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Un grave lutto ha colpito i nostri soci Elio e Marco Forti: il cuore di Clara ha cessato di battere PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Febbraio 2017 14:52

Pochi minuti dopo il tocco di mezzanotte, fra sabato e domenica, le sirene dell'ambulanza del 118 hanno logorato il silenzioso tessuto della notte nel borgo di Navazzo, otto chilometri sopra Gargnano, riva bresciana del lago di Garda. Destinazione: via Valvestino 7, la dimora della famiglia Forti. Una pugnalata: chi è stato colpito? La risposta di un parente sulla gelida strada che prometteva solo temperatura polare e lacrime di ghiaccio. In casa i soccorritori della lodevolissima organizzazione Volontari del Garda stava facendo prove di miracolo. Poi è arrivata anche l'auto medica, con il dottore. Minuti di ansia, di frenetico lavoro, il defibrillatore dava risposte negative, tragicamente negative. Il tocco della una era rimbombato cupo, forse non si era ancora spento lungo le pendici del villaggio, quando il medico e i suoi tenaci assistenti si sono arresi. Il cuore di Clara Pace non ce l'aveva fatta, diagnosi: arresto cardiaco.

Donna di taciturno carattere ma di straordinario spessore umano, Clara aveva condiviso come il soldato che non comprende ma obbedisce le passioni sportive che si erano insinuate nella sua famiglia. Spirito critico, intelligente, diretto, ma mai manifestato con un mezzo tono in più del dovuto. La corsa internazionale "Diecimiglia del Garda" era in buona percentuale sua, per tutto quello che aveva fatto in 43 edizioni e continuava a  fare ogni anno. E sorvoliamo sul lavoro nello studio tecnico a fianco del marito Elio e del figlio ingegner Marco.

Loro, i nostri soci; Elio, per tutti "Il Geo", per il fatto di essere "il geometra" che mai e poi mai aveva abbandonato il suo borgo, ha dato alla nostra organizzazione molto più di quanto si veda. E con Marco, la sorella Stefania, un cuore grande così, potrebbe essere presa a emblema di quello che oggi chiamano volontariato, e il marito Antonio, tutore dell'ordine nei secoli fedele e corridore (dieci edizioni del "Passatore" nei polpacci, oltre a migliaia di altri chilometri disseminati ovunque). A loro, tutti noi dell'A.S.A.I. siamo vicini, con profonda commozione.

A Clara il saluto affettuoso anche se banale: la terra ti sia lieve, Signora, e che il buon Dio ti dia quella pace che tu portavi congenita nel tuo cognome.

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Febbraio 2017 17:16
 
Con la Torcia Olimpica dei Giochi di Rio 2016 inizia la nuova staffetta: prossima fermata Tokyo 2020 PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Febbraio 2017 17:29

 

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Da Olympia a Navazzo, via Rio. La fiaccola olimpica portata dall’ultimo tedoforo allo stadio “Maracanà”, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi brasiliane, è autentica sorpresa e ospite d’onore all’incontro di chiusura di “Sognando Olympia”, il progetto multisport che ha unito diversi eventi sotto il comun denominatore dello striscione disegnato da Roberto Scolari, grafico della Tipografia Apollonio, storica azienda in Brescia.

Ottavio Castellini, coordinatore del progetto, per anni in forza prima alla FIDAL e poi alla IAAF, ed ora insediato nella sua casa sul Garda, nel buen ritiro sulle colline che addolciscono il monte attorno a Gargnano, riserva il colpo ad effetto per il gran finale. Ecco, allora, uscir fuori da un trolley una custodia cilindrica che, aperta con cura, svela il contenuto prezioso quanto evocativo. E’ la fiaccola che porta il nome di Vanderlei Cordeiro de Lima, il maratoneta brasiliano che ha coperto nella megalopoli carioca l’ultimo chilometro del viaggio del sacro fuoco acceso, mesi prima, tra i resti dei templi di Olympia. Una storia nella storia: lui, Vanderlei, è l’uomo solo al comando della 42 e 195 di Atene 2004 quando, a pochi chilometri dall’arrivo, viene placcato e strattonato da un megalomane irlandese. Quanto basta, e avanza, per fargli perdere l’occasione della vita. Ma non a metterlo fuori dal podio. Suo il terzo gradino, nell’occasione. Mai regalo è stato più gradito. Oro splendente, quello dell'italiano Stefano Baldini.

