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Il nostro socio Vanni Ghiotto ha deciso di esplorare il mondo della pista coperta PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Giugno 2017 13:15

 

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Martedí scorso, 13 giugno, il nostro socio Vanni Ghiotto, di Cornedo Vicentino, ha fatto una puntata a Navazzo per cercare materiali e notizie per avanzare in un lavoro di ricerca che ha intrapreso da tempo: la ricostruzione della cronologia dei primati italiani in pista coperta. Nella "Collezione Ottavio Castellini - Biblioteca internazionale dell'atletica", www.collezioneottaviocastellini.com, che ospita anche la sede dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli", egli ha consultato parecchie annate delle riviste Atletica e Atletica leggera, di cui esistono, in questa sede, le collezioni complete, quella federale dal 1933 a oggi, l'altra dal 1959 al 2001, date di  nascita e chiusura della pubblicazione.

Base inziale del lavoro di Ghiotto il libro fondamentale su questa materia: "The evolution of indoor records in track and field athletics World - Europe - Italy / Cronologia dei primati indoor di atletica leggera mondiali, europei, italiani", compilato, nel 1987, dal francese Jacques Carmelli (tuttora attivo componente della Commissione storico - statistica della Federazione francese), dallo statunitense Steven J. Mc Peek e dal nostro amico e socio Giorgio Malisani, uno dei migliori esperti di atletica in pista coperta. Malisani (che diede un contributo determinante al lavoro di ricerca e compilazione) curò anche la stampa di questa pubblicazione che uscì dai torchi della Tipografia Artigiana di Ferrara. E visto che parliamo di soci che hanno prodotto lavori sull'atletica "al chiuso" ricorderemo tre lavori del  nostro vicepresidente Marco Martini: "European Indoor Athletics" nel 1977 e per due anni (1978 e 1979) un "Annuario Indoor". In occasione dei Campionati Europei Indoor nel 1992 a Genova venne presentato un "European Indoor Handbook" curato da Malisani, Martini, Raul Leoni e Ottavio Castellini, pubblicazione che fu poi richiesta e aggiornata dagli statistici francesi, nel 1994, in occasione dei Campionati Europei al coperto di quell'anno a Paris Bercy.

Parecchie altre pubblicazioni (una sessantina circa) su questa specifica materia sono presenti nella biblioteca di Navazzo: storici e statistici americani, francesi, spagnoli, inglesi, neozelandesi, hanno dedicato tempo e studi all'atletica in pista coperta. Purtroppo la ristrettezza di tempo non ha certo consentito al nostro socio Vanni Ghiotto di consultare nessuna di queste pubblicazioni, al di fuori di alcune annate delle due riviste citate. Ma il suo lavoro, da quanto ci è parso di capire, è ancora in embrione. La sua ricerca punta soprattutto sui dettagli: le caratteristiche della pista, i dati personali del primatista, la sequenza dei salti e dei lanci, la classifica completa della gara. A questo proposito, se qualcuno fra i nostri soci o lettori ha qualche interesse in questa ricerca e intende aiutarlo, può mettersi in contatto direttamente con lui a questo indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Vanni Ghiotto e il padrone di casa nella foto scattata da Elio Forti; a destra la riproduzione del libro, edito nel 1987, di cui fu autore anche il nostro socio Giorgio Malisani

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Giugno 2017 19:37
 
Atletica, vela, podismo, bike per tutti i gusti, nuoto, insomma di tutto, di più PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Giugno 2017 07:30

Gardone Riviera - Il sogno continua. Passa lungo la Via della Seta, fissa il traguardo a Tokyo 2020, obiettivo ambizioso di “Sognando Olympia”, il progetto multi-sport, culturale e territoriale che si ripropone nel segno dei valori olimpici che trovano espressione artistica nel logo, più d’uno, di Roberto Scolari, grafico della Tipografia Apollonio. Uno di questi ha un significato particolare: manine che si aprono, si cercano, per stringersi a significare pace, solidarietà, rispetto, unione, amicizia. Senza distinzioni. Gli stessi che sono metaforicamente rappresentati dall'intreccio dei cinque anelli della bandiera olimpica. Nei prossimi giorni pubblicheremo i diversi lavori di Roberto per il vostro giudizio.

