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Album di fotografie e video della serata dedicata al primato bresciano di Canobbio PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Maggio 2018 17:28

Il nostro socio Elio Forti ha realizzato - e non è la prima volta - un album di fotografie e un video sulla serata dedicata ai 40 anni del primato bresciano del lancio del disco, alla quale sono intervenuti alcuni soci del nostro Archivio Storico. Chi fosse interessato può aprire l'album su questo link e il video su quest'altro. Elio ha pubblicato tutto questo materiale anche sul sito della "Diecimiglia del Garda" del Progetto "Sognando Olympia". Un servizio televisivo è stato trasmesso anche dalla principale rete bresciana "Teletutto".

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Maggio 2018 17:41
 
L'asticella della vita di Roberto Quercetani ancora più in alto: auguri, Maestro PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Maggio 2018 07:10

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Oggi Roberto Luigi Quercetani compila una statistica molto personale, lui che ha raccolto dati anagrafici di migliaia di atleti: quella dei suoi anni, oggi festeggia il suo compleanno. Il nostro maestro, dire che è anche nostro presidente onorario sarebbe riduttivo, ancor meglio identificarlo come nostro amico, un amico che ha guidato i nostri incerti passi nel vasto e affascinante mondo dell'atletica. Guidato, mai pontificato, mai salito in cattedra, proprio come i maestri di un tempo, che erano punto di riferimento,  come il faro per i naviganti, per gli alunni, per le famiglie, dispensatori di nozioni ma soprattutto di rispetto, di umanità, di educazione. Roberto ci ha educato all'atletica. Maestro, anche Bruno Bonomelli lo era, per davvero, esercitò il non facile compito educativo in alcune scuole bresciane, e ci teneva che si sapesse, niente dottore, ma maestro elementare. E anche lui ci fu guida nella conoscenza di questo nostro meraviglioso sport. Siamo stati buoni allievi? Quien sabe. Una lezione abbiamo appreso, forse: quella del rispetto per i nostri maestri. E oggi che Roberto raggiunge un traguardo non frequente negli esseri umani gli siamo vicini, per augurargli una serena giornata nella sua nuova residenza fiorentina, insieme alla conservatrice della chiave del suo cuore, la signora Maria Luisa.

Con tanto affetto da tutti noi, Maestro.

Tre primi piani di Roberto Quercetani fermati dall'obiettivo di Marco Peiano alla Assemblea ASAI del 2016 a Firenze

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Maggio 2018 21:50
 
Il nostro Archivio Storico e Elio Forti sono nati lo stesso giorno...più o meno... PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Maggio 2018 16:57

Oggi, Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, la nostra microscopica realtà che battezzammo con il nome di Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" compie 24 anni. Vide la luce nelle sale del Novotel di Brescia Due, la tennero a battesimo tanti amici veri e importanti, che vennero da differenti parti d'Italia. Durante quel momento generativo, presero la parola l'avvocato bresciano Lorenzo Maffezzoni che con Bruno condivise molti momenti importanti, i suoi "discepoli" Franco Mauro e Gabriele Rosa, grandi giornalisti come Giorgio Reineri e Giulio Signori, il sommo maestro d'atletica per tutti noi Roberto L. Quercetani, dirigenti come  Beppe Mastropasqua e Alessandro Castelli. Nella stessa giornata, poche ore più tardi, vennero assegnati i titoli di campione d'Italia dei 10 mila metri sulla pista del Campo Scuole intitolato a Sandro Calvesi, altro bresciano che ha lasciato, nel campo tecnico, tracce indelebili. Vincitore di quel titolo tricolore fu Stefano Baldini, poi campione olimpico di maratona nel 2004 ad Atene.

