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Nel Dizionario Marabini sessant'anni di storia dell'Atletica Bergamo '59 PDF Stampa E-mail
Sabato 11 Maggio 2019 07:00

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“…(1965, 1980 – 1984) – Mezzofondo, poi dirigente e vicepresidente. Archiviata la breve carriera agonistica, è entrato nei quadri dirigenziali poco più che ventenne, occupandosi in particolare di statistica e di comunicazione, anche nelle vesti di giornalista, sulle colonne prima di BergamoOggi e poi della Gazzetta dello Sport. Arrivato sino alla vicepresidenza, è uscito dalla società nel gennaio 2013”.

Questo scrive lui di lui, nell’elenco delle persone il cui cognome inizia con la lettera “M”. «Il lui», tradotto in italiano «egli», è Paolo Marabini, del quale diciamo noi, visto che non lo ha detto lui nella sua breve biografia, che è stato uno dei primi soci che ha aderito al nostro Archivio Storico, insieme alla sua indimenticabile zia Bice, per tutti Bicetta. Un anno organizzò pure un fior di Assemblea annuale in un albergo della sua città. E, da qualche anno, fa parte anche del nostro Consiglio Direttivo. Ma non della sua ricca biografia vogliamo parlare, ma di un suo lavoro compilatorio che ci è stato recapitato con la posta di ieri. Sulla copertina un numero 60 seminascosto da due lettere stilizzate, A e B, e sotto un semplice e lineare Atletica Bergamo 1959. In conclusione, per festeggiare i sessant’anni di vita della società bergamasca si è stampato questo dizionario, un «Chi è e chi è stato» nei sei decenni di vita. Anche la struttura è esattamente quella del dizionario, dalla lettera A (il primo è Bruno Abati) alla Y (chiude Avenir Yzeraj). E un lavoro così a chi si poteva chiedere se non a Paolo Marabini, che pure da sei anni non fa più parte della società? Un paio di mesi fa, questo nostro sito pubblicò un articolo celebrativo dell'anniversario proprio a firma di Paolo.

L’abbiamo sfogliato, del libro parliamo, se non altro per la curiosità di ritrovare nomi e cognomi di persone, non solo atleti, che abbiamo conosciuto. Dopo il dizionario, alcune pagine dedicate agli albi d’oro: tutti coloro che hanno vestito la maglia azzurra, le medaglie nelle grandi manifestazioni, i titoli italiani, gli scudetti, i primatisti nazionali, i risultati internazionali.

Un libro essenziale, senza sbrodolature. Pagine che ci fanno capire – caso mai ce ne fosse ancora bisogno – che le sorti del nostro sport sono e sono sempre state nelle mani delle società che operano sul territorio. E delle quali arrembanti dirigenti si ricordano ogni quattro anni per chiedere i voti assembleari: pressanti telefonate, qualche bel «pistolotto» in Assemblea, un bel po’ di promesse dispensate a pioggia e quasi mai mantenute, e via cantando.

L’Atletica Bergamo fa 60, quindi non ancora in età pensionabile, sia che si citi la tanto insultata Fornero oppure la fantomatica «quota 100» (tutte astruse formule per non far capire niente a nessuno). Ai dirigenti bergamaschi, quelli di oggi e quelli di domani o dopo, toccherà tirar ancora la carretta. Almeno hanno un filo di speranza…avete notato come si chiama l’ultimo atleta del Dizionario Marabini? «Avenir». Lunga vita all’Atletica Bergamo.

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Maggio 2019 07:44
 
Quando anche una baracca di legno era sufficiente per fare cultura sportiva PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Maggio 2019 15:03

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La posizione incantevole lungo il Viale dei Colli, nell’ampio tornante che il Viale Michelangelo svolge di fronte a Via P. Tacca, fa del complesso dell’A.S.S.I. un centro di ritrovo per sportivi quanto mai attraente e ben frequentato…Purtroppo…tutta l’attrezzatura relativa ai servizi è nelle condizioni più deplorevoli…La direzione, gli uffici, i servizi per l’atletica…sono collocati in baracche cadenti a carattere provvisorio , che ormai sono lì a mostrare la loro bruttezza e a deturpare le bellezze naturali. Inoltre il bar e le relative attrezzature sono quanto di più antiestetico e disordinato si possa immaginare”.