Mani ma anche discipline sportive che si incontrano: atletica leggera, trail running, vela, ciclismo, nuoto, triathlon, un occhio in futuro anche al golf ed altri sport che potrebbero avvicinarsi. Anche occasioni culturali (in fase di definizione alcune serate con oratori che di sport se ne intendono), di approfondimento, conoscenza, divulgazione. Come pure volano di promozione delle bellezze di un territorio, quello dell'Alto Garda e delle zone che gli fanno da corona, che è palcoscenico naturale e ideale della pratica sportiva. Ma anche altrove, in provincia di Brescia (Castenedolo) e in Toscana (Montecatini).   

Si propone per la seconda volta questo progetto che del sogno ha fatto il proprio slogan ma che nella realtà è solidamente quanto consapevolmente calato. Con i piedi ben saldi e con gli occhi ben aperti, nonostante il richiamo alla dimensione onirica, su quanto di bello e positivo lo sport ci sa dare, ma senza girare la testa dall’altra parte sulle umane meschinerie che talvolta, disgraziatamente sempre più spesso, lo sporcano.

Capofila della pattuglia di sognatori a occhi aperti è Ottavio Castellini, che questo slogan “Sognando Olympia” volle per una serata speciale nel bel Palazzo cinquecentesco che si apre sul porto di Gargnano, nel novembre del 2015, presenti campioni come l’olimpionico cubano Alberto Juantorena, e straordinari atleti come Franco Fava, Franco Arese, Gianni Poli, Dario Badinelli, e tanti amici che attorno a lui si strinsero quella sera. Dopo una vita spesa in giro per il mondo, si è legato al territorio gardesano, cittadino onorario per decisione della Amministrazione comunale di Gargnano, ed ora cittadino effettivo, stabilmente di casa a Navazzo, buen retiro dopo 19 anni in forza alla Federazione mondiale di atletica a Montecarlo, e prima sei alla Federazione nazionale a Roma.

Su quella idea coagulò i partners costitutivi del progetto: il Circolo Vela Gargnano, www.centomiglia.it, presieduto da Franco Capuccini, il GS Montegargnano, www.diecimigliadelgarda.net, di cui è presidente Antonio Callegari e forza trainante Aurelio Forti;  e, sul piano culturale, la Collezione Ottavio Castellini - Biblioteca internazionale dell'atletica,  www.collezioneottaviocastellini.com, e l'Archivio Storico dell'Atletica Italiana, intitolato alla memoria dello storico rovatese Bruno Bonomelli, il primo in Italia ad aver dato dignità alla ricerca statistica e documentale su questo sport. Entrambe, Collezione e Archivio, con sede a Navazzo.

L'idea di ripartire si è concretizzata a conclusione di un percorso organizzativo che ha avuto il conforto di “spinte” e richieste arrivate dal territorio, da società e organizzatori che già hanno esposto lo scorso anno gli striscioni di “Sognando Olympia Rio 2016”.  Così è avvenuto in una lunga serie di manifestazioni sportive. Della partita, nel 2016, è stata partner significativa la Federazione provinciale di atletica. Adesione convinta e amichevole quella dell’Associazione del Lavoratori anziani della Cartiera di Toscolano, custodi di quel Museo della Carta che è un gioiellino da visitare e ammirare www.valledellecartiere.it

Accade così che, ancora prima della ripartenza, il vecchio logo del progetto 2016 abbia fatto bella mostra di sé a Toscolano Maderno, che ha proposto una giornata di funamboliche discese dalla collina al lago di atleti in bike, la “Made of Lake Urban Downhill” inserita nel circuito nazionale. Da Montecatini Terme, con trasferta a Firenze sul glorioso campo di atletica dell’A.S.S.I. Giglio Rosso, a inizio giugno, le “Parrocchiadi 2017”, organizzate da don Alessandro, parroco della chiesa di S. Antonio nella cittadina termale, nel ricordo del fratello Aldo. Alla fine tutti i giovanissimi sono stati premiati con le medaglie fatte coniare dall'A.S.A.I. “Aldo Capanni – ricordano gli amici, a dieci anni dalla scomparsa – fu uno dei soci fondatori e ricoprì con dedizione e rigore l'incarico di segretario dell’Archivio Storico fino all'ultimo dei suoi giorni”. La sua figura sarà ricordata anche in occasione della “Diecimiglia del Garda” con uno speciale trofeo dell'Archivio dell'atletica.

