Home

Liste italiane di ogni tempo

Accedi



Menu Utente

Chi è online

 43 visitatori online

Contatore Visitatori

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi348
mod_vvisit_counterIeri315
mod_vvisit_counterQuesta Settimana1129
mod_vvisit_counterSettimana scorsa2072
mod_vvisit_counterQuesto mese8592
mod_vvisit_counterMese Scorso17941
mod_vvisit_counterDi sempre744979

Online (da almeno 20 minuti): 16
il tuo IP: 54.156.54.104
,
Oggi: Ago 23, 2017


Nazione di provenienza

65.5%Italy Italy
8.6%United States United States
6.3%France France
5.4%Spain Spain
4.1%Monaco Monaco
1.5%Sweden Sweden
1.3%Germany Germany
1.2%United Kingdom United Kingdom
0.8%Brazil Brazil
0.6%Poland Poland
0.3%Belgium Belgium
0.3%Canada Canada
0.3%Czech Republic Czech Republic
0.3%Netherlands Netherlands
0.3%Romania Romania
0.2%Lithuania Lithuania
0.2%Switzerland Switzerland
0.2%Russian Federation Russian Federation
0.1%Austria Austria
0.1%Croatia Croatia



Designed by:
Messaggio
  • Direttiva e-Privacy EU

    Questo website utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzionalità. Scorrendo questa pagina o cliccando in qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookies.

    Visualizza i documenti sulla direttiva della e-Privacy

Ritrovare nello sport le radici della sua originaria dimensione ludica PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Giugno 2017 12:07

Abbiamo letto un commento di Stefano Bartezzaghi a proposito del congedo (non congedo? ci interessa poco) di Francesco Totti dalla "sua" Roma che riteniamo molto azzeccato. Siamo a pagina 34 del numero 23 del 4 giugno del settimanale "L'Espresso" www.lespresso.it. Scrive l'autore:

Nell'addio alla maglia e alla fascia di capitamo romanista di Francesco Totti, che ha colpito e commosso le platee televisive di domenica 28 maggio, si è notato un aspetto che forse spiega molto del suo personaggio. Sappiamo che non ha deciso lui di lasciare, ma la società non gli ha proposto un nuovo contratto per quella che si chiama «scelta tecnica». È il professionismo: la logica che, cruda e inevitabile, impone il ritiro allo sportivo che non ha più l'età per prevalere, almeno ai livelli massimi, così come dovrebbe suggerirlo al comico che non fa più ridere, all'attore che non affascina più, allo scrittore rimasto senza idee, all'entertainer che ha perso la sua presa sul pubblico.

La parola chiave della lettera letta da Totti allo Stadio Olimpico era però diversa da «professionismo»; anzi era contraria. «Gioco»: non professione, ma diletto. Non: uomo troppo vecchio per giocare; ma: bambino diventato uomo. Possiamo leggere quei passaggi come concessioni a una retorica facile e popolare: il bambino, la mamma, il gioco, il sogno. Ma non sono gli unici ingredienti, perchè poi, se pensiamo alla figura di Totti per come l'abbiamo conosciuta in tutti questi anni, si vede che la dimensione del gioco non è mai stata soffocata da quella divistica dello sport. Insomma, ci si è sempre divertito. Persino un grandissimo giocatore gioca, se sa farlo.

Non abbiamo chiesto autorizzazione né a Bartezzaghi né a "L'Espresso" per riprodurre questo commento sul nostro povero sitarello. Speriamo non prendano cappello. A noi le non molte parole dell'autore sono piaciute molto e, crediamo, dovrebbero far riflettere tutti quelli che dentro lo sport hanno qualche ruolo: giocatori-atleti, allenatori, dirigenti, arbitri e giudici, giornalisti e scrivani. Davvero: la "dimensione divistica" ci ha "rotto". Ritroviamo, tutti, le radici di questo grande fenomeno umano che si chiama sport, radici culturali, religiose, etiche. Magari chiediamo aiuto al nostro amico Marco Martini, che è uno che se ne intende. E, soprattutto, divertiamoci.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Giugno 2017 13:56
 
Scuola, il mantra ossessivo che rimane sempre senza una risposta vera PDF Stampa E-mail
Domenica 11 Giugno 2017 17:13