Scattano flash e frasi di ammirazione alla passerella della fiaccola. Che passa di mano in mano per le foto di rito. E rende materia al titolo di giornata. Oltre che reperto prezioso per la Collezione che porta il nome di Ottavio Castellini, da anni con sede a Navazzo. Così come, ma questa è storia più recente, per l’Archivio Storico dell’Atletica Italiana Bruno Bonomelli. Entrambi  partner culturali del progetto che si è sviluppato nel corso dell’anno appena passato agli archivi su diversi fronti sportivi: atletica leggera, trial, nuoto, ciclismo, mountain bike, vela. E pure su alcuni versanti culturali e di rievocazione di imprese sportive.

Sodali al momento del “varo” il Gs Montegargnano, rappresentato da Aurelio Forti, e il Circolo Vela Gargnano. Che firmano rispettivamente la Diecimiglia del Garda e la Centomiglia del Garda. Terra e acqua che si incontrano, così come il monte affonda le proprie radici di pietra nel lago.

Amici, nessun aggettivo, per quanti si incontrano per l’occasione. Ad altri il compito di trarre i bilanci conclusivi. Che alla pattuglia dei promotori sembra essere andato oltre ogni iniziale previsione. A Ottavio il compito di sottolineare i molti “perché” che hanno accompagnato “Sognando Olympia”. Su tutti, i valori dello sport: rispetto per se stessi e per gli altri, fair play, educazione, solidarietà, cultura. Molto altro ancora. “Anche a Rio – dice con amarezza non nascosta – ho ascoltato cose su cui preferirei sorvolare. Una per tutte:ho sentito, con lo schifo, di un alto dirigente del Comitato olimpico internazionale arrestato dalla polizia brasiliana perchè invischiato in una brutta storia di mercimonio di biglietti per diversi appuntamenti olimpici”.  Meglio, allora, guardarsi intorno, abbracciare e stringere la mano agli amici che si ritrovano, uniti e senza interesse di sorta dettato da fini secondi,  grazie all’ospitalità della Pizzeria Running Club. I primi "grazie" vanno alle Amministrazioni comunali di Gargnano e di Toscolano Maderno, vicine con la sostanza delle iniziative messe in cantiere e puntualmente svolte nello spirito del progetto. A seguire, medaglie commemorative in bronzo con la riproduzione della mascotte dei Giochi brasiliani, Vinicius, a Roberto Scolari, il grafico allievo dell’indimenticato maestro Martino Gerevini. Poi è la volta di Franco Capuccini, presidente del Circolo Vela Gargnano, e di Aurelio Forti, anima del Gs Montegargnano e di molti altri eventi. Souvenir da Rio e incoraggiamento per Faustino Tavernini, da poco impegnato sulla strada dell’atletica. Una bellissima storia umana.

A Sandro Pellegrini, enciclopedia vivente della vela, l’affetto degli amici con i quali si è incamminato in questa avventura. Poi ci sono le fotografie di Marco Peiano, la carta fatta a mano dai Lavoratori Anziani della Cartiera di Toscolano. Sono le “anime” del Museo della Carta, che sta nella Valle delle Cartiere, in quel di Toscolano. Il  loro saper fare antico si è rinnovato per la carta preziosa consegnata alla figlia di Ugo Locatelli, signora Maria Luisa, in occasione della serata-tributo che il Comune natale del campione e Sognando Olympia gli hanno dedicato a 80 anni dalla vittoria alle Olimpiadi di Berlino nella Nazionale di calcio allenata da Vittorio Pozzo. Successo bissato a Parigi due anni dopo dallo stesso campione gardesano, giocatore di Brescia, Atalanta, Inter e Juventus, al Campionato del Mondo del 1938. Gianni Marchetti, presidente dell’Associazione e Giorgio Cavallera, che l’ha guidata fino a ieri l’altro, apprezzano lo spirito del progetto, ne condividono il fine, guardano al futuro nella prospettiva di una collaborazioni da inventare.

