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Dalla sfida Francia - Inghilterra del 1898 nacque l'idea del «Cross delle Nazioni» PDF Print E-mail
Tuesday, 17 March 2020 07:26

«Bonjour à toutes et à tous, la Commission Documentation et Histoire de la Fédération Française d'Athlétisme a le plaisir de vous adresser la 101ème newsletter qui vous présente le résumé des études réalisées ou mises à jour au cours du mois de février dernier. Vous pouvez les consulter plus en détail en ouvrant le lien suivant :  http://cdm.athle.com/», ci scrive, come sempre, Gilbert Rosillo.

Abbiamo girato pagina, superata la boa dei 100 numeri, ecco il primo di quelli che vengono dopo il 100, e tanti altri ce ne saranno, ne siam sicuri. «L'Edito» di Luc Vollard ci rinfresca la memoria su un avvenimento di 122 anni fa (fra tre giorni, 20 marzo). Un avvenimento che, per noi che...c'eravamo, ha un particolare significato. Ci ricorda la nascita di un evento che ha fatto da ostetrica ad una delle manifestazioni più affascinanti dell'atletica: il «Cross delle Nazioni», poi sostituito ma mai completamente rimpianzato dal Campionato del mondo della Federatletica mondiale, che, semmai, ha contribuito a declassarlo e a metterlo in sofferenza rispetto a corse su strada noiose e ripetitive, ma remunerative. 

Leggete Luc e la cronaca di quel giorno di marzo di 122 anni fa. E non leggete solo quello, ci sono altri argomenti interessanti.

EDITO - C'EST ARRIVÉ EN MARS ... 1898
Rédacteur Luc Vollard

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A l’issue du Xème National le 6 mars 1898, impressionné par l’allure des vainqueurs, Léon Manaud, président de la commission de course à pied de l’USFSA proposa à son homologue de la National Cross Country Union d’Angleterre d’envoyer en France ses huit meilleurs spécialistes pour affronter les nôtres. Il était en effet temps de comparer la valeur des athlètes des nations séparées par la Manche et la date du 20 mars ... ... en lire plus sur la page d'accueil du site où dans la colonne de gauche Editos

MISE A JOUR
Records des Championnats de France
- Championnats de France en salle Epreuves Combinées, Marche Jeunes, Nationaux, Cadets, Juniors et Espoirs, 17 records des championnats.
- Championnats de France des lancers longs hivernaux,  4 records des championnats.
Accès direct : CHAMPIONNATS DE FRANCE   points 3 et 4
A suivre les France Elite dans la semaine.
- Meetings Salle
A consulter dans  PALMARÈS DIVERS   

MISE A JOUR DU SITE 
En complément des mises à jour indiquées dans le paragraphe ci-dessus vous pouvez accéder aux divers dossier à partir du lien situé en haut et à droite de la page d'accueil : Mises à jour du site
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LETTRE MENSUELLE CDH
Elle se trouve sur la colonne de gauche sous format PDF : http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=39695

LA CDH ITALIENNE
Un site équivalent à la CDH française, mais réalisé pour l'Italie.
A découvrir absolument http://www.asaibrunobonomelli.it/

INFOS PRATIQUES : LES REVUES FFA
La revue fédérale Athlétisme Magazine en partenariat avec la BNF a mis en ligne tous les numéros du magazine officiel de la FFA de 1921 à 2000.
Les revues sont accessibles à partir de la page d'accueil du site, colonne de droite.
Excellente visite sur notre site. Merci pour votre fidélité.

Last Updated on Tuesday, 17 March 2020 15:15
 
Vi auguriamo, ci auguriamo, di venirne fuori senza troppi danni PDF Print E-mail
Sunday, 15 March 2020 12:03

Desideriamo far giungere a tutti i nostri soci e agli utenti del nostro sito, e a noi stessi, l'espressione di un sentimento di solidarietà per il doloroso e pericoloso momento che la nostra società tutta sta vivendo. Una società impreparata, purtroppo addomesticata e addormentata da un classe politica incapace, incompetente, avvinghiata al suo diabolico potere, spesso sfacciatamente ladrona. Ma anche noi, individui egoisti non più cittadini di un consesso di altri cittadini, siamo pienamente responsabili per il disinteresse verso la cosa pubblica, per l'egoismo dilagante, per l'edonismo personale rifiutando di vedere quello che ci passa vicino. Vogliamo solo soluzioni, ma non vogliamo partecipare alla formazione del consenso. E allora tutti in fila agli skilift in Trentino per una giornata sulle piste innevate. E i botegher a difendere il loro business, per un pugno di euro. Clint / Joe salvaci tu dagli idioti!

