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"Trekkenfild", sembra un titolo da ridere ma potrebbe anche far passare il sorriso a parecchi PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Febbraio 2013 14:13

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Avevamo intonato il de profundis non molti giorni fa per "La Corsa" che abbandonava piste, pedane, zolle fangose e asfalti bollenti, e dobbiamo innalzare un coretto contenuto (per ora, altrimenti si montano la capoccia) alla nascita di un giornale impalpabile come va di moda adesso: formato digitale (me par si dica così). Il titolo è già una simpatica presa per i fondelli: l'hanno chiamato "Trekkenfild", versione americanbroccolina di "Track and Field News", quello che (una volta, era tanto tempo fa, cantava Roberto Vecchioni, album "Bei Tempi", anno 1985) aveva la supponenza di autoincensarsi come "The Bible Of The Sport Since 1948" (tutte le maiuscole sono loro). E continuano, dopo 65 anni a riprodurre sta solfa della bible (minuscola, ci pare più realistica) in ogni pagina pari del giornale.

"Trekkenfild", numero 1, si è materializzato sui nostri PC (Personal Computer, semplicemente, meglio chiarire, siamo in campagna demenzialelettorale) qualche giorno fa e ci ha incuriositi subito. Ideatori, due simpatici "spiantati" del trekkenfild appunto: Walter Brambilla, che aveva retto con grande dignità la redazione de "La Corsa" per parecchi anni, e Daniele Perboni, che sulle spalle ebbe la redazione della vigevanese "Atletica Leggera", prima del suo decesso, ormai lontano nel tempo.

Poche pagine, gran parte dedicate alle corse attraverso i campi italici, meglio nordisti (Campaccio, Vallagarina, Cinque Mulini) e alla sorgente piùchesperanza dell'atletica del nostro allungato stivale: Alessia Trost. Niente risultati, solo commenti, stretta strada obbligata oggi. Se poi fossero tanto bravi da evitarci: foto di qualsiasi scarpantibus Ciccillo Cagafusi che ripete il gesto della boltiana freccia, che, per dirla proprio tutta, ci ha fatto venire l'orchite, e le fotografie di quelli che mordono la medaglia, ne abbiamo ormai viste milioni, signori fotografi, per favore, inventatevi qualcosa d'altro; ecco, saremmo loro accaniti tifosi!

Serpeggia, fra le non molte righe di questo numero 1, una certa aggressività, le punture di spillo (titolino di una rubrichetta, educata nel tono ma piccantina come una buona "arrabbiata") pensiamo non mancheranno. L'atletica sta annegando nel piattume, nelle conferenze stampa e nei comunicati, sempre con l'aggiunta di "stampa", elegiagi. A ridatece Bruno Bonomelli, per favore!

Chi volesse saperne di più su "Trekkenfild", e, magari, leggere qualcosa, faccia il semplice gesto di premere qui...

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Febbraio 2013 17:53
 
AEEA: 25 anni al servizio dell'atletica degli Iberici (parte 2ª della storia scritta da Joan Pelayo) PDF Stampa E-mail
Sabato 02 Febbraio 2013 10:16

Avendovi lasciato una settimana abbondante per frequentare un corso accelerato di lingua castellana, vi somministriamo la seconda parte della storia della Asociación Española de Estadísticos de Atletismo, con cui - lo abbiamo già ripetuto varie volte - abbiamo intrattenuto e intratteniamo una garbata forma di collaborazione, che speriamo sia un po' più incisiva in un prossimo futuro. Autore Joan Josep Pelayo, cittadino di Valencia, il quale ha pubblicato il suo lavoro inizialmente sul giornale sportivo elettronico (adesso si usa così, qualche catastrofista ha già individuato nel 2043 la data di morte della carta stampata...) dell'amico Martí Perarnau, che nella sua carriera di giornalista può orgogliosamente esibire anche il titolo di Capo ufficio stampa dei Giochi Olimpici Barcelona '92.

