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Quando le corse podistiche servivano anche per strappare un sorriso PDF Stampa E-mail
Domenica 07 Aprile 2019 09:04

Sentite questa, che carina! Siamo nel 1910…cronache e sorrisi d'altri tempi (dal libro di Aldo Capanni e Franco Cervellati).

“Ai primi di ottobre a Prato si svolsero delle gare sportive. Erano in programma corse podistiche, ciclistiche, motociclistiche e una corsa dei ciuchi. Questa la cronaca che apparve su «Il Nuovo Giornale» di Firenze:” La corsa dei ciuchi è stata sospesa per mancanza dei somari, essendo questi intenti allo studio per superare le prove d’esame durante la sessione d’autunno”. Allora si usavano spesso le righe di piombo per far sorridere i lettori: che differenza dalle seriose e spesso pretenziose cronache anche sportive del giorno d’oggi!”.

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Aprile 2019 09:09
 
Firenze, l'atletica, le sue corse, le sue società, la sua lunga storia PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Aprile 2019 14:02

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Questa foto non si riferisce esattamente all'anno 1904 del quale parliamo ma è degli anni di inizio Novecento: secondo Capanni e Cervellati, autori del libro, si dovrebbe trattare di una corsa podistica al campo sportivo dell' Itala al Prato del Quercione alle Cascine

Domenica 14 aprile questa nostra piccola «setta» terrà la sua normale Assemblea annuale, come previsto dallo Statuto. Normale, senza rinnovo delle cariche, un adempimento formale, l’approvazione dei bilanci che il nostro Sindaco Revisore, Tiziano Strinati, professionista fiorentino, socio fondatore indicato, senza scampo, da Aldo Capanni, di cui era amico, l’approvazione della Relazione del Consiglio Direttivo, e poi quattro chiacchiere in famiglia, scambio di libri, estorsione non a mano armata della benedetta quota annuale (una miseria), un arrivederci al prossimo anno, e una frugale colazione per coloro che hanno un po’ più di tempo, pranzo spesso neppure da ricordare vista la banalità del cibo. Quindi tutti a casa.

Sarà così anche stavolta? Siamo sinceri: vorremmo che fosse diversa. Motivo? Sarà la venticinquesima Assemblea, compresa quella costitutiva, il 1º maggio 1994, a Brescia. Ci teniamo, son venticinque anni che resistiamo. Chi l’avrebbe detto? Forse nessuno di noi, dei fondatori intendiamo, quel giorno, in una sala dell’albergo Novotel di Brescia, l’avrebbe neppure immaginato. Abbiamo visto altre aggregazioni similari, con scopi analoghi ai nostri, sorgere e tramontare in spazi temporali molto più brevi. E non siamo solo sopravvissuti, abbiamo anche operato. Soprattutto nella produzione…cartacea, tante le nostre pubblicazioni, in cima a tutte i nove volumetti della storia dei Campionati di atletica nel nostro Paese, a partire da quel primo del 1897, per ora arrivati al 1945.

Ferma qui, se no cadiamo nell’autocelebrativo, e nel patetico. Torniamo a Firenze in questa occasione, come in tante altre in questi 25 anni. La città medicea è stata la nostra casa per tanti anni, fino a quando l’ha gestista quel galantuomo di Aldo Capanni. Fiorentino il primo presidente, Roberto L. Quercetani, maestro a tanti (tutti) di noi. A Firenze fu steso e firmato il primo Statuto, e anche il secondo aggiornato, nel 2016. Di Firenze il nostro attento Sindaco Revisore. A Firenze abbiamo affetti e ricordi.

E, tornandoci adesso, il 14 aprile, abbiamo deciso di rendere omaggio a questa città e alla sua atletica, anche perché per le nostre Assise saremo ospiti di un sodalizio sportivo che ha riempito tante pagine della storia sportiva fiorentina: l’ASSI Giglio Rosso. Abbiamo tolto dallo scaffale il bel volume scritto nel 1996 da Aldo Capanni e Franco Cervellati «Storia dell’atletica a Firenze e nella sua provincia dalle origini al 1945», edito sotto l’egida dell’assessorato allo Sport della Provincia di Firenze, allora retto da un assessore colto e sensibile, Elisabetta Del Lungo. Che ascoltava un altro grande personaggio dell’atletica fiorentina: il mai dimenticato Piero Massai. e in quelle pagine abbiamo attinto brani che andremo pubblicando in questo spazio da oggi fino al 14 aprile.

