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Alcune noticine facili facili per soci e utenti del sito PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Febbraio 2017 16:09

Succede con una certa frequenza di ricevere richieste di questo tipo: mi serve il telefono di..., la e mail di....., l'indirizzo di.... Per carità, ben lieti di essere utili, però...Una conoscenza un pochino più attenta del nostro sito, aiuterebbe a non perdere tempo: tutti i contatti dei nostri soci sono disponibili alla voce Consiglio Direttivo e Soci. Qualcuno ci ha fatto notare che mancano alcuni numeri di telefono. Non si tratta di una dimenticanza, è una precisa richiesta di chi non vuole rendere noto il suo contatto telefonico su un sito dove possono andare migliaia di persone, talvolta non gradite. L'aggiornamento dei dati è costante ove i soci si facciano premura di informarci (copyright Monsieur de La Palisse).

Altra faccia della stessa medaglia. Come facciamo a pagare la quota annuale? Da anni in apertura della voce Benvenuti in ASAI ci sono i dati bancari per effettuare il bonifico. Oppure, i soci  che non amano...le banche, ma che presenziano alla Assemblea annuale possono versare la quota in quella occasione. Ricordiamo (con enfasi...) che la quota - invariata - dal 2016  ha carattere obbligatorio per essere considerati soci. Cercate di non dimenticarvene. Grazie.

Assemblea 2017: a giorni informeremo su località e data. Stiamo definendo i dettagli.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2017 17:11
 
4 luglio 1965, Campo Fratelli Daturi, a Piacenza: sulla pedana del disco un giovanotto di 48 anni... PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Febbraio 2017 16:30

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Piacenza fu la prima colonia romana nell'Italia settentrionale. Eretta a baluardo contro la calata di Annibale Barca, tunisino, arrivato dalle nostre parti non in barcone, ma in groppa agli elefanti. Sfidiamo chiunque a dire che la storia non si ripete (leggere Gianbattista Vico e i corsi e ricorsi storici). I romani cercarono di fermarlo alle porte del Castrum piacentino, sul fiume Trebbia, ma mal gliene incolse. Era il 218 a.C. 'Sti extracomunitari musulmani che al dì di oggi tolgono il sonno a tanti italioti (sintesi di due sostantivi)... Qualche secolo dopo, siamo daccapo, anche qui l'accostamento con il presente ci sta tutto. Quei furbacchioni dei Germani nutrono illecite ambizioni sul nostro appetibile Nord lombardoveneto. Herr Federico di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, allunga le mani ma gli tagliano le unghie. La famosa Lega Lombarda, quella vera guidata da Guido da Landriano, che era stato Console di Milano, e non da Alberto da Giussano, personaggio inventato dalla fantasia popolare e dalla successiva falsificazione storica ad usum Delphini, sta all'erta, ne aveva già avute piene le tasche dei barbari che calavano dal centro Europa e maramaldeggiavano. La Lega di allora , che dunque non era guidata né da Umberto de' Bossi né da Matteo de' Salvini, non si fece impressionare dal rossofuoco della barba imperiale e gliele suonò di santa ragione.  La vittoria militare non era niente di che intendiamoci, ma ebbe un impatto politico e morale che fece traballare la baldanza dei Teutonici, sensibilissimi agli schiaffi al loro  sussiegoso prestigio. Dovremmo ricordarcene di tanto in tanto...senza cattiveria, ma  con qualche buffetto, vero Frau Merkel? Eravamo nel 1176, la Lega si era costituita nel 1167, alla Abbazia di Pontida era presente, con Milano, Lodi, Ferrara e Parma, anche Piacenza.

La bella città ducale, adagiata sulla riva destra del Po, diede i natali ai Farnese, famigliola di quelle che contavano, tanto da elevare uno di loro al Soglio Pontificio (papa Paolo III) e maritare una delle ragazzuole di casa con il Re di Spagna Filippo V. Dicono che Elisabetta, Isabel de Farnesio, fosse donna di notevoli capacità ed era molto influente a Corte.

Secolo dopo secolo, Piacenza ha spesso manifestato una spiccata propensione per le primogeniture. E infatti è conosciuta come "La Primogenita". Il Risorgimento annota la data del 10 maggio 1848 quando la popolazione, quella che votava, con un plebiscito, aderì al Regno di Sardegna, futuro Regno d'Italia. Le decisioni importanti sono sempre state frutto di minoranze, insegna la storia.

Tutto questo che cosa ha a che fare con l'atletica?

