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Buon compleanno, Livio...era il 19 maggio 1956, e per regalo un bel 100 metri PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Giugno 2019 09:00

Chi coltiva la stessa passione degli abitanti del piccolissimo mondo che si riconosce attorno a questo strumento di comunicazione abbina identica passione a sfogliare vecchie carte, giornali, riviste, libri datati, di tempo addietro. E non potrebbe essere diversamente. Ed è proprio una persona con questa silenziosa passione che ha tolto le ragnatele ad un ritaglio di giornale incollato su un libro artigianale fatto di pagine ormai ingiallite, sfuggito alla devastazione del tempo e degli uomini. Quel pezzetto di carta viene dal quotidiano sportivo torinese «Tuttosport», titolo su due colonne, senza voli pindarici, «Giovani a Torino», lo firmò una delle migliori penne del giornalismo sportivo italiano, Renato Morino. Fu pubblicato lunedì 21 maggio 1956.

Il 19 e 20 maggio erano dunque un sabato e una domenica. In quel fine settimana, sulla pista torinese, si gareggiò per la fase regionale del Campionato di società. Secondo la tradizionale suddivisione delle discipline sulle due giornate, al sabato erano in programma i 200 metri e la domenica i 100. Quel sabato uno smilzo studente del Liceo Cavour battezzato Livio di cognome Berruti, festeggiò il diciassettesimo compleanno. Chissà, forse per celebrare non andò neppure allo stadio, non siamo riusciti a trovare, almeno sui ritagli del giornale in nostro possesso, un suo risultato sulla doppia distanza: i migliori furono Boccardo e Ghiselli con 22.4, nei tempi fino a 23.0 il nome di Berruti non c'è.

Morino iniziò il suo «pezzo» parlando di due giovani mezzofondisti: Rolando Fabbris, vercellese, e Walter Broccard, di Aosta, Una buona metà dell'articolo è riservata a loro. Scorrendo i risultati, ecco comparire il nome del  neodiciassettenne Livio Berruti, primo nella quarta serie dei 100 con 11.2; dopo di lui, tali Bernasconi 11.4, Foglino 11.5, Galoppo 11.6. Livio vestiva i colori del Gruppo Sportivo Lancia, segno che si era già segnalato con buoni risultati, che però non conosciamo, se non per sentito dire e con parecchia confusione. Per esempio, taluni hanno scritto, e talaltri hanno copiato e talatri ancora hanno perpetuato l'errore, che entrò nel Gruppo Sportivo Lancia dopo aver vinto i Campionati studenteschi con uno strepitoso - miglior prestazione nazionale - 8.7 sugli 80 metri. No, si pasticcia malamente con gli anni '56 e '57. Livio, abbiamo appena detto, era già al G.S.Lancia, ma non aveva vinto nessun campionato degli studenti torinesi: secondo nostra conoscenza quell'anno gli 80 metri li vinse un ragazzo che di cognome faceva Pagliassotti, con un 9.4 che non era granchè. Non abbiamo la formazione, azzardiamo: forse Livio corse la 4x100 con i suoi compagni di Liceo, il Cavour infatti vinse in 45.0. Il famoso 8.7 lo fece nel '57, quando era già un velocista da 10.6. Torniamo al pezzo di Morino, il quale, ha occhi per i due mezzofondisti. Nei risultati di quelle due giornate scoviamo un Carmelo Rado che vinse il disco (44.18) e fu secondo nel peso (13 metri). Nel complesso niente di che.

Passano sette giorni e al Campo Agnelli, scrisse sempre Morino, «Una bella riunione, migliore di quanto si prevedesse. Proprio una bella riunione che noi, adesso cerchiamo di riassumere nel modo meno penoso possibile, costretti come siamo,  a battere a macchina con la sinistra (la destra è ingessata che sembra un monumento nazionale)». Il protagonista è Luigi Gnocchi, un velocista, che stampa un bel 10.5, «è stato irresistibile dai cinquanta metri in avanti, quando ha potuto distendersi nella sua falcata ampia, potente, spettacolare...». Poi Marini 10.8, Villata 11.0, «ed il giovanissimo Berruti, lui pure a 11 netti». Lasciamo parlare Morino:«Berruti, lancista e juniores, è alla quarta gara della sua carriera! Rivelato dallo Sport nella Scuola (ha partecipato ai campionati provinciali di Torino nel salto in alto) il bravo Milanese lo ha impostato subito sulla velocità: 11.4 nelle prime due gare, 11.2 domenica scorsa e 11 netti adesso, dopo essere uscito dalle buchette alla pari con Gnocchi, e dopo - udite udite - avergli resistito spalla a spalla per più di quaranta metri. Adesso Berruti, velocista cartavelina, ha bisogno solo di acquistare peso e tenuta». Risultato completo di quella gara: 1. Gnocchi 10.5, 2. Marini 10.8, 3. Villata 11.0, 4. Berruti 11.0, 5. Guidotti 11.6, 6. D'Urso 11.7. Attenzione: chi era questo D'Urso? Di nome Saverio, ce lo racconta Ludovico Perricone nel suo gran libro (aveva come spalla il nostro Marco Martini) sull'atletica piemontese. «...il più figo e il più veloce della scuola...era considerato, e soprattutto si considerava, imbattibile...». Volle sfidare Livio e mal gliene incolse «Berruti lo stracciò, fu la fine di un mito piccolo, piccolo».

