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Il Gigante Buono diede l'addio al mondo esattamente cinquant'anni orsono PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Dicembre 2019 20:50

Il 20 dicembre 1969 si arrestava il cuore di uno dei più grandi e amati atleti italiani. Il suo nome era Adolfo Consolini. Lanciava il disco, lo lanciava lontano per i suoi tempi, lo lanciava a misure che venivano iscritte nei libri come primati del mondo. Tirando quella specie di piatto del peso di due chilogrammi arrivò più in là di tutti ai Giochi Olimpici di Londra, i primi dopo la macelleria della Seconda Guerra Mondiale, e noi vi fummo ammessi al contrario dei tedeschi e dei giapponesi che, come noi, avevano perduto la guerra. Ma «italiani brava gente», allora, non come oggi che stiamo sulle...superfici dei piedi a tutti. Adolfo Consolini e Beppone Tosi, i campioni della simpatia, oppure i terribili gemelli del disco, come li definì, con felice sintesi, il nostro straordinario amico Marco Martini, che li adorava e che vi scrisse un libro, un libro vero, naturalmente ignorato dai padroni del vapore. 

Adolfo (ci sono ancora dei fessi che pensano che questo nome gli fu dato per moda filonazista, fessi, Adolfo nacque nel 1917, quando le tetre svastiche non sventolavano ancora) era nato a Costermano, sulla strada che, ancora odora di lago di Garda, e sale dalle sue accoglienti sponde verso il Monte Baldo e le altre cime vicine. E a Costermano è sepolto. Ricoperto di una lapide su cui svetta un bronzo opera dello scultore reatino Dino Morsani. Noi dell'A.S.A.I. siamo stati a visitare, in composto pellegrinaggio, quella tomba altre volte negli ultimi anni. Composti e soli. Ma è così che vogliamo. Non dobbiamo fare compagne elettorali. Sarà così anche venerdì, come dire domani: un gruppetto di noi raggiungerà quel loculo, depositerà un fiore, i credenti reciteranno una prece, gli altri staranno in rispettoso raccoglimento. Faremo qualche foto, ebbene sì, che si veda chi c'era. Ma ai cimiteri non si raccolgono voti assembleari, non saremo molti.

Lo facciamo sapere attraverso questo nostro spazio. Chissà mai che qualcuno senta una esigenza morale per una personale testimonianza. Noi, alcuni di noi, ci saremo. Cimitero di Costermano, ore 11, venerdì 20 dicembre 2019.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Dicembre 2019 22:02
 
Ut sementem feceris ita metes: Virtus Castenedolo, la semina e il raccolto PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Dicembre 2019 00:00

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Mieterai a seconda di ciò che avrai seminato, scrisse Marco Tullio Cicerone nel trattato «De oratore». Frase che calza come un guanto ai seminatori della Atletica Virtus Castenedolo, che, come abbiamo avuto occasione di scrivere nelle ultime settimane, hanno festeggiato i cinquant’anni di vita: 1969 – 2019. I risultati della semina sono stati enumerati, in bell’ordine, in un libro che abbiamo presentato qui e altrove, senza tanta enfasi ma con abbondante concretezza: sette centurie e mezzo di giovinette e giovinetti sono passati sotto le inflessibili grinfie di coach Erminio Rozzini e compagnia. Va reso il dovuto merito anche a tutti coloro, e son molti, che hanno prestato la loro opera di istruttori, allenatori, e che per onorare questo impegno si sono documentati, han studiato, prima di mettersi al servizio degli aspiranti atleti. E da quel lavoro son venuti i titoli italiani, le maglie azzurre, le partecipazioni a Giochi Olimpici e campionati mondiali ed europei, son venuti i primati che per un atleta sempre rappresentano il simbolo del progresso. Ecco la parola magica che Bruno Bonomelli ha cercato di inserire nella nostra piccola cultura atletica: in questo sport è insito il concetto di progresso; lanci un giavellotto la prima volta a trenta metri, ma la seconda il tuo obiettivo è farne 31, e poi, 32, e poi via, via, sempre più in là. Progresso come sinonimo di primato, prima di tutto personale, quello che ti dà l’orgoglio intimo, che ti accende la voglia di continuare, di perseverare. Magari poi vengono il primato sociale, sei il più bravo del tuo club, quello della tua provincia, quello della tua Nazione, quello mondiale, il sogno.

Insieme alla formazione sportiva, quella civile, sociale. L’insegnamento del concetto di comunità, quella del club, di far parte di una squadra, seppure in uno sport radicalmente individuale come l’atletica. Possiamo affermare che alla Virtus Castenedolo questa opera di formazione l’hanno fatta, magari non sarà riuscita con tutti, ma guardandoci attorno nella sala del Cinema Ideal di Castenedolo, dove si è tenuta la parte pubblica dei festeggiamenti del cinquantesimo, abbiamo visto donne e uomini che hanno trasferito nella loro vita, nella loro professione, lo spirito di quella «virtus».

E lì, sotto lo sguardo attento e sorridente di Sara Simeoni, che della cerimonia è stata applauditissima madrina, sono passati i tanti premiati, che noi riassumiamo qui in due piccoli gruppi. I due migliori della stagione 2019: Margherita Regonaschi (giavellotto che va sempre più lontano) e Steven Asamoah (prove multiple, in progresso seppure nella oggettiva difficoltà della disciplina). E poi l’apice dei cinquanta anni, i due eletti come esempio agli altri: Palma Beccalossi, minuta velocista negli anni ‘70, e un commosso Alessandro Beschi, una montagna di uomo che ha lanciato il martello sotto la guida dello scomparso «Yuro» Ragnoli (il suo ricordo commuove chi lo ha conosciuto). Questi quattro citati sono i rappresentanti di tutti, e son tanti.

È stata Virtus per cinquant’anni, che sia Virtus per lungo tempo ancora.

Le foto che corredano queste righe sono di Jessica Baiguera.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Dicembre 2019 21:48
 
Lo storico francese Luc Vollard ci riporta all'atletica professionale del 1895 PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Dicembre 2019 14:12

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Luc Vollard è uno di quelli che ama curiosare nella storia dell'atletica, athlétisme per lui che è di quelle parti. Luc fa parte di quel gruppo di storici e statistici che, in seno alla Federazione francese, si occupa di tenere in ordine il gran libro che documenta il passato di questo sport e di tenere aggiornate quelle parti di compilazione che chiamiamo «statistiche»: elenchi degli atleti che via via vestono la maglia della Nazionale, risultati dei «galletti» transalpini in tutte le grandi manifestazioni internazionali, albi dei vincitori di competizioni nazionali e internazionali, un occhio particolare all'evolversi dei primati nazionali. Questo e molto altro appare con regolarità nella loro «lettera» mