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Un articolo di Adolfo Cotronei (Gazzetta dello Sport, 1932) racconta Frigerio prima di Los Angeles PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Aprile 2017 09:15

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La recente lettura di un libro edito dalla "Gazzetta dello Sport" nel marzo 1932 ci ha suggerito di riprodurre nel nostro sito un articolo di Adolfo Cotronei su Ugo Frigerio. Siamo alla vigilia dei Giochi Olimpici di Los Angeles, Frigerio ritenta l'avventura olimpica dopo che, quattro anni prima, il Comitato olimpico internazionale aveva cancellato la marcia dal programma dei Giochi. L'avversione per questa disciplina si è manifestata ciclicamente, anche in tempi recenti. Cotronei, quell'anno componente del Comitato di Direzione della "rosea", era un giornalista sportivo, napoletano di nascita, passato attraverso diverse esperienze editoriali fino ad approdare al "Corriere della Sera" e poi alla "Gazzetta". Stile ampolloso, proprio dell'epoca fascista, ma, allo stesso tempo, grande padronanza della lingua italiana e del bello scrivere. Appassionato schermidore, attento alle vicende olimpiche, avendone seguite - da quanto si arguisce dai suoi scritti - almeno un paio (1924 e 1928). Il libro che il quotidiano milanese stampò si intitola "Atleti ed Eroi" (chi vuole sapere maggiori dettagli sull'autore può andare su questo indirizzo http://www.collezioneottaviocastellini.com/ultime-acquisizioni

Lo scritto su Ugo Frigerio è uno dei meno ridondanti, anzi rivela una interpretazione molto umana, un ritratto del campione olimpico che, uscito da una crisi profonda, ritrova la strada della fatica e del ritorno nell'agone olimpico. Non manca qualche accenno alla "razza" , alle "virtù misteriose", L'Ufficio Stampa del Duce leggeva tutto, bisognava essere allineati e coperti...e poi Cotronei era un "credente". Sulle assolate strade californiane, Frigerio si metterà al collo la medaglia di bronzo nella 50 chilometri a Los Angeles, la prima "cinquanta" disputata ai Giochi Olimpici, una distanza che riserverà grandi soddisfazioni all'Italia.

L'immagine si riferisce alla riproduzione della copertina di un numero de "La Domenica del Corriere", 9 - 16 luglio 1922:"Frigerio primo marciatore del mondo. Nello stadio di Copenaghen, dopo aver ancora battuto, sui 5000 metri, il danese Rasmussen, mondiale di marcia, il piccolo tipografo milanese insegna al pubblico il grido italiano , e provoca uno scambio di frenetiche acclamazioni all'Italia e alla Danimarca". Gunnar Rasmussen, classe 1894, morto nel dicembre 1945, stabilì due primati del mondo a distanza di poche settimane, a Copenaghen, sui 5 mila e 10 mila metri, primati destinati a durare molti anni. Fece invece una ben povera apparizione sui 3 mila e 10 mila metri ai Giochi Olimpici del 1920: squalificato in batteria in entrambe! (Collezione Ottavio Castellini - Biblioteca Internazionale dell'Atletica).

 

Ugo Frigerio: l'atleta risorto

Ugo Frigerio disputerà alle Olimpiadi di Los Angeles la marcia di cinquanta chilometri? Dopo tante vicende e tante pene, ritenterà la generosa battaglia per un primato del mondo?

Dinanzi alle moltitudini di tutti i Paesi, egli passò come un dominatore, mostrando la forza e l’armonia di una razza, sollevando gelosie e ammirazioni. È l’atleta italico, è l’interprete dello stile perfetto; e la sua potenza non sorge dai muscoli, ma da una virtù misteriosa che plasma per le aspre prove gli esseri delicati.

Il suo nome pareva soffocato dal tempo. La vita sportiva è come una romanza; e l’incanto dura, fino a che dura la melodia.

Tante giovinezze ritrovarono subitamente le tenebre dopo le luci siderali; tante giovinezze si chiusero precocemente nel silenzio come in un sepolcro di vivi. La folla urla la sua passione, incita il suo uomo, lo esalta, lo leva sulle spalle; ma ben di rado sa fermarne nel cuore l’immagine spirituale. La massa anonima è distruttrice e crudele.