Iniziamo oggi con il ricordo del primo «Giro Podistico di Firenze». Un breve prologo. Siamo nel 1904, a quei tempi lo sport significava soprattutto ginnastica, che comprendeva anche quelle discipline (salti e lanci) che poi sarebbero entrate nel campo atletico. Di atletica non si parlava, ma di podismo, o meglio sport pedestre, definizione lirica, soprattutto se confrontata con quella odierna di running. Quell’anno Firenze era sta indicata come sede del Concorso Ginnastico Nazionale, che si sarebbe tenuto nel Parco delle Cascine nei primi giorni di giugno. Contemporaneamente, si sarebbero svolti i lavori del Consiglio Federale della Federazione Ginnastica, il sesto Congresso degli insegnanti di ginnastica e il terzo Congresso dei cultori dell’educazione fisica; erano previste anche la inaugurazione della sede della Rari Nantes, gare di nuoto e di canottaggio, e, a conclusione, il «Giro di Firenze» di corsa e di marcia. Era il 6 giugno 1904. E adesso lasciamo parlare il libro di Capanni e Cervellati.

“Il lunedì immediatamente seguente al Concorso Ginnastico, il 6 giugno, la Società Podistica Juventus di Firenze organizzò il Giro di Firenze di corsa e di marcia con l’approvazione della Unione Podistica Italiana (la Federazione di atletica di allora) per «dimostrare il beneficio di una razionale educazione fisica», cui «non poteva e non doveva mancare una vasta affermazione del più popolare degli sport: lo sport pedestre».

“Il percorso era di km. 11,430, da percorrersi per la corsa nel tempo massimo di 50 minuti, e per la marcia di un’ora e venti. Si partiva dalla Porta San Frediano, nel Viale Petrarca, per proseguire per Porta Romana, Viale dei Colli, l’attuale Ponte San Niccolò, i Viali di Circonvallazione, e si arrivava alle Cascine, presso la sede del Club Sportivo. I premi annunciati erano numerosi, e così le categorie in cui si suddividevano i concorrenti: ve n’era anche una riservata ai «monturati», cioè a coloro che, facendo parte di un organismo, prendessero parte alla corsa praticamente in divisa. Così avvenne infatti per alcuni pompieri e per altri militi della «Croce d’Oro», associazione di pubblica assistenza di Firenze.

“La partenza fu data alle 17.35 a 25 corridori e alle 17.45 a ben 75 marciatori, provenienti da tutta Italia: in realtà quasi tutti rimasti appositamente a Firenze dopo il Concorso dei giorni precedenti. Il servizio di controllo, lungo il percorso, fu svolto da ciclisti del club «Audax» di Firenze.

“Nella corsa vinse Angelo Golini, della Lazio di Roma, in 44 minuti, precedendo in volata Aduo Fava, della Fortitudo di Bologna (44 minuti e 3/5). Terzo al traguardo Giovacchino Bacciarini, della Juventus di Firenze, in 45 minuti 15 secondi; quarto Piana, della Fortitudo Bologna, in 46 minuti. Ai fini della premiazione, però, Piana ottenne il terzo posto nella classifica «seniores», e Bacciarini il primo in quella «non classificati».

“Fra i marciatori si impose in un’ora e cinque minuti Romano Zangrilli, un altro atleta della società Lazio di Roma, che così fece l’en plein. Secondo arrivò Umberto Pasquali, della Sempre Avanti Bologna, in un’ora 5 minuti e tre secondi, terzo Luigi Streito, della Andrea Doria di Genova, in un’ora e sei minuti. Per la categoria «non classificati» il primo premio arrise a Gino Bertini, della Juventus Firenze, in un’ora e 11 minuti.

“Anche per il Giro di Firenze le proteste non mancarono. Già numerosi concorrenti furono colti da malore lungo il percorso per il polverone delle strade e per il caldo eccessivo. La Giuria non riuscì subito a dare un ordine di arrivo preciso e la sua redazione fu molto laboriosa. Qualche mese dopo, poi, nacque una forte polemica in seguito all’organizzazione di un’altra gara podistica da parte di un’altra società, e, a seguito di ciò, si lessero sui giornali parole di fuoco per la passata supposta pessima riuscita del «Giro di Firenze»! Come dire, ancora una volta, per Firenze: nulla di nuovo sotto il sole…”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Aprile 2019 14:48
 
Il nostro segretario Alberto Zanetti Lorenzetti esperto di Guerra Fredda PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Aprile 2019 00:00