Al Comunale di Torino, il 2 e 3 giugno, una delle quattro semifinali del Campionato di società, terza serie dei 100: 1. Gnocchi 10.6, 2. Boccardo 11.1, 3. Villata 11.1, 4. Berruti 11.2. Poi anche la 4x100.  Settimana dopo, 10 giugno, a Biella, forse la prima vittoria (?): 1. Berruti 11.0, 2. Porzio 11.4, 3. D'Urso 11.5. Da presumere che cose anche la staffetta, come gia' aveva fatto anche il 27 maggio. E siamo al 1° luglio, Campo Agnelli, campionati piemontesi per i Terza Serie, con condizioni metereologiche avverse: Livio corre la semifinale in 11.0, e poi domina la finale in 11.1. Insieme all' ormai meno famoso D'Urso, e gli altri compagni Cagliero e Foglietti, porta al successo il quartetto Lancia. Si torna a Biella per uno dei «Triangolari» di Terza Serie: Livio vince la finale in 11.0 ma soprattutto ottiene il suo prima 10.9, in semifinale. E con questo entra per la prima volta la graduatoria dei «Primi Dieci».

Che ne dite? Ci fermiamo qui? Da leggere ne avete. La prossima volta vi racconteremo il resto della stagione 1956 del futuro campione olimpico.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Giugno 2019 14:34
 
Il deferente tributo degli storici e statistici francesi a Roberto Quercetani PDF Stampa E-mail
Lunedì 17 Giugno 2019 06:00
Qui sotto i contenuti dell'ultima «Lettre» mensile della Commissione Documentazione e Storia della Federazione francese di atletica. La lettera si apre con un doveroso ricordo di Roberto Quercetani.
 
UNA LACRIMA SUL VISO
 Rédacteur Luc VOLLARD
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Una lacrima sul viso

C’est avec une infinie tristesse que nous venons d’apprendre le décès de Roberto Quercetani le 13 mai dernier, quelques jours après avoir été honoré par ses compagnons de l’Archivio Storico Dell’Athletica Italiana pour ses 97 ans. Né le 3 mai 1922, inspiré par les exploits de Luigi Beccali, l’ancien rival de Jules Ladoumègue, il fut assurément l’un des plus grands statisticiens et historiens de l’athlétisme, réalisant ses premières publications dès les années 40. Membre fondateur de l’Association of Track and Field Statisticians en 1950, il en assura la présidence jusqu’en 1968, développant une extraordinaire et toujours très attendue compilation annuelle des performances.

En quatre volumes, il alla même jusqu’à remonter le temps jusqu’en 1921 pour nous fournir une base faisant encore référence de nos jours. Mais il n’alignait pas que les chiffres athlétiques, et sa plume s’exerça à la fois dans la presse avec la Gazzetta dello Sport , Leichathletik ou Track and Field News ou dans de somptueux livres dont les multiples éditions de History of Modern Track and Field Athletics, the Milers en collaboration avec Corner Nelson ou dans Intriguing Facts and Figures from Athletics History, un original recueil d’anecdotes sur plus de 150 ans d’athlétisme qui fut sa dernière grande œuvre.

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Récompensé notamment par la fédération italienne, la FIDAL, et l’IAAF, il aura consacré sa vie entière à la compilation des performances, soutenue par son épouse Maria-Luisa. Elle l’accompagnera une dernière fois, le mercredi 15 mai à l’Istituto Paolo VI de sa ville natale Florence.

