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E questi chi è? Io sono Falconi, un quattrocentista...dell'Ottocento. Desidererei... PDF Stampa E-mail
Mercoledì 04 Marzo 2020 09:37

"Godibilissimo il «Tuttosport edizione Carlìn». Due chicchette dal giornale di giovedì 13 settembre. In prima pagina c'è una serie di caricature uscite dalla matita del disegnatore di Cuorgné, fra le quali spunta la faccia del geom. Aldo Falconi, bresciano, inarrestabile nel suo genuino entusiasmo. Carlìn lo mette fra i suoi ritratti e nel «pezzo» sottostante scrive:

"E questi chi è?

"Io sono Falconi, un quattrocentista...dell'Ottocento. Desidererei soltanto che dicesse una parola della mia società, la «Forza e Costanza» di Brescia. Fa tutto da sola, manda gli atleti a tutte le gare, è la società di Paterlini, diretta dal commendator Fontana Pietro, nessuno ne parla...

" Ma sì: io ne parlo".

Questo gustoso episodio è riportato in un libercolo edito, nel 1995, da un nostro socio, col titolo «1945, disordinate storielle pedestri, sportive e di costume di un anno che ha cambiato il mondo». E basterebbe quell'episodio riportato dal foglio sportivo torinese per tratteggiare il ritratto di un uomo entusiasta, pieno di vitalità, generoso di suo. E se volessimo pensare al significato della etichetta «uomo di sport», ecco, il geom. Aldo Falconi da Cossirano, Franciacorta, rappresenterebbe l'immagine più nitida.

Di Aldo Falconi ricorre oggi, 4 marzo, il centenario della nascita. Siamo onorati di poter dire che la famiglia, in primis il figlio Bernardo, ha individuato nel nostro Archivio Storico il tramite per ricordare la figura di suo padre. E ci ha fatto dono delle riproduzione dell'enorme materiale fotografico di proprietà della famiglia. Un onore, e una responsabilità: speriamo di essere degni, minimamente, di questa fiducia. E di poter proseguire questo bel rapporto, che gratifica anche il nostro impegno per l'Archivio Storico, che fra i suoi elmenti costitutivi ha proprio il recupero e la conservazione di materiali e storie del passato.

Oggi, il ricordo della figura del geom. Aldo Falconi è affidato alla penna - lo si diceva una volta, fra poco non esisteranno più neppure le penne - di Alberto Zanetti Lorenzetti. Ed è non senza qualche fremito d'emozione che chi ha conosciuto quest'uomo leggerà queste belle righe.

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La pagina iniziale di un diario ormai ingiallito ci ricorda l’epoca delle aule scolastiche con i banchi in legno, i quaderni a righe o a quadretti dalle suggestive copertine, le cannucce con il pennino da intingere nell’inchiostro del calamaio. Inchiostro che racconta l’entusiasmo di un ragazzo nato a Cossirano il 4 marzo 1920, che già aveva nel sangue la passione per lo sport. E, riga dopo riga, sono snocciolate le prime gare dell’adolescenza fino ad arrivare al fondo della pagina dove, implacabile, giunge la correzione del maestro. Non un maestro qualsiasi, ma il “maestro d’atletica” Bruno Bonomelli che precisa la data della gara che il diciassettenne Aldo aveva fatto in quel di Rovato.

Quelli dell’esordio di Aldo Falconi non erano tempi particolarmente brillanti per l’atletica in provincia di Brescia. Magri i risultati e pochi gli atleti di spicco. Forse val la pena di citare solo Sandro Calvesi, che tra l’altro vestiva la maglia dell’ASSI Giglio Rosso di Firenze, e il saltatore con l’asta Primo Franzoni. Qualcosa però si stava muovendo con un nuovo gruppo di atleti che stava maturando più in fretta dei sodalizi sportivi che avrebbero dovuto assisterli. Testimonianza di questo è proprio la storia di Aldo che, dopo le prime competizioni con la maglia degli istituti scolastici e delle strutture sportive giovanili del regime, per esprimere il proprio talento dovette trovarsi una società a Milano, la Oberdan Pro Patria. E fu così anche per Italo Longinotti, suo compagno di squadra, per Bruno Bonomelli, accasato al GUF Milano dopo il rientro dalla guerra d’Etiopia, mentre approdarono al G.S. Baracca l’astista Franzoni e il discobolo Pontoglio, più conosciuto negli anni a seguire come padre Onorio, il rettore dell’Istituto Franciscanum di Brescia, sede negli anni ’50 e ’60 dei raduni federali gestiti da Sandro Calvesi.

