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Domani alla chiesa dell'Isolotto a Firenze ricorderemo Aldo Capanni PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Gennaio 2019 08:59

“Cari amici, eccoci all’appuntamento annuale in memoria di Aldo. La Santa Messa di suffragio la celebrerò nella Chiesa dell’Isolotto, al solito, il 10 gennaio 2019 alle ore 18. Anche per quest’anno interverranno i membri dell’Associazione Veterani dello Sport con la preghiera – ricordo.

“Quest’anno ho pensato ad un ricordo particolare. Veramente non è una novità: l’ho messo anche nella busta-ricordo che ho distribuito in occasione del funerale di Aldo. Trattasi dell’articolo «Se n’è andato in punta di piedi», apparso su giornali dell’epoca, e riportato nel libro di mio fratello alle pagine 77 – 79.

“Colgo l’occasione per benedirvi e ringraziarvi di tutto cuore.

D. Alessandro Capanni

Questa la lettera che ci ha inviato don Alessandro per ricordare l’anniversario della scomparsa di suo fratello e del nostro amico Aldo, socio fondatore di questo Archivio Storico e segretario ininterrottamente dal 1994 al gennaio 2007. Forse l’abbiamo già detto altre volte, ma ci dà sempre un battito accelerato ricordare che ancora poche settimane prima di subire l’offesa della impossibilità fisica, volle predisporre il bilancio per l’Assemblea che si sarebbe tenuta qualche mese dopo. Questo era Aldo, un gigante, di efficienza, di onestà comunque la si voglia guardare, ci ha sempre messo del suo, non ha mai posto le mani nelle tasche degli altri.

Alessandro cita l’articolo che Aldo scrisse in memoria di Piero Massai, titolato «Se n’è andato in punta di piedi» e pubblicato, era il 2001, su due riviste fiorentine: «Spiridon Italia» e «ASSI News», questa la voce della storica società Arno Società Sportiva Italiana Giglio Rosso Firenze, di cui Aldo fu dirigente per lunghi anni, lasciando una eredità unica, di lavoro, cultura, dedizione. Il titolo di quell’articolo in morte del suo amico Piero Massai vale anche per lui: se n’è andato in punta di piedi. Troppo presto, purtroppo.

Le due vite, quella di Piero e quella di Aldo, si sono a lungo intersecate, o forse sarebbe più appropriato usare quella famosa definizione usata da Aldo Moro quando, per vicende politiche, parlò di «convergenze parallele». Perché no? Piero e Aldo operavano parallelamente, nella società sportiva, ma vivevano la loro passione, la loro cultura, in maniera convergente, era un sentire comune, che convergeva, appunto. L’articolo (apparso poi nel libro di Aldo «Di tutto un po'») che riproduciamo è l’esatta fotografia di quella convergenza umana. Per leggerlo agevolmente cliccare sulle singole pagine e si ingrandiranno.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Gennaio 2019 09:31
 
Ragazze, in queste liste mancano solamente i tripli salti mortali, il resto c'è tutto PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Gennaio 2019 10:10

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Ogni promessa è debito, almeno così si diceva una volta, adesso guardandoci in giro ci sembra che non sia più tanto vero. Ma noi siamo all'antica. Qualche giorno fa avevamo scritto che avremmo dato seguito alle molte notizie che un nostro socio aveva reso disponibili sul suo sito personale. Tema: il salto triplo, recentemente «celebrato» con una giornata rievocazione, anche con un libro, e con tante immagini, fotografie, indagini biomeccaniche, filmati. Stamani fra i molti regali che abbiamo ricevuto dai Re Magi - o dalla Befana - ci è stato recapitato un dossier di ben 31 pagine che contiene, incredibile da vero, tutte le atlete italiane che hanno saltato più di 12 metri in uno stadio all'aria aperta. E son 290. Ma Enzo Rivis ed Enzo Sabbadin, che sono i competenti compilatori di questo malloppo, non si sono fermati lì: hanno messo in fila 1053 prestazioni, ossia tutte, dei salti oltre i 13 metri. Ci sono poi altri dettagli, risultati con vento a favore, ecc ecc, tutte quelle compilazioni che fanno delle liste delle ottime liste. E i nostri due soci sono fra i più bravi.

Chi vuole imparare a memoria le liste non ha che  da aprire questo indirizzo, e buona lettura. Codicillo conclusivo: vi diamo appuntamento ai prossimi giorni con altre compilazioni. Ce ne sono per tutti i gusti, per esempio le stesse liste ma in pista coperta, tanto per dirne una. Nella foto: Magdalin Martinez, qui in una gara con la maglia della Nazionale italiana, unica atleta ad aver superato i 15 metri, e ben 38 volte i 14.50. Ha costruito la sua dimensione internazionale sulle pedane dei campi del Bresciano, in particolare a Castenedolo, dove la seguì fin dal suo arrivo in Italia, il tecnico Erminio Rozzini, che aveva forgiato, in anni precedenti, Dario Badinelli.