Arrivederci Roberto 

EDITO - C'EST ARRIVÉ EN JUIN ...1926
Rédacteur Luc VOLLARD
 

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Les féminines françaises ont souvent figuré en bonne position dans les championnats internationaux jeunes et seniors au cours des dernières décennies, avec en particulier les médailles olympiques de Michèle Chardonnet en 1984 et Patricia Girard en 1996, mais ce fut également le cas lors des premières années de l’athlétisme. Parmi les noms qui émergèrent alors, on retrouve Geneviève Laloz. Si sa jumelle ... en lire plus sur la page d'accueil du site ou dans la colonne de gauche, menu EDITO

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CE SITE EST TENU PAR DES PASSIONNÉS BÉNÉVOLES A 100%

Pour éviter toute méprise, nous tenons à signaler que le site de la CDH est tenu par un groupe de ... en lire plus en page d'accueil du site sur la première ligne de la colonne de gauche.

LETTRE MENSUELLE CDH

Elle se trouve sur la colonne de gauche sous format PDF : http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=39695

MISE A JOUR DES CHAMPIONNATS INTERNATIONAUX DE MAI 
par Gérard Dupuy
- La coupe d’Europe de marche à Alytus (LTU)
http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=8998

- Les Mondiaux de Relais Yokohama (JPN)
http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=28806

- De nombreux dossiers sont mis à jour en permanence 
-insertion de photos sur la fiches des Internationaux, 
- les nouvelles prestations des athlètes sur le Dictionnaire de l'Athlétisme Français, https://bases.athle.fr/asp.net/accueil.aspx?frmbase=selections&frmmode=0&frmespace=1059
etc...

- Les bilans tous temps relais clubs 
par Gilbert Rosillo
Après les finales Interclubs 2019 mise à jour des relais 4x100m et 4x400m .
http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/relais_clubs/4x100m_clubs_pa_tt_tc.pdf
http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/relais_clubs/4x400m_clubs_pa_tt_tc.pdf

- Les Interclubs 
par Luc Vollard et Alain Bouillé
Après l'édition 2019, mise à jour du championnat de France des clubs, nouvelle appellation des Interclubs.
A consulter colonne de gauche dans le menu CHAMPIONNATS DE FRANCE
point 14 : http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/interclubs/rf_interclubs__lv_mai_2019_.pdf

MISE A JOUR DU SITE  

Mises à jour du site - menu situé en haut et à droite de la page d'accueil,
  Naviguez au gré de vos envies, de vos préférences,les dossiers mis à jour y sont signalés. 

LA CDH ITALIENNE
Un site équivalent à la CDH française, mais réalisé pour l'Italie.
A découvrir absolument !              http://www.asaibrunobonomelli.it/

INFOS PRATIQUES : LES REVUES FFA

La revue fédérale Athlétisme Magazine en partenariat avec la BNF a mis en ligne tous les numéros du magazine officiel de la FFA de 1921 à 2000. 
Les revues mensuelles fédérales sont accessibles à partir de la page d'accueil du site, colonne de droite.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Giugno 2019 14:36
 
Abbiamo ricevuto il Bollettino 103 della associazione degli statistici spagnoli PDF Stampa E-mail
Domenica 16 Giugno 2019 15:38

Nuovo, corposo numero del Bollettino che raccoglie i lavori di compilazione degli statistici spagnoli, riuniti in una associazione, nata nel 1987. È composto da ben 634 pagine questo numero 103, la cui copertina è dedicata alla memoria di un pioniere dell'atletica spagnola, il lanciatore José Luís Torres, scomparso lo scorso mese di aprile all'età di 97 anni. Torres fu il primo atleta spagnolo a partecipare ad un Campionato d'Europa, nel 1950, a Bruxelles; non ebbe molta fortuna: tirò il disco, fu eliminato in qualificazione (38.92). Vi piace la gara dei 3 mila metri siepi? Vi divertirete a imparare a memoria le tremila miglior prestazioni degli uomini e le tremila delle donne, e fan seimila. Sempre in tema di numeri, le liste spagnole 2017 - 2018, e poi primati e miglior prestazioni degli atleti U20. Due parti di interesse storico, pur se compilatorio: una revisione delle liste spagnole del 1951 e le liste ogni tempo di Cuba, avete capito bene: Cuba. In fondo gli spagnoli hanno «soggiornato» laggiù dal 1492 (vi ricordate Cristoforo Colombo, o Cristobal Colón?) fino al 1901. Un giusto omaggio all'atletica di Alberto Juantorena e compagni. Questo numero viene presentato, con poche righe, anche sul sito. Copie di vari numeri del Bollettino spagnolo sono disponibili per la consultazione nella biblioteca ospitata nella sede di Navazzo (Brescia), aperta ai soci dell'A.S.A.I.