A firmare il certificato di nascita erano presenti: Rosetta Nulli Bonomelli, Roberto L. Quercetani, Alberto Zanetti Lorenzetti, Claudio Enrico Baldini, Augusto Frasca, Raul Leoni, Aldo Capanni, Luciano Fracchia, Ottavio Castellini; gli altri "fondatori" (pur non presenti all'atto fondativo) furono Marco Martini, Gianni Galeotti, Silvio Garavaglia, Tiziano Strinati. Alcuni di loro hanno preso congedo prematuramente, qualcuno è "desaparecido". L' A.S.A.I. va avanti, con fatica se volete, ma con tenacia: attraverso i suoi libri, attraverso questo sito che riscuote attenzioni un po' ovunque, ma soprattutto con la sua indipendenza e il suo spirito libertario. Siamo orgogliosi di poter dire che di tutto quello che abbiamo fatto non dobbiamo inviare messaggi di ringraziamento ad altri che non siano i nostri soci, e ad alcuni amici esterni all'atletica che hanno creduto in noi. Non abbiamo mai elemosinato, ci piacerebbe - oh, questo sì - un po' più di rispetto, di attenzione.

Con questo spirito, ci accingiamo a superare il traguardo che ci attende l'anno prossimo: il 25esimo anno di vita. Cercheremo di dare il meglio. Statene certi.

E già che ci siamo, facciamo gli auguri ad un nostro socio che pure festeggia il suo compleanno. Il geometra Aurelio "Geo" Forti, di Navazzo, il borgo benacense dove abbiamo il nostro punto di riferimento. Non molti sanno quanto Elio ha fatto per la nostra associazione, e continua a fare. Non ha mai cercato riconoscimenti e ringraziamenti. Forse non è casuale che sia nato nel giorno della Festa dei lavoratori. Auguri anche a te, Elio! 

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Maggio 2018 17:38
 
Canobbio e quel record eterno: il commento di Paolo Marabini PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Aprile 2018 17:52

Ha scritto (e per questo lo ringraziamo) Paolo Marabini, componente del Direttivo della nostra A.S.A.I., sulla sua pagina FB, trampolino di lancio quotidiano di notizie sull'atletica bergamasca:

La ricorrenza cade il 13 agosto. E quella dei 40 anni ce la siamo già messa alle spalle l’estate scorsa. Ma sono solo dettagli, che non hanno impedito a Domenico Canobbio di essere degnamente festeggiato alla Trattoria “Al Gallo” di Rovato, su iniziativa dei promotori del progetto “Sognando Olympia” e dell’Atletica Virtus Castenedolo. Il 13 agosto del 1977, a Varsavia, nell’incontro fra Italia e Polonia juniores, il buon Domenico scagliava il disco da 2 kg oltre la barriera dei 50 metri: 50.04 per la precisione. Nessun bergamasco era mai andato oltre quel muro. Ma la cerimonia di venerdì sera a Rovato - con tanto di consegna di un bellissimo Trofeo e la riproduzione della pagina del Giornale di Brescia che dette conto della prodezza - aveva un altro significato: celebrare il record provinciale bresciano più longevo.

Nato il 13 settembre 1958 a Costa Volpino, Domenico gareggiava infatti per l’Atletica Fiat OM di Brescia, dove era seguito dal prof. Angelo Romele. Se quel 50.04 fa ancora bella mostra in vetta alla graduatoria bresciana, in quella targata BG - intendendo riservata ad atleti bergamaschi di nascita - è pur sempre la quarta all-time, alle spalle dei 59.98 di Giulio Anesa, dei 52.72 di Costantino Cattaneo (ovvero colui che solo nel 1994 ha sfilato a Canobbio il record bergamasco assoluto) e dei 51.29 di Federico Zucchinali. 

La carriera di Canobbio, impreziosita da un titolo italiano allievi e da un titolo italiano juniores, oltre che da una maglia azzurra under 20 nel citato Polonia-Italia, ha purtroppo avuto vita breve. Dopo l’anno di naja nell’Aeronautica Militare, il nostro ha provato a insistere. Ma di lanci non si vive. E, sfumato l’ingresso in un corpo militare dove poter fare atletica a tempo pieno, è stato costretto - come tanti altri talenti senza santi in paradiso - a riporre il disco in soffitta. Peccato. Ma quegli anni di successi non glieli sfila nessuno. E il suo record, intanto, aldilà dell’Oglio continua a resistere.