E lo sport? Dove lasciamo questo falso «mito» di una attività umana, questa «sovrastruttura» che è o dovebbe essere gioco, che si ammanta, esteriormente, dei migliori sentimenti e invece, interiormente, è contagiata dalle stesse metastasi di tutto il resto della società: affarismo, imbroglio, the show must go on a tutti i costi, passando sopra a qualsiasi elementare sentimento di solidarietà. Non si sa ancora come va a finire la storia del virus, nessuno veramente lo sa, ma lo sport entra in trincea. Ci sono volute settimane per capire che bisognava stopparlo del tutto: porte aperte, porte chiuse, diatribe, discussioni, io non gioco a porte chiuse, stomachevole. D'altra parte anche lo sport, ovunque, è manipolato da ominicchi interessati soprattutto ai loro privilegi, ai cazzi loro, per dirla con un modernismo.

Noi non facciamo parte di questo Barnum (il circo era divertente, però) e continueremo sulla nostra solitaria e accidentata strada di viandanti inascoltati, quando non derisi. Poveretti, ma non pezzenti. Cercheremo, come abbiamo fatto fino a oggi - pur con qualche pausa - di offrirvi motivi per ricordare, riscoprire, oppure imparare, qualcosa di questo nostro sport del tempo che ci siamo lasciati alle spalle. E se, vedi mai, qualche socio avesse nel cassetto qualche storia, episodio, biografia, di atleti locali, soprattutto di quelli minori, dei famosi si sa tutto o quasi, ce li faccia avere. Intanto la nostra redazione, rintanata nella sua torre d'avorio impenetrabile - speriamo - produrrà quello che può secondo le sue capacità.

Difendetevi, amici, difendetevi, prima di tutto usando il cervello. Per voi e per gli altri. Dovremmo farcela, anche senza invaderci di unutili post.it o di stonatissimi concerti dalle finestre e dalle terrazze. Possibile che ormai anche la tragedia debba trasformarsi sempre in self-esibizione? Con la complicità di una stampa che anche in questa occasione si è dimostrata esibizionista, incompetente, incapace, e avida di trovare la frase ad effetto per attaccare il «pezzo». Perchè non organizziamo in suo dis-onore un bel concerto di pernacchie?

Auguri a tutti! Ma proprio a tutti!

The Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli» wish all the best to all its friends around the World in this dangerous moment for the health of many persons. We are near our Friends in France, Spain, United States, China, Japan, Sweden, Germany, Hungary, Poland, Kenya, South Africa, Switzerland, Australia, Czech Republic, Austria. Really all around the World. We hope to win, sure we will fight together!

Last Updated on Monday, 16 March 2020 22:26
 
Per ora la data (9 - 10 maggio) della nostra Assemblea annuale è mantenuta PDF Print E-mail
Tuesday, 10 March 2020 08:40

Facciamo finta che...Che tutto vada per il meglio e che la batosta del virus «coronato» si attenui, si risolva, sia solo un brutto ricordo, in tempi non troppo lunghi. È una speranza, e, in sintonia con un antico detto, «Chi vive sperando, muore cantando». Intanto nel Wuhan stanno smantellando gli ospedali provvisori per curare i malati, le tendopoli mediche per far fronte alla emergenza. Auguriamoci che il nostro Paese non sia da meno.

Ci parrebbe superfluo fare previsioni in questo momento di ardue decisioni. Ma visto che abbiamo ricevuto alcune telefonate con richiesta di chiarimenti (?), e allora chiariamo:

- l'appuntamento milanese per ricordare i cento anni della nascita di Carlo Monti (24 marzo) ha dovuto essere annullato, lapalissiano per quasi tutti. D'intesa con Fabio Monti confermiamo che il ricordo si farà, quando sarà possibile. E ci daremo premura di comunicarlo;

- per quanto attiene la nostra Assemblea annuale (Toscolano Maderno, Museo della carta, domenica 10 maggio) per ora manteniamo la data, in attesa degli sviluppi. Il giorno precedente, sabato 9, stessa sede, abbiamo ideato un convegno storico - sportivo, e gli amici che lo stanno preparando portano avanti le varie iniziative organizzative. Se dovessimo spostare i due eventi, lo faremo. Che dire di più? 

