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Bruno Bonomelli, ancora vivo anche se sono passati centosette anni PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Ottobre 2017 07:18

Centosette anni fa, il 28 ottobre 1910, nasceva a Rovato, provincia di Brescia, Bruno Bonomelli. È l'uomo cui un gruppuscolo di sopravvissuti ha intitolato questo Archivio Storico dell'Atletica Italiana, con l'approvazione della signora Rosetta, sua sposa. Quasi sicuramente lui ce l'avrebbe negata, contrario com'era ad ogni celebrazione. Serva solo ricordare che più volte espresse il desiderio che la sua biblioteca fosse bruciata alla sua morte. Non è avvenuto, per una serie di circostanze, che dobbiamo ringraziare. Nel ricordarne, oggi, il giorno della nascita, senza eccessivi incensamenti, da lassù ci fulminerebbe con qualcuno dei suoi taglienti sarcasmi, ma come doveroso appunto statistico, desideriamo richiamare l'attenzione dei nostri soci e degli usufruitori di questo nostro spazio, su un paio di pubblicazioni che danno il senso della figura e dell'opera di Bruno Bonomelli, BiBis come nome de plume nel giornalismo, Mario Verdi come partigiano nei mesi della Resistenza al nazifascismo.

La prima pubblicazione, doverosa, fu anche quella d'esordio del nostro impegno "editoriale". Se ne fece carico Alberto Zanetti Lorenzetti, socio fondatore: un libro di 304 pagine che uscì dalla Tipografia Apollonio di Brescia nell'autunno del 1994 dal titolo, per noi, significativo, "Bruno Bonomelli, maestro di atletica". Con identico titolo, nell'aprile 2012, furono pubblicati gli atti del convegno da noi organizzato a Brescia nel novembre 2010, in occasione del centenario della sua nascita. Nel salone di Palazzo Mottinelli, nel centro della città, intervennero con eccellenti relazioni Gabriele Rosa, Sergio Giuntini, il compianto Enrico Arcelli, Massimo De Paoli, Marco Martini, introduzione e qualche annotazione di Ottavio Castellini. 

Siamo convinti che varrebbe la pena riprendere in mano quelle due pubblicazioni e rileggersele attentamente. Qualche giorno fa eravamo in una bella riunione di atleti del passato, di giornalisti, allenatori, dirigenti, emozionante occasione, senza dubbio. Uno dei presenti ha avvicinato uno dei nostri soci e gli ha chiesto di ricordargli quale era il motivo del contendere fra Bruno e un giornalista italiano durante una riunione di atletica all'estero, collega che il focoso rovatese prese per il collo senza molti complimenti. No, Bruno Bonomelli non era solamente quello che prendeva per il collo gli altri. Sapeva menar le mani, se serviva, e dio sa se spesso non servirebbe anche oggi. Ma menava soprattutto la lucidità dell'intelletto, il tenace e costante impegno nella ricerca, nello studio, nella consultazione, nelle ore trascorse alla Biblioteca nazionale di Firenze e in tante altre in giro per l'Italia  e per il mondo. Non raccontava le solite autobiografiche "favolette" che udiamo da anni, si incazzava per quella stupida frase che abbiamo sentito troppe volte "per la prima volta nella storia dell'atletica italiana bla bla bla...", e allora si infuriava, stigmatizzava, talvolta trascendeva? Ebbene sì, lo abbiamo visto all'opera da vicino, e, ancora ebbene sì, abbiamo fatto il tifo per lui. Perchè è sempre stato un gigante se rapportato a certi ominicchi.

Insistiamo: i lavori di Bruno Bonomelli andrebbero riletti oggi, sarebbero in tanti a trarne ispirazione per risollevare un sport meraviglioso caduto in una spirale di disattenzione, disaffezione, piattume. Nel quale prosperano le sanguisughe, che riescono sempre, da perfetti cortigiani, a trarre vantaggio...dalla caduta dell'Impero Romano.

Ah ridatece BiBis!

