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Per i nostri soci: la convocazione per l'Assemblea annuale a Firenze il 14 aprile PDF Stampa E-mail
Mercoledì 27 Febbraio 2019 10:57

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Come abbiamo informato giorni orsono, i soci dell’Archivio Storico dell’Atletica Italiana «Bruno Bonomelli» si ritroveranno, per l’Assemblea annuale ordinaria, domenica 14 aprile, a Firenze, la città che è stata per noi un costante punto di riferimento. Il nostro momento assembleare sarà ospitato nella «Sala Aldo Capanni», nella sede della storica società fiorentina ASSI Giglio Rosso, cui Aldo dedicò tanta passione e a cui lasciò in eredità quel gioiello di cultura che fu il Centro Studi, il suo bollettino, le sue pubblicazioni, la sua biblioteca. In questa stessa sala è stato messo a dimora il patrimonio bibliotecario di Roberto L. Quercetani, che fu il primo presidente dell'A.S.A.I.. La sede del club, adiacente alla pista di atletica, è situata in Viale Michelangiolo, 64, la bella strada che porta al piazzale da cui si ammira lo splendore della città medicea. Le foto che corredano queste righe sono riprese dal sito del club che ha questo indirizzo. ll Consiglio direttivo dell'A.S.A.I. esprime un cordiale ringraziamento alla società ASSI Giglio Rosso e al presidente prof. Marcello Marchioni per averci concesso la loro sede.

Iniziamo oggi la pubblicazione dei documenti assembleari, anzitutto 

- convocazione

- delega

Occasione, un po’ speciale visto che questa assemblea coinciderà con i 25 anni di esistenza della nostra associazione. Il Consiglio Direttivo si augura che i soci vogliano essere presenti con una fattiva partecipazione.

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Febbraio 2019 09:50
 
Trekkenfild numero 67: dove si parla di futuro incerto, Dio voglia che non sia vero PDF Stampa E-mail
Mercoledì 27 Febbraio 2019 09:59

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C'è dell'altro ovviamente in questo numero, il sessantasettesimo. Ma la cosa che ci ha colpito di più è una notiziola che dice:"Carissimi lettori, questo numero potrebbe essere l'ultimo che leggerete. Perchè mai? Ci siamo stancati? Disturbiamo il manovratore? Siamo stati minacciati? Nulla di tutto ciò. Semplicemente il Mac e i programmi che usiamo per confezionare queste pagine sono obsoleti e ogni tanto fanno i capricci. Già in passato ci è capitato di rifare tutto...Dotarci di nuove macchine e programmi costa. Quindi se un bel giorno Trekkenfild sparirà sarà solo questione di costi...". Noi, dell'Archivio, ci auguriamo che questo non avvenga.

Questa pubblicazione periodica inventata dai due amici Daniele Perboni e Walter Brambilla resta una delle poche voci che si alzano in un deserto silenzioso e angosciante. Una specie di «Radio Londra» dell'atletica italiana. Noi dell' Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli» lo sappiamo bene: quest'anno fan venticinque anni che esistiamo, abbiamo pubblicato oltre trenta libri, una collezione di nove volumi di storia dei Campionati italiani, capito bene? Campionati italiani, non quelli di Vanuatu Tuvalu o Kiribati. Pensate che gli sia fregato a qualcuno di quelli che dovrebbero conservare, fra l'altro, la memoria del nostro sport? Ancora. Qualche anno fa, a Piacenza, per iniziativa della famiglia Baldini, fu pubblicato - con il contributo compilatorio di due soci A.S.A.I. - un ottimo libro: storia della «maratona di marcia», ovvero quella che noi conosciamo, ancora per pochi giorni, come «la 50». Credete che fra i tanti sostenitori, anche blasonati, di questa disciplina che stanno definitivamente uccidendo, sia stata venduta un copia. Leggete: voce del verbo vendere, l'altra faccia riservata al verbo acquistare, e il numerale uno, una copia. Ma «agratis», o «amacca» come si dice a Piacenza, tutti hanno allungato la manina, o manona, se ne hai due una la do al mio amico molto interessato alla marcia...