Nelle ultime settimane qualcuno di noi dell'A.S.A.I ha preso parte a incontri, presentazioni, conferenze stampa. Immancabilmente si alza il solito originalone che pone l'amletico dilemma: ma che cosa fate per i ragazzi delle scuole? Oppure ti imbatti in un tale che vuole portare i ragazzi/e ad ascoltare conferenze sulla storia dello sport. Senza mancare di rispetto a nessuno (anche se francamente verrebbe la voglia di essere un po' rudi) vogliamo dire la nostra e porre una semplice domanda: coloro che, ad ogni livello, sono preposti alla promozione e gestione dello sport, di tutti gli sport, ma noi vogliamo limitarci al nostro, che cosa fanno in concreto per i giovani studenti delle elementari, delle medie, anche delle superiori? Quale strategia culturale hanno elaborato per attirare i giovani? La cosa ridicolissima è che lo chiedono a noi, loro che si sono fatti eleggere qua e lá, a volte facendo anche maccheggi per arrivare a presentarsi con tanto di biglietto da visita. La stessa solfa dei politici amministratori locali: vorrei vedere te al mio posto...ma non si schiodano.

Noi ci occupiamo di storia dell'atletica italiana, punto. Non abbiamo responsabilità di altro tipo, men che meno di andare nelle scuole a raccontare chi era Berruti, o Consolini, o Mennea, o Emilio Lunghi, o Dorando Pietri. Non dobbiamo riempire sedie. Non gliene fregherebbe niente a nessuno. Dice: che pessimisti che siete. Davvero? Allora ascoltate questa. Poche settimane fa, ci siamo seduti per una piacevole chiacchierata con un grande campione dell'atletica bresciana e, udite udite, si è parlato di scuola, della sua esperienza attuale, del suo coinvolgimento in un programma di incontri con scolaresche. "Tempo perso, non ti ascoltano, talvolta, spesso, sono maleducati, non hanno la minima idea di cosa parli e quindi non rivolgono domande, non hanno le basi. E questo lo addebito alla impreparazione degli insegnanti che non fanno nulla per introdurre i ragazzi all'incontro. La stragrande maggioranza continua a giocare con i telefonini, alcuni si stravaccano, si spintonano, chiacchierano tra di loro. Un vero casino!".

Maleducazione a parte, ormai leitmotiv della vita quotidiana, giovani, non giovani, diversamente giovani, è la mancanza di cultura quella che impressiona, ma non tanto dei ragazzi quanto di chi dovrebbe essere la cinghia di trasmissione della cultura, in questo caso sportiva. Chi risponde correttamente a questa domanda, riceverà un poster di una foto di un nostro socio quando recitava al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Secondo voi quante copie hanno acquistato la Federazione nazionale, quelle regionali, quelle provinciali, della nostra storia dei Campionati italiani di atletica? Quante sono le società di atletica in Italia che in 23 anni (avete letto bene: ventitrè) hanno speso 20 - 30 Euro per l'acquisto di un paio di libri editi dal nostro Archivio? Quante sono le Istituzioni e i Club che a fine anno invece di distribuire orripilanti pezzi di latta e di marmo che chiamano trofei hanno distribuito libri di atletica? Il nostro socio Marco Martini ha dato alle stampe di tasca sua un libro affascinante su Adolfo Consolini, di cui ricorre il centenario della nascita, quante copie gli sono state richieste dai paludati gestori dello Sport Italiano (lettere iniziali volutamente maiuscole)? Non si sono neppure accorti che esiste il libro...Lo stesso hanno fatto Gabriele Manfredini, Alberto Zanetti Lorenzetti, e altri. Biblioteche sportive? Ma esistono? Sì, solamente se possono mettere le mani su lasciti o donazioni, agratis beninteso, diversamente non comprano un foglio di carta. Le riviste federali? Bollettini promozionali dei presidenti con il loro paludato "editoriale", ma quando la pianterete? Serve qualche migliaio di Euro per viaggi e alberghi? Si cancellano riviste, annuari, le pubblicazioni periodiche diventano solo 2 - 3 l'anno, numeri doppi, tripli, quadrupli. Non parliamo solo dell'Italia, è lo stesso in tutto il mondo. E per giustificarsi ti dicono "oggi c'è Internet". I soldi, tanti, per rifare periodicamente i siti, quelli non mancano mai.

