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Trekkenfild, sessantanovesima puntata, quasi quasi una telenovela atletica PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Maggio 2019 09:35

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Maratone, convegni, profili, chiacchiere di corridoio e fuori del corridoio, insomma di tutto e di più in questo 69esimo numero di Trekkenfild, A voi la decisione: lo leggo, lo avete già letto da qualche altra parte e non vi interessa, non lo leggerete mai, son tutti fatti vostri. 

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Maggio 2019 09:46
 
Buon compleanno, Roberto, con lo stesso affetto che tu hai dato a tutti noi PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Maggio 2019 09:35

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Oggi, 3 maggio, il nostro Presidente Onorario, Roberto Luigi Quercetani festeggia con la signora Maria Luisa e con le persone care che gli saranno vicine nella loro residenza fiorentina, un compleanno che, nella cifra, è molto importante. Se volessimo paragonare la corsa della vita a quella dei 100 metri - corsa suprema del nostro sport, senza equivalenti in nessuna altra espressione agonistica - diremmo che l'atleta che arriva a tre metri dal mai dimenticato filo di lana con qualche centimentro sugli altri sicuramente ha vinto. Roberto ha vinto sempre, in tutta la sua vita, fin dalla partenza, per la sua signorilità, il suo garbo, la sua cultura, la sua disponibilità a compartire il suo sapere con gli altri. Quanti di noi gli debbono essere debitori se hanno imparato qualcosa di più! Lo abbiamo incontrato poche settimane fa, trascorrendo con Maria Luisa e con lui, un'ora piacevole, durante la quale abbiamo ascoltato il suo piacevole eloquio accompagnato da quel sorriso morbido e accattivante che Marco Peiano ha fissato nella sua foto. 

E non solo noi gli siamo debitori, ma in giro per il mondo, ovunque, gente di tante lingue diverse, quelle lingue che lui ha sempre coltivato con una passione perfino superiore a quella che ha riservato alla nostra meravigliosa atletica, lo ha mai dimenticato. Agli affettuosi auguri di tutti noi dell'Archivio Storico aggiungiamo quelli che ci hanno fatto pervenire, per iscritto, due amici della Commissione Documentazione e Storia della Federazione francese di atletica, con i quali abbiamo un amichevole rapporto di collaborazione.

Messaggio di Luc Vollard:

Dear Ottavio, Thank you for this information and I wish long life to Roberto. His birthday is easy for me to remind, because it is the same day than my daughter ! She will be 30 next week and of course was practicing athletics, as her husband and the parents of his husband. We hope there two sons will be on track and field a few years !

Messaggio di Jacques Carmelli:

Bonsoir Ottavio, Pourrais-tu transmettre à Roberto mes meilleurs voeux pour son anniversaire. (Pour ma femme, ce sera le 5 Mai !). Je suis allé à Firenze les voir Maria-Luisa & Roberto, evoyage de noces, en 1970 !!!! J'ai eu un fils, Bernard, mais nous avons appelé notre fille Florence. Je l'es ai revus peu après pour le baptême d'Olivier,  le fils d'Alain Bouillé. C'était hier, me semble t-il.. Prenez tous bien soin de lui et de son épouse ! 

Nous pensons à tous nos amis italiens, statisticiens ou parents. J'ai un cousin à Savona, qui a un mois de moins que moi. Dans ma jeunesse, j'étais émerveillé de voir les médailles qu'il avait gagnées en sprint !! Mais il n'a jamais franchi l'échelon régional.
Auguri!
Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Maggio 2019 14:05
 
Enzo Gallotta, nuovo socio del nostro Archivio...a sua insaputa, ci ha visti così PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Aprile 2019 10:00