Ha avuto la stessa impronta l’intervento di Virginio Soffientini, che si è fatto in tre...rappresentando l'Atletica Virtus Castenedolo, attivissima nel promuovere iniziative del progetto, ma anche la Fidal bresciana e lombarda. Di quest’ultima è stato nominato di recente consigliere. I valori di Sognando Olympia hanno trovato e trovano sponda sodale. Il premio Fair Play, con la stessa medaglia olimpica, è stato assegnato al presidente della Fidal bresciana, Federico Danesi, per il comportamento tenuto a Navazzo in occasione della "Diecimiglia del Garda". Ricordati i grandi contributi dati al progetto dalla Azienda Agricola Peri Bigogno di Castenedolo e le Parrocchiadi 2016 organizzate da don Alessadro Capanni a Firenze con i ragazzi della sua Parrocchia.

Apprezzamento e disponibilità per il futuro prossimo sono acquisiti all’agenda. Che non si chiude. Così almeno par di capire, tra una parola e l’altra. Progetti, cose da fare, come e quando. La “nebulosa” che nasconde allo sguardo i propositi inespressi forse si diraderà nei tempi a venire. Vedremo cosa riserveranno. Conoscendo i soggetti in campo, altre sorprese non mancheranno.

Il frizzante delle bollicine messe al fresco per tempo e la vivacità dettata dal peperoncino della pizza olimpica (inventata da Simona, Michele e Silvia della Pizzeria Running Club) stimolano i buoni propositi. E la voglia di ripartire. La strada verso Tokyo 2020, Venti-Venti come ormai tutti la chiamano, è segnata. Sul Garda, a Navazzo, la torcia olimpica con il nome di Vanderlei Cordeiro de Lima trova buona compagnia in quella donata da un altro amico prestigioso: Alberto Juantorena, doppia medaglia d’oro a Montreal 1976 sui 400 e gli 800 metri. Unico atleta, il cubano, a vincere le due prove nella stessa Olimpiade. Lui portò la fiaccola come tedoforo in uno degli ultimi chilometri ad Atene, nel 2004, ospite d’onore nella terra dei Giochi. Lui ha tenuto a battesimola Collezione Ottavio Castellini (2012) e il Miglio Olimpico di Gargnano (2015), quest’anno abbinato per la seconda edizione alla ChildrenWindCup, promossa dal Cvg in collaborazione con l’Associazione bimbo emopatico di Brescia. Evento in cui sport e sensibilità all’impegno solidaristico trovano punto di congiunzione.

La storia non finisce qui. Per ora cala il sipario su “Sognando Olympia Rio 2016”. Ma la strada è già segnata. Da Olympia a Navazzo, via Rio. Prossima fermata: Tokyo.

Le foto che corredano questo articolo sono di Marco Peiano. In alto: tutti omaggiano la Torcia Olimpica, con i padroni di casa Encarnita e Ottavio, il consigliere della FIDAL Lombardia, Virginio Soffientini, il presidente del Circolo Vela Gargnano, Franco Capuccini, Enzo Gallotta (al centro) con Soffientini e Ottavio. In basso: i rappresenanti dei Lavoratori Anziani della Cartiera di Toscolano, Gianni Marchetti e Giorgio Cavallera ricevono la medaglia-ricordo di Rio; sotto, Elio Forti, allenatore dell'anno 2016, e il suo atleta Fausto "Faustino" Tavernini, nominato atleta dell'anno.

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2017 18:05
 
Sognando Olympia: da Rio a Tokyo, sembra di vedere il film "Amici miei"...la zingarata continua PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Gennaio 2017 14:50

NAVAZZO, lago di Garda - Qualcuno si era messo nella capoccia (ebbene sì, anche noi nell'elenco, oltre alla nostra amica Clara che di sogni ne ha fin sopra i capelli...) che il progetto multisport che aveva occupato un buon numero di persone per parecchia parte dell'anno di grazia (o disgrazia?) 2016 fosse da consegnare a un faldone da stivare in qualche archivio. "Sognando Olympia", capolinea, si scende. La fermata era stata individuata nei locali della Pizzeria Running Club, per una Glass Run e qualche riconoscimento volato da Rio direttamente alle coste del Montegargnano. Obiettivo centrato, un microscopico regalino, qualche calicino di frizzantino, un "grazie a tutti", la festa è finita, andate in pace.

No, no no, non avevamo fatto i conti con la follia dei compagni d'avventura. I Combattenti e Reduci dell'idealismo olimpico si sono trasformati in adepti della Resistenza, e non vogliono saperne di deporre i sogni. Facevano venire alla mente quel soldato giapponese trovato 50 o 60 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, sperduto in una foresta non era mai stato raggiunto dalla notizia della fine del conflitto (la resa fu firmata il 2 settembre 1945) e lui continuava  nel mantenere le abitudini del soldato belligerante, sempre all'erta. Ci volle del bello e dl buono per disarmarlo del moschetto che aveva sempre tenuto ben oliato.

I nostri "nippogardesani" hanno fermamente manifestato la volontà di continuare le baldanzose pugna. Giuringiurello: le bottiglie di frizzantino erano ancora in fresco e i bicchieri puliti. Come sia andata ve lo racconterà a breve Enzo Gallotta, Communications Director (e te pareva...) del progetto, titolo in linea con la moda anglofona-americaneggiante. Noi, senza titolo alcuno, vi offriamo la "piattaforma" digitale (altra moda) del nostro socio Elio Forti che ha fissato le immagini del Pizza Olimpica Party. Se volete aprite qui: https://plus.google.com/collection/cZiKfB

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Gennaio 2017 16:56
 
I sogni non muoiono all'alba, scrisse Indro Montanelli, noi vogliamo credergli e continuare il sogno PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Gennaio 2017 15:57

NAVAZZO, sul lago di Garda - Domani mattina, alle 11, nei locali del ristorante pizzeria Running Club, ultimo atto del progetto multisport "Sognando Olympia 2016". Tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del variegato programma sportivo si ritroveranno per una semplice cerimonia, quattro chiacchiere in libertà, calici semipieni da trasformare in semivuoti, medaglie d'oro di Bologna...che vien rosso per la vergogna....e forse qualche azzardato proposito per il futuro. Un succoso riassunto è stato codificato dall'amico Enzo Gallotta, che ha prestato la sua competente penna al "Giornale di Brescia" per parecchi anni.

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GARGNANO, sul lago di Garda - «Sognando Olympia» verso il Sol Levante. Questo l’inizio di un nuovo sogno.  Concluso l’anno olimpico di Rio 2016, è tempo di bilanci per il progetto multisport che ha riunito sotto il simbolo universale dell’Olimpiade numerosi eventi: dalla vela al ciclismo, dal nuoto all’atletica leggera. Nelle loro diverse espressioni e “varianti”. Come pure incontri e rievocazioni di personaggi dello sport. Una casa comune che ha trovato indirizzo emblematico nello striscione con il logo firmato da Roberto Scolari, grafico della Tipografia Apollonio, a Brescia.

E’ passato un anno dall’incontro in cui Ottavio Castellini, giornalista ora di casa in pianta stabile a Navazzo dopo anni passati in forza alla Iaaf, ha proposto l’iniziativa di cui sono stati partner costituenti il Gs Montegargnano, con il fondamentale traino propulsore di Aurelio Forti, e il Circolo Vela Gargnano, presieduto da Franco Capuccini. Spalla culturale, la Biblioteca internazionale dell’atletica che porta il nome di Ottavio Castellini, dislocata sempre a Navazzo. Come del resto l’Archivio Storico dell’Atletica italiana "Bruno Bonomelli", la cui sede è stata trasferita pochi mesi or sono nella stessa dislocazione geografica.  