Last Updated on Tuesday, 10 March 2020 08:56
 
Trekkenfild numero 79: e adesso in pista entrano anche l'avvocato e Pinocchio PDF Print E-mail
Monday, 09 March 2020 08:19

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In questo numero, Daniele Perboni racconta, con ironia ma anche con amarezza, una vicenda che è proprio figlia di questi tempi nei quali trionfa l'intolleranza. In questo articolo di Perboni si narra di un tale che ha preso cappello per essere stato definito «grillo parlante», e si è rivolto ad un leguleio per difendere la sua onorabilità. Che tristezza! Se non si è capaci di sopportare gli sfottò e il sarcasmo è meglio fare a meno di smaniare per avere poltrone, poltroncine e strapuntini su cui sistemarsi. E poi... e poi: in questa storia, già di per sè avvilente, c'è un aspetto quasi comico. Sì, perchè tanto il presunto insultato che il suo difensore dimostrano di non aver mai letto Pinocchio. Il Grillo Parlante della favola è un personaggio positivo, che rappresenta la saggezza delle persone di buon senso, che dà buoni consigli. Quindi, se c'è qualcuno che deve sentirsi offeso e necessita di tutela legale è proprio il Grillo Parlante, figlio della fantasia di Carlo Collodi, spesso associato a personaggi discutibili! D'ora in poi dovrà fare molta attenzione, ha già avuto cattive esperienze con il corvo e la civetta. Daniele, fai un bel gesto: regala due copie di «Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino» a colui che dice di essere stato offeso e al suo difensore.

Walter Brambilla, il compagno di merende di Perboni (adesso mi daranno querela per averli insultati) continua a raccontarci la telenovela delle future elezioni federalfidaline alla presidenza. Tra le righe ce ne sono due o tre che hanno attirato la nostra attenzione, dicono che gli aderenti a un certo gruppo di pressione «hanno fatto sapere che il loro programma può essere realizzato in non meno di due mandati presidenziali...». Da quel «in non meno di» deduciamo che chi ci sta deve impegnarsi a sostenere i proprii rappresentanti per almeno otto anni, e, chissà, magari cambiare le regole e introdurre un terzo mandato. Vi ricordate quando, una trentina d'anni fa, era un fiore all'occhiello far scrivere dal ghostwriter di turno che una delle battaglie innovative era per introdurre la limitazione a un massimo di due mandati? E certo, l'importante era, in quel momento, togliersi di torno l'ingombrante Primo Nebiolo. Subito dopo, se ne sono dimenticati tutti. Anche quelli che in pubblico avevano dichiarato di voler fare al massimo un mandato. Altra considerazione: vien da pensare che la nostra atletica è ridotta ben male se per realizzare un programma servono «non meno di due mandati presidenziali»...Neanche il Presidente della Repubblica (sette anni).

La parte seria di questo numero è riservata ai commenti sui Campionati nazionali in pista coperta. Scusate amici: ma non potevate scegliere un'altra foto per la copertina? Questa fa davvero un cattivo servizio alla signorina che vi è ritratta. Piantiamola tutti (atleti, fotografi, giornali) con questi urlacci scomposti, deformanti, e ritorniamo a espressioni di gioia, che siano di gioia, non che spaventino i bambini.

Last Updated on Monday, 09 March 2020 20:28
 
E questi chi è? Io sono Falconi, un quattrocentista...dell'Ottocento. Desidererei... PDF Print E-mail
Wednesday, 04 March 2020 09:37

"Godibilissimo il «Tuttosport edizione Carlìn». Due chicchette dal giornale di giovedì 13 settembre. In prima pagina c'è una serie di caricature uscite dalla matita del disegnatore di Cuorgné, fra le quali spunta la faccia del geom. Aldo Falconi, bresciano, inarrestabile nel suo genuino entusiasmo. Carlìn lo mette fra i suoi ritratti e nel «pezzo» sottostante scrive:

"E questi chi è?

"Io sono Falconi, un quattrocentista...dell'Ottocento. Desidererei soltanto che dicesse una parola della mia società, la «Forza e Costanza» di Brescia. Fa tutto da sola, manda gli atleti a tutte le gare, è la società di Paterlini, diretta dal commendator Fontana Pietro, nessuno ne parla...

" Ma sì: io ne parlo".

Questo gustoso episodio è riportato in un libercolo edito, nel 1995, da un nostro socio, col titolo «1945, disordinate storielle pedestri, sportive e di costume di un anno che ha cambiato il mondo». E basterebbe quell'episodio riportato dal foglio sportivo torinese per tratteggiare il ritratto di un uomo entusiasta, pieno di vitalità, generoso di suo. E se volessimo pensare al significato della etichetta «uomo di sport», ecco, il geom. Aldo Falconi da Cossirano, Franciacorta, rappresenterebbe l'immagine più nitida.