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Enzo Gallotta, giornalista, attento cronista di «giudiziaria», ma persona di vasti interessi, per sua fortuna, anche al di fuori delle aule giudiziarie. Approdò al «Giornale di Brescia» emigrando dall'altro foglio cittadino «BresciaOggi», dopo esperienze radiotelevisive gardesane, quelli erano i tempi, anni '80. Fra le passioni anche lo sport, in generale, con predilezione per i «personaggi», in particolare per quelli legati alla sua  terra, Toscolano Maderno, lago di Garda. Ha scritto belle cose su Ugo Locatelli, calciatore campione olimpico nel '36 e campione del mondo nel '38, e sul rugbista Lucio Avigo, uno che ha fatto storia del mondo della palla ovale bresciana. Sportivone lui stesso, il Gallotta: corre, dice lui corricchia, ogni giorno, una volta la settimana con altri amici fa il bagno nelle acque invernali non proprio bollenti del Benaco, collabora con il GS Montegargnano, club di podisti accaniti. Ma soprattutto, Enzo Gallotta è persona perbene, disponibile, amabile, che una mano te la dà sempre, se gliela chiedi. L'abbiamo fatto entrare nei «nostri» un po' subdolamente, usando una tecnica divenuta famosa qualche anno, tecnica da mettere in conto a un politico con la faccia foderata di pelle di culo, il quale sostenne di essere divenuto proprietario di un vasto appartamento romano con vista sul Colosseo «a sua insaputa». Enzo non ci ha guadagnato nulla, anzi ci ha rimesso anche la quota di adesione al nostro gruppo. In compenso ci ha regalato questo simpatico scritto sulla sua prima esperienza A.S.A.I. Sappiate che Enzo non è la prima volta che sta al nostro fianco per iniziative che hanno avuto a che fare con l'atletica. Sempre con convinzione, disinteresse, sincera amicizia. E non sarà l'ultima. Benvenuto tra noi.

Nella foto di Marco Peiano, scattata nella Sala Aldo Capanni, «agli ASSI» come dicono a Firenze, Enzo Gallotta si intrattiene con Augusto Frasca al momento della consegna del diploma di Socio Fondatore.

La racconto. Questa è la storia di una “imboscata”. Amicale, sodale, piacevole. S’intende. L’agguato è andato a segno a metà. Autore per nulla anonimo: Ottavio Castellini. Amico, prima che collega. Ritrovato sulla strada di Navazzo, borgata affacciata sul lago di Garda, in sponda bresciana, eletta a suo buon ritiro. Gargnano il Comune, di cui è cittadino onorario.

L’invito mi viene recapitato via telefono dallo stesso presidente dell’A.S.A.I., che porta il nome dell’indimenticato Bruno Bonomelli, da me conosciuto nel passato prossimo di giovane cronista. “Vieni a Firenze, così i riconoscimenti con la carta fatta a mano dall’Antica Cartiera Toscolano 1381, li consegni tu. E questa è un’imboscata”. Così ci troviamo a partire – io, mia moglie Ornella, con Elena e Marco Forti - in un sabato a mezzo aprile alla volta della Toscana. Meta di passo è Montecatini Terme, dove si trascorre piacevole serata in compagnia. Non senza aver prima aggirato le insidie del navigatore. Attrezzo “infernale”, di cui diffidare a prescindere, che ci ha fatto transitare a Scandicci e dintorni prima di farci affrontare un colle anonimo e atterrare infine a destinazione.

Il mattino a seguire è pioggerella fine, di aprile. Il dolce dormire lascia spazio all’ultimo tratto verso la destinazione: Firenze, viale Michelangiolo. Si scrive proprio così. Al civico 64 la sede dell’ASSI Giglio Rosso, storica società sportiva fiorentina, prossima al secolo di vita. Ci troviamo famiglie intere, movimento di bimbi e mamme che stanno per partire per una “maratona” in famiglia. Al primo piano, la biblioteca è spazio riservato all’assemblea A.S.A.I. In attesa che l’annunciato agguato si compia, uno sguardo in giro. Verso i campanili della città e la cupola del Duomo. Avrebbero molta Storia e storie da raccontare.

La sala si riempie, una persona dopo l’altra. Ci sono colleghi giornalisti, storici della disciplina propria dell’Archivio Storico, ci mancherebbe. Rimbalzano i nomi di qualche ex atleta, presente e non (con relativa giustifica). Puntuale, il richiamo all’attenzione. Si comincia. Assemblea numero 25. Si celebra il quarto di secolo dell’A.S.A.I. Parola al Sindaco Revisore dei conti. A posto. Poi la relazione del Consiglio direttivo, impegno del presidente. Tutto già scritto nella puntuale cronaca a verbale del segretario disponibile su queste stesse pagine virtuali. L’”imboscata”, in questa parte inattesa a ribadire la proprietà del termine, arriva quando il presidente-amico, Ottavio, si appresta a richiamarmi all’ordine per prendere posizione. Ci sono i diplomi da consegnare. “Poi – dice rivolto alla platea- lui non lo sa ancora, ma da oggi è uno dei nuovi soci dell’A.S.A.I.”. Non sono ammesse repliche. Sorpresa, sorpresona. Mi si passi il neologismo. Sono davvero preso alla sprovvista. Non me l’aspettavo. E ho detto, e scritto, tutto. Nella veste e nella funzione di socio, mi tocca. Passo alla consegna dei preziosi fogli di carta fatta a mano. Testimonianza d’oggi dell’ingegno e del lavoro del passato, che si perpetua oggi, della mia piccola patria che mi sta a cuore.