Al debutto dello striscione, alla Villa-San Valentino, sono seguiti numerosi eventi. E, strada facendo, la compagnia di un partner gradito. E’ la Fidal bresciana che, apprezzata l’iniziativa, ne ha condiviso lo spirito esponendo lo striscione di “Sognando Olympia” nelle occasioni più importanti. Significativi sono stati i momenti vissuti con la Centomiglia, sulle acque del lago, e con la Diecimiglia sulle strade del piccolo altipiano di Navazzo.

Ancora, la torcia con il fuoco olimpico e il logo dell’Olimpiade brasiliana hanno fatto bella mostra di sé alla Magnifica Salodium, corsa in montagna, che ha avuto come scena l’entroterra di Salò, ed alla Salò Run For Telethon. Poi, il successo del trail con gli oltre ottocento partecipanti alla BVG, impegnati sullo spettacolare percorso da Salò a Limone. Ancora, la “Bike Fest” di Toscolano Maderno, sette giorni di festa e di iniziative legate alla bicicletta con la spettacolare Urban Downhill, discesa a ruota libera dalla montagna al lago, nel 2017 inserita nel circuito delle prove valide per il titolo nazionale. Una puntata in Toscana, per le "Parrocchiadi 2016", organizzate da don Alessadro Capanni, fratello del nostro mai sufficientemente rimpianto Aldo, per i ragazzi della sua Parrocchia a Montecatini Terme.

Da Torri a Maderno sono stati oltre cento i nuotatori che hanno partecipato alla traversata del lago, così come larga partecipazione ha raccolto l’edizione 2016 di XGardaMan, prova di triathlon su tre percorsi. Uno dei quali, il più  estremo, sospeso per un forte temporale. Solidale la presenza di una sessantina di appassionati alla “Nuotata del cuore” con i ragazzi dell’Anffas di Fasano. Nella Sala Fossati dell’ex sede municipale è stata inoltre ricordata la figura di Ugo Locatelli, toscolanese, campione olimpico a Berlino nel 1936, giusto nella ricorrenza degli 80 anni, e campione del mondo con la Nazionale di calcio allenata da Vittorio Pozzo nel 1938. Giocatore di Inter e Juventus, Locatelli è stato tra gli organizzatori del Torneo internazionale di calcio di Toscolano Maderno, negli Anni Settanta. Serata che è seguita all’apertura dei Giochi, tramessa in diretta sullo schermo allestito nel “Villaggio Olimpico”, al campo sportivo di Navazzo.

L’elenco è lunghissimo. Da ricordare la “D’Annunzio Run”, la serata con i big dell’atletica bresciana di tutti i tempi, promossa dalla Atletica Virtus Castenedolo e gestita da Erminio Rozzini nella Club House dell’Azienda Agricola Peri Bigogno. Sempre a Castenedolo, l’appuntamento con la Virtus Lancio Story giunta alla 34^ edizione. A Gavardo, il Meeting internazionale Master di atletica leggera sulla pista e sulle pedane dello stadio comunale.

Per tornare sul lago, a “casa”, la grande fiesta con il Miglio Olimpico, salutato alla seconda edizione dall’amico Alberto Juantorena con un messaggio da Cuba, e la vela solidale con la ChildrenWindCup, in collaborazione con l’Abe bresciana. Questo e altro ancora è stata “Sognando Olympia”. Una festa di sport, di valori comuni, di condivisione e amicizia. Con lo striscione salito sul podio del Maracanà, a Rio, dove Ottavio Castellini (definirlo atleta sarebbe un cicinin azzardato...) è stato l’unico italiano a mettere piede…

Ma il sogno non finisce qui. Non finisce all’alba, come titolarono quel film dei primi anni '60, che portava la sceneggiatura di Indro Montanelli. Ci saranno altre occasioni, sulla via per Tokyo, verso il Sol Levante "Venti-Venti 2020". Per uno sport migliore. A presto.


