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Da Navazzo a Nazaré, passando per Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima PDF Stampa E-mail
Sabato 01 Settembre 2018 13:06

Elio Forti è socio del nostro Archivio Storico. Elio Forti è nostro socio «storico», intendendosi che ha aderito alla nostra setta atletico-carbonara poco dopo la cerimonia di iniziazione. Elio Forti è un socio che ha fatto tanto per la A.S.A.I. nel suo stile sobrio e taciturno. Tanto per dire, fu il primo nella assemblea del 2007, a poche settimane dal commiato di Aldo Capanni, a chiedere l'autorizzazione a intitolare al nostro amico fiorentino il trofeo che premiava il vincitore della gara podistica nazionale «Diecimiglia del Garda», e lo ha fatto per undici anni, fino al 2017. Gara podistica che lo scorso 5 agosto ha superato la boa dei 45 anni filati di organizzazione, capito? quranta cinque anni non un giorno. E sempre lui, il suddetto Elio Forti al timone, anche in momenti perigliosi. Elio Forti ha fatto sorridere anche il nostro ministro delle Finanze (interne), avendo sempre versato con puntualità la sua quota associativa annuale.

Ma soprattutto Elio Forti è un sognatore - realista. Non c'è contraddizione: lui immagina uno scenario e poi lo traduce in qualcosa di concreto. Come uno scultore, un pittore, non per niente è tutta la vita che esercita la professione di geometra. Anche il questo caso ha tracciato delle linee fra due punti. Il primo, Navazzo, sul lago di Garda, costiera bresciana, Gardesana Occidentale. Il secondo, Nazaré, Portogallo, sull'Oceano Atlantico, dove le onde toccano altezze vertiginose, roba da primato Guinness, 35 metri di altezza, vedere per credere. Tra le due località è esistito - e nei cuori continua ad esistere - un gemellaggio generato dal podismo. Ma sarebbe troppo lungo da narrare.

Dunque Elio Forti ha congiunto i due punti ma non con una linea retta, troppo facile. Da Navazzo a Lourdes, poi a Nord a ricongiungersi con el Camino de Santiago, destinazione Santiago de Compostela, quindi a sud, per raggiungere Fatima. Poi una passeggiatina per arrivare a Nazaré a salutare gli amici lusitani. Il tutto in auto? in bici? in monopattino? No, no, a piedi, camminando, usando il cavallo di San Francesco, le piote. A chi sa qualcosina di atletica, storicamente chiacchierando, viene in mente la Milano - Barcellona del 1895, cui partecipò Carlo Airoldi. Roba da ridere se confrontata con la «cavalcata» di Elio Forti.

Il quale si è avviato mercoledì 29 agosto, alle 5 del mattino, dalla Chiesa di Santa Maria Assunta, a Navazzo. Data che aveva nel cuore, per un triste motivo che è custodito nel suo intimo lacerato da una ferita inguaribile. Ma quella era la data, e l'ha rispettata. Se qualcuno, fra i soci, i non soci, i facenti finta di essere soci, vuol togliersi lo sfizio di sapere come si srotolerà il cammino di Elio Forti, può andare su questo indirizzo e seguire, lasciateci dire: passo dopo passo, le orme del geometra. Grazie alle diavolerie moderne, (GPS, ecc ecc) è possibile seguire tutto: tracciato, chilometri percorsi, media, località, una valanga di foto. Se volete dirgli «Buon Viaggio» siete liberi di farlo.

Ultimo aggiornamento Sabato 01 Settembre 2018 15:31
 
21 ottobre 2018, hop, step, jump, triplice omaggio a Beppe Gentile PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Agosto 2018 10:01

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Riceviamo e pubblichiamo:

Ci facciamo premura di portare a conoscenza dei soci dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli» una nostra personale iniziativa, nata verso la fine dello scorso anno. Due di noi, con l'aiuto degli amici della Virtus Castenedolo, avevano ideato e portato a compimento il Memorial Adolfo Consolini, per ricordare il centenario della nascita del grande campione di Costermano. Archiviato il lancio del disco, la domanda successiva: e per il 2018, che facciamo? Non ci fu neppure bisogno di parlare tanto, bastò uno sguardo d'intesa: 2018, cinquant'anni dopo il 1968. Giochi Olimpici di Ciudad de México, salto triplo, forse la più grande gara mai disputata, un italiano sul podio, un italiano che, in due giorni diversi, firmò due nuovi primati del mondo. Un italiano di nome Giuseppe Gentile, da molti, quasi tutti, abbreviato in Beppe.