Dice: avete il dente avvelenato perchè non comprano i vostri libercoli. No, no no: siamo andati avanti 23 anni mettendo le mani nelle nostre tasche, andiamo avanti ancora. Però nelle scuole andateci voi che avete una bella voce. Oppure, e chiudiamo, andate a chiedere consigli al Circolo Vela Gargnano, e questo vi sarebbe utile. In un suo recente articolo, Sandro Pellegrini, lo scriba erudito, ha fatto sapere:"...La regata si inserisce nelle iniziative rivolte al mondo dei ragazzi. Proprio in queste settimane il Circolo Vela Gargnano è nel pieno dell’attività di "VelaScuola", una serie di giornate che vedono coinvolti i piccoli delle scuole elementari e medie di Gargnano e di Tignale. VelaScuola è il progetto della Federazione Italiana Vela, in collaborazione con il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), che consente allo sport della vela di entrare nelle scuole durante l’orario scolastico. Alla fine di questo ciclo saranno quasi 300 i ragazzi che hanno frequentato le lezioni al porticciolo di Bogliaco di Gargnano. Il principale obiettivo del progetto consiste nello sviluppo di una cultura nautica tra gli alunni delle scuole". Cultura, capito? Alla fine, di questi 300 ragazzini magari saranno in pochi che continueranno ad andare in barca, costa il mezzo. Ma avranno imparato i nomi delle vele, dei venti, tanti, che soffiano sul lago di Garda, guarderanno con altri occhi le distese di vele che nei fine settimana rendono vive e vivaci le acque benacensi.

Ma perchè perdiamo tempo?

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Giugno 2017 04:48
 
I venti spingono le vele sul Garda e alitano sulla fantasia di chi ama i valori olimpici PDF Stampa E-mail
Venerdì 09 Giugno 2017 11:42

alt alt

alt alt

 

L'amico Enzo Gallotta, giornalista, gardesano di Toscolano Maderno, uno dei promotori di "Sognando Olympia", ha scritto per noi:

Terso il cielo, lustro d’azzurro. Gardesano doc. Così il lago - sullo sfondo l’Isola e la Rocca di Manerba - increspato da un “Peler”, vento dal nord, meno ruvido dei giorni rapaci di rabbia radente. Panorama capace di stupire, colpo d’occhio da cartolina, di riguardo, per rappresentanti di Istituzioni, addetti ai lavori dell’informazione, amici e sodali che si sono ritrovati nel Salone d’Onore dell’ex Casinò di Gardone Riviera. Palazzina liberty d’altri tempi, ora sede del Consorzio di promozione turistica Lago di Garda-Lombardia, messa a disposizione per l’occasione quale proscenio di prestigio per la conferenza stampa di presentazione del progetto multisport, culturale e territoriale “Sognando Olympia Tokyo 2020”.

Dopo il saluto del direttore del Consorzio, Marco Girardi, parola a Ottavio Castellini, capocordata del progetto. Che allinea quali partner promotori il Circolo Vela Gargnano, presieduto da Francesco Capuccini, affiancato da Sandro Pellegrini, giornalista e autentica memoria storica della vela; il GS Montegargnano, di cui è presidente Antonio Callegari e motore infaticabile Aurelio Forti; l’Archivio Storico dell’Atletica Italiana “Bruno Bonomelli” e la Collezione Ottavio Castellini - Biblioteca Internazionale dell’Atletica. Poker di prestigio calato, una volta ancora, per la promozione dello sport, dello spirito olimpico, dei suoi valori. A fianco, la disponibilità (già prestata e in conto futuro prossimo) di Univela, il Centro velico federale di Campione del Garda. Che nei giorni scorsi ha intitolato al campione olimpico Valentyn Mankin le sue sale didattiche.

Prologo alla “vetrina” olimpica, la presentazione del Campionato nazionale “Dolphin”, in calendario dal 9 all’11 giugno, sul campo di regata nelle acque prospicienti la sede del Circolo Vela Gargnano a Bogliaco. A proporne il ruolino di marcia, il segretario zonale della Classe Dolphin, Flavio Bocchio, affiancato dal presidente Francesco Crippa e dallo stazzatore Ugo Colosio. A seguire, passerella per la “Centomiglia Classica”, in programma l’1 e 2 luglio a Gargnano, per le imbarcazioni d’epoca, con spartiacque fissato al 1981.