 

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2017 17:03
 
Costermano ha ricordato il suo "gigante buono" Adolfo Consolini, uno dei grandi dello sport italiano PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Gennaio 2017 21:00

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Un ricordo semplice, ma molto sentito intimamente da coloro che hanno accolto l'invito della Amministrazione Comunale di Costermano, domenica scorsa 15 gennaio, per ricordare i 100 anni della nascita di uno dei più grandi campioni dello sport italiano: Adolfo Consolini. Insieme a queste righe trovate il programma della mattinata, cui hanno preso parte i quattro soci del nostro Archivio Storico: Rosa Valzelli, Encarnacion Tamayo Nevado, Alberto Zanetti Lorenzetti e Ottavio Castellini, che erano già saliti a Costermano lo scorso 5 gennaio, ricorrenza esatta dei 100 anni della nascita di Adolfo Consolini, per deporre una corona di alloro sulla sua tomba.

Dopo la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale, i presenti si sono spostati nell'adiacente cimitero dove, al centro, spicca il sacrario-monumento dove giacciono le spoglie del campione olimpico di Londra 1948, lastra di granito sormontata dal busto bronzeo uscito dalle mani dell'artista reatino Dino Morsani. Poche, sentite parole del parroco e poi passeggiata al vicino Centro sportivo comunale intitolato a Consolini. Nel tepore della sala riunioni del Centro, alcuni ricordi verbali del grande concittadino discobolo. Hanno brevemente preso la parola il sindaco, Stefano Passarini, il presidente della Polisportiva (presente con un folto gruppo di giovanissimi atleti in erba) Roberto Zanetti, cui sono seguite le commosse e toccanti parole di quel signore dell'atletica che sempre è stato Gaetano Dalla Pria, discobolo degli anni '60 (primato personale 56.31 nel 1963), consigliere federale negli anni '90, che fu immediato successore, con Carmelo Rado, proprio del lungo dominio di Consolini e Beppone Tosi. Su invito del sindaco ha preso la parola anche il nostro socio Ottavio Castellini. Fra i presenti alcuni ex atleti della Bentegodi Verona, poi divenuti tecnici; alla Messa ha presenziato anche Luciano Zerbini (64.26 nel 1993), che poi non si è potuto trattenere per un impegno di servizio, lui carabiniere a Verona. Presenti anche rappresentanti dei Veterani Sportivi della Sezione veronese.

I nostri soci hanno fatto dono alla Biblioteca Comunale di una parte delle pubblicazioni storiche con il logo A.S.A.I., in particolare alcune copie dell'ultimo lavoro del nostro vicepresidente Marco Martini, intitolato "I campioni della simpatia", molto apprezzato da coloro che lo hanno sfogliato, e la collezione completa degli otto volumi finora pubblicati sulla storia dei Campionati italiani di atletica leggera, l'ultimo, 1941-1944, con un titolo centrato proprio su Consolini. Sindaco e presidente della Polisportiva hanno ricambiato con un DVD sulla vita di Consolini, lavoro realizzato nel 2009 in occasione del 40esimo anniversario della morte.

Nelle foto, scattate da Rosa Valzelli, il momento della orazione del parroco sulla tomba di Consolini; il ricordo di Gaetano Dalla Pria, e i rappresentanti della Amministrazione Comunale con altri ospiti: da sinistra, l'assessore alla Cultura, Francesca Martini, il nipote di Consolini, Ruggero, il sindaco Stefano Passarini, Ottavio Castellini, Alberto Zanetti Lorenzetti, il presidente della Polisportiva, Roberto Zanetti, e l'assessore allo Sport, Morgana Sala. In bella mostra (con un pizzico di orgoglio...) le nostre pubblicazioni.

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2017 08:45
 
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