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Corsa Campestre, scuola di campioni PDF Stampa E-mail
Martedì 13 Dicembre 2011 12:44

alt "La prima corsa a piedi, ricordata e descritta da Omero, cronista eccezionale, con abbondanza di particolari, è la sfida, avvenuta sotto le mura di Troia, fra Antiloco, Ulisse e Aiace d'Oileo, in occasione dei giochi funebri di Patroclo". Inizia così, sotto il titolo "Il primo cross dell'umanità" il capitolo d'apertura del volumetto (64 pagine) "Corsa campestre, scuola di campioni - I Cross - Country in Italia e nel Mondo - Nel giubileo del Campionato italiano", autori Bruno Bonomelli e Emanuele Carli, uscito a Verona, per i tipi della Stamperia Zendrini, nel marzo del 1966.

Era la prima pubblicazione interamente dedicata alla corsa campestre, disciplina alla quale Bonomelli aveva riservato nella sua attività di storico dell'atletica italiana una attenzione speciale, al contrario di quello che era sempre avvenuto in seno alla Federazione italiana, che del cross non si era mai curata molto.

In tredici capitoli Bonomelli e Carli mettono la pietra angolare di una storia del cross in Italia e nel mondo. Una piccola preziosità e rarità bibliotecaria che l'A.S.A.I. è in grado di offrire a quei soci che volessero arricchire la propria collezione. Alcune - pochissime - copie di questo storico libretto sono state reperite da due soci. Chi fosse interessato a ricevere la pubblicazione, può versare un contributo spese di 15,00 Euro, utilizzando il consueto bonifico bancario alla Cassa Padana BCC, filiale di Gambara, beneficiario ASAI Archivio Storico dell’Atletica Italiana Bruno Bonomelli

cod. IBAN IT91N0834054521000000104696

indicando la pubblicazione in oggetto e le coordinate per la spedizione postale.

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Dicembre 2011 14:43
 
La stagione 1945 del soldato scelto Harrison Dillard / The 1945 season of Pfc Harrison Dillard PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Ottobre 2011 14:55
Questo articolo, firmato dal nostro socio, prof. Marco Martini, tratta delle vicende atletiche vissute in Italia immediatamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, da Harrison Dillard, celebre ostacolista e velocista statunitense, protagonista di una straordinaria carriera coronata da quattro medaglie d’oro olimpiche:
 
London 1948 100m 1st 10.3 =OR
London 1948 4x100 USA 1st 40.6
Helsinki 1952 110m H 1st 13.7 OR
Helsinki 1952 4x100 USA 1st 40.1
 
Dillard è l’unico atleta nella storia dei Giochi Olimpici ad aver vinto la medaglia d’oro sia sui 100 metri sia sui 110 metri ostacoli/Harrison Dillard is the only man in the history of the Olympic Games who won gold medals in both the sprints and the high hurdles.
 
L’articolo è stato pubblicato, in inglese, sul numero di giugno 2011 della rivista degli statistici britannici "Track Stats". Lo offriamo qui aggiungendovi la traduzione in lingua italiana.
 
Nella foto qui sotto: Dillard allo Stadio Comunale di Firenze in allenamento per i Campionati MTO, all'inizio del luglio 1945/ Firenze, early July 1945: Dillard training for the MTO Championships
 
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Ultimo aggiornamento Martedì 13 Dicembre 2011 14:34
 
"Atletica a Reggio Emilia, 100 anni di storia" di Gianni Galeotti PDF Stampa E-mail
Domenica 10 Luglio 2011 08:57

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Gianni Galeotti  è iscritto in quell’elenco di “infettivi” che il virus dell’atletica ce l’hanno nel sangue e sono da tempo incurabili. Elenco che va riducendosi di giorno in giorno, lasciando il posto a profittatori, furbastri, incapaci e, soprattutto, somari.

Gianni Galeotti, in più, oltre ad amare l’atletica, è innamorato della sua terra, il Reggiano, dove, tra l’altro, vengono prodotte le forme del formaggio più buono del mondo.

Altro dettaglio sul soggetto: G.G. è conosciuto universalmente nell’orticello dell’atletica leggera come uno dei più stimati filatelici, specializzato, in particolare, nella collezione di francobolli relativi ai Giochi Mondiali Universitari. Ma non solo: gli assidui soci dell’Assemblea annuale ASAI (pochi, come da triste copione) ricorderanno la eccezionale esposizione nel Palazzo dei Principi, a Correggio, nel 2008. Apprezzatissimo anche il suo contributo con pochi rari “pezzi” ad una mostra sulla maratona, organizzata qualche mese fa nella Cantina Vitivinicola Peri Bigogno, di Castenedolo, alle porte di Brescia.

Dal connubio atletica-terra natia ecco il nuovo parto cartaceo del nostro, nostro per davvero, essendo stato fra i primi ad aderire alla proposta di creare l’Archivio Storico, come socio fondatore: “Atletica a Reggio Emilia, 100 anni di storia”, un corposo volume di 276 pagine.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Ottobre 2011 07:25
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Pubblicato il 6° volume della Storia dei Campionati Italiani PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Giugno 2011 16:14

altÈ stato, è e continuerà ad essere “il progetto”, non uno qualsiasi, del nostro Archivio, concepito fin quasi dai primi vagiti e subito svezzato, seppure fra non poche difficoltà. Quel primo volume – qualcuno direbbe volumetto, noi rispondiamo non tanto piccolo e ricchissimo di contenuti – vide la luce quando ancora era in vigore la lira, ottobre 1997. Titolo: “1897, cento anni fa un giorno d’ottobre”, storia e cronaca del primo Campionato italiano pedestre, che vide la luce grazie al generoso intervento di un amico bresciano.
 Il progetto dell’ASAI era di dar vita ad una collezione di pubblicazioni che ricostruissero la storia dei Campionati italiani di atletica leggera, ricordando le minuziose ricerche di Bruno Bonomelli che, primo, investigò i nostri Campionati nazionali attraverso i giornali e le riviste di larga parte d’Italia, raccogliendo voci e testimonianze che nei suoi anni ancora erano presenti. Un progetto che voleva essere, dunque, anche un omaggio al “maestro”.
 Passo a passo, con l’aiuto di amici privati esterni e pochi soci “interni” che non hanno avuto paura di mettersi le mani in tasca, la collezione ha camminato: dopo quella prima monografia del 1897, sono venuti 1898-1912, 1913-1920, 1921-1924, 1925-1928.
 E adesso il sesto volume, il più corposo con le sue 162 pagine: “1929-1932: Luigi Beccali, la goliardia e il mito dell’uomo integrale”,  il titolo di questo ricco lavoro a più mani.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Ottobre 2011 08:14
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Luciano Fracchia, signore d’altri tempi PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Maggio 2011 14:10

altAnche Luciano ci ha lasciato, sabato scorso, 21 maggio 2011. Un nuovo vuoto di affetto, di stima, un vuoto per chi di noi dell’ASAI lo ha conosciuto, apprezzato, ammirato. Un vuoto per questo nostro sport, dove ormai sono molti di più, una moltitudine, coloro che di Luciano Fracchia non hanno mai sentito parlare.

Aderì con entusiasmo al progetto di creazione dell’ASAI. Adesione concreta non di vuote chiacchiere. È ancora vivo il ricordo di una Assemblea annuale a Firenze: arrivò con il suo proiettore e con qualche “chicca” da mostrarci. Presi da quelle immagini e dalle sue dettagliatissime spiegazioni ci stavamo dimenticando dei verbali e delle altre miserande appendici assembleari. Non fu facile il richiamo all’ordine!

Aveva compiuto 95 anni lo scorso 26 gennaio.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Ottobre 2011 09:06
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