Poi, spazio a Olympia e ai sognatori, che, comunque, tengono gli occhi ben aperti. Con Roberto Scolari, grafico della Tipografia Apollonio, in Brescia, ad esporre il significato delle tre proposte di nuovo logo per il progetto, che sarà probabilmente scelto dopo una consultazione affidata al pubblico di altri navigatori, questa volta sul web. Le tre proposte grafiche verranno pubblicate su questo sito, e non solo, nei prossimi giorni.

Franco Ghitti, ideatore e promotore dell’ultratrail BVG (75 chilometri, 4500 metri di disvilelli), che si correrà il prossimo anno l’8 aprile sulla Bassa Via del Garda, ha spiegato l’acronimo e raccontato i “perché” dell’avventura, finalizzata soprattutto alla conoscenza dell’entroterra dell’Alto Garda, che ha visto impegnati nell’ultima edizione circa 700 atleti in rappresentanza di 22 Paesi e 350 volontari dislocati sul percorso fra Salò e Limone.

Fra i presenti, il delegato allo Sport del Comune di Toscolano Maderno, Alessandro Comincioli; il consigliere regionale Fidal, Virginio Soffientini; Ermino Rozzini, in rappresentanza dell’Atletica Virtus Castenedolo che organizzerà due eventi (forse tre…) del progetto; Franco Todesco, già presidente della Comunità del Garda e amico di “Sognando Olympia”. Non è mancato all’appuntamento Gianni Marchetti, presidente del Gruppo Lavoratori Anziani della Cartiera di Toscolano, attivo sul fronte della memoria storica e della conservazione di un’arte antica al Museo della Carta, nella Valle della Cartiere, a Toscolano. Ancora, Franco Mondini, giornalista gargnanese, tra gli amici del progetto. Parte attiva hanno poi avuto, per parte del Consorzio, la dott.ssa Marta Cobelli e Gianluca Ginepro, giornalista addetto alle pubbliche relazioni. Presenti anche alcuni soci della A.S.A.I.: il segretario Alberto Zanetti Lorenzetti, la signora Rosa Valzelli, Giuseppina e Luciano Peiano, oltre ai già citati Elio Forti, Erminio Rozzini e Ottavio Castellini, il quale a domanda circa il coinvolgimento di altri sport, organizzazioni, Federazioni sportive, Amministrazioni locali, ha risposto a tutto tondo:” Sognando Olympia è un progetto aperto, c’è spazio per chi vuole entrare, porte aperte”.

Nelle foto di Elio Forti, una "cartolina" di normale bellezza del lago di Garda e alcuni "scatti" sulla sala della presentazione all'ex Casinò Municipale di Gardone Riviera.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Giugno 2017 23:10
 
Golden Roma, l'atletica ha conquistato l'oro, Roma ha conquistato l'atletica PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Giugno 2017 06:16

alt alt

Ricordiamoli: Mariano Scartezzini, quella sera secondo dietro al piccolo Kip Rono, siglò un grande primato italiano sui 3000 metri siepi. Felice come non mai, Gabriella Dorio festeggia con il giro d'onore il nuovo primato italiano sui 1500 metri (foto riprese dalla rivista federale)

 

Volutamente abbiamo ripreso titolo e occhiello che introducevano l'articolo di Nicola Pacilio sulla rivista della Federazione italiana, la storica (1933) "Atletica", anno 46, numeri 8 - 10, pagine 80 - 83, era il numero olimpico con i risultati di Mosca, Mennea, Simeoni, Damilano in copertina. E dopo il titolo, azzeccatissimo, alcune righe , anzi parecchie, dell'incipit di quel pezzo scritto da un collaboratore che sapeva tenere la penna in mano. Rileggete con noi:

"Sull'atletica a Roma pendeva da tempo una spada di Damocle. Il meeting internazionale del 5 agosto all'Olimpico figurava sotto la denominazione di GOLDEN GALA...Due fatti non erano e non potevano essere noti a proposito di Giochi Olimpici:  il dissenso e l'astensione di alcuni paesi europei/africani/americani/asiatici e la sottile anticipazione divinatoria contenuta nella aggettivazione del GALA...Il GG era offerto ad una Roma notoriamente indifferente, svuotata dalla calura estiva, più propensa alla cena fuori porta...Martedì 5 agosto, la lama della ghigliottina non è caduta: i romani sono tutti salvi ed eroi. È stata infatti una serata magica: una di quelle circostanze perfette, quasi di sogno, in cui è riuscito tutto...Nelle parole di un addetto stampa della squadra olimpica USA 'the best one-day meeting ever'...E soprattutto il pubblico. Sessantamila spettaori, preparati da varie serate di TV olimpica da Mosca, desiderosi di vedere le cose dal vivo, intrisi di protagonismo, pronti a lanciare boati vocali quasi pericolosi per le imprese di questo o quel beniamino, indipendentemente dalla nazionalità (senti senti! Allora le Olimpiadi insegnano ancora qualcosa...)...Uno spettacolo fiabesco con miscele emotive di soddisfazione commozione entusiasmo e gioia. Alla lettera, come diceva il libretto con il menù della serata: viviamo lo sport".

Oggi, questa sera, all'Olimpico romano andrà in scena un nuovo GG. Il nostro sguardo è rivolto a quella atletica di 37 anni fa, non a caso ci chiamiamo "Archivio Storico". Abbiamo raccolto, con entusiamo, la proposta che un nostro socio ci ha sussurrato a Piacenza, in occasione della nostra Assemblea: "vi scrivo qualcosa sul primo Golden Gala". Lui c'era, ebbe un ruolo di primaria importanza, era il responsabile dell'Ufficio Stampa, lo visse, e forse, lo sofferse, da dentro l'organizzazione, sicuramente non facile. Il suo nome è Augusto Frasca, uno dei nostri soci fondatori, scrittore di raffinata eleganza. Una testimonianza imperdibile.

 

Come nacque il Golden Gala

Unico, in controtendenza, Giulio Andreotti. Gli altri, Francesco Cossiga dalla scrivania di Palazzo Chigi, Lelio Lagorio nella sua delega ministeriale di vigilante sullo sport, schierati a favore del boicottaggio. Dal Foro Italico, con toni apodittici e titoli cubitali, Franco Carraro aveva tuonato: tutti o nessuno. Parole al vento e marcia indietro: i militari restarono consegnati in caserma. Assente da Mosca, come Stati Uniti, come la Repubblica federale tedesca e come il Giappone, il Canada dette fuoco, per la gioia di qualche sagace filatelico, a tredici milioni di francobolli stampati per la ricorrenza olimpica. All’inizio del mese, colto in flagranza di reato insieme con altri fabbricanti di falsi sui campi di calcio nazionali, futuro eroe in uno stadio spagnolo dinanzi ad un imbarazzante Sandro Pertini, un giocatore a nome Paolo Rossi era stato inviato al confino con due stagioni di squalifica. Il tre luglio, all’Arena, Edwin Moses aveva costretto l’amministrazione comunale milanese ad incidere su una lastra di marmo la cifra del tredicesimo primato mondiale realizzato nell’impianto progettato da Luigi Canonica su dettato del Buonaparte. Sei giorni dopo, nelle stesse ore in cui Silvio Berlusconi ipotecava nelle sue mani un lungo futuro della squadra di calcio rossonera, trattando una tesi sulla tutela dell’atleta nella società industriale, Pietro Mennea si laureava in scienze politiche.    

Leggi tutto...

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Giugno 2017 08:45
 
"Mando stanotte a te e a tutti i tuoi Atleti il segno della mia ammirazione..." PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Giugno 2017 15:00

 

Gardone Gardone
Gardone

Nelle foto: un "ginnasiarca", come li definiva Gabriele D'Annunzio, impegnato in un volteggio alla sbarra sotto l'attento sguardo del maestro Giorgio Zampori davanti alla palazzina del Casinò di Gardone Riviera. A destra in alto: sempre nel giardino del Casinò i protagonisti del ritiro in preparazione dei Giochi Olimpici del 1928. Sotto: componenti della squadra italiana ricevuti da Augusto Turati (al centro con le braccia incrociate), all'epoca segretario del Partito Nazionale Fascista.