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Gennaio 2019 11:19
 
17.22, 17.23, 17.27, 17.39: li avete mai visti analizzati tutti insieme? PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Gennaio 2019 10:23

Dopo aver confrontato i due salti di Beppe Gentile, il primo 17.22, il quinto 16.54, della finale dei Giochi Olimpici 1968, l'ing. Giorgio Fracchia ci ha regalato un nuovo confronto biomeccanico fra questi due salti dell'atleta italiano e quelli del sovietico Viktor Saneev (17.39, sesto e vincente) e del brasiliano Nelson Prûdencio (17.27). Il tutto in meno di due ore: Gentile saltò alle 15.15; Saneev ottenne il suo primo record (17.23) alle 16.05; Prûdencio rispose con 17.27 alle 17.00, Saneev chiuse la partita con 17.39 cinque minuti dopo, 17.05: un'ora e cinquanta minuti. Di quella straordinaria finale che rivoluzionò la disciplina e che aprì spazi per i successivi miglioramenti, abbiamo avuto modo di parlare e di leggere negli ultimi mesi, sia in questo spazio sia nei ricordi, interviste, interpretazioni, che hanno popolato le pagine dei giornali italiani, sia in un riuscita giornata-ricordo lo scorso mese di ottobre. Non aggiungiamo niente altro, se non l'invito ad andare a «studiare» le immagini che sono pubblicate su questo indirizzo. Da parte nostra, dedicheremo ancora attenzione a questa bellissima disciplina (come tutte le altre del nostro sport, del resto) con nuove e approfondite ricerche statistiche di alcuni nostro soci.

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Gennaio 2019 10:43
 
Liste italiane ogni tempo: nuova versione sotto l'albero di Natale PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Dicembre 2018 11:13

Camuffati perfettamente da Babbi Natale, Enzo Rivis e Enzo Sabbadin ci hanno fatto recapitare qui sulle ospitali pendici del lago di Garda, sede del nostro Archivio Storico, con tanto di affollata redazione di questo sito, come dono natalizio, una nuova versione delle loro liste italiane di ogni tempo, per quanto attiene alla versione all'aria aperta. Nel ringraziare i nostri due attivi e prolifici soci (statisticamente discorrendo), invitiamo tutti i nostri soci e lettori ad aprire le sezioni dedicate alle liste: sulla sinistra «Liste italiane di ogni tempo», poi «Uomini» e «Donne», oppure potete cliccare direttamente su queste ultime due parole in azzurrino e andrete direttamente sui contenuti (78 pagine per i maschietti e 83 per le femminucce).

Insieme ai ringraziamenti per i nostri due amici compilatori, desideriamo far giungere a tutti i migliori auguri per una serena giornata di Natale. La lettura delle liste vi aiuterà la digestione del cappone, dei tortellini, del panettone e di chissà quante altre varietà di cibi usciti dalla fantasia culinaria di questo nostro magnifico paese che si chiama Italia, che dobbiamo tenerci stretto, nonostante tutto.

Una graditissima aggiunta. Mentre stavamo scrivendo queste poche righe abbiamo ricevuto la telefonata di un nostro socio che ci informava di aver chiuso da pochi istanti una chiacchierata con il nostro presidente onorario Roberto L. Quercetani e con la sua gentile consorte Maria Luisa. Roberto, attraverso questo amico, ha voluto inviare un augurio a tutti i soci dell' A.S.A.I.. Augurio che noi trasferiamo e che, ne siamo sicuri, verrà intimamente ricambiato con grande affetto a Roberto e a sua moglie.

Per quanto ci riguarda, sappiate che la redazione di www.asaibrunobonomelli.it non va a sciare né tampoco a tomar el sol a Lanzarote (lo stipendio non ce lo consente), per cui nei prossimi giorni aspettatevi altri aggiornamenti statistici.

Buon Natale!

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Dicembre 2018 11:39
 
Trekkenfild 65: si parla di campestre, di atletica malandata e di giustizia ingiusta PDF Stampa E-mail
Mercoledì 19 Dicembre 2018 10:09

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Ci è stato recapitato via etere il nuovo numero della pubblicazione telematica "Trekkenfild", siamo arrivati al 65esimo. Perboni e Brambilla, gli ideatori e gli editori, sono patiti - ultimi brontosauri della disciplina - della corsa campestre, e per loro i Campionati d'Europa del fango sono un appuntamento fisso. E quindi spazio all'evento e ai protagonisti di Tilburg, lsanda dei tulipani. Poi si parla anche di due «processi»: uno all'atletica italiana, alle sue patologie e alle possibili terapie (ognuno ne ha una, e quindi ciascuno va per la sua strada) e l'altro l'ormai interminabile telenovela del cosiddetto «caso Schwazer», storiaccia che manda sugli altari finti santi e punisce innocenti presunti peccatori. Copertina, due click, e leggete, se ne avete voglia.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Dicembre 2018 10:30
 
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