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Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Febbraio 2017 17:11
 
Un grave lutto ha colpito i nostri soci Elio e Marco Forti: il cuore di Clara ha cessato di battere PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Febbraio 2017 14:52

Pochi minuti dopo il tocco di mezzanotte, fra sabato e domenica, le sirene dell'ambulanza del 118 hanno logorato il silenzioso tessuto della notte nel borgo di Navazzo, otto chilometri sopra Gargnano, riva bresciana del lago di Garda. Destinazione: via Valvestino 7, la dimora della famiglia Forti. Una pugnalata: chi è stato colpito? La risposta di un parente sulla gelida strada che prometteva solo temperatura polare e lacrime di ghiaccio. In casa i soccorritori della lodevolissima organizzazione Volontari del Garda stava facendo prove di miracolo. Poi è arrivata anche l'auto medica, con il dottore. Minuti di ansia, di frenetico lavoro, il defibrillatore dava risposte negative, tragicamente negative. Il tocco della una era rimbombato cupo, forse non si era ancora spento lungo le pendici del villaggio, quando il medico e i suoi tenaci assistenti si sono arresi. Il cuore di Clara Pace non ce l'aveva fatta, diagnosi: arresto cardiaco.

Donna di taciturno carattere ma di straordinario spessore umano, Clara aveva condiviso come il soldato che non comprende ma obbedisce le passioni sportive che si erano insinuate nella sua famiglia. Spirito critico, intelligente, diretto, ma mai manifestato con un mezzo tono in più del dovuto. La corsa internazionale "Diecimiglia del Garda" era in buona percentuale sua, per tutto quello che aveva fatto in 43 edizioni e continuava a  fare ogni anno. E sorvoliamo sul lavoro nello studio tecnico a fianco del marito Elio e del figlio ingegner Marco.

Loro, i nostri soci; Elio, per tutti "Il Geo", per il fatto di essere "il geometra" che mai e poi mai aveva abbandonato il suo borgo, ha dato alla nostra organizzazione molto più di quanto si veda. E con Marco, la sorella Stefania, un cuore grande così, potrebbe essere presa a emblema di quello che oggi chiamano volontariato, e il marito Antonio, tutore dell'ordine nei secoli fedele e corridore (dieci edizioni del "Passatore" nei polpacci, oltre a migliaia di altri chilometri disseminati ovunque). A loro, tutti noi dell'A.S.A.I. siamo vicini, con profonda commozione.

A Clara il saluto affettuoso anche se banale: la terra ti sia lieve, Signora, e che il buon Dio ti dia quella pace che tu portavi congenita nel tuo cognome.

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Febbraio 2017 17:16
 
Con la Torcia Olimpica dei Giochi di Rio 2016 inizia la nuova staffetta: prossima fermata Tokyo 2020 PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Febbraio 2017 17:29

 

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Da Olympia a Navazzo, via Rio. La fiaccola olimpica portata dall’ultimo tedoforo allo stadio “Maracanà”, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi brasiliane, è autentica sorpresa e ospite d’onore all’incontro di chiusura di “Sognando Olympia”, il progetto multisport che ha unito diversi eventi sotto il comun denominatore dello striscione disegnato da Roberto Scolari, grafico della Tipografia Apollonio, storica azienda in Brescia.

Ottavio Castellini, coordinatore del progetto, per anni in forza prima alla FIDAL e poi alla IAAF, ed ora insediato nella sua casa sul Garda, nel buen ritiro sulle colline che addolciscono il monte attorno a Gargnano, riserva il colpo ad effetto per il gran finale. Ecco, allora, uscir fuori da un trolley una custodia cilindrica che, aperta con cura, svela il contenuto prezioso quanto evocativo. E’ la fiaccola che porta il nome di Vanderlei Cordeiro de Lima, il maratoneta brasiliano che ha coperto nella megalopoli carioca l’ultimo chilometro del viaggio del sacro fuoco acceso, mesi prima, tra i resti dei templi di Olympia. Una storia nella storia: lui, Vanderlei, è l’uomo solo al comando della 42 e 195 di Atene 2004 quando, a pochi chilometri dall’arrivo, viene placcato e strattonato da un megalomane irlandese. Quanto basta, e avanza, per fargli perdere l’occasione della vita. Ma non a metterlo fuori dal podio. Suo il terzo gradino, nell’occasione. Mai regalo è stato più gradito. Oro splendente, quello dell'italiano Stefano Baldini.

Scattano flash e frasi di ammirazione alla passerella della fiaccola. Che passa di mano in mano per le foto di rito. E rende materia al titolo di giornata. Oltre che reperto prezioso per la Collezione che porta il nome di Ottavio Castellini, da anni con sede a Navazzo. Così come, ma questa è storia più recente, per l’Archivio Storico dell’Atletica Italiana Bruno Bonomelli. Entrambi  partner culturali del progetto che si è sviluppato nel corso dell’anno appena passato agli archivi su diversi fronti sportivi: atletica leggera, trial, nuoto, ciclismo, mountain bike, vela. E pure su alcuni versanti culturali e di rievocazione di imprese sportive.