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Aprile 2018 17:58
 
Neppure la Legge Fornero manda in pensione il primato di Domenico Canobbio PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Aprile 2018 07:18

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Qualche volta si parla ancora di atletica. Come venerdì sera, in una sala della Trattoria "Al Gallo" di Rovato, siamo ormai nella celebrata e giustamente famosa spumeggiante Franciacorta, davanti a piatti della tradizione locale (trippa in brodo e manzo all'olio da leccarsi i baffi) una ventina di amici, parecchi atleti di un bel tempo andato, si sono stretti attorno a Domenico Canobbio per rendergli omaggio. Motivo della serata? Lo dicemmo qualche giorno fa: il ricordo del primato bresciano che il discobolo venuto dalla Valcamonica stabilì in uno stadio di Varsavia, il 13 agosto 1977, in occasione dell'incontro fra le squadre nazionali juniores (noi siamo alla vecchia, oggi dovremmo scrivere Under 20, queste le grandi innovazioni dell'atletica...) di Polonia e Italia. Aveva diciannove anni il giovanotto, era allenato dal "prof" che lo aveva avviato all'atletica, Angelo Romele, in patria vestiva i colori della società bresciana Fiat OM Brescia. Quel giorno d'agosto di oltre quarant'anni fa tirò il rotondeggiante artefatto a 50.04, vinse la gara, lasciò a quasi tre metri Luciano Zerbini, che era ancora allievo di categoria (sorry, Under 18...), e ancor più dietro i due polacconi. Meritava di andare agli Europei di categoria che si sarebbero disputati di lì a pochi giorni in Unione Sovietica, a Donetsk, capitale della regione carbonifera del Donbass che Ukraine era, è e vorrebbe rimanere. Non ci andò, Domenico, a Donetsk, e fu un peccato, perchè la finale era alla sua portata, se non addirittura qualcosa di meglio. Vinse un armadio sovietico a tre ante, Yuriy Dumchev, che sei anni dopo, sfiorerà i 72 metri, cifra che è tuttora primato della Russia. Con poco più di 52 metri si andava sul podio, Domenico li aveva nel braccio, ma non partì, difficoltà di visto, dissero, va a sapere...

Quattro decenni son passati e il 50.04 resiste granitico in cima alla lista dei migliori bresciani che hanno tentato di imitare il bronzeo discobolo di Mirone (chissà come era davvero in originale...). Occasione, quella di venerdì sera, per parlare di ieri, dell'altro ieri, dell'oggi (poco), lasciamo stare il domani, impresa troppo difficile. Granitico il primato, ma granitico pure l'uomo Canobbio, metalmeccanico forgiato nella valle dei Camuni con saldi principi nella cultura operaia. Non ha nascosto di essere commosso, ma si è dominato, c'era presente suo figlio Andrea. Gli amici gli hanno consegnato la riproduzione della pagina del "Giornale di Brescia" del 15 agosto 1977 che rendeva merito alla sua impresa. E, insieme, una scultura realizzata da Erminio Rozzini, mastro d'opera di forgia del ferro e, forse ancor più, del muscolo.

Gradita rappresentanza di soci del nostro Archivio: il segretario Alberto Zanetti Lorenzetti (che all'epoca in questione era l'Usain Bolt del Campo Scuole di via Morosini, dietro a quella Chimica Caffaro che scaricava PCB, policlorobifenile, Chernobil è una cosa quasi da ridere) con la consorte Rosa, Alessandra Rossetti e Mario Forzanini, Elio Forti, che è l'autore delle due foto che corredano queste righe: il trofeo che Domenico ha stretto con orgoglio, lo stesso sentimento con cui indica a Rozzini la antica pagina del "Giornale di Brescia". La serata è stata ideata dall'Atletica Virtus Castenedolo (pure nostra socia) e da "Sognando Olympia", progetto di irrecuperabili sognatori di uno sport differente. E ha avuto un ospite "evocato" come nelle sedute della nobiltà nera romana dove si fanno ballare i tavolini: Bruno Bonomelli, che aveva le sue radici familiari proprio a Rovato, dove visse, insegnò, scrisse. E che di trippa e manzo all'olio era master chef ante litteram, con il supporto della signora Rosetta.

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Aprile 2018 20:57
 
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