Il campione, che nello sport trova la vittoria e la ricchezza, è un privilegiato. Egli può apparire un prodigio, non essere una idealità: è un professionista, che trae dai muscoli e dalla volontà la sicurezza del domani. Il dilettante è invece un inconsapevole e un puro: ama il gesto, la poesia del gesto. La sua mèta? Vincere, sentirsi sollevato dalla frenesia collettiva.

Quando Ugo Frigerio ritornò da Parigi col lauro olimpionico, pensò che il suo ciclo agonistico dovesse chiudersi e che avendo molto offerto al suo Paese, qualche cosa potesse sperare. Egli sognava una dolce tregua, un’esistenza sicura; e offrì il passato alle ricordanze e all’attività di lavoro. I mesi trascorsero; e a poco a poco, come un tempo crollarono i records, crollarono i sogni. Infine, crollò la fede in sé medesimo. Lo rivedemmo qualche volta, nelle ore torbide. Dov’era più il sorridente Ugo, il fanciullo gentile? La sua maschera aveva i segni della sofferenza morale, il suo parlare non era più frivolo e svagato; ma ambiguo. Lo sport non era più una memoria confortevole; ma quasi un peso per quell’anima che disperava.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Aprile 2017 09:56
 
Gabriele Manfredini ha perduto la sua mamma, il giornalismo toscano ha perduto Carlino Mantovani PDF Stampa E-mail
Venerdì 07 Aprile 2017 18:13

Abbiamo appreso poco fa della morte della mamma del nostro socio Gabriele Manfredini, che fa parte del Consiglio direttivo dell'A.S.A.I. La signora aveva 88 anni e si è spenta serenamente, senza quasi accorgersene. All'amico Gabriele va l'affetto di tutti noi.

Anche il mondo del giornalismo sportivo ha perduto oggi un grande "innamorato" dello sport e dell'atletica in particolare: a Firenze è mancato Carlino Mantovani, 96 anni, giornalista dal 1956, decano dei giornalisti toscani. Attivissimo e instancabile fino agli ultimi giorni della sua esistenza, Carlino si era formato alla scuola di Giordano Goggioli, maestro di giornalismo, sportivo e non. A sua volta, Mantovani è stato maestro per generazioni di colleghi, soprattutto per la sua eccezionale capacità di essere cronista. Mai superficiale, sempre attento a ogni particolare fino allo scrupolo. Era approdato al giornalismo dopo un passato da sportivo militante: l'atletica leggera era stata la sua predilezione. Fondo e mezzofondo le sue specialità. Ha lavorato per oltre 30 anni nella redazione sportiva del quotidiano "La Nazione", continuando poi a collaborare anche nell'età della pensione. Ha ricoperto incarichi direttivi nell'Ussi e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 2015 è stato inserito nella Hall Fame della Fiorentina, accanto ai più celebrati campioni di calcio. Era riuscito anche a dedicare tempo al volontariato: è stato per decenni confratello della Misericordia di Firenze.

Di Carlino un affettuoso ricordo di qualcuno di noi, che godeva della sua lunga amicizia e stima. Lo incontrammo due anni fa, negli ultimi giorni di aprile, allo stadio "Ridolfi" in occasione del Multistars, competizione internazionale di prove multiple nata a Brescia ed emigrata da qualche anno a Firenze. "Lo sai che ho 94 anni?" ci disse incontrandoci. "Ma se non mi occupo io di 'sta povera atletica, i bischeri della redazione non gli danno neppure un rigo". Il giorno dopo, tornato allo stadio, era imbufalito:"Mi avevano chiesto un certo numero di moduli (unità di misura nelle redazioni, n.d.r.) poi, guarda qua, tutto tagliato, Maremma....". Caro Carlino, mancherai al giornalismo toscano, all'atletica, a noi, ai tuoi cari. La terra ti accolga con lievità.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Aprile 2017 19:59
 
La Maratona di Parigi e la sua grande crescita in un articolo della Commissione storica francese PDF Stampa E-mail
Martedì 04 Aprile 2017 15:05

Riceviamo dall'amico Gilbert Rossillo il consueto remind di inizio mese per attirare la nostra attenzione sui lavori storico - statistici della Commissione di Documentazione e Storia della Federazione transalpina, con la quale compartiamo gli stessi interessi.

Bonjour à toutes et à tous,

A​u nom de la Commission Documentation et Histoire de la Fédération Française d'Athlétisme, j'ai le plaisir de vous adresser la 66ème lettre mensuelle d'informations avec son traditionnel résumé des études réalisées ou mises à jour au cours du mois de ​février que vous pouvez consulter plus en détail via le lien suivant :http://cdh.athle.com/

Stavolta l'editoriale di Luc Vollard ci trasporta a Parigi e alla sua maratona, che anno dopo anno ha raggiunto dimensioni eccezionali.