I due hanno poi coinvolto un terzo, e l'idea ha preso forma, un pezzetto per volta. Chiariamo subito: ce la cantiamo, ce la suoniamo, e ce la paghiamo. Chi vuole darci una mano è benvenuto e gli diremo «grazie», ma non accettiamo invasioni di campo. Ciascuno di noi tre in questo momento svolge il ruolo di frate elemosiniere. Con dignità, ma soprattutto con totale libertà. Metteremo le mani nelle nostre tasche, e non in quelle degli altri.

I «pilastri» della operazione. Il primo è venuto dalla adesione immediata, senza riserve, dell'interessato, Beppe Gentile. Concordate con lui la data (domenica 21 ottobre) e la località (Agazzano, bella cittadina collinare a una ventina di chilometri da Piacenza). Fateci ricordare che questo stesso borgo ospitò nel 2013 un interessante convegno avente per tema il salto in alto con lo stile ventrale. Vi presero parte Beppe Gentile e Giacomo Crosa, ci fu un collegamento telefonico con il rimpianto prof. Carlo Vittori, presenziarono ex saltatori in alto, dirigenti usciti con il titolo di Maestri dello Sport dalla Scuola del C.O.N.I., amici, è proprio il caso di usare il famoso saluto di Nunzio Filogamo «amici vicini e lontani», fu fatta una pubblicazione, e presentato un filmato con immagini inedite, reperite perfino in Russia.

Agazzano ci riprova. Abbiamo ponderato la scelta, avevamo altre alternative, ma abbiamo deciso per questa località per profondi motivi affettivi, che sicuramente toccano anche la sensibilità dell'uomo Beppe Gentile. Dettagli operativi, detto della data e della località. Si svolgerà tutto nel salone dell'Albergo Cervo, in Piazza Europa, a partire dalle 10.30. Maggiori dettagli saranno forniti successivamente per coloro che vorranno presenziare a questo «Omaggio a un campione: Beppe Gentile». È il titolo che abbiamo dato all'incontro e che campeggia nel manifesto disegnato da Ennio Buttò, grafico, saltatore in alto qualche annetto fa e oggi stimato allenatore a Piacenza. Bozza che alleghiamo a questa lettera.

Questa prima comunicazione diretta ai soci della A.S.A.I. vuol essere anche un invito a tutti loro affinchè diffondano negli ambienti dell'atletica che loro frequentano questa nostra iniziativa. Vorremmo che attorno a un grande campione come Beppe Gentile si formasse un coro unanime, in particolare, ma non solo, di atleti che hanno praticato questa armonica disciplina del salto triplo. E tanti sono stati e sono nel libro di storia dell'atletica italiana.

Grazie per l'ospitalità.

I promotori

Erminio Rozzini, Giovanni Baldini, Ottavio Castellini

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Agosto 2018 15:00
 
Quando gli atleti andavano forte e lo scooter era solo veicolo pubblicitario PDF Stampa E-mail
Domenica 26 Agosto 2018 14:46

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Il nostro segretario, Alberto Zanetti Lorenzetti, si è specializzato in reperti fotografici di atleti...motorizzati. Dopo averci favorito, qualche settimana fa, la pubblicazione della immagine pubblicitaria di Pino Dordoni e Abdon Pamich (serve aggiungere campioni olimpici?) sulla «Lambretta» degli anni '50, stavolta mettiamo in sella, sulla «Vespa», Adolfo Consolini (serve aggiungere campione olimpico?) e Duilio Loi, campione del mondo e europeo in diversi «pesi» delle categorie pugilistiche di allora (leggeri, welter, welter junior), lo diciamo per quelli che, pur sapendo tutto di atletica, poco conoscono del mondo del ring. Eravamo fine anni '50 - primi '60. Memorabili gli incontri allo Stadio San Siro di Milano (oltre 60 mila spettatori paganti) con il grande portoricano Carlos Ortiz che Loi sconfisse. Duilio Loi fu il terzo pugile italiano dopo Primo Carnera (1933, pesi massimi) e Mario D'Agata (1956, pesi gallo) a conquistare un titolo mondiale di pugilato.

Nell'altra immagine, in sella al «Galletto» della Guzzi, l'olandese Fanny Blankers Koen, quattro titoli olimpici a Londra 1948, e Armando Filiput, campione europeo sui 400 metri ostacoli a Bruxelles 1950. I due atleti ebbero occasione di gareggiare nella stessa riunione internazionale organizzate a Brescia da Sandro Calvesi il 29 giugno 1950. L'olandese stabilì, sulla pista dello Stadio Rigamonti, il primato mondiale delle 220 yard (24.2). Era la prima volta che un primato mondiale veniva migliorato nella città di Brescia. «Fanny» fu nominata «Atleta del Secolo» dalla Federazione mondiale di atletica durante il «Gala» del 1999 a Montecarlo (leggi correttamente Principato di Monaco, non Monaco di Baviera come indica la famosa Wikipedia...). In quella occasione fu affiancata da Carl Lewis, che ottenne lo stesso riconoscimento.