Questo scriveva Danilo Santi, componente del Consiglio della società, che in quell’anno – 1966 – aveva come presidente Rodolfo Melloni. Il presidente del 2019, Marcello Marchioni, aveva allora l’incarico di Capo Sezione dell’atletica. Proprio lui, il Marcello che ci ha cortesemente ospitato, a nome dell’A.S.S.I., nella nuova bella sede ubicata sempre sul Viale dei Colli, in occasione della 25esima Assemblea annuale del nostro Archivio Storico. Che, come cercheremo di spiegare, con quella struttura fiorentina ha sempre avuto un solido legame.

A volte le coincidenze si raggruppano a grappoli. Fatta l’Assemblea, festeggiati i 25 anni, tornati a casa, mentre stavamo cercando di mettere ordine in antiche carte, che cosa ne esce fuori? Un fascicolo, di 36 pagine, che reca in copertina la scritta «45° Anniversario – Numero Unico – Agosto 1966» (copertina riprodotta in alto, originale dalla Collezione Ottavio Castellini). Su quella stessa copertina una foto di Silvano Meconi che getta il peso e, sul suo possente torace, la maglia dell’A.S.S.I. con il giglio. Sullo sfondo, assiepato, un buon pubblico, ma soprattutto le famose «baracche» di cui scrive Danilo Santi.

E non fu l’unico. Le baracchette erano l’elemento che turbava i sonni dei dirigenti. Ma anche di un giornalista sensibile e battagliero come Carlino Mantovani, mezzofondista in gioventù, poi redattore per una quarantina d’anni al quotidiano “La Nazione”. Fiorentino dalla lingua tagliente (ho avuto la fortuna di conoscerlo e stimarlo, e di esserne amico, ricambiato) Carlino scrisse:”…il campo offre un aspetto desolante…le promesse sono rimaste allo stato di buona intenzione e le baracche prefabbricate che dovevano essere rimosse dopo un breve periodo…(dodici anni or sono…) sono rimaste al loro posto, logorate e insufficienti…”. Vecchia storia italica: niente è più stabile del provvisorio.

Ma non finiva lì: di quelle fatiscenti strutture si occupò, su quelle pagine, anche Sergio Mealli, economo in economia, come sarcasticamente si firmò. Titolo «La trincea e la baracchetta». “C’è anche una baracchetta di legno che, allo scrivente, fa ricordare i suoi vent’anni trascorsi non in battaglie sportive ma in quelle fatte con fucili 91 e baionette, allora tanto di moda. Sì, par proprio, quella baracchetta verde, una di quelle che servivano da caserma negli anni 40…serve da spogliatoio, da segreteria, da sala di convegno…si tengono le riunioni del consiglio direttivo. Unica civetteria sono i trofei appesi alle pareti di legno».  Quella che Mealli chiama «trincea» “…è una specie di muraglione, fatto a gradoni, in pietre contenute in gabbioni di rete metallica. Una vera e propria trincea a protezione degli smottamenti eventuali del pendio che sovrasta la pista».

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Che legame esiste fra quelle baracche e il nostro Archivio Storico? Un legame fatto di una corda robustissima. Resa solida, prima di tutto, da un intreccio speciale: l’amicizia. Quella con il prof Aldo Capanni, collaboratore nel settore tecnico dell’A.S.S.I. per tanti anni, fu anche l‘inventore, con pochi altri, di quel Centro Studi A.S.S.I. Giglio Rosso, insuperato stimolo culturale nell’opaco panorama dell’atletica. Il filo s’allunga e Aldo Capanni, che faticosamente teneva in piedi il Centro Studi fiorentino, entrò anche nel costituendo Archivio Storico dell’Atletica Italiana. E la baracchetta che ospitava il Centro Studi divenne pure sede dell’A.S.A.I., con Aldo segretario e Roberto Quercetani presidente. A questi due «ingredienti» aggiungete la posizione centrale di Firenze, ed ecco che quell’angusto spazio fu anche punto di riferimento delle nostre prime Assemblee. L'interno è oggetto della foto qui sopra, in fondo si riconosce un barbuto Aldo Capanni.