Vabbuò, vediamo cosa si può fare. Intanto continuiamo a parlare di marcia. Piccola svista in copertina, amici: vogliono (anzi han già deciso, secondo noi) eliminare la 50 e la 20, e sostituirli con una 30 e una 10. Stupendo. Il signor presidente del Comitato internazionale olimpico deve far posto alla breackdance, agli egames e ai beachgames. Il resto se avete voglia, leggetevelo. Con un paio di click sulla copertina, diventa tutto leggibile.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Febbraio 2019 11:17
 
Un fantasma si aggira cupo e minaccioso nelle scuole italiane: lo sport PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Febbraio 2019 10:31

Marco Cassani era persona dotata di grande competenza del fenomeno sportivo - atletica soprattutto - e nella scatola cranica aveva un cervello. Di conseguenza, scriveva cose intelligenti. Questo che riproduciamo ce lo ha proposto un nostro socio che, consultando la rivista «Atletica Leggera», sulla quale Cassani teneva, fra l'altro, una rubrica fissa, ha scovato questo bel commento, datato metà Anni '70. Tema: lo sport nella scuola. Ahinoi, come la canzone di Mina e Alberto Lupo: parole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi. Tanto, non gliene è mai fregato niente a nessuno, in realtà, e tanto meno ora che anche lo sport è allo sfascio, oggetto solo di desiderio di potere, quattrini, affari leciti o illeciti, e vita da Michelazzo (tradotto: mangiare, bere e...con quel che segue). Leggere lo scritto di Cassani è come spalmare una crema alla calendula su una scottatura, allevia il dolore.

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Febbraio 2019 09:43
 
Aldo Capanni, il 14 aprile la nostra Assemblea nella sala che porta il suo nome PDF Stampa E-mail
Martedì 19 Febbraio 2019 15:30

Come abbiamo informato giorni orsono, i soci dell’Archivio Storico dell’Atletica Italiana «Bruno Bonomelli» si ritroveranno, per l’Assemblea annuale ordinaria, domenica 14 aprile, a Firenze, la città che è stata per noi un costante punto di riferimento. Siamo ora in grado di aggiungere dove si terrà il nostro momento assembleare: nella «Sala Aldo Capanni», nell’edificio che ospita la sede della storica società fiorentina ASSI Giglio Rosso, cui Aldo dedicò tanta passione e a cui lasciò in eredità quel gioiello di cultura che fu il Centro Studi, il suo bollettino, le sue pubblicazioni, la sua biblioteca. Oggi materiale in attesa di una sistemazione dignitosa. In questa stessa sala è stato messo a dimora il patrimonio bibliotecario di Roberto L. Quercetani. La sede del club, adiacente alla pista di atletica, è situata in Viale Michelangiolo, 64, la bella strada che porta al piazzale da cui si ammira lo splendore della città medicea. Potete visitare la sede del club a questo indirizzo.

A seguire comunicheremo, orari, documenti assembleari, ed eventuali iniziative per l’occasione, un po’ speciale visto che questa assemblea coinciderà con i 25 anni dalla fondazione della nostra piccola ma tenace associazione, la cui data di inizio fu fissata il 1° maggio 1994, all’albergo Novotel di Brescia, al termine di un convegno dedicato alla figura di Bruno Bonomelli. Il Consiglio Direttivo dall’A.S.A.I. si augura che in occasione della prossima Assemblea i soci vogliano aderire con una fattiva partecipazione.

Il Consiglio direttivo dell'A.S.A.I. esprime un cordiale ringraziamento alla società ASSI Giglio Rosso e al presidente prof. Marcello Marchioni per averci concesso la loro sede.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Febbraio 2019 20:16
 
Stanotte abbiamo avuto una visione : atletica a Milano al nuovo Palasport PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Febbraio 2019 08:46

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Sottotitolo: Informale inaugurazione del mastodontico impianto sportivo.

Miracolo a Milano? Titolo di un film del 1951, regia di Vittorio De Sica, soggetto di Cesare Zavattini, il personaggio chiave Emma Gramatica, affiancata da Paolo Stoppa e da tanti altri, fra i quali il pugile Erminio Spalla, che fu campione europeo dei pesi massimi, anzi il primo a conquistare un titolo continentale. Oppure allucinazioni? O cattiva digestione? No, semplice rilettura di un articolo di «Bibis», uno dei vari pseudonimi che utilizzava Bruno Bonomelli per firmare i suoi numerosi articoli, la sua produzione giornalistica fu vastissima, tra Unità, Sport Italia, La Verità, Giornale di Brescia, Bresciaoggi, e forse qualche altro ancora. Questo lo abbiamo scovato facendo passare una raccolta di suoi scritti, che egli raccoglieva in libroni, ritagliandoli e incollandoli su pagine bianche precedentemente rilegate. Ci sono decine di quadernoni nella sua vastissima eredità. Questo che vi riproponiamo oggi fu pubblicato sul quotidiano «BresciaOggi» l’11 gennaio 1976. È, a nostro giudizio, un documento singolare, forse unico, che dobbiamo al fiuto giornalistico dello scrittore bresciano, il quale viaggiò a Milano, da Brescia, per presenziare ad un test non ufficiale del nuovo tanto atteso impianto coperto, il famoso Palasport, il cui tetto cedette, nella notte del 17 gennaio 1985, a seguito della gigantesca nevicata iniziata qualche giorno prima, completamente distrutto, mai più ricostruito, in barba ai tanti annunci di amministratori tromboni. Una prova a porte chiuse (era il 10 gennaio) in vista della apertura ufficiale qualche giorno dopo (il 17) con i Campionati giovanili, juniores e allievi insieme.