Di Aldo Falconi ricorre oggi, 4 marzo, il centenario della nascita. Siamo onorati di poter dire che la famiglia, in primis il figlio Bernardo, ha individuato nel nostro Archivio Storico il tramite per ricordare la figura di suo padre. E ci ha fatto dono delle riproduzione dell'enorme materiale fotografico di proprietà della famiglia. Un onore, e una responsabilità: speriamo di essere degni, minimamente, di questa fiducia. E di poter proseguire questo bel rapporto, che gratifica anche il nostro impegno per l'Archivio Storico, che fra i suoi elmenti costitutivi ha proprio il recupero e la conservazione di materiali e storie del passato.

Oggi, il ricordo della figura del geom. Aldo Falconi è affidato alla penna - lo si diceva una volta, fra poco non esisteranno più neppure le penne - di Alberto Zanetti Lorenzetti. Ed è non senza qualche fremito d'emozione che chi ha conosciuto quest'uomo leggerà queste belle righe.

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La pagina iniziale di un diario ormai ingiallito ci ricorda l’epoca delle aule scolastiche con i banchi in legno, i quaderni a righe o a quadretti dalle suggestive copertine, le cannucce con il pennino da intingere nell’inchiostro del calamaio. Inchiostro che racconta l’entusiasmo di un ragazzo nato a Cossirano il 4 marzo 1920, che già aveva nel sangue la passione per lo sport. E, riga dopo riga, sono snocciolate le prime gare dell’adolescenza fino ad arrivare al fondo della pagina dove, implacabile, giunge la correzione del maestro. Non un maestro qualsiasi, ma il “maestro d’atletica” Bruno Bonomelli che precisa la data della gara che il diciassettenne Aldo aveva fatto in quel di Rovato.

Quelli dell’esordio di Aldo Falconi non erano tempi particolarmente brillanti per l’atletica in provincia di Brescia. Magri i risultati e pochi gli atleti di spicco. Forse val la pena di citare solo Sandro Calvesi, che tra l’altro vestiva la maglia dell’ASSI Giglio Rosso di Firenze, e il saltatore con l’asta Primo Franzoni. Qualcosa però si stava muovendo con un nuovo gruppo di atleti che stava maturando più in fretta dei sodalizi sportivi che avrebbero dovuto assisterli. Testimonianza di questo è proprio la storia di Aldo che, dopo le prime competizioni con la maglia degli istituti scolastici e delle strutture sportive giovanili del regime, per esprimere il proprio talento dovette trovarsi una società a Milano, la Oberdan Pro Patria. E fu così anche per Italo Longinotti, suo compagno di squadra, per Bruno Bonomelli, accasato al GUF Milano dopo il rientro dalla guerra d’Etiopia, mentre approdarono al G.S. Baracca l’astista Franzoni e il discobolo Pontoglio, più conosciuto negli anni a seguire come padre Onorio, il rettore dell’Istituto Franciscanum di Brescia, sede negli anni ’50 e ’60 dei raduni federali gestiti da Sandro Calvesi.

Il periodo trascorso con il sodalizio milanese fu ricco di soddisfazioni. In una squadra forte degli elementi del calibro di Beccali, Toetti, Ferrario, Caldana, Maffeis, Redaelli, Gasti e Drei vinse il Campionato nazionale di società del 1938 e 1939, prevalentemente ompegnato nella formazione della staffetta 4x400 metri. Negli anni successivi lo raggiunsero alla Oberdan Pro Patria altri due bresciani di valore: il velocista Luigi Bettini, all’epoca giovane studente di medicina poi divenuto stimatissimo oculista, e Gino Paterlini, campione e compagno di futuri successi, nonché collega nell’albo dei geometri.