Legame sancito, diremmo ratificato, dalle parole, scritte da Aldo Capanni nel volume «1922 – 1977 settantacinque anni sul Viale dei Colli», bel libro edito per celebrare un altro quarto di secolo della società sportiva fiorentina. Il volume (da leggere da chi vuol sapere qualcosa di più della storia dell’atletica italiana) curato da Aldo e da Franco Cervellati. Al capitolo 24 (pag. 209) dedicato al Centro Studi possiamo leggere:” A metà del 1994, poi, il Centro Studi diventò a sua volta la sede operativa di un’altra neonata associazione culturale, l’A.S.A.I. – Archivio Storico dell’Atletica Italiana Bruno Bonomelli. Costituita da un gruppo di appassionati storici e giornalisti fortemente interessati alla storia dell’atletica nazionale, fra i quali due degli stessi membri del Centro Studi, l’A.S.A.I. in toto riconobbe la bontà e la serietà di quanto il Centro aveva fatto fino ad allora nel corso del suo operare e ritenne logico porre la sua sede presso quella di un’altra associazione che da così tanti anni operava efficacemente nell’ambito culturale specifico: si trattò…di un apparentamento indubbiamente efficace e positivo per entrambe le istituzioni, che possono avvalersi l’una dell’altra a seconda degli obiettivi e degli scopi di volta in volta in corso di realizzazione”.

Fu Aldo che si incaricò di stendere la bozza dello Statuto dell’A.S.A.I. All’art. 3 si leggeva: “L’associazione pone la sua sede principale in Firenze, presso il Centro Studi e Documentazione in atletica leggera A.S.S.I. Giglio Rosso, in Viale Michelangiolo 64”. In data 13 giugno 1994, Aldo inviò una comunicazione ai soci fondatori avente per oggetto la formalizzazione dell’Atto costitutivo: i soci avrebbero dovuto presentarsi venerdì 1° luglio, alle ore 16, nello studio fiorentino del notaio Zetti.

Preparato, preciso fino alla pignoleria, ligio ai suoi compiti di segretario con cui aveva dimestichezza grazie alla esperienza fatta in tanti anni di Centro Studi, Aldo, il 6 aprile 1995, diramò le convocazioni per la prima riunione del Consiglio Direttivo (al mattino) e della prima Assemblea Ordinaria (al pomeriggio), per sabato 22 aprile, “presso la sede dell’Archivio, presso il Centro Studi…”. Dal Verbale N.1 si desume che quel giorno erano presenti nella «baracchetta» sul Viale dei Colli, il presidente Roberto Quercetani, il vicepresidente Gianni Galeotti, il segretario Aldo Capanni, i consiglieri Ottavio Castellini e Augusto Frasca, il sindaco revisore Tiziano Strinati, i soci Luciano Fracchia, Silvio Garavaglia, Marco Martini e Alberto Zanetti Lorenzetti; per delega, Raul Leoni e Rosetta Nulli Bonomelli. Quella di Firenze era meta fissa per le nostre assemblee: domenica 24 marzo 1996, 16 marzo 1997. L’Assemblea 1998 – 8 marzo – si tenne a Firenze ma nella sede del Comitato toscano della F.I.D.A.L.