Voglia di ripartire, dunque. Verso i Giochi Olimpici giapponesi. Il calendario, bruciando tappe e intenzioni, ha già preso il via. Per il podismo a febbraio scorso con la classica Villa-San Valentino, organizzata dal GSA Gargnano e dal GS Montegargnano, e con la BVG, ormai una classica del trail running che ha visto la partecipazione di circa 700 atleti in rappresentanza di 22 Paesi. A venire, la 44esima “Diecimiglia del Garda” (6 agosto) corsa di grande blasone, e numerosi appuntamenti con le corse del Circuito dell'Hinterland gardesano e della Valle del Chiese.

Pure significativa l'adesione dell'Atletica Virtus Castenedolo, www.virtuscastenedolo.it, il cui calendario propone il 2 settembre l' "European Masters Athletics Teams Meeting Garda Lake”, allo stadio Karol Woytila di Gavardo, e il 29 ottobre l'edizione numero 35 di “Virtus Lancio Story” al Centro sportivo di Castenedolo, tutto dedicato ai lanci classici dell'atletica. In fase di elaborazione una terza iniziativa. Ancora, l'8 ottobre, la “D'Annunzio Run&Bike”, gare di mountain bike e corsa in montagna organizzate da Gardone In Bike e MTB Conca d'Oro.

Caratterizzante la presenza della vela con le regate del Circolo Vela Gargnano, al cui fianco si potrà allineare Univela, il Centro federale di Campione del Garda. A partire dall'appena concluso Campionato nazionale Dolphin, e dalla Centomiglia Classica (1-2 luglio) per le barche datate prima del 1981. Si proseguirà con il Trofeo Gorla (2-3 settembre) e nel fine settimana a seguire (9-10 settembre) con la 67esima “Centomiglia”, considerata la più importante regata in acque interne. Sempre a settembre, il 16 e il 17, nella piazzetta di Bogliaco sport e solidarietà con la Children’sWindCup, in collaborazione con l’ABE (Associazione Bambino Emopatico) di Brescia.

A Toscolano Maderno, è ormai prossima la quarta edizione di XGardaMan (17-18 giugno), triathlon off road, con diverse proposte anche per i più piccoli. La gara è valida come selezione per i Campionati d’Europa. L'1 luglio, poi, è in calendario “Garda Swim”, traversata a nuoto del lago da Torri a Maderno, sette chilometri per atleti di lunghe distanze con presenze da diversi Paesi. Dal 6 al 10 settembre, la “Bike Fest”, settimana dedicata alla bicicletta nelle sue diverse espressioni. Momento clou: la “Vertical3”, ascesa dal lago alla vetta del Monte Pizzocolo (1582 metri), con nuoto, bici e running.

In estate, in data da definire, l'inaugurazione allo stadio comunale di Toscolano Maderno della targa in memoria di Ugo Locatelli, toscolanese e gardesano, campione olimpico nel 1936 a Berlino e campione del mondo nel 1938 a Parigi con la Nazionale di calcio allenata da Vittorio Pozzo.

Per ora. Forse altri eventi sportivi si accoderanno. Nessuno da perdere. Parte da lontano lo sprint di “Sognando Olympia” verso il Sol Levante. Importante è il traguardo, così come il viaggio. Tutto da vivere.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Giugno 2017 07:57
 
Ritrovare nello sport le radici della sua originaria dimensione ludica PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Giugno 2017 12:07

Abbiamo letto un commento di Stefano Bartezzaghi a proposito del congedo (non congedo? ci interessa poco) di Francesco Totti dalla "sua" Roma che riteniamo molto azzeccato. Siamo a pagina 34 del numero 23 del 4 giugno del settimanale "L'Espresso" www.lespresso.it. Scrive l'autore:

Nell'addio alla maglia e alla fascia di capitamo romanista di Francesco Totti, che ha colpito e commosso le platee televisive di domenica 28 maggio, si è notato un aspetto che forse spiega molto del suo personaggio. Sappiamo che non ha deciso lui di lasciare, ma la società non gli ha proposto un nuovo contratto per quella che si chiama «scelta tecnica». È il professionismo: la logica che, cruda e inevitabile, impone il ritiro allo sportivo che non ha più l'età per prevalere, almeno ai livelli massimi, così come dovrebbe suggerirlo al comico che non fa più ridere, all'attore che non affascina più, allo scrittore rimasto senza idee, all'entertainer che ha perso la sua presa sul pubblico.