Il resto, affatto secondario, sta in alcuni interventi dei soci. Decisioni da prendere, impegni economici da affrontare. Se ne parla, in amicizia. Franchezza e determinazione nell’affrontare questioni e problemi con il pragmatismo necessario. Mi interessa, ne sono al tempo stesso incuriosito e affascinato. Al punto che le circa due ore se ne vanno via rapide. Come il tempo di un amen. Magari un poco più.

Cosa posso dire infine? Che mi appresto a chiudere per non tediare il lettore . Scrivo “grazie”. Grande così. A Ottavio e ai soci tutti, con i quali ho il piacere di condividere cammino e interessi. “Rari nantes in gurgite vasto”, non siamo naufraghi. Affatto. Semmai un gruppo che ha il piacere della ricerca e comune passione. Per lo sport, per l’atletica. Per il suo scorrere, nel senso del tempo. Storie di donne e uomini, di luoghi e tempi. Di passioni e sentimenti, sudore e sacrificio. Che significato ultimo avrebbe diversamente un Archivio Storico?

Io l’ho vissuta e la scrivo così, questa giornata fiorentina. Corsa via troppo presto. Conclusa con l’abbraccio degli amici al Presidente emerito, Roberto Luigi Quercetani. Un Maestro.

Sulla strada del rientro, non lo nascondo, personale gratificazione per la parte “oscura” dell’annunciato agguato. Altro non ho da scrivere. Se non da rivelare che l’ultima imboscata mi è stata riservata dal navigatore della mia automobile quando sulla strada del rientro non ho imboccato lo svincolo d’uscita a Mantova Nord. Come indicato dalla voce della gentile “annunciatrice”. Ho tirato dritto. Dopo un migliaio di metri la stessa voce mi ha avvisato: “Attenzione, c’è un traghetto sulla vostra rotta”. Ho dato un’occhiata. Quota periscopio: fino all’orizzonte, solo pianura. Niente mare. Il Po relativamente lontano. Nessun siluro in arrivo. È stata un’imboscata!

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Aprile 2019 13:04
 
I nostri primi 25 anni, adesso vogliamo scommettere sui secondi 25, almeno... PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Aprile 2019 09:34

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Qui di seguito potete leggere il verbale redatto a conclusione della Assemblea 2019 tenuta a Firenze il 14 aprile. Deve considerarsi come bozza, nel caso qualcuno dei soci presenti intenda apportare modifiche, aggiunte, chiarimenti. In assenza di ogni rilievo, il documento verrà approvato in apertura della Assemblea 2020. Su questo link potete anche vedere un servizio fotografico realizzato da Marco Peiano.

VERBALE DELL’ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI

 Alle ore 10.30 di domenica 14 aprile 2019 a Firenze, nella sede dell’A.S.S.I. Giglio Rosso, Sala Aldo Capanni, in Viale Michelangiolo 64, ha luogo in seconda convocazione l’annuale Assemblea Ordinaria dei soci dell’Archivio Storico dell’Atletica Italiana Bruno Bonomelli.

Sono presenti il presidente Ottavio Castellini, il vicepresidente Augusto Frasca, il segretario Alberto Zanetti Lorenzetti, il sindaco revisore Tiziano Strinati, il consigliere Gabriele Manfredini, i soci Giorgio Barberis, Giors Oneto, Fabio Monti, Marco Forti, Albertino Bargnani, Giulio Salamina, Enzo Gallotta, Sandro Aquari, Gianfranco Carabelli, Rita Bottiglieri, Rosa Valzelli, Encarnación Tamayo Nevado, Alessandra Rossetti, Mario Forzanini, William Verrecchia, Luciano Peiano, Marco Peiano, Giuseppina Peiano, Gustavo Pallicca, Carlo Santi, Edoardo Giorello, Angela Cartesegna e Bruno Cerutti. Sono invece presenti per delega Aurelio Forti (delega a Marco Forti), Carlos Fernández Canet (delega Castellini).