A seguito delle vicende travagliate del Centro Studi che dovette smobilitare la «baracchetta» e, soprattutto, del decesso di Aldo (2007), l’A.S.A.I. tolse le tende dal Viale dei Colli. Non senza rammarico, ma fu inevitabile. Chiudiamo con un ultimo brano da pag.211 del libro di Capanni – Cervellati:” Il Centro Studi ha creduto, crede e crederà sempre, a differenza di molti «soloni» della nostra nazione così arretrata in materia di sport, di movimento e di educazione fisica, che le parole «sport» e «cultura» possano e debbano coesistere, nell’interesse della crescita e dello sviluppo dell’uomo, con la convinzione che ogni aspetto della vita – e quindi, a maggior ragione, al giorno d’oggi – lo sport contenga dei valori segnatamente culturali di fondamentale importanza che non possono né debbano essere ignorati, né disgiunti dalla cosiddetta «cultura» ufficiale: l’uomo non si esprime solo con la parola, lo scritto, l’azione, il suono, ma anche correndo, saltando, lanciando o usando un pallone di qualunque forma e dimensione da colpire secondo determinate regole. Tutto è cultura e tutto questo gli interessati hanno finora trovato, e continueranno a trovare, al Centro Studi A.S.S.I. Giglio Rosso”.

Queste stesse convinzioni, seppure sballottate da tante delusioni e amarezze, sono quelle che hanno guidato l’operato dell’Archivio Storico dell’Atletica Italiana Bruno Bonomelli nei suoi primi 25 anni di vita. Il 14 aprile scorso, guardando fuori dalla finestra della nuova sede dell'A.S.S.I. verso la zona dove c'erano le baracchette, ci siamo ripetuti lo slogan della nostra Assemblea 2019: «Atletica e Cultura: una chimera?».

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Maggio 2019 16:04
 
Luc Vollard ci racconta com'era l'atletica femminile francese nel 1917 PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Maggio 2019 09:42

Abbiamo ricevuto il consueto avviso che annuncia la pubblicazione del numero 91 della «Lettre», l'aggiornamento  di argomenti storici e statistici curato dai componenti della Commissione Documentazione e Storia della Federazione francese. Lettura sempre istruttiva, per chi ha un po' di curiosità per il nostro sport.

EDITO - C'EST ARRIVÉ EN MAI ... 1917
Rédacteur Luc VOLLARD

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La pratique de l'athlétisme féminin a débuté en France durant la première guerre mondiale. Si les premières performances établies paraissent aujourd’hui faibles, un certain nombre n’en figure pas moins sur les listes des records du monde de l’IAAF ... en lire plus sur la page d'accueil du site ou dans la colonne de gauche, menu EDITO

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LETTRE MENSUELLE CDH

Elle se trouve sur la colonne de gauche sous format PDF : http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=39695

ATHLERAMA 2018

alt  Ce n'est pas une production de la CDH mais du Service des Statistiques de la Fédération Française d'Athlétisme dirigé de main de maître par Patricia DOILIN aidée dans sa tâche par quelques membres de la commission.
« ATHLÉRAMA » 2018, la 57ème édition du bilan de l'Athlétisme Français, est paru.
Plus de 800 pages de bilans salle et plein air pour toutes les catégories, records, biographies, index, championnats de France, listes de tous les temps, rétro, études en tous genres... Des centaines de pages originales que vous ne trouverez nulle part ailleurs car publiées sur aucun site, ni ici sur la CDH ni sur le site de la FFA.
Vous y trouverez aussi les prestations de nos athlètes lors de la saison internationale écoulée agrémenté de quelques infographies destinées à faciliter la visualisation de certaines données chiffrées. 
Le tout embelli de multiples photographies des athlètes qui ont fait briller les couleurs nationales en 2018.

Athlérama 2018 vous coûtera seulement 28€ (port compris).

N'hésitez pas à passer commande  ici-même ou en envoyant un chèque à l'ordre de la FFA, à l'adresse suivante : Fédération Française d'Athlétisme - service des statistiques - 33 avenue Pierre de Coubertin - 75640 Paris Cedex 13. Il vous sera expédié aussitôt.

MISE A JOUR DU SITE  

Mises à jour du site - menu situé en haut et à droite de la page d'accueil,
Naviguez au gré de vos envies, de vos préférences, il y aura toujours une rubrique qui aiguisera votre curiosité !  Pour changer des statistiques et bilans quelques exemples au hasard : 
Le lanceur de disque (définition 1912)
Les circonstances de la vie
Du sang bleu sur les stades
etc...