P.S. - Fra i "prodotti" del Bonomelli allenatore (ma rifiutava anche questa definizione) ci fu, tra molti altri, Albertino Bargnani, fondista, azzurro di cross, di cui era uno dei migliori specialisti in una epoca che non era scarsa: Baraldi, Volpi, Ambu, Conti, e via enumerando. Oggi, 107 anni fa nacque Bruno, e li festeggerà...prendendo per il collo qualche dirigente fidalino. Domani, 29 ottobre, saranno 81 per  Albertino, nostro socio, non poteva essere diversamente. A nome di tutti i soci A.S.A.I. vivissimi auguri.

Ultimo aggiornamento Sabato 28 Ottobre 2017 10:18
 
1927, il primo incontro della Nazionale femminile: un approfondimento PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Ottobre 2017 11:24

Qualche settimana fa, era l'11 settembre, questo spazio ha dedicato un pezzullo a ricordo del primo incontro della Nazionale donne: Italia - Francia a Milano, con una severa batosta delle nostre, letteralmente doppiate dalle transalpine. L'occasione era data dal ricorrere novanta anni da quell'evento. Anche in precedenza l'Archivio Storico aveva trattato l'argomento. Un nostro socio ci informa di aver fatto una ricerchina senza pretese su quell'incontro, sull'ambiente sportivo e le donne a quel tempo. La prima parte di questo lavoretto (il socio ci ha informato che ce ne saranno altre nei prossimi giorni) è disponibile, per chi ha interesse, su questo indirizzo.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Ottobre 2017 11:56
 
Quaranta anni di atletica italiana rendono omaggio a Franco Arese PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Ottobre 2017 08:35

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L'occasione è stata la pubblicazione del libro sulla sua vita, da ragazzo ad atleta a imprenditore di successo. Il risultato finale è stato il "momento più bello dell'atletica italiana degli ultimi venti anni", come lo ha definito un partecipante che se ne intende. Basterebbe elencare i nomi dei presenti, non servirebbe altro per raccontare quello che è accaduto, mercoledì, nel salone di un hotel milanese. L'emozione di poter abbracciare, o anche solo stringere la mano, a uomini che abbiamo amato per quanto hanno fatto nel nostro sport, quella non può essere trasferita sul carta, anche quella virtuale che usiamo ora.

È stato un grande omaggio a Franco Arese, alla sua carriera, alla sua vita. Il libro si intitola "Divieto di sosta", lo hanno scritto a sei mani Gianni Romeo, Franco Fava e Fabio Monti, tre giornalisti che hanno speso lo loro carriera in tre testate diverse ma sempre con l'atletica nel mirino. L'editore è la Editoriale Sport Italia - Edizioni Correre.

Chi c'era? Una larga parte dell'atletica italiana, e non solo, che ha scritto capitoli indimenticabili del nostro sport, dagli anni '50 fino all'altro ieri. Ne citiamo alcuni sapendo di far torto a tutti gli altri. Ordine rigorosamente sparso: Livio Berruti, Giuseppe Gentile, Marcello Fiasconaro, Abdon Pamich, Gianfranco Baraldi, Venanzio Ortis, Alfredo Rizzo, Maurizio Damilano, Stefano Mei, Laura Fogli, Francesco Panetta (reduce dalla presentazione del suo libro "Io corro da solo", sempre a Milano la settimana scorsa), Pippo Cindolo, Gianni Del Buono il rivale "storico" di Ciccio Arese, Carlo Grippo, Franco Sar. E con loro due "monumenti" come i finlandesi Lasse Viren e Pekka Vasala. Omaggio a una amicizia personale e all'amore che Arese porta alla terra di Finlandia, che accolse le sue ampie falcate verso il titolo di campione d'Europa dei 1500 metri, ad Helsinki il giorno di Ferragosto del 1971. Altri due grandi di altri sport, come Dino Meneghin e Novella Calligaris. Mezza sala riempita da giornalisti che hanno scritto - più che scritto, celebrato - la lunga grande stagione dell'atletica italiana. Emozione e commozione, ma anche tanta allegria. Un grande momento, speriamo che serva da punto d'appoggio per risollevare l'atletica. Archimede avrebbe sollevato il mondo, con un punto di appoggio, speriamo che risollevare l'atletica sia meno faticoso.

