possibile PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Ottobre 2018 16:45

Esercitandoci un po' a far di conto, abbiamo sommato i primati personali degli atleti che domenica mattina (ore 10,30), all'Albergo Il Cervo di Agazzano, in provincia di Piacenza, renderanno omaggio a un mito: Giuseppe Gentile. Secondo le informazioni ricevute dagli organizzatori ci saranno tutti e sei gli atleti che hanno superato i 17 metri nella disciplina. Oltre a Gentile, Fabrizio Donato, Daniele Greco, Paolo Camossi, Fabrizio Schembri e Dario Badinelli. Se poi contassimo anche le donne, Magdalin Martinez con i suoi 15,03, Barbara Lah, Antonella Capriotti, e tutti gli altri atleti presenti, la somma diventerebbe una autostrada.

Limitiamoci ai «diciassettemetristi»: fanno 104 metri e 13 centimetri. Onore a loro, atleti intendiamo, e complimenti a chi ha messo insieme questa giornata. Li accompagni l' augurio dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli».

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Ottobre 2018 16:47
 
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