Rileggetevi la prosa, mai piatta, banale, scolastica, di Bonomelli, sempre ironico, scanzonato, pungente, il che faceva girare i cabasisi a tanti ominicchi. E lui - voce di chi lo ha conosciuto - si divertiva un mondo.

Milano, 10 gen. – Inaugurazione informale e a porte chiuse del nuovo mastodontico, ma ugualmente funzionale, palazzo dello sport di Milano. Applicazione integrale dell’art. 425 del C.P. perché l’atletica italiana è minore e le sue pudende non possono essere esibite, e un’altra prova dell’incapacità organizzativa del Coni italico che arriva sempre quando l’autobus è passato? Ai posteri l’ardua sentenza. Presente nel gruppetto sparuto degli spettatori anche il nuovo assessore milanese allo sport, compagno Accetti. Interrogato intorno alla materia del suo ufficio risponde con una battuta: “Sono assessore di qualcosa che a Milano non esiste”.

Presente anche il mentore di Mennea, il prof. Vittori, perché di lui si tratta: critica il giornale l’«Unità» e non tralascia occasione di dichiarare ai giornalisti che la Fidal lo ha pregato di non occuparsi della preparazione del magro e cavilloso velocista di Barletta. Il prof. Vittori conclude lapidariamente: “Con febbraio io rompo ogni rapporto tecnico con Mennea. Coloro che affermano di poter allenare anche loro e con facilità la «freccia del Sud» non hanno capito niente della scienza applicata allo sport”.

Intanto gli atleti impegnati sulle pedane e sulla pista in tartan, dal moderato rimbombo, recitano la loro parte. Inutile aspettarsi prestazioni di grande risonanza non diciamo mondiale, ma nemmeno nazionale. Il presidente regionale signor Bruno, alla fine delle competizioni si è ben guardato dal distribuire le classifiche ai numerosi giornalisti presenti e imprecanti. Trafiggendo il denso nebbione Bruno se ne è andato al «comitato» per batterle a macchina. Saranno pronte e distribuite domani. Ma noi ce le siamo copiate eludendo, nella sala della regia, la sua occhialuta sorveglianza e ve le proponiamo.

Gli apparecchi elettronici hanno funzionato abbastanza bene; Mennea ha ottenuto 6”80 in batteria. In finale si è dato da fare parecchio per superare il suo antagonista Benedetti. È apparso comunque chiaro che su questa distanza così breve la postulante «freccia di Barletta» non reagisce in partenza come si dovrebbe. Ha eguagliato il suo personale che era appunto 6”74. Ricordiamo, non inutilmente, che il primato italiano dei 60 metri è del precipitoso bergamasco Guerini, in 6”68.

Extra, come appendice di pura curiosità pseudostatistica, aggiungiamo che Mennea, pochi giorni dopo, il 24 gennaio, incontrò «Charlie» Guerini a Genova e lo precedette: 6.69 contro 6.71. Poi, il 4 febbraio, sempre a Zêna, eguagliò il primato: 6.68. Aggiuntine alle prove dentro il Palasport per pochi: Carlo Grippo si esibì sugli 800 (1:50.35) sopravanzando il futuro consigliere nazionale FIDAL Alessandro Castelli (1:51.16); alto: primo Bianchi 2.08, e c’era anche il bresciano Maurizio Tanghetti (1.98); terza nei 60 donne la giovane Marisa Masullo (8.08, 7.98 in batteria); la mezzofondista, di Cassano d'Adda, Alma Pescalli vinse i 400 (58.39). Test per tutti, senza troppo impegno, anche se Grippo stava quasi per fare la miglior prestazione italiana indoor degli 800..

Quello della «caccia al risultato cartaceo», a quei tempi era la consuetudine. È restata famosa la favola metropolitana che narrava che, alla richiesta di un giornalista di avere i risultati al termine di una riunione, un giudice, o dirigente che fosse, rispose: “Ma cosa vuole? Che fretta c’è? I risultati li leggerà domani sui giornali!”. Favoletta? Mica tanto…La foto del tetto squarciato del Palasport viene dall'Archivio del «Corriere della Sera», che ringraziamo.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Febbraio 2019 14:58
 
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