Nutrita anche la rappresentanza del nostro Archivio Storico, citiamo solamente i due soci fondatori Augusto Frasca e Alberto Zanetti Lorenzetti, ma ce n'erano altri.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Ottobre 2017 14:54
 
Castenedolo da 35 anni fa rima con Virtus, con lancio e con story PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Ottobre 2017 09:45

Il nostro socio Atletica Virtus Castenedolo torna in pedana, in questo caso. Nel pomeriggio di sabato 28 ottobre, allo stadio "Vittorio Colombo", il presidente Giulio Lombardi e soci allestiranno la 35esima edizione del "Virtus Lancio Story", una esibizione di pentathlon lanci (martello, peso, disco, giavellotto e martello "pesante") cui partecipano atleti e atlete di una delle migliori società di atletica che conosciamo, dove lo spirito di amicizia, di collaborazione e di impegno a favore del nostro sport, ha pochi rivali. Dai giovani ai master, con la stessa grinta, titoli nazionali o regionali con i primi, scudetti tricolori, a ripetizione, per i secondi: nelle ultime settimane il club ha raccolto belle soddisfazioni. Il sito della società informa di tutto.

La manifestazione ha, da qualche anno, un risvolto umano: ricordare un atleta e allenatore, troppo presto chiamato a lasciare i suoi affetti, le sue amicizie, il suo lavoro: Silvano "Yuro" Ragnoli, grande passione per il lancio del martello da atleta e da allenatore. Programma e primati del "Virtus Lancio Story" sono disponibili su questo indirizzo.

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Ottobre 2017 14:47
 
Mamma, i Vikinghi! Emerge una foto del 1952 scattata a Breno, Vallecamonica PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Ottobre 2017 11:13

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"Ti invio una foto di gruppo degli svedesi che gareggiarono a Breno il 15 ottobre 1952. Se qualche tua conoscenza scandinava potesse riconoscerli sarebbe un bel colpo". Questo il breve messaggio ricevuto dal socio fondatore Alberto Zanetti Lorenzetti, oggi segretario del nostro Archivio Storico. Alberto è sempre stato un attento frequentatore di mercati dell'antiquariato fin dal giorno in cui ebbe la sfacciata fortuna di trovare nel solaio e nel granaio della sua magione familiare, in quel di Corvione di Gambara, nella parte della provincia di Brescia che declina verso il Mantovano e il Cremonese, collezioni di riviste e cimeli che un suo antenato, Ettore Mettica, aveva raccolto nei primi decenni del 1900, quando lo sport in Italia stava prendendo forma e riceveva attenzioni dalla stampa dell'epoca, molto meglio di quella di adesso. Da lì la scintilla a riscoprire, studiare, consumare il fondo dei pantaloni in archivi e biblioteche, sfogliare migliaia di giornali, e poi dare forma scritta alle sue ricerche in libri invidiabili. Abbiamo detto ricerche non banali scopiazzature senza nessun approfondimento. Quell'operazione che un altro nostro socio "emerito", Marco Martini, definì nel Convegno dedicato a Bruno Bonomelli come utilizzo di "pala, piccone e microscopio".

La foto che ci ha fatto avere Alberto ritrae gli atleti svedesi che, nell'ottobre del 1952, erano in tournée in Italia. Brescia a quei tempi era un crocevia, un ritrovo di atleti stranieri, grazie alle conoscenze e alle iniziative del prof. Sandro Calvesi. Si vedano al riguardo i nomi e i risultati del meeting bresciano che solitamente, fine anni 40 - primi 50, si teneva nei giorni iniziali di novembre. E non solo la città era la mèta, ma anche stadioli della provincia, in modo di diffondere il "verbo" atletico, di mostrare una buona atletica, talvolta eccellente, anche a chi non aveva tempo per una trasferta allo Stadio Rigamonti nel capoluogo. In questo caso, gli svedesi furono portati a Breno, Vallecamonica, un centro che annovera origini assai lontane nel tempo.

Zanetti Lorenzetti ha scoperto questa foto, insieme ad altre, in un album casereccio emerso da una bancarella al mercatino di Fontanellato, arie verdiane per lo spirito, materie culinarie degne di forchetta sul desco, la trasferta vale la pena in ogni caso (terza domenica di ogni mese). Abbiamo girato il suo suggerimento a un nostro socio che qualche conoscenza fra gli abitanti di Svealand ce l'ha, con il mandato di chiedere maggiori dettagli, ove rintracciabili. Vi faremo sapere.

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Ottobre 2017 15:46
 
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