La guerra lo portò a vestire la divisa di artigliere e, quando finalmente fucili e cannoni tacquero, partecipò alla ricostruzione dell’atletica bresciana. Improvvisamente la Società Ginnastica Forza e Costanza di Brescia, grazie al rientro degli atleti che avevano vestito la maglia di società di fuori della provincia, si trovò ad essere uno dei più forti sodalizi italiani, tanto da collocarsi al primo posto nella graduatoria per società ai Campionati nazionali disputati a Bologna il 20 e 21 ottobre davanti alla Giovinezza di Trieste, che avrebbe vinto lo scudetto nell’edizione 1946 e 1948, e a collezionare tre titoli nazionali grazie allo straripante Gino Paterlini (400 metri piani e ad ostacoli) e alla staffetta 4x400 metri composta da Aldo Falconi, Rolando “Trulli” Squassina, Luciano Paterlini e il fratello Gino, che nell’ultima frazione annullò uno svantaggio abissale a spese del malcapitato Rocca del Dopolavoro Curiel di Milano. Fu la riconferma di quanto era avvenuto poco meno di un mese prima ai Campionati Alta Italia a Genova, quando si ebbero le stesse vittorie individuali e di staffetta. Per Aldo fu l’apice della carriera, che si concluse nel 1947.

Le sue vicende agonistiche ebbero un’interessante appendice. La storia di Brescia nel campo delle quattro ruote vanta una tradizione che affonda le radici nella “Settimana automobilistica” di inizio Novecento, passando per il primo Gran Premio d’Italia disputato nel 1921 alla Fascia d’Oro di Montichiari, fino ad arrivare alla Mille Miglia. Il sogno di ogni sportivo bresciano era quello di partecipare alla corsa ideata da Aymo Maggi e Renzo Castagneto, e nel 1954, XXI edizione, Aldo lo realizzò mettendosi alla guida di una Fiat 1100 Turismo Veloce avendo come compagno d’avventura nientemeno che Tonino Siddi. La vittoria andò ad Alberto Ascari, che con la Lancia D24 inflisse più di mezzora di distacco alla Ferrari 500 Mondial di Vittorio Marzotto. I due atleti prestati al volante percorsero i 1.597 chilometri della gara in 15 ore 39’49”, novantaduesimi in classifica generale su 378 partenti e ventunesimi nella graduatoria della categoria Turismo.

Prima che per l’atletica, fu dirigente nel mondo del calcio; già dal 1947 l’Aurora di Travagliato lo ebbe nel direttivo fino ad eleggerlo presidente, avendo la soddisfazione di guadagnare tre promozioni, l’ultima delle quali – alla Serie C – rinunciata per il troppo oneroso impegno economico che ne sarebbe derivato. Su invito del sindaco Bruno Boni, che ebbe un ruolo determinante nella soluzione della crisi del Brescia Calcio all’indomani dell’abbandono della società di Carlino Beretta, nel 1961 divenne consigliere della principale squadra calcistica bresciana. 

Nel 1950 lo troviamo a fianco di Sandro Calvesi al momento della nascita dell’Atletica Brescia, sodalizio che lo ebbe nell’organico dirigenziale – ricoprendo anche l’incarico di presidente dal 1957 al 1960 – fino al 1972. Nel suo paese di residenza, Paderno Franciacorta, si fece promotore della costruzione di un centro sportivo che fu inaugurato nel maggio 1982 alla presenza di Livio Berruti. Intitolato alla memoria dell’amico Calvesi, all’impianto fu aggiunto anche il suo nome all’indomani della scomparsa, avvenuta il 28 agosto 1989. 

È giusto che questo personaggio venga ricordato accanto ad altri dirigenti bresciani come Aymo Maggi, padre della «Mille Miglia», Aldo Invernici, patriarca del rugby, Carlino Beretta, storico presidente del Brescia Calcio e Commissario tecnico della Nazionale azzurra dal 1951 al 1953, Bruno Boni, il sindaco più sportivo nella storia della Leonessa d’Italia, Sandro Calvesi e Bruno Bonomelli. Figure più note, ma rispetto alle quali Aldo Falconi non fu certo inferiore per la dedizione, l’entusiasmo e la generosità, anche in termini economici, che diede allo sport per tutta la vita. 

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Nella foto in alto, sopra lo scritto di Alberto Zanetti Lorenzetti, la prima pagina del diario che il giovane Aldo compilò riportando diligentemente tutte le sue gare

Qui a fianco: Aldo, a destra, con il suo amico Gino Paterlini.

Sotto: a bordo della Fiat 1100 Turismo Veloce sulla rampa di lancio della «Mille Miglia» automobilistica.

Suo compagno di avventura un altro atleta che con Aldo aveva diviso tanti momenti agonistici Il giorno della inaugurazione del Campo Sportivo di Paderno Franciacorta, nel 1982. Per l'occasione Aldo si era prodigato per avere la presenza del campione olimpico Livio Berruti

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Last Updated on Thursday, 05 March 2020 16:56
 
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