Il periodo trascorso con il sodalizio milanese fu ricco di soddisfazioni. In una squadra forte degli elementi del calibro di Beccali, Toetti, Ferrario, Caldana, Maffeis, Redaelli, Gasti e Drei vinse il Campionato nazionale di società del 1938 e 1939, prevalentemente ompegnato nella formazione della staffetta 4x400 metri. Negli anni successivi lo raggiunsero alla Oberdan Pro Patria altri due bresciani di valore: il velocista Luigi Bettini, all’epoca giovane studente di medicina poi divenuto stimatissimo oculista, e Gino Paterlini, campione e compagno di futuri successi, nonché collega nell’albo dei geometri.

La guerra lo portò a vestire la divisa di artigliere e, quando finalmente fucili e cannoni tacquero, partecipò alla ricostruzione dell’atletica bresciana. Improvvisamente la Società Ginnastica Forza e Costanza di Brescia, grazie al rientro degli atleti che avevano vestito la maglia di società di fuori della provincia, si trovò ad essere uno dei più forti sodalizi italiani, tanto da collocarsi al primo posto nella graduatoria per società ai Campionati nazionali disputati a Bologna il 20 e 21 ottobre davanti alla Giovinezza di Trieste, che avrebbe vinto lo scudetto nell’edizione 1946 e 1948, e a collezionare tre titoli nazionali grazie allo straripante Gino Paterlini (400 metri piani e ad ostacoli) e alla staffetta 4x400 metri composta da Aldo Falconi, Rolando “Trulli” Squassina, Luciano Paterlini e il fratello Gino, che nell’ultima frazione annullò uno svantaggio abissale a spese del malcapitato Rocca del Dopolavoro Curiel di Milano. Fu la riconferma di quanto era avvenuto poco meno di un mese prima ai Campionati Alta Italia a Genova, quando si ebbero le stesse vittorie individuali e di staffetta. Per Aldo fu l’apice della carriera, che si concluse nel 1947.

Le sue vicende agonistiche ebbero un’interessante appendice. La storia di Brescia nel campo delle quattro ruote vanta una tradizione che affonda le radici nella “Settimana automobilistica” di inizio Novecento, passando per il primo Gran Premio d’Italia disputato nel 1921 alla Fascia d’Oro di Montichiari, fino ad arrivare alla Mille Miglia. Il sogno di ogni sportivo bresciano era quello di partecipare alla corsa ideata da Aymo Maggi e Renzo Castagneto, e nel 1954, XXI edizione, Aldo lo realizzò mettendosi alla guida di una Fiat 1100 Turismo Veloce avendo come compagno d’avventura nientemeno che Tonino Siddi. La vittoria andò ad Alberto Ascari, che con la Lancia D24 inflisse più di mezzora di distacco alla Ferrari 500 Mondial di Vittorio Marzotto. I due atleti prestati al volante percorsero i 1.597 chilometri della gara in 15 ore 39’49”, novantaduesimi in classifica generale su 378 partenti e ventunesimi nella graduatoria della categoria Turismo.

Prima che per l’atletica, fu dirigente nel mondo del calcio; già dal 1947 l’Aurora di Travagliato lo ebbe nel direttivo fino ad eleggerlo presidente, avendo la soddisfazione di guadagnare tre promozioni, l’ultima delle quali – alla Serie C – rinunciata per il troppo oneroso impegno economico che ne sarebbe derivato. Su invito del sindaco Bruno Boni, che ebbe un ruolo determinante nella soluzione della crisi del Brescia Calcio all’indomani dell’abbandono della società di Carlino Beretta, nel 1961 divenne consigliere della principale squadra calcistica bresciana. 

Nel 1950 lo troviamo a fianco di Sandro Calvesi al momento della nascita dell’Atletica Brescia, sodalizio che lo ebbe nell’organico dirigenziale – ricoprendo anche l’incarico di presidente dal 1957 al 1960 – fino al 1972. Nel suo paese di residenza, Paderno Franciacorta, si fece promotore della costruzione di un centro sportivo che fu inaugurato nel maggio 1982 alla presenza di Livio Berruti. Intitolato alla memoria dell’amico Calvesi, all’impianto fu aggiunto anche il suo nome all’indomani della scomparsa, avvenuta il 28 agosto 1989. 