 

"...Dopo qualche problema per il reperimento della sede del ritiro, risolto d'autorità da Turati, gli atleti si recarono a Gardone Riviera, alloggiati all'Hotel Bellevue, allenandosi al Casinò Municipale, messo a loro disposizione. La vicinanza fra la sede di allenamento dei ginnasti e il Vittoriale, diede occasione perfino a Gabriele D'Annunzio di uscire dal suo dorato eremo e di far visita ai "ginnasiarchi", come li definiva lui. Il 21 luglio, il Vate è al Casinò e segue un allenamento. Al termine un incaricato del Poeta consegnò al maestro Zampori, "mastro Giorgio" per D'Annunzio, varie bottiglie di vino generoso e un "panrozzo" della terra d'Abruzzo..." insieme a un messaggio firmato Gabriele D'Annunzio, principe di Montenevoso.

Queste righe si possono leggere alle pagine 113 e 114 del libro "Società Ginnastica Bresciana Forza e Costanza 1886 - 1986", edito a Brescia in occasione dei 100 anni dalla fondazione del sodalizio sportivo che teneva bottega nella centralissima via Cavallotti. Le abbiamo rispolverate in occasione della presentazione del progetto "Sognando Olympia 2017" che si è tenuto questa mattina in una sala dell' ex Casinò di Gardone Riviera, ora sede del Consorzio Lago di Garda Lombardia. Torneremo sull'evento con la cronaca nei prossimi giorni. Solo un piccolo risvolto di attualità: al termine della partecipata e seguita presentazione, Ottavio Castellini, a nome dei promotori del progetto, ha consegnato al direttore del Consorzio, Marco Girardi, una grande riproduzione della fotografia che ritrae un ginnasta impegnato alla sbarra, nel giardino del Casinò, sede della preparazione degli atleti selezionati per i Giochi Olimpici di Amsterdam 1928. La stessa foto è qui proposta.

Insieme alle foto, riproduciamo, qui di seguito, il testo scritto da Sergio Giuntini, uno dei più apprezzati storici dello sport italiano, autore di decine di libri e articoli, e socio del nostro Archivio Storico. Il brano è tratto dal libro che Giuntini ha dedicato alla figura di D'Annunzio in rapporto con lo sport. Lo ringraziamo per averci autorizzato alla pubblicazione del suo scritto.

 

"Mastro Giorgio munito di casta bacchetta" e la raccomandazione per i "ginnasti volonterosi"

 Corsa, lancio del disco, pentathlon, pancrazio, alcune delle principali competizioni olimpiche dell'antichità, risuonano in queste reminiscenza dannunziane che riscattano gli appunti piuttosto deludenti del 1895. E di Olimpiadi, moderne stavolta, tornò a occuparsi negli anni Venti del nuovo secolo. Nel 1923 coniò un motto, giocando con il termine latino Fortitudo, per la Federazione Atletica Italiana, l'organismo che curava lo sviluppo di lotta e sollevamento pesi. "Fortitudo acuitur ingenio.Fortitudo arcum intendit. Fortitudo adoler indefessa (Aguzzato è dall'ingegno il vigore. Il vigore tende l'arco. Unisce l'animo il vigore. Indefesso il vigore s'accresce)".

E nel 1928 si allontanò dal suo "Vittoriale" per assistere ai lavori di preparazione collegiale che la nazionale di ginnastica stava svolgendo nella vicina Gardone Riviera - D'Annunzio preferiva chiamarla "Città di Benaco" - in vista dei Giochi di Amsterdam. Con il diretto interessamento del segretario del Partito Nazionale Fascisdta, il bresciano Augusto Turati, gli atleti "azzurri" furono alloggiati all'"Hotel Bellevue" e si allenavano presso il Casinò municipale di Gardone. A condurre le sedute preparatorie era stato chiamato Giorgio Zampori (campione olimpico nel concorso individuale all'Olimpiade del 1920 e a squadre in quelle di Anversa e Parigi), e dopo aver ricevuto una visita del giornalista Orio Vergani, il 21 luglio 1928 fu la volta di D'Annunzio. Egli assistette all' allenamento e al suo termine fece avere a Mario Lertora (oro a squadre ai Giochi Olimpici del 1924) una foto con dedica ("Il suo compagno ginnico" Gabriele D'Annunzio) e a Zampori, da lui ribattezzato "Mastro Giorgio munito di casta bacchetta" (1), questo testo:

"Cari compagni, ho avuto tanta gioia nell'arte vostra, potente come la mia (non vi scandalizzate della mia immodestia) che sarei contento di spartire con voi la mensa. Ma la regola del mio digiuno mi vieta questo fraterno accordo tra pane e sale. Ecco il panrozzo della terra d'Abruzzo ed ecco il vino generoso. Ed ecco il mio vivo cuore che serberà il ricordo della gratitudine".

A Zampori con un messaggio beneaugurante, D'Annunzio riscriss il 24 luglio 1928. Sulla sua carta intestata che portava per motto il fiumano Ardisco non ordisco, vergò le seguenti frasi:

"Mando stanotte a te e a tutti i tuoi Atleti il segno della mia ammirazione e della mia riconoscenza. Salutatemi la grande e nobile Amsterdam. E - come già mi avete promesso - andate in pellegrinaggio rituale a inchinarvi dinanzi alla Ronda di Notte e ai "Sindici della Corporazione de' mercanti drappieri". L'eterna Bellezza presiede anche ai giochi ginnici, più potente di Aethlios ne' nostri riti. Lasciami un indirizzo sicuro del soggiorno ad Amsterdam. Abbraccio nel Maestro tutti gli alunni. Ut validius. Ut velocius".

Ad Amsterdam i ginnasti (Mario Lertora, Vittorio Lucchetti, Giuseppe Lupi, Ferdinando Mandrini, Romeo Neri, Giuseppe Paris, Ezio Rosselli, Mario Tambini) di "Mastro Giorgio" disattesero le aspettative, classificandosi sesti. Il più valido fu il riminese Neri, secondo alla sbarra e quarto nell'individuale e agli anelli. Decisamente meglio fecero le "azzurre", ossia le "Piccole Italiane" di Pavia, che vinsero la medaglia d'argento nel concorso collettivo. Ma quella squadra femminile aveva condotto il suo collegiale conclusivo sull'altro lago, a Pallanza, troppo lontno dal Vate e dai suoi messaggi olimpici. La eco di quei giorni di preparazione a Gardone pare tuttavia riaffacciarsi indirettamente, tramite una lettera di raccomandazione pro Antongini, definitovi "l'atleta che sdegna di mostrare i suoi bicipiti", inviata il 20 maggio 1929 da D'Annunzio ad un alto gerarca fascista di governo. In essa scriveva:

"Caro compagno, io ebbi già l'occasione di chiederti una indulgenza, non consentita dalla Regola, in favore di due ginnasti volonterosi che si dolevano di essere esclusi dalla grande Gara. Erano ottimi entrambi: e si credevan segnati dalla Vittoria. La mia domanda fu da te respinta. Evoco questa disavventura per darti oggi il modo di fare ammenda".

La data della missiva abbastanza prossima agli ultimi Giochi del 1928, la "grande Gara" che non può alludere ad altro che all'Olimpiade, i due "ginnasti volonterosi", sono tutti elementi che rinviano a quell'estate gardesana. D'Annunzio, dunque, si era preso davvero a cuore le sorti degli allievi di Zampori: talmente tanto da ricorrere sino a una delle più discutibili forme di "amichevole" interessamento in uso nella società italiana.

________________

(1) - Nota del redattore - La dedica dice esattamente " Al sommo ginnasiarca Giorgio Zampori munito - secondo l'Antico - di casta bacchetta - Gabriele d'Annunzio". Ripresa da una foto dell'Archivio Zampori.

________________

I testi, le foto e le notizie che corredano questo articolo sono riprodotti dalle seguenti pubblicazioni:

Sergio Giuntini - Gabriele D'Annunzio - L'inimitabile atleta -Sport e super - omismo - Bradipolibri www.bradipolibri.it - 2012

Ottavio Castellini, Alberto Zanetti Lorenzetti - Società Ginnastica Bresciana Forza e Costanza 1886 - 1986 - F.Apollonio & C. - Brescia - 1986 www.apollonio.it

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Giugno 2017 19:21
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 6 di 115