LA CDH ITALIENNE
Un site équivalent à la CDH française, mais réalisé pour l'Italie.
A découvrir absolument !              http://www.asaibrunobonomelli.it/

INFOS PRATIQUES : LES REVUES FFA

La revue fédérale Athlétisme Magazine en partenariat avec la BNF a mis en ligne tous les numéros du magazine officiel de la FFA de 1921 à 2000. 
Les revues mensuelles fédérales sont accessibles à partir de la page d'accueil du site, colonne de droite.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Maggio 2019 08:40
 
Trekkenfild, sessantanovesima puntata, quasi quasi una telenovela atletica PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Maggio 2019 09:35

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Maratone, convegni, profili, chiacchiere di corridoio e fuori del corridoio, insomma di tutto e di più in questo 69esimo numero di Trekkenfild, A voi la decisione: lo leggo, lo avete già letto da qualche altra parte e non vi interessa, non lo leggerete mai, son tutti fatti vostri. 

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Maggio 2019 09:46
 
Buon compleanno, Roberto, con lo stesso affetto che tu hai dato a tutti noi PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Maggio 2019 09:35

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Oggi, 3 maggio, il nostro Presidente Onorario, Roberto Luigi Quercetani festeggia con la signora Maria Luisa e con le persone care che gli saranno vicine nella loro residenza fiorentina, un compleanno che, nella cifra, è molto importante. Se volessimo paragonare la corsa della vita a quella dei 100 metri - corsa suprema del nostro sport, senza equivalenti in nessuna altra espressione agonistica - diremmo che l'atleta che arriva a tre metri dal mai dimenticato filo di lana con qualche centimentro sugli altri sicuramente ha vinto. Roberto ha vinto sempre, in tutta la sua vita, fin dalla partenza, per la sua signorilità, il suo garbo, la sua cultura, la sua disponibilità a compartire il suo sapere con gli altri. Quanti di noi gli debbono essere debitori se hanno imparato qualcosa di più! Lo abbiamo incontrato poche settimane fa, trascorrendo con Maria Luisa e con lui, un'ora piacevole, durante la quale abbiamo ascoltato il suo piacevole eloquio accompagnato da quel sorriso morbido e accattivante che Marco Peiano ha fissato nella sua foto. 

E non solo noi gli siamo debitori, ma in giro per il mondo, ovunque, gente di tante lingue diverse, quelle lingue che lui ha sempre coltivato con una passione perfino superiore a quella che ha riservato alla nostra meravigliosa atletica, lo ha mai dimenticato. Agli affettuosi auguri di tutti noi dell'Archivio Storico aggiungiamo quelli che ci hanno fatto pervenire, per iscritto, due amici della Commissione Documentazione e Storia della Federazione francese di atletica, con i quali abbiamo un amichevole rapporto di collaborazione.

Messaggio di Luc Vollard:

Dear Ottavio, Thank you for this information and I wish long life to Roberto. His birthday is easy for me to remind, because it is the same day than my daughter ! She will be 30 next week and of course was practicing athletics, as her husband and the parents of his husband. We hope there two sons will be on track and field a few years !

Messaggio di Jacques Carmelli:

Bonsoir Ottavio, Pourrais-tu transmettre à Roberto mes meilleurs voeux pour son anniversaire. (Pour ma femme, ce sera le 5 Mai !). Je suis allé à Firenze les voir Maria-Luisa & Roberto, evoyage de noces, en 1970 !!!! J'ai eu un fils, Bernard, mais nous avons appelé notre fille Florence. Je l'es ai revus peu après pour le baptême d'Olivier,  le fils d'Alain Bouillé. C'était hier, me semble t-il.. Prenez tous bien soin de lui et de son épouse ! 

Nous pensons à tous nos amis italiens, statisticiens ou parents. J'ai un cousin à Savona, qui a un mois de moins que moi. Dans ma jeunesse, j'étais émerveillé de voir les médailles qu'il avait gagnées en sprint !! Mais il n'a jamais franchi l'échelon régional.
Auguri!
Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Maggio 2019 14:05
 
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