È giusto che questo personaggio venga ricordato accanto ad altri dirigenti bresciani come Aymo Maggi, padre della «Mille Miglia», Aldo Invernici, patriarca del rugby, Carlino Beretta, storico presidente del Brescia Calcio e Commissario tecnico della Nazionale azzurra dal 1951 al 1953, Bruno Boni, il sindaco più sportivo nella storia della Leonessa d’Italia, Sandro Calvesi e Bruno Bonomelli. Figure più note, ma rispetto alle quali Aldo Falconi non fu certo inferiore per la dedizione, l’entusiasmo e la generosità, anche in termini economici, che diede allo sport per tutta la vita. 

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Nella foto in alto, sopra lo scritto di Alberto Zanetti Lorenzetti, la prima pagina del diario che il giovane Aldo compilò riportando diligentemente tutte le sue gare

Qui a fianco: Aldo, a destra, con il suo amico Gino Paterlini.

Sotto: a bordo della Fiat 1100 Turismo Veloce sulla rampa di lancio della «Mille Miglia» automobilistica.

Suo compagno di avventura un altro atleta che con Aldo aveva diviso tanti momenti agonistici Il giorno della inaugurazione del Campo Sportivo di Paderno Franciacorta, nel 1982. Per l'occasione Aldo si era prodigato per avere la presenza del campione olimpico Livio Berruti

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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Marzo 2020 16:56
 
Una richiesta di informazioni da parte del nostro socio Giulio Salamina PDF Stampa E-mail
Sabato 29 Febbraio 2020 09:59

Il nostro socio bresciano Giulio Salamina ci ha inoltrato una richiesta da diffondere fra i soci. Giulio ha un «pallino»: la corsa delle 6 Miglia, tipica distanza inglese che si correva nelle gare british al posto dei diecimila metri. Gli snob d'oltre Manica non l'hanno inventata oggi la Brexit: loro sono sempre stati exit da qualcosa. In questo caso le loro gare atletiche avevano sempre - e spesso tuttora - la misurazione in yard, pollici, miles. Sulla base della presunzione che loro, i sudditi di Sua Maestà, avevano inventato l'atletica. Lasciamoli nel loro brodo.

Parliamo di Giulio. Buon atleta, mezzofondista e crossista di lunghissima carriera, ha gareggiato con i colori delle maglie delle società create da Bruno Bonomelli, di cui è rimasto un fedelissimo. Operaio fin da giovane, ha sempre trovato tempo, voglia, forza di conciliare il lavoro alla attività sportiva. Un entusiasta, nello sport come nella vita. Grande lettore di libri, ha poca stima di chi non legge, si è formato una cultura personale generale solida e variegata, essendo dotato tra l'altro, di memoria formidabile: per l'atletica, ricorda gare, risultati, nomi di atleti dei suoi tempi con una precisione che manco uno dei migliori statistici.

Un episodio che ci ha riferito un socio che era presente. Siamo su un terreno adibito a zona lanci (un successo dell'Atletica Virtus, come dire Erminio Rozzini and friends), autunno del 2017. In corso una esibizione di lancio del disco per ricordare i cento anni della nascita di Adolfo Consolini. Attorno alla pedana parecchi uomini che hanno illustrato le pagine dell'atletica italiana: Carmelo Rado, Franco Sar (scomparso pochi mesi fa), Gaetano Dalla Pria, Adolfo Rotta, e altri ancora. Ad un certo punto entrano nel campetto Fabio Monti, figlio dell'indimenticabile Carlo, e un signore massiccio che si presenta a chi non lo conosce: sono Giancarlo Sisti. Benarrivato, convenevoli, ringraziamenti per la partecipazione all'evento. Poco discosto, Giulio Salamina, immancabile alle iniziative che vedono coinvolto il nostro Archivio Storico, di cui è socio. Sisti? 1960, staffetta 4 x 100 della Pirelli, primato italiano di società e poi campione nazionale...e lì snocciola il quartetto: Armando Sardi, Sergio Ottolina, Giancarlo Sisti e Francesco Vincenzi i nomi erano quelli, l'ordine del quartetto forse era diverso. Al povero Giancarlo gli viene il coccolone. Ma va a da’ via i ciapp! ma chì l'è quest chi? Milanesissimo, Giancarlo, su dieci, dice due parole in italiano e otto in milanes, spesso serve il traduttore per capire tutto il suo discorso, che spara come una mitraglia. Furono un pomeriggio e una serata indimenticabili, cena nei tendoni della Festa dello sport castenedolese, penne al sugo di qualcosa, lepre, cinghiale, chi si ricorda, che fecero la felicità di Giancarlo.