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Giugno 2019 09:44
 
Golden Gala: la presenza del presidente Mattarella ha emozionato i nostri? PDF Stampa E-mail
Sabato 15 Giugno 2019 08:49

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In atletica non basta fare gli showmen, non basta avere bodyguard, pardon addetti stampa, in atletica occorre fare i risultati... Stop. Vuoi dire che la presenza del rispettatissimo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l'Inno di Mameli abbiano tagliato le gambe a qualcuno dei nostri? Il dubbio è legittimo. Stop. Leggetevi il nuovo numero di «Trekkenfild», che ha iniziato la sua battaglia per la sopravvivenza. Data limite: fine anno 2019. Una idea per Walter e Daniele: provate a chiedere a qualcuno di quelli immortalati sulle tribune dell'Olimpico che, non contenti del saccheggio di altri enti, hanno allungato le mani anche sullo sport, oppure al ministrero delle Finanze, magari vi danno un aiuto in minibot.

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Giugno 2019 09:46
 
Giochi Olimpici Roma '60: chi fu il più grande ? Armin Hary o Livio Berruti? PDF Stampa E-mail
Sabato 08 Giugno 2019 00:00

Un nostro socio è stato coinvolto in una amichevole discussione da alcuni lettori che, bontà loro, hanno apprezzato il lavoro di ricordo che il nostro sito ha fatto in occasione dell'80esimo compleanno di Livio Berruti. In particolare ci ha fatto vibrare le cordicine cardiache toccar con mano quanto l'impresa di Livio sia ancora viva nel ricordo di tanti, di molti, di moltissimi. E invece ci ha amareggiato - ma non scopriamo niente di nuovo - la completa assenza di cultura, anche solo di vago nozionismo, nei giovani che pur fanno atletica. Frutto del disinteresse di dirigenti, federazioni, degli stessi club, che nulla hanno fatto e nulla fanno per tener viva la anche solo pallida brace del ricordo di chi ha reso grande il nostro sport. Del resto, siamo un Paese che ha ignorato sempre la musica nelle scuole, che della storia dell'arte ha fatto un frettoloso tassello nell'educazione settimanale, che pretendiamo? che si insegni storia dello sport?

Ma qualche arzillo settantenne che quel 3 settembre 1960, sentì alla radio o vide alla tele (gli abbonati in quell'anno avevano raggiunto i due milioni) almeno la finale dei 200 metri, non se l'è mai scordata. Quella figura composta, il ragazzo sabaudo educato, vittima spesso degli scherzi degli altri velocisti (bella razza di burloni, ve li raccomandiamo) proprio per questa suo modo di essere che pareva snob ma non lo era. Composto, ecco quel che era Livio. Mai gesti sbracati, mai urla beluine come usa oggidì, mai magliette stupidamente lacerate in un gesto di idiozia, maglietta mai neppure sollevata o tolta - altra usanza ebete - anche perchè, lasciateci sorridere, con quel suo fisichino non aveva masse muscolari (tutte genuine?) da esibire.

Armin Hary era un tedesco, più tosto fisicamente del torinese, due anni d'età maggiore di Livio. Loro due, insieme, hanno firmato forse la pagina più sbiadita dello sprint statunitense. Nella storia olimpica delle due gare di velocità (100 e 200) solo una volta era accaduto che un europeo togliesse la vittoria ad uno di loro sui dieci decametri: ci era riuscito Harold Abrahams, britannico, nel 1924, quello della piacevole anche se romanzata versione cinematografica «Momenti di gloria», ricordate? Invece nessun europeo era mai riuscito a mettere lo sterno davanti a quello di uno yankee sulla doppia distanza. Il disastro degli americani fu poi completato dalla squalifica della staffetta.