La parola chiave della lettera letta da Totti allo Stadio Olimpico era però diversa da «professionismo»; anzi era contraria. «Gioco»: non professione, ma diletto. Non: uomo troppo vecchio per giocare; ma: bambino diventato uomo. Possiamo leggere quei passaggi come concessioni a una retorica facile e popolare: il bambino, la mamma, il gioco, il sogno. Ma non sono gli unici ingredienti, perchè poi, se pensiamo alla figura di Totti per come l'abbiamo conosciuta in tutti questi anni, si vede che la dimensione del gioco non è mai stata soffocata da quella divistica dello sport. Insomma, ci si è sempre divertito. Persino un grandissimo giocatore gioca, se sa farlo.

Non abbiamo chiesto autorizzazione né a Bartezzaghi né a "L'Espresso" per riprodurre questo commento sul nostro povero sitarello. Speriamo non prendano cappello. A noi le non molte parole dell'autore sono piaciute molto e, crediamo, dovrebbero far riflettere tutti quelli che dentro lo sport hanno qualche ruolo: giocatori-atleti, allenatori, dirigenti, arbitri e giudici, giornalisti e scrivani. Davvero: la "dimensione divistica" ci ha "rotto". Ritroviamo, tutti, le radici di questo grande fenomeno umano che si chiama sport, radici culturali, religiose, etiche. Magari chiediamo aiuto al nostro amico Marco Martini, che è uno che se ne intende. E, soprattutto, divertiamoci.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Giugno 2017 13:56
 
Scuola, il mantra ossessivo che rimane sempre senza una risposta vera PDF Stampa E-mail
Domenica 11 Giugno 2017 17:13

Nelle ultime settimane qualcuno di noi dell'A.S.A.I ha preso parte a incontri, presentazioni, conferenze stampa. Immancabilmente si alza il solito originalone che pone l'amletico dilemma: ma che cosa fate per i ragazzi delle scuole? Oppure ti imbatti in un tale che vuole portare i ragazzi/e ad ascoltare conferenze sulla storia dello sport. Senza mancare di rispetto a nessuno (anche se francamente verrebbe la voglia di essere un po' rudi) vogliamo dire la nostra e porre una semplice domanda: coloro che, ad ogni livello, sono preposti alla promozione e gestione dello sport, di tutti gli sport, ma noi vogliamo limitarci al nostro, che cosa fanno in concreto per i giovani studenti delle elementari, delle medie, anche delle superiori? Quale strategia culturale hanno elaborato per attirare i giovani? La cosa ridicolissima è che lo chiedono a noi, loro che si sono fatti eleggere qua e lá, a volte facendo anche maccheggi per arrivare a presentarsi con tanto di biglietto da visita. La stessa solfa dei politici amministratori locali: vorrei vedere te al mio posto...ma non si schiodano.

Noi ci occupiamo di storia dell'atletica italiana, punto. Non abbiamo responsabilità di altro tipo, men che meno di andare nelle scuole a raccontare chi era Berruti, o Consolini, o Mennea, o Emilio Lunghi, o Dorando Pietri. Non dobbiamo riempire sedie. Non gliene fregherebbe niente a nessuno. Dice: che pessimisti che siete. Davvero? Allora ascoltate questa. Poche settimane fa, ci siamo seduti per una piacevole chiacchierata con un grande campione dell'atletica bresciana e, udite udite, si è parlato di scuola, della sua esperienza attuale, del suo coinvolgimento in un programma di incontri con scolaresche. "Tempo perso, non ti ascoltano, talvolta, spesso, sono maleducati, non hanno la minima idea di cosa parli e quindi non rivolgono domande, non hanno le basi. E questo lo addebito alla impreparazione degli insegnanti che non fanno nulla per introdurre i ragazzi all'incontro. La stragrande maggioranza continua a giocare con i telefonini, alcuni si stravaccano, si spintonano, chiacchierano tra di loro. Un vero casino!".