Sodali al momento del “varo” il Gs Montegargnano, rappresentato da Aurelio Forti, e il Circolo Vela Gargnano. Che firmano rispettivamente la Diecimiglia del Garda e la Centomiglia del Garda. Terra e acqua che si incontrano, così come il monte affonda le proprie radici di pietra nel lago.

Amici, nessun aggettivo, per quanti si incontrano per l’occasione. Ad altri il compito di trarre i bilanci conclusivi. Che alla pattuglia dei promotori sembra essere andato oltre ogni iniziale previsione. A Ottavio il compito di sottolineare i molti “perché” che hanno accompagnato “Sognando Olympia”. Su tutti, i valori dello sport: rispetto per se stessi e per gli altri, fair play, educazione, solidarietà, cultura. Molto altro ancora. “Anche a Rio – dice con amarezza non nascosta – ho ascoltato cose su cui preferirei sorvolare. Una per tutte:ho sentito, con lo schifo, di un alto dirigente del Comitato olimpico internazionale arrestato dalla polizia brasiliana perchè invischiato in una brutta storia di mercimonio di biglietti per diversi appuntamenti olimpici”.  Meglio, allora, guardarsi intorno, abbracciare e stringere la mano agli amici che si ritrovano, uniti e senza interesse di sorta dettato da fini secondi,  grazie all’ospitalità della Pizzeria Running Club. I primi "grazie" vanno alle Amministrazioni comunali di Gargnano e di Toscolano Maderno, vicine con la sostanza delle iniziative messe in cantiere e puntualmente svolte nello spirito del progetto. A seguire, medaglie commemorative in bronzo con la riproduzione della mascotte dei Giochi brasiliani, Vinicius, a Roberto Scolari, il grafico allievo dell’indimenticato maestro Martino Gerevini. Poi è la volta di Franco Capuccini, presidente del Circolo Vela Gargnano, e di Aurelio Forti, anima del Gs Montegargnano e di molti altri eventi. Souvenir da Rio e incoraggiamento per Faustino Tavernini, da poco impegnato sulla strada dell’atletica. Una bellissima storia umana.

A Sandro Pellegrini, enciclopedia vivente della vela, l’affetto degli amici con i quali si è incamminato in questa avventura. Poi ci sono le fotografie di Marco Peiano, la carta fatta a mano dai Lavoratori Anziani della Cartiera di Toscolano. Sono le “anime” del Museo della Carta, che sta nella Valle delle Cartiere, in quel di Toscolano. Il  loro saper fare antico si è rinnovato per la carta preziosa consegnata alla figlia di Ugo Locatelli, signora Maria Luisa, in occasione della serata-tributo che il Comune natale del campione e Sognando Olympia gli hanno dedicato a 80 anni dalla vittoria alle Olimpiadi di Berlino nella Nazionale di calcio allenata da Vittorio Pozzo. Successo bissato a Parigi due anni dopo dallo stesso campione gardesano, giocatore di Brescia, Atalanta, Inter e Juventus, al Campionato del Mondo del 1938. Gianni Marchetti, presidente dell’Associazione e Giorgio Cavallera, che l’ha guidata fino a ieri l’altro, apprezzano lo spirito del progetto, ne condividono il fine, guardano al futuro nella prospettiva di una collaborazioni da inventare.

Ha avuto la stessa impronta l’intervento di Virginio Soffientini, che si è fatto in tre...rappresentando l'Atletica Virtus Castenedolo, attivissima nel promuovere iniziative del progetto, ma anche la Fidal bresciana e lombarda. Di quest’ultima è stato nominato di recente consigliere. I valori di Sognando Olympia hanno trovato e trovano sponda sodale. Il premio Fair Play, con la stessa medaglia olimpica, è stato assegnato al presidente della Fidal bresciana, Federico Danesi, per il comportamento tenuto a Navazzo in occasione della "Diecimiglia del Garda". Ricordati i grandi contributi dati al progetto dalla Azienda Agricola Peri Bigogno di Castenedolo e le Parrocchiadi 2016 organizzate da don Alessadro Capanni a Firenze con i ragazzi della sua Parrocchia.