Torniamo a Giulio e alla sua ricerca sulle 6 Miglia: se qualcuno può aiutare, gliene saremo grati. Inviare eventuali informazioni a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Giulio non possiede un computer, faremo da tramite.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Febbraio 2020 21:54
 
Salto triplo: nuove liste nazionali di ogni tempo, uomini e donne, indoor e outdoor PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Febbraio 2020 14:28

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Enzo Rivis, in combutta con Enzo Sabbadin, che sono i nostri due soci che di tanto in tanto...danno i numeri, ci ha fatto pervenire la nuova compilazione delle liste nazionali di tutti i tempi per la disciplina del salto triplo, uomini e donne, all'aperto e al coperto. Rivis ha aggiornato il suo lavoro al 31 dicembre 2019. Nel messaggio accompagnatorio ci ha informato che le nuove prestazioni del 2019 sono evidenziate in rosso. I limiti sono rimasti quelli precedenti, per cui sono aumentate le performances e gli atleti/e nelle liste. Ci sono adesso, nelle liste all'aperto, 313 maschi e 300 femmine. Le lunghissime compilazioni sono sempre disponibili su questo nostro sito: a sinistra della pagina di accesso, alla voce Liste italiane di ogni tempo ci sono quattro sottotitoli dedicati espressamente alla specialità: triplo uomini, triplo donne, pista coperta uomini, pista coperta donne. Un piccolo chiarimento: non è che per noi esista solo questa specialità dell'atletica - e infatti abbiamo liste ogni tempo per tutte quante -, si tratta della «eredità» di una iniziativa che, nell'ottobre del 2018, vide partecipi alcuni soci del nostro Archivio per una giornata (memorabile, ebbene sì) dedicata a Giuseppe Gentile e a tutti i triplisti italiani, uomini e donne. In quella occasione i nostri statistici compilarono delle liste «speciali» per una occasione «speciale»; abbiamo pensato di renderle disponibili in forma permanente a tutti gli appassionati di atletica e di compilazione. Questo lavoro viene aggiornato una volta l'anno.

Nelle foto (Archivio FIDAL / fotografo Giancarlo Colombo): Andrea Dallavalle e Ottavia Cestonaro, che nella stagione 2019 hanno migliorato i loro primati personali. Il giovane piacentino, con 16.95, ha sfiorato la barriera dei 17 metri

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Febbraio 2020 15:24
 
Anche al di là dell'Atlantico c'è chi si ricorda di un gentleman come Luigi Mengoni PDF Stampa E-mail
Domenica 23 Febbraio 2020 16:24

Qualche giorno fa, Augusto Frasca, con un suo elegante scritto, ci ha ricordato la figura di uno dei «grandi» della cultura atletica in Italia, cultura fatta di ricerca storica, compilazione di dati, quelle che, con molta approssimazione, usiamo chiamare statistiche, biografie di grandi atleti, investigazione tecnica. Il nostro movimento atletico nazionale ha potuto annoverare alcune di queste figure che hanno lasciato orme indelebili, dentro e fuori il nostro Paese. A dirla tutta, sicuramente più fuori che dentro. I nomi di Roberto L. Quercetani, Bruno Bonomelli, Luciano Serra, Luigi Mengoni, Marco Martini, per dire di alcuni, sono stati i nostri «pilastri» culturali. E proprio di Mengoni, riservatissimo studioso ascolano, si è occupato Augusto Frasca. Il suo scritto è arrivato lontano, al di là dell'Oceano Atlantico, negli Stati Uniti, sulla costa di un altro Oceano, quello Pacifico. Potenza dei mezzi di comunicazione odierni. Ci ha scritto - meglio, ha scritto a un nostro socio che da anni intrattiene corrispondenza con lui - un'americano che pure ha dedicato ricerche e compilato pubblicazioni sull'atletica. Stephen Sprangue questo il suo nome. Leggete intanto quello che ci ha scritto:

"I first came across the name Luigi Mengoni in the German periodical Der Leichtathletik in an issue dated 31 January 1957, where the top performances for all events in all countries first saw the light of day. Soon after, I purchased his Athletics classic, World and National Leaders in Track & Field Athletics, the third revision, 1924 - 1960. I later purchased all versions including his last, which included data for the period 1860 - 1972. This book was my first and favorite statistical work of Athletics, along with Maurice Loesch's 1922 International Athletics Annual, which now includes well over 400 volumes and led to the publication of my own book of statistics, Post War Athletics: 1946 - 1970. Thank you Ottavio for posting this fine article about this great man with a passion for athletics".

Per avere un ritrattino più preciso di questo amico americano, gli abbiamo chiesto una piccola biografia. Ecco quello che ci ha scritto Stephen:

"Hi Ottavio. Briefly, I started off professionally as a biologist, earned a living in Real Estate, was able to retire early which now affords me the opportunity to write for pleasure. I've published one book: Post War Athletics: A Statistical History - 1946 through 1970, and am currently writing a book of historical fiction about Hernan Cortez as well as completing a survey of middle and long distance athletics (top 10 lists for all events from 800m through 10,000m for all countries from 1946 though 1983). I ran the 880y, Mile and 2Mile in high school and it was there that I developed a passion for athletics. In the late 1970's I regularly attended indoor track meets from Los Angeles to San Diego where I had the privilege of watching many of the greats from that era including Henry Rono, Suleiman Nyambui, Eamonn Coghlan among many others. I started seriously collecting athletic statistics and compiling my own lists around 1978, the same year I acquired my first copy of Luigi Mengoni's book. I was born in 1960 and have lived in the state of California for my entire life, beginning in Northern California and now reside in Southern California in the town of Orange. Besides hunting down obscure athletics statistics, I am the "stay at home dad" of 12 year old twins, give private ukulele and guitar lessons, and write movie reviews for a local publication".

Il citato Ottavio ebbe il primo contatto con Stephen via email qualche anno fa, quando faceva finta di lavorare per la Federazione internazionale di atletica, in qualità di direttore del microscopico subdipartamento documentazione e statistica. Alla richiesta di procurargli liste italiane degli anni '40 - '60, fece del suo meglio, attingendo alla sua collezione privata. Al di là della collaborazione specifica, è rimasta una cordialità di rapporti epistolari, come si può notare. Stephen, da quanto possiamo verificare ogni giorno dai sistemi informatici, è un attentissimo lettore del nostro sito, e il suo ricordo di Luigi Mengoni lo dimostra. Ci fa molto piacere, e, ne siamo certi, ne farà ad Augusto Frasca, che di quel ricordo è stato promotore.

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Febbraio 2020 19:22
 
Assemblea ASAI 2020: ci vediamo a Toscolano Maderno domenica 10 maggio PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Febbraio 2020 06:00

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Si terrà nella sala conferenze del Museo della Carta, a Toscolano Maderno (lago di Garda), la Assemblea Annuale Ordinaria dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli». La data è domenica 10 maggio. La proposta della sede lacustre fu avanzata dal vicepresidente Augusto Frasca nel corso della Assemblea dello scorso anno a Firenze. Scelta favorita dalla disponibilità dell' Amministrazione comunale di Toscolano Maderno, nelle persone del sindaco, Delia Castellini, e dell'assessore allo Sport, Alessandro Comincioli, e dalla presenza in zona di alcuni nostri soci che seguiranno la organizzazione dell'evento.

Evento che prevede un programma su due giornate, sabato 9 e domenica 10, la seconda riservata alla Assemblea dei nostri soci, come da Statuto. Il giorno avanti, sempre all'interno del Museo della Carta, si svolgerà un convegno a carattere storico sportivo che tratterà aspetti e discipline dello sport in questa area, lacustre e terrestre, del Benaco. Un gruppo di nostri soci è al lavoro per individuare argomenti e relatori. Il programma dettagliato del convegno sarà disponibile fra qualche settimana. I soci che vorranno partecipare alle due giornate potranno usufruire di alberghi della zona a tariffe convenzionate.

A coloro che vogliano fare una visita «virtuale» al Museo della Carta, nella affascinante Valle delle Cartiere di Toscolano Maderno, suggeriamo questo indirizzo.

In allegato trasmettiamo la convocazione formale dell'Assemblea e il formulario di delega ad altro socio per coloro che non potranno intervenire:

- Convocazione Assemblea Annuale Ordinaria 2020

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Febbraio 2020 08:08
 
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