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Il titolo può sembrare una battuta, in parte lo è. Accantonato il lato scherzoso, resta una sostanza inconfutabile: Alberto Zanetti Lorenzetti ha fatto un fior di libro, trovando il giusto «taglio» per coniugare sport e politica, in una area geografica che è stata un vero e proprio laboratorio di sport e politica. Rivivono nelle pagine arricchite di citazioni, fonti, documenti, le passioni, le militanze ideologiche, le mezze verità e falsità, che hanno caratterizzato quegli anni, fino al 1954.
Abbiamo già avuto occasione di presentare il volume su questo nostro spazio. Oggi diamo brevemente conto della presentazione che si è tenuta a Trieste nella importante sede della I.R.C.I., Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata. E proprio il presidente di questa istituzione, Franco Degrassi, ha fatto gli onori di casa, con una sentita e appassionata introduzione. Dopo di lui, Raul Marsetic, direttore facente funzione del Centro Ricerche Storiche di Rovigno, che ormai da almeno due decenni è una delle mete preferite di Alberto, che già nel 2002 aveva pubblicato una corposa ricerca sullo storia dello sport giuliano-dalmata, grazie all'interessamento del direttore Giovanni Radossi. Ottavio Castellini, a nome dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli", ha tratteggiato la figura di Alberto, i suoi interessi storico-sportivi e le sue pubblicazioni, a cominciare da quella storia della Società Ginnastica Forza e Costanza di Brescia in occasione del centenario di fondazione (1896 -1986) che li vide uniti nella ricerca. Qualche passo saliente di questa nuova pubblicazione è stato illustrato dallo stesso autore. Alcuni interventi dal pubblico hanno sigillato l'evento. Una sola nota non positiva: l'assenza di quasi tutto il mondo sportivo locale, ad eccezione del prof. Franco De Mori, segretario del Comitato regionale Friuli Venezia Giulia della Federazione di atletica.
I lettori interessati che desiderano acquistare il libro possono scrivere a questo indirizzo per avere tutti i ragguagli:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Ci fa piacere ricordare che, per volontà di Alberto e del Centro di Rovigno, la pubblicazione porta anche il logo del nostro Archivio Storico.
 
Nelle immagini: tavolo e pubblico nelle due foto in alto; quindi, in basso da sinistra, Alberto Zanetti Lorenzetti, Raul Marsetic e Franco Degrassi.
Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Aprile 2019 13:56
 
La relazione del Consiglio Direttivo che verrà presentata alla prossima Assemblea PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Marzo 2019 09:43

Su questo indirizzo i soci dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" trovano la Relazione 2018 che il Consiglio Direttivo presenterà domenica 14 aprile, a Firenze, in occasione della Assemblea annuale ordinaria. La riunione si terrà in una Sala Aldo Capanni nella sede della società ASSI Giglio Rosso (qui tutte le indicazioni http://www.assigigliorosso.it/). La presidenza e il Consiglio Direttivo rivolgono un invito a tutti i soci affinchè in questa occasione almeno partecipino alla Assemblea: senza tanto clamore, l'A.S.A.I. taglia il traguardo dei 25 anni di vita e di attività. Vale la pena ricordarsene. O no? 

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Marzo 2019 10:29
 
Lo sapevate? Le elezioni per il presidente della Federatletica anticipate di un anno PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Marzo 2019 10:12

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Eh vabbuò…Volete giocare? E giochiamo, e noi facciamo un titolo canzonatorio. Abbiamo ricevuto il nuovo numero di «Trekkenfild», preceduto da un subdolo invito di Walter Brambilla: domani riceverete…ecc…leggere il pezzo di apertura. Ormai sgamati a tutti i trucchi, ‘sti giornalisti d’assalto. E noi siamo caduti nel trabocchetto, e, appena ricevuto il foglio telematico sopravvissuto alle bizze del vecchio PC di Daniele Perboni, siamo andati avidamente a leggere. Non siamo particolarmente astuti, ma ci è parso che il tono complessivo sia da presa per i fondelli: il personaggio misterioso, la Piattaforma Voltaire, gli intrighi, i portavoce, e via mescolando l’atletica alle avvilenti vicende, che ci fa schifo definire politiche, nazionali.

Noi, per una scelta precisa, non ci occupiamo a tempo pieno delle tristezze odierne, ma abbiamo la testa girata indietro. E ce ne fanno una colpa, ma ce ne può fregá de meno. Che alla presidenza federale vada Ciccio Capuccio, o Pierino Cagafusi, ci interessa meno di niente. Tanto, per la signora federatletica, che sia nazionale, regionale, locale, parrocchiale, il nostro Archivio Storico e le nostre pubblicazioni non sono mai esistite. Anzi, non è vero: siamo esistiti solo per farci tirare per i famosi fondelli, qualche volta non tante. Ci consideriamo eredi di Bruno Bonomelli, neppure la bottiglia brandita da un arrembante consigliere federale che voleva rompergliela sulla testa, lo spaventò e lo zittì.

Manovre elettorali a distanza di diciotto mesi o anche più? Roba da riderci sopra. Questione di omini (pochi), mezz’omini (che c’accontenteremmo), ominicchi, la quarta categoria ve la risparmiano per dovere di educazione ma è affollatissima, e quaquaraqua. Il © è di Leonardo Sciascia, «Il giorno della civetta».

Divertitevi pure, Daniele e Walter con i vostri sfottò. Ma prima di mettere in piedi la Piattaforma Voltaire, assicuratevi che continuino a funzionare i vecchi e stanchi programmi informatici per far uscire «Trekk». Magari chiedendo un po' di soldi a Giggino che è munifico con altre piattaforme. Il resto di questo numero, chi vuole se lo legga cliccando sulla copertina qui sopra.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Marzo 2019 10:50
 
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