In apertura vengono ricordati due eventi importanti nella storia dell'atletica italiana. Il 14 aprile 1922 si formò a Firenze il primo nucleo societario che diede poi vita alla A.S.S.I. Giglio Rosso. Lo stesso giorno del 1946 Adolfo Consolini stabilì per la seconda volta il primato mondiale del lancio del disco.

Il presidente, constatata la validità dell’Assemblea, propone il sindaco revisore Tiziano Strinati alla presidenza dell’Assemblea ed il segretario Alberto Zanetti Lorenzetti quale segretario verbalizzante della medesima ed estende ai presenti i saluti dei soci Enzo Sabbadin, Enzo Rivis, Franco Fava, Vanni Ghiotto, Vilma Novella, Giorgio Reineri e don Alessandro Capanni, impossibilitati a intervenire. Rivolge un vivo ringraziamento alla società A.S.S.I. Giglio Rosso per l’ospitalità, lasciando la parola al presidente del sodalizio Marcello Marchioni, il quale sottolinea il legame della società fiorentina con l’A.S.A.I. e presenta la sala in cui ha luogo l’Assemblea intitolata ad Aldo Capanni, da poco tempo agibile e contenente nella biblioteca il lascito del presidente onorario dell’A.S.A.I. Roberto L. Quercetani. Un diploma su carta fatta a mano «Toscolano 1381» viene consegnato a Marchioni in segno di ringraziamento per la disponibilità.

Avendo l’Assemblea accettato all’unanimità la proposta di nomina del presidente e del segretario, è letto l’Ordine del Giorno che prevede:

·         approvazione del verbale precedente;

·         approvazione del bilancio consuntivo 2017 e della relativa relazione del Sindaco Revisore;

·         approvazione del bilancio preventivo 2018 e della relativa relazione del Sindaco Revisore;

·         relazione del Consiglio Direttivo ai Soci;

·         attività dell’Associazione;

·         varie ed eventuali.

APPROVAZIONE DEL VERBALE PRECEDENTE

Il Presidente dell’Assemblea chiede se esistono obiezioni o domande relative a chiarimenti, e successivamente il verbale, già da tempo messo a disposizione dei soci, viene approvato all’unanimità.

APPROVAZIONE DEI BILANCI

Di seguito il Tiziano Strinati, in qualità di Sindaco Revisore, illustra il bilancio consuntivo 2018 ed il bilancio preventivo 2019, ribadendo le considerazioni espresse sulla opportunità di utilizzare l’attivo di cassa e sulle prospettive future dell’Associazione, anche in relazione ai probabili contenuti della legge sulla normativa delle associazioni, il cosiddetto “terzo settore”, che potrebbe contenere una tassazione sulle nostre risorse economiche.

L’Assemblea approva i bilanci all’unanimità.

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO AI SOCI

Viene poi iniziata la lettura della Relazione del Consiglio Direttivo ai Soci per l’attività dell’Associazione nel 2018.

Portata a termine la lettura, non essendoci rilievi, né pareri contrari, né astensioni, la Relazione è approvata all’unanimità.

ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE

Prende la parola Castellini, ricordando che nella data odierna del 1946 Adolfo Consolini stabiliva per la seconda volta il primato mondiale del lancio del disco.

Per quanto riguarda il sito internet dell’A.S.A.I. evidenzia il valore numerico dei visitatori, che ha superato la cifra di 1.200.000 contatti, e rimarca alcuni problemi tecnici che impediscono l’aggiornamento di alcune parti del sito. È proseguito l’aggiornamento delle liste italiane di tutti i tempi a cura dei soci Enzo Sabbadin ed Enzo Rivis ed è ringraziato il socio Gino Bassi per l’aiuto professionale fornito all’A.S.A.I. nell’assistenza alla gestione del sito.