Concludendo, concludendo...chi fu il più grande: Hary o Berruti? Molte volte questioni così sono esercitazioni per sofisti (quelli che sapevano tutto e ognuno dava risposte differenti sullo stesso argomento, oggi diremmo «baristi», filosofi da bar, razza in crescita esponenziale). Chiacchierando con i «reduci» del 1960, ci sovvenne il ricordo di alcuni articoli scritti da Gianni Brera sulla pagine de «Il Giorno». Rapida ricerca sugli scaffali della biblioteca, ed ecco occhieggiare la copetina azzurro tenue del libro «L'abatino Berruti - Scritti sull'atletica leggera», raccolta degli scritti di Gianni Brera, curata dal nostro socio professor Sergio Giuntini. Libro pubblicato nel 2009 della editrice BookTime. Il quotidiano milanese pubblicò, il 5 settembre, due articoli a firma Brera: «Hary o Berruti il più veloce del mondo» e «L'astuto ginocchio di Hary». Oggi riproponiamo il primo.

Livio Berruti ha compiuto la più bella impresa che mai sia stata realizzata nella velocità. Ha corso due volte nello stesso pomeriggio i 200 metri in 20"5: ha stabilito un nuovo record olimpico e ha eguagliato due volte quello mondiale. Sappiamo però quanto possa essere discutibile il giudizio dei cronometri azionati dall'uomo, quando si tratta di definire differenze valutabili in ragione di centesimi di secondo. Quello che veramente conta per la valutazione di un velocista è il confronto diretto: Berruti si è imposto anche in questo uscendone da trionfatore. Il record del mondo della distanza dei 200 metri con curva completa (su pista di 400 metri) elencava un gruppo di 5 atleti (Stanfield, Morrow, Baker, Germar e Norton) con 20"6 fino a tutto il 1959. Quest'anno iniziò Radford, il 28 maggio, a scendere a 20"5: Norton e Stone Johnson lo eguagliarono il 2 luglio. Era giusto che i tre detentori del record fossero presenti in questa finale olimpica: la resa dei conti era inevitabile!

Berruti si è presentato con un molto più modesto 20"7, pur non sentendosi inferiore a nessuno. Le sue prestazioni sui 150 metri gli garantivano la possibilità di raggiungere il 20"5. Ha messo tutti d'accordo: già in semifinale li ha messi tutti a sedere un gradino sotto al suo. Il confronto diretto ha dato ragione a lui, che alla gara è arrivato nella migliore condizione immaginabile.

Vantaggio ai 100

La valutazione delle possibilità fisiche e tecniche dell'atleta e la sua preparazione sono dati di fatto che onorano coloro che hanno aiutato Berruti ad arrivare al luminoso traguardo della medaglia d'oro e del record mondiale. I suoi passaggi ai 100 metri sono stati 10"4 nella semifinale e 10"35 nella finale. in entrambe le prove è uscito in rettilineo con più di un metro di vantaggio, disteso, sciolto, pronto ad attaccare lo sprint finale senza contrazioni.

Berruti ha corso anche meglio nella semifinale: realizzando lo stesso tempo, non ha esasperato la contrazione muscolare nell'ultimo tratto. Il logorio, fisico e nervoso, si è fatto logicamente sentire nell'ultima prova. Siamo convinti che, se l'impegno della semifinale fosse stato pari al secondo, Berruti avrebbe bloccato i cronometri su un ancora più straordinario 20"4.

Grandi campioni

La velocità ha consacrato in questa Olimpiade due grandissimi campioni: il tedesco Armin Hary e l'italiano Livio Berruti; l'uno per i 100, l'altro per i 200. Sono desisamente i due più forti specialisti che si siano mai visti al mondo. Non crediamo che lo stesso Berruti, almeno per ora, si consideri superiore a Hary sui 100 metri; la partenza fulminea del tedesco, Livio non l'ha. Così come sui 200 pensiamo che il tedesco, molto cosciente dei propri mezzi, non possa illudersi, sempre per il momento, di farla all'italiano.

Una prova bellissima si potrebbe però combinare per stabilire chi sia veramente l'uomo più veloce dal mondo. Da molto tempo noi siamo convinti che né i 100 né i 200 siano distanze che giustamente esprimono il valore del velocista: troppo breve essendo la prima, eccessivamente prolungata la seconda. La distanza alla quale vorremmo si valutassero i velocisti sarebbe quella dei 150 metri: un duello Hary - Berruti su tale distanza supererebbe  in bellezza qualsiasi spettacolo atletico visto finora.

Il risultato pronosticabile? Noi li dareemo alla pari, convinti che veramente questi due grandi atleti non debbano, oggi come oggi, essere classificati diversamente. È una proposta: la magnifica pista di Zurigo potrebbe essere tra qualche giorno il teatro ideale per questo stupendo confronto.

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Giugno 2019 08:36
 
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