Tornando a quel giorno del 1950 al «Rigamonti», quartiere Mompiano, a Brescia, Filiput migliorò il primato italiano dei 200 metri ostacoli in 24.2. Curioso: stesso tempo per la campionessa olandese e per lui, in due specialità diverse. L'atleta di Ronchi dei Legionari aveva stabilito il suo precedente primato sempre a Brescia l'8 ottobre 1949 con 24.7, migliorando di un decimo il tempo che Luigi «Luison» Facelli aveva fatto segnare il 16 giugno 1928 a Milano. Filiput vinse il titolo europeo dei 400 ostacoli il 27 agosto 1950, a Bruxelles; il 15 ottobre, a Lione, corse ancora i 200 metri e si migliorò: 24 netti. Bisognerà attendere Salvatore «Tito» Morale per nuovi primati italiani, anno 1961.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Agosto 2018 16:04
 
I Campionati d'Europa nei giudizi e commenti del numero 61 di Trekkenfild PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Agosto 2018 07:01

Abbiamo ricevuto il nuovo numero di «Trekkenfild» che, ovviamente, contiene  vari commenti  sui Campionati d'Europa conclusi a Berlino una decina di giorni fa. Commenti anche taglienti, alcuni scritti in punta di penna ma altrettanto impietosi. Da parte nostra aggiungiamo solo un telegrafico post scriptum. Signori giornalisti, signori commentatori, ma possibile che vi accorgiate dello stato di profondo disagio in cui versa questo nostro sport solamente in occasione dei Giochi Olimpici, dei Campionati del mondo, dei Campionati Europei? Se invece di stare appiccicati alle vostre sedie in redazione davanti a un PC a fare copia - incolla (sia chiaro: non parliamo di Walter e Daniele che il culo lo alzano eccome, e ci mettono del loro per seguire gli avvenimenti) andaste a vedere, di tanto in tanto cosa succede nelle Regioni, nelle Province, nelle disastrate società che sono alla canna del gas, non vi meravigliereste. È inutile andare a far spendere soldi al vostro editore a Berlino, a Rio, l'anno prossimo a Doha, andate - in treno - a Piacenza, a Brescia, a Pergine Valsugana, a Macerata, a Trapani, a Eboli, e vedrete che il Cristo dell'atletica si è inesorabilmente fermato da qualche parte e non va più avanti. E in queste condizioni non ci si può aspettare niente a livello internazionale. A nessuno di noi (qui in questo spazio) interessa difendere la Federazione, il suo presidente, il suo Consiglio, i suoi tecnici. Non è colpa di Giomi, Pierino o Cagafusi, mettete chi volete, falliranno tutti se si continua con questo andazzo. Anche quelli che passano per essere degli aspiranti geni. L'atletica è, nè più nè meno, lo specchio di questo Paese nel quale si sta sbriciolando tutto, non soltanto i ponti. A noi, per fortuna, resta la storia. Solida.

Leggetevi «Trekkenfild», se ne avete voglia. L'indirizzo è questo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Agosto 2018 08:16
 
C' era l'atletica a scuola settanta anni fa? Ebbene sì, esisteva e funzionava PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Agosto 2018 10:02

Un nostro socio ci segnala la prima parte di una piccola ricerca (ricerca, si fa per dire, un giochino di carta e penna) su Sport e Scuola nei primi anni '50. Sarebbe meglio dire: Sport e Atletica. Sì, perchè in quei tempi non abbondantissimi di pane e companatico, bistecche, automobili e ancor meno telefoni (fissi, trafissi, altro che portatili) Sport nella Scuola significava solo ed esclusivamente Atletica. La Base di tutto, cominci da lì, corri o salti o lanci, meglio se fai tutti e tre gli esercizi, e poi fai quel che ti pare: pedali, tiri calci a qualsiasi tipo di palle, ti arrampichi, vai ad attraversare a nuoto il mare di Bering. Ma prima fai Atletica. E allora si faceva proprio così. 

Se ne avete voglia, di tempo per leggere questa prima puntata ne occorre poco, questo è l'indirizzo.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Agosto 2018 14:03
 
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