Marco Peiano chiede il significato dello striscione installato nella sala, dove appare la frase “Atletica e cultura: una chimera?”, Castellini risponde che si tratta di una riflessione sul ruolo e lo spirito dell’A.S.A.I., associazione che continua la sua attività nonostante la delusione del rapporto con le strutture che governano lo sport fin dalla nascita dell’Archivio Storico, a partire da quando l’allora presidente Quercetani contattò la F.I.D.A.L. ricevendo promesse poi non mantenute, ed elencando i contatti avuti con le gestioni successive, sempre senza esito. Finora l’A.S.A.I. ha dato alle stampe oltre 30 pubblicazioni in 25 anni. Nessuna copia della collana dedicata ai Campionati italiani è stata acquistata dalla Federazione, che si è sempre giustificata lamentando problemi di bilancio. L’associazione prosegue la sua attività con la consapevolezza del valore delle sue pubblicazioni.

Gianfranco Carabelli precisa che l’atteggiamento della Federazione non è certo dovuto a problemi di disponibilità finanziaria e ricorda che il Centro Studi della F.I.D.A.L. è nato e cresciuto pur non essendoci una lira a disposizione.

Augusto Frasca fa presente che il 19 maggio Livio Berruti compirà 80 anni e sollecita un messaggio dell’A.S.A.I. Castellini risponde che se ci sono le premesse si potrà anche organizzare una visita al campione olimpico, a Torino. Lo stesso Frasca suggerisce una iniziativa «sociale» in più giorni, sul lago di Garda, in occasione dell'Assemblea 2020. 

Gabriele Manfredini aggiorna l’Assemblea sullo stato dei lavori di riordino e classificazione del materiale Bonomelli, consistente in schede, quaderni e tabulati. Da alcuni mesi si è verificato un rallentamento del lavoro a causa dell’aumento degli impegni professionali.

Propone la creazione di un’area riservata del sito dove pubblicare il materiale anche a fronte delle richieste, non sempre fatte con correttezza, da persone che non sono associate, o che, addirittura, sollecitate si trincerano dietro ridicole scuse per non associarsi. Viene portato l’esempio di un ex socio che, alla ricerca di dati presenti nel materiale di Bruno Bonomelli, dopo aver ricevuto da Castellini la richiesta di associarsi e averla rifiutata, si è rivolto allo stesso ignaro Manfredini che, in totale buonafede, ha fornito l’aiuto richiesto. Sarà anche bene ricordare a tutti che il «Lascito Bonomelli» non è di proprietà dell’Archivio Storico in quanto tale ma di alcuni soci cui è stato espressamente donato. Un patrimonio unico cui tutti i soci possono accedere, beninteso, ma almeno con quel minimo di adesione che comporta la quota sociale.

Mario Forzanini esprime il parere che solo la regolare associazione all’A.S.A.I. debba dare diritto di accesso ai dati, portando l’esempio di quanto avviene in altre realtà.

Tornando sui problemi riguardanti il sito, Castellini chiede l’autorizzazione a poter utilizzare i fondi presenti in bilancio per la sua gestione nei limiti delle disponibilità economiche. L’Assemblea esprime parere favorevole. Sempre a spese dell’A.S.A.I., data l’impossibilità di poter fruire di altre alternative, avverrà il trasloco da Roma alla sede della nostra associazione del materiale del compianto socio fondatore Marco Martini, donato dai familiari all’Archivio Storico grazie all’interessamento di Augusto Frasca.

Castellini informa che è ormai in fase di completamento il decimo volume della collana sulla storia dei Campionati italiani, il cui contenuto riguarda l’anno 1946. La pubblicazione potrà avvalersi del contributo del socio Fabio Monti, che intende così ricordare la figura del padre Carlo, uno dei grandi protagonisti azzurri in quell’anno. Verrà organizzata la presentazione del libro a Milano.

In conclusione Castellini, in occasione del 25.o anno di attività dell’A.S.A.I., procede alla consegna dei diplomi stampati presso l’antica cartiera di Toscolano Maderno - Toscolano 1381 (la cui storia e attività attuale è stata descritta dal socio Enzo Gallotta) ai soci fondatori dell’associazione presenti: oltre allo stesso Castellini, Augusto Frasca, Tiziano Strinati e Alberto Zanetti Lorenzetti. Al termine del pranzo sociale Castellini, Zanetti Lorenzetti e Marco Peiano si sono poi recati da Roberto L. Quercetani, impossibilitato a presenziare all’Assemblea, per la consegna del Premio Bruno Bonomelli.

Non essendovi altri interventi, alle ore 13.00 l’Assemblea è dichiarata conclusa.