Apprezzamento e disponibilità per il futuro prossimo sono acquisiti all’agenda. Che non si chiude. Così almeno par di capire, tra una parola e l’altra. Progetti, cose da fare, come e quando. La “nebulosa” che nasconde allo sguardo i propositi inespressi forse si diraderà nei tempi a venire. Vedremo cosa riserveranno. Conoscendo i soggetti in campo, altre sorprese non mancheranno.

Il frizzante delle bollicine messe al fresco per tempo e la vivacità dettata dal peperoncino della pizza olimpica (inventata da Simona, Michele e Silvia della Pizzeria Running Club) stimolano i buoni propositi. E la voglia di ripartire. La strada verso Tokyo 2020, Venti-Venti come ormai tutti la chiamano, è segnata. Sul Garda, a Navazzo, la torcia olimpica con il nome di Vanderlei Cordeiro de Lima trova buona compagnia in quella donata da un altro amico prestigioso: Alberto Juantorena, doppia medaglia d’oro a Montreal 1976 sui 400 e gli 800 metri. Unico atleta, il cubano, a vincere le due prove nella stessa Olimpiade. Lui portò la fiaccola come tedoforo in uno degli ultimi chilometri ad Atene, nel 2004, ospite d’onore nella terra dei Giochi. Lui ha tenuto a battesimola Collezione Ottavio Castellini (2012) e il Miglio Olimpico di Gargnano (2015), quest’anno abbinato per la seconda edizione alla ChildrenWindCup, promossa dal Cvg in collaborazione con l’Associazione bimbo emopatico di Brescia. Evento in cui sport e sensibilità all’impegno solidaristico trovano punto di congiunzione.

La storia non finisce qui. Per ora cala il sipario su “Sognando Olympia Rio 2016”. Ma la strada è già segnata. Da Olympia a Navazzo, via Rio. Prossima fermata: Tokyo.

Le foto che corredano questo articolo sono di Marco Peiano. In alto: tutti omaggiano la Torcia Olimpica, con i padroni di casa Encarnita e Ottavio, il consigliere della FIDAL Lombardia, Virginio Soffientini, il presidente del Circolo Vela Gargnano, Franco Capuccini, Enzo Gallotta (al centro) con Soffientini e Ottavio. In basso: i rappresenanti dei Lavoratori Anziani della Cartiera di Toscolano, Gianni Marchetti e Giorgio Cavallera ricevono la medaglia-ricordo di Rio; sotto, Elio Forti, allenatore dell'anno 2016, e il suo atleta Fausto "Faustino" Tavernini, nominato atleta dell'anno.

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2017 18:05
 
Sognando Olympia: da Rio a Tokyo, sembra di vedere il film "Amici miei"...la zingarata continua PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Gennaio 2017 14:50

NAVAZZO, lago di Garda - Qualcuno si era messo nella capoccia (ebbene sì, anche noi nell'elenco, oltre alla nostra amica Clara che di sogni ne ha fin sopra i capelli...) che il progetto multisport che aveva occupato un buon numero di persone per parecchia parte dell'anno di grazia (o disgrazia?) 2016 fosse da consegnare a un faldone da stivare in qualche archivio. "Sognando Olympia", capolinea, si scende. La fermata era stata individuata nei locali della Pizzeria Running Club, per una Glass Run e qualche riconoscimento volato da Rio direttamente alle coste del Montegargnano. Obiettivo centrato, un microscopico regalino, qualche calicino di frizzantino, un "grazie a tutti", la festa è finita, andate in pace.

No, no no, non avevamo fatto i conti con la follia dei compagni d'avventura. I Combattenti e Reduci dell'idealismo olimpico si sono trasformati in adepti della Resistenza, e non vogliono saperne di deporre i sogni. Facevano venire alla mente quel soldato giapponese trovato 50 o 60 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, sperduto in una foresta non era mai stato raggiunto dalla notizia della fine del conflitto (la resa fu firmata il 2 settembre 1945) e lui continuava  nel mantenere le abitudini del soldato belligerante, sempre all'erta. Ci volle del bello e dl buono per disarmarlo del moschetto che aveva sempre tenuto ben oliato.

I nostri "nippogardesani" hanno fermamente manifestato la volontà di continuare le baldanzose pugna. Giuringiurello: le bottiglie di frizzantino erano ancora in fresco e i bicchieri puliti. Come sia andata ve lo racconterà a breve Enzo Gallotta, Communications Director (e te pareva...) del progetto, titolo in linea con la moda anglofona-americaneggiante. Noi, senza titolo alcuno, vi offriamo la "piattaforma" digitale (altra moda) del nostro socio Elio Forti che ha fissato le immagini del Pizza Olimpica Party. Se volete aprite qui: https://plus.google.com/collection/cZiKfB

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Gennaio 2017 16:56
 
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