Maleducazione a parte, ormai leitmotiv della vita quotidiana, giovani, non giovani, diversamente giovani, è la mancanza di cultura quella che impressiona, ma non tanto dei ragazzi quanto di chi dovrebbe essere la cinghia di trasmissione della cultura, in questo caso sportiva. Chi risponde correttamente a questa domanda, riceverà un poster di una foto di un nostro socio quando recitava al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Secondo voi quante copie hanno acquistato la Federazione nazionale, quelle regionali, quelle provinciali, della nostra storia dei Campionati italiani di atletica? Quante sono le società di atletica in Italia che in 23 anni (avete letto bene: ventitrè) hanno speso 20 - 30 Euro per l'acquisto di un paio di libri editi dal nostro Archivio? Quante sono le Istituzioni e i Club che a fine anno invece di distribuire orripilanti pezzi di latta e di marmo che chiamano trofei hanno distribuito libri di atletica? Il nostro socio Marco Martini ha dato alle stampe di tasca sua un libro affascinante su Adolfo Consolini, di cui ricorre il centenario della nascita, quante copie gli sono state richieste dai paludati gestori dello Sport Italiano (lettere iniziali volutamente maiuscole)? Non si sono neppure accorti che esiste il libro...Lo stesso hanno fatto Gabriele Manfredini, Alberto Zanetti Lorenzetti, e altri. Biblioteche sportive? Ma esistono? Sì, solamente se possono mettere le mani su lasciti o donazioni, agratis beninteso, diversamente non comprano un foglio di carta. Le riviste federali? Bollettini promozionali dei presidenti con il loro paludato "editoriale", ma quando la pianterete? Serve qualche migliaio di Euro per viaggi e alberghi? Si cancellano riviste, annuari, le pubblicazioni periodiche diventano solo 2 - 3 l'anno, numeri doppi, tripli, quadrupli. Non parliamo solo dell'Italia, è lo stesso in tutto il mondo. E per giustificarsi ti dicono "oggi c'è Internet". I soldi, tanti, per rifare periodicamente i siti, quelli non mancano mai.

Dice: avete il dente avvelenato perchè non comprano i vostri libercoli. No, no no: siamo andati avanti 23 anni mettendo le mani nelle nostre tasche, andiamo avanti ancora. Però nelle scuole andateci voi che avete una bella voce. Oppure, e chiudiamo, andate a chiedere consigli al Circolo Vela Gargnano, e questo vi sarebbe utile. In un suo recente articolo, Sandro Pellegrini, lo scriba erudito, ha fatto sapere:"...La regata si inserisce nelle iniziative rivolte al mondo dei ragazzi. Proprio in queste settimane il Circolo Vela Gargnano è nel pieno dell’attività di "VelaScuola", una serie di giornate che vedono coinvolti i piccoli delle scuole elementari e medie di Gargnano e di Tignale. VelaScuola è il progetto della Federazione Italiana Vela, in collaborazione con il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), che consente allo sport della vela di entrare nelle scuole durante l’orario scolastico. Alla fine di questo ciclo saranno quasi 300 i ragazzi che hanno frequentato le lezioni al porticciolo di Bogliaco di Gargnano. Il principale obiettivo del progetto consiste nello sviluppo di una cultura nautica tra gli alunni delle scuole". Cultura, capito? Alla fine, di questi 300 ragazzini magari saranno in pochi che continueranno ad andare in barca, costa il mezzo. Ma avranno imparato i nomi delle vele, dei venti, tanti, che soffiano sul lago di Garda, guarderanno con altri occhi le distese di vele che nei fine settimana rendono vive e vivaci le acque benacensi.

Ma perchè perdiamo tempo?

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Giugno 2017 04:48
 
I venti spingono le vele sul Garda e alitano sulla fantasia di chi ama i valori olimpici PDF Stampa E-mail
Venerdì 09 Giugno 2017 11:42

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L'amico Enzo Gallotta, giornalista, gardesano di Toscolano Maderno, uno dei promotori di "Sognando Olympia", ha scritto per noi:

Terso il cielo, lustro d’azzurro. Gardesano doc. Così il lago - sullo sfondo l’Isola e la Rocca di Manerba - increspato da un “Peler”, vento dal nord, meno ruvido dei giorni rapaci di rabbia radente. Panorama capace di stupire, colpo d’occhio da cartolina, di riguardo, per rappresentanti di Istituzioni, addetti ai lavori dell’informazione, amici e sodali che si sono ritrovati nel Salone d’Onore dell’ex Casinò di Gardone Riviera. Palazzina liberty d’altri tempi, ora sede del Consorzio di promozione turistica Lago di Garda-Lombardia, messa a disposizione per l’occasione quale proscenio di prestigio per la conferenza stampa di presentazione del progetto multisport, culturale e territoriale “Sognando Olympia Tokyo 2020”.