 Il Presidente

 Il Segretario

 Firenze, 14 aprile 2019

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Aprile 2019 10:36
 
Roberto L. Quercetani e Bruno Bonomelli, una amicizia nel segno della cultura PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Aprile 2019 07:00

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Maestro. «Chi si propone come modello  e guida per gli altri», recita il Dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti. Nei secoli medioevali o rinascimentali lo avrebbero chiamato «Mastro», nella sua Firenze, specialmente. Era un titolo quasi nobiliare, ossequioso, deferente, riservato ai grandi artisti, pittori scultori, ma anche a chi era particolarmente abile con le mani, dai muratori ai falegnami, a chi si distingueva per particolare abilità, e creava con la sua competenza. Un esempio: il mastro d'ascia, che costruiva imbarcazioni. Nel nostro microcosmo sportivo anche noi abbiamo avuto dei «Maestri», pochi, pochissimi, ma ci è stata data una fortuna inconmmensurabile: i due migliori li abbiamo avuti noi, vicini a noi dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana.

E qualche giorno fa, in margine alla nostra venticinquennale Assemblea, i due «Maestri» si sono ritrovati uniti da un filo ideale, per noi pieno di significati. Roberto Luigi Quercetani ha ricevuto, a nome di tutti i soci, il Premio Bruno Bonomelli. Come dire, da maestro a maestro. Il fiorentino ha lasciato un segno indelebile nella cultura mondiale del nostro sport con la sua opera globale. In ogni angolo del mondo, chiunque voglia sapere qualcosa di storia dell'atletica leggera fa riferimento ai lavori di Roberto L. Quercetani, tradotti in moltissimi idiomi. Noi, che abbiamo come gruppo, un orizzonte più delimitato, quello dell'atletica nazionale, abbiamo avuto come ispiratore Bruno Bonomelli, bresciano, l'uomo che per primo ha scavato a fondo le vicende storiche, organizzative ed agonistiche, della nostra atletica. Due colossi, ciascuno nel proprio ambito. Due colossi che hanno per noi una valenza speciale: Roberto aderì subito alla A.S.A.I. e ne fu il primo presidente, Bruno, dopo la sua scomparsa, fu l'ispiratore della nostra associazione.

Il Premio Bruno Bonomelli fu istituito, a sorpresa, nel 2013, da un gruppo di amici bresciani. Il primo fu consegnato a Marco Martini, a pieno diritto ritenuto il continuatore dell'opera bonomelliana di ricerca e approfondimento. Gli venne dato in occasione della assemblea che si tenne a Castenedolo, alle porte di Brescia, nella guest house della Tenuta Agricola Peri Bigogno, che aveva ospitato l'evento. Stavolta il Premio - riprodotto su un prezioso foglio di carta fatta a mano dalla ditta Toscolano 1381, emanazione del Museo della Carta di Toscolano Maderno, culla di mastri cartai, per rimanere in tema - è stato rimesso a Roberto, alla presenza della gentile signora Maria Luisa, nella loro attuale residenza fiorentina. Erano presenti Ottavio Castellini, Alberto Zanetti Lorenzetti e Marco Peiano, cui si devono le fotografie che corredano queste righe.

Roberto, con simpatia e lucidità, ha ricordato episodi della sua amicizia con il tempestoso Bruno, per esempio una loro visita alla redazione del quotidiano "L'Unità" dove il giornalista bresciano diede sfogo alla sua insoddisfazione nei confronti dei redattori sportivi. È trascorsa una oretta tra piacevoli aneddoti, ricordi di amici francesi, britannici, americani, la sua iniziale passione per le lingue straniere, Roberto ne parla parecchie fluentemente, i ricordi della sua relazione professionale con Gianni Brera che lo volle prezioso collaboratore alla «Gazzetta dello Sport», le differenze fra lui e Bruno quanto agli interessi atletici, mondiali per l'uno, nazionali per l'altro.

È stato per noi il miglior suggello alla celebrazione dei nostri 25 anni. Grazie Roberto! Grazie Bruno!

Delle foto vogliamo richiamare l'attenzione su una in particolare, l'ultima in basso a destra: in mezzo a libri religiosi, Bibbie, vite dei Santi e degli Apostoli, fa capolino una copia della storia dell'atletica mondiale di Roberto Quercetani. In fondo, quella dell'atletica, una religione laica per tutti noi.

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Aprile 2019 08:28
 
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