Bene, qui trovate il lacciuolo alla storia degli iberici estadísticos de atletismo

Buona lettura, a chi ne ha voglia.

altNel frattempo, sabato scorso, a Vigo, los estadísticos hanno fatto il loro conclave annuale, stemperando poi le fatiche congressuali con il miglior pescato del mondo, quello delle coste di Galizia. Ma, gozzoviglie a parte, c'è una notizia che non vogliamo che vi perdiate. Riguarda un amico vero, Carlos Fernández Canet, che, sia detto di passaggio, è nostro nuovo socio ASAI. Il catalano (non catalanista, ci tiene) Carlos ha ricevuto quasi un plebiscito nelle votazioni per l'assegnazione del Premio Antonio Hoyos, il più prestigioso riconoscimento della AEEA. Premio, ben meritato, alla sua compilazione delle 5000 prestazioni sui 5000 metri, tanto per gli uomini come per le donne. Lo segnaliamo con particolare soddisfazione perchè dedicammo un po' di righe a questo lavoro in questa stessa sede alcuni mesi fa ( si veda alla voce "altri articoli" quello con il titolo "5002 + 5000 = storia dei 5000 metri mondiali in cifre"). Carlos, sprinter in anni giovanili, capitano di artiglieria, avvocato al servizio dell'Ufficio Legale del Ministero della Difesa spagnolo, da diversi anni è consulente dell' Ufficio Statistico della Federazione internazionale di atletica (IAAF).

Enhorabuena (traduzione per gli scolari disattenti al corso di spagnolo: complimenti) a Carlos Fernández Canet.

Ultimo aggiornamento Sabato 02 Febbraio 2013 15:26
 
"La Corsa", un'altra voce che ammutolisce PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Febbraio 2013 13:54

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Qualche anno fa "Le Monde", il miglior giornale che sia dato di leggere, dedicò un ritratto a Carlo Caracciolo, allora presidente onorario del gruppo editoriale "L'Espresso", e ne diede una cristallina definizione:"l'uomo che non amava vedere morire i giornali". In punta di piedi, ci associamo. È un dispiacere veder scomparire una testata, e noi, oggi, siamo qui per questo rito, malauguratamente.

Capolinea, si scende. Il bus non prosegue, va al deposito, non c'è ( e non ci sarà?) corsa di ritorno? Guardatela: è l'ultima copertina della rivista bimestrale "La Corsa", dicembre 2012. Nacque come "Jogging" in piena esplosione maratomaniacale, con dei... (riempite a piacimento) vestiti da emiri e le pagliacciate dei cani con il numero, che chiamano "pettorale", in questo caso era un "dorsale" visto che stava sulla schiena della povera bestia che se solo avesse potuto parlare..... "Jogging", creatura voluta dallo "Steva", all'anagrafe Amedeo Stevaraglia, con la Publimaster srl, che stava già sul mercato della pubblicistica sportiva con parecchie testate, di sci soprattutto, vista la presenza nel gruppo di Maria Grazia Marchelli, due Giochi Olimpici bianchi (1952 e 1956) onorati. Era il 1980, alla presentazione in un ristorante milanese (me par) c'era perfino Gioannbrerafucarlo, con a fianco un orgoglioso "Steva". Vedete nella copertina? in alto a destra, c'è uno stelloncino, dice 32° anno, 194 numeri mandati in edicola.

Con un breve comunicato, l'attuale proprietario della editoriale, Sandro Zonca, si arrende. Le poche righe dicono quello che non avremmo voluto leggere: "Informiamo i signori i nserzionisti, le società sportive, le associazioni tutte e, più in generale, i sostenitori della nostra rivista "La Corsa" che il numero di febbraio 2013 non sarà pubblicato. La sofferta decisione dell'editore di sospendere temporaneamente le pubblicazioni nasce dalla consapevolezza che, finché non ci sarà almeno un accenno di un'inversione di tendenza della nostra economia, ogni investimento sarà pressoché vano ed improduttivo. Per il momento vi ringraziamo per averci seguito fino ad ora e speriamo di poter ricominciare con le pubblicazioni in un futuro tanto prossimo quanto migliore. [Ufficio stampa La Corsa] ".