Dopo il saluto del direttore del Consorzio, Marco Girardi, parola a Ottavio Castellini, capocordata del progetto. Che allinea quali partner promotori il Circolo Vela Gargnano, presieduto da Francesco Capuccini, affiancato da Sandro Pellegrini, giornalista e autentica memoria storica della vela; il GS Montegargnano, di cui è presidente Antonio Callegari e motore infaticabile Aurelio Forti; l’Archivio Storico dell’Atletica Italiana “Bruno Bonomelli” e la Collezione Ottavio Castellini - Biblioteca Internazionale dell’Atletica. Poker di prestigio calato, una volta ancora, per la promozione dello sport, dello spirito olimpico, dei suoi valori. A fianco, la disponibilità (già prestata e in conto futuro prossimo) di Univela, il Centro velico federale di Campione del Garda. Che nei giorni scorsi ha intitolato al campione olimpico Valentyn Mankin le sue sale didattiche.

Prologo alla “vetrina” olimpica, la presentazione del Campionato nazionale “Dolphin”, in calendario dal 9 all’11 giugno, sul campo di regata nelle acque prospicienti la sede del Circolo Vela Gargnano a Bogliaco. A proporne il ruolino di marcia, il segretario zonale della Classe Dolphin, Flavio Bocchio, affiancato dal presidente Francesco Crippa e dallo stazzatore Ugo Colosio. A seguire, passerella per la “Centomiglia Classica”, in programma l’1 e 2 luglio a Gargnano, per le imbarcazioni d’epoca, con spartiacque fissato al 1981.

Poi, spazio a Olympia e ai sognatori, che, comunque, tengono gli occhi ben aperti. Con Roberto Scolari, grafico della Tipografia Apollonio, in Brescia, ad esporre il significato delle tre proposte di nuovo logo per il progetto, che sarà probabilmente scelto dopo una consultazione affidata al pubblico di altri navigatori, questa volta sul web. Le tre proposte grafiche verranno pubblicate su questo sito, e non solo, nei prossimi giorni.

Franco Ghitti, ideatore e promotore dell’ultratrail BVG (75 chilometri, 4500 metri di disvilelli), che si correrà il prossimo anno l’8 aprile sulla Bassa Via del Garda, ha spiegato l’acronimo e raccontato i “perché” dell’avventura, finalizzata soprattutto alla conoscenza dell’entroterra dell’Alto Garda, che ha visto impegnati nell’ultima edizione circa 700 atleti in rappresentanza di 22 Paesi e 350 volontari dislocati sul percorso fra Salò e Limone.

Fra i presenti, il delegato allo Sport del Comune di Toscolano Maderno, Alessandro Comincioli; il consigliere regionale Fidal, Virginio Soffientini; Ermino Rozzini, in rappresentanza dell’Atletica Virtus Castenedolo che organizzerà due eventi (forse tre…) del progetto; Franco Todesco, già presidente della Comunità del Garda e amico di “Sognando Olympia”. Non è mancato all’appuntamento Gianni Marchetti, presidente del Gruppo Lavoratori Anziani della Cartiera di Toscolano, attivo sul fronte della memoria storica e della conservazione di un’arte antica al Museo della Carta, nella Valle della Cartiere, a Toscolano. Ancora, Franco Mondini, giornalista gargnanese, tra gli amici del progetto. Parte attiva hanno poi avuto, per parte del Consorzio, la dott.ssa Marta Cobelli e Gianluca Ginepro, giornalista addetto alle pubbliche relazioni. Presenti anche alcuni soci della A.S.A.I.: il segretario Alberto Zanetti Lorenzetti, la signora Rosa Valzelli, Giuseppina e Luciano Peiano, oltre ai già citati Elio Forti, Erminio Rozzini e Ottavio Castellini, il quale a domanda circa il coinvolgimento di altri sport, organizzazioni, Federazioni sportive, Amministrazioni locali, ha risposto a tutto tondo:” Sognando Olympia è un progetto aperto, c’è spazio per chi vuole entrare, porte aperte”.

Nelle foto di Elio Forti, una "cartolina" di normale bellezza del lago di Garda e alcuni "scatti" sulla sala della presentazione all'ex Casinò Municipale di Gardone Riviera.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Giugno 2017 23:10
 
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