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En attribuant l’organisation des championnats de France de marathon à Paris en 1976, la FFA n’imaginait probablement pas l’incroyable développement que la discipline allait connaître dans la capitale. Au fil des années, le peloton allait grossir, bénéficiant pleinement du développement des courses sur route, au point de dépasser les 20 000 coureurs dans les années 90, puis les 30 000 à l’orée du 21ème siècle et même 57 000 inscrits en 2016, figurant ainsi parmi les plus grands marathons du monde.
A quelques mois des championnats du Monde d’athlétisme organisés en France, l’édition 2003 revêtait une importance particulière pour les athlètes français à la recherche du meilleur chrono en prévision de la sélection.
Le 6 avril, les conditions sont idéales et les athlètes vont grandement profiter des modifications de parcours introduites en 1998, au point que 1711 concurrents passeront sous les 3 heures. Les Françaises réalisent un joli tir groupé avec six athlètes entre la 4ème et la 11ème place, mais les hommes vont placer deux coureurs dans les quatre premiers. Avec une forte densité de coureurs Africains, notamment venus du Kenya, il ne fallait en effet pas rater l’occasion, ce que firent Driss El Himer et Benoit Zwierzchiewski et dans une moindre mesure Bagy, Ouaaddi et Bahar. Dans la foulée du tout jeune Mike Rotich, ’’Z’’ va réaliser la course la plus aboutie de sa carrière, confirmant le potentiel entrevu lors de son étonnant doublé 5 000 - 10 000 m aux championnats d’Europe juniors en 1995 à Nyiregyhaza, mais aussi à l’issue de sa victoire sur le parcours parisien en 2002. A l’arrivée, Rotich ne distance le Français que de seulement trois secondes. En 2 h 06’ 36’’, il décroche la meilleure performance européenne, que l’AEA ratifiera en record d’Europe début 2004, et a gagné 1 minute 42 secondes en un an. El Himer n’est pas loin et prend donc la quatrième place en 2 h 06’ 48. On ne sait pas encore que ni l’un ni l’autre ne feront mieux, ni même aucun Français depuis cette date. (Crédit photos Vandystadt  - C Guibbaud - revue FFA).
Rédaction Luc Vollard

 

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Aprile 2017 15:45
 
Liste storiche italiane: una nuova versione per l'anno 1945 / Italian Rankings, year 1945 updated PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Aprile 2017 08:45

Pubblichiamo oggi un nuovo aggiornamento delle Liste storiche italiane relative all'anno 1945, liste compilate originariamente e poi continuamente aggiornate dal nostro Marco Martini, nella Sezione "Momenti di Storia, Liste storiche 1908-1945, uomini". In questo caso, nuovi dati sono stati forniti anche dal nostro socio di Biella, Bruno Cerutti. In aggiunta alla versione pubblicata sul sito, la stessa ricerca è disponibile in un documento formato PDF / A new update of the Italian historical rankings compiled by Marco Martini is now available (PDF format also) for the year 1945. Click on the link "Momenti di storia", here up.

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Aprile 2017 09:24
 
Le nuove proposte di "second hand books" di Len Lewis PDF Stampa E-mail
Mercoledì 29 Marzo 2017 07:33

Len Lewis, gallese specializzato nella ricerca e vendita di libri di atletica e di Giochi Olimpici, antichi o di seconda mano, ci ha fatto avere il suo primo catalogo del 2017 che contiene parecchie novità. C'è una bella scelta di libri di statistica da parecchi Paesi del mondo, biografie di atleti, storia dei Giochi, riviste, ritagli di giornali. Un vasto panorama nel quale qualsiasi appassionato di atletica può trovare qualche libro interessante per arricchire la sua collezione. Len è disponibile anche a fare delle ricerche mirate a qualche pubblicazione specifica, senza impegno finale di acquisto. Se ordinate qualcosa fate riferimento alla A.S.A.I., Len potrebbe avere un occhio di riguardo sui prezzi dei vostri acquisti. / This is the new version of the second hand books catalogue we received from Len Lewis (U.K.): many interesting pieces for statistics, biographies, Olympic Games, coaching, etc. This is his e mail address Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Marzo 2017 07:34
 
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