Noi dell'ASAI, se non altro per dovere di solidarietà, ci associamo all'augurio del futuro prossimo e migliore (Zonca, faccia il possibile, e anche l'impossibile). Il nostro Archivio ha un debito di riconoscenza con "La Corsa", che non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto, dando spazio alle nostre Assemblee annuali, recensendo i nostri libri, facendoci sentire che potevamo contare su qualcuno. Grazie all'amico, sempre attento e generoso, Walter Brambilla, alle persone della redazione, all'editore.

Purtroppo l'atletica italiana perde un'altra corda vocale, speriamo non rimanga del tutto afona, nel momento in cui invece avrebbe tanto, ma proprio tanto, bisogno di voce, di voci. È triste constatare la mancanza di interesse, la povertà intellettuale di un mondo (quello dell'atletica), che non investe un solo Euro per pubblicazioni, riviste, libri. Ne sappiamo qualcosa noi dell'ASAI. In sovrapprezzo, si vedono oggi, a distanza, i frutti della politica dissennata dei faraonici tempi andati: regalare, gettare diremmo, le pubblicazioni. Oggi il mantra è la crisi. Comprendiamo le angosce di un imprenditore che deve pagare gli stipendi. Ma è questo nostro mondo sportivo che è ridotto a miseranda parrocchia di arraffoni. Crisi? Sì crisi, ma di valori, di intelligenze, di volontà. Crisi? Ma mi faccia il piacere! direbbe il Principe Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi, in arte Totò. È soprattutto un problema di cattiva educazione, ben condito con la pidocchieria.

E di pidocchi si può anche morire.

Ultimo aggiornamento Domenica 03 Febbraio 2013 10:04
 
"L'Arena: due secoli di storia", un convegno a Milano PDF Stampa E-mail
Giovedì 31 Gennaio 2013 14:11

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Brescia, 13 novembre 2010, Convegno sui 100 anni della nascita di Bruno Bonomelli:
da sinistra, Massimo De Paoli, Sergio Giuntini, Alberto Zanetti Lorenzetti e Marco Martini
(foto Elio Forti)

 

Ci fa piacere segnalare questo convegno che vedrà impegnati, insieme ad altri relatori, anche due soci dell'ASAI: Sergio Giuntini e Claudio Gregori. Sergio, ci fa piacere ricordarlo, dedicò all'Arena milanese uno studio storico alcuni anni fa, raccolto in un elegante e documentatissimo libro.

Trovate tutte le notizie relative al convegno (che si terrà giovedì 7 febbraio, alle ore 17, nella Sala del Gruppo Alpinistico Fior di Roccia, all'Arena Civica "Gianni Brera") nei documenti qui allegati:

CS Convegno Arena CRL

L'Arena - storia

All'Arena è nata l'Atletica

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Febbraio 2013 13:52
 
Nelle lettere a Bonacossa i sogni di De Coubertin PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Gennaio 2013 12:53

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Abbiamo ripreso integralmente il titolo che "La Gazzetta dello Sport" ha dedicato oggi (pagina 31) ad una preziosa chicca storica. La chicca è ancor più preziosa per i soci dell'ASAI perchè coinvolge due nostri cari amici: Gianni Galeotti, di Reggio Emilia, che dell'Archivio fu fra i fondatori, e Claudio Gregori, giornalista alla "rosea" per buona parte della sua vita, anche lui appartenente al nostro Archivio.

Dalla magione di Gianni, a Cadelbosco di Sopra, affiorano - il briccone le teneva ben nascoste - cinque lettere che Pierre Frédy, Barone de Coubertin, scrisse nel 1936 al suo amico conte Alberto Bonacossa, che fu proprietario della editrice della "Gazzetta", tennista, sportman, apprezzato membro del CIO. Lettere che, Gianni e Claudio etichettano come "inedite" (e se lo dicono loro...) e che vengono alla luce ora in occasione dei 60 anni dalla scomparsa del conte Bonacossa.

Mentre ci complimentiamo con Gianni e con Claudio, speriamo che qualcuno dei soci dell'ASAI abbia la voglia - il tempo si trova sempre, se si vuole - di andarsi a leggere questa bella pagina di storia dello sport.

Poi ognuno faccia quel che vuole, noi ve lo abbiamo detto.

Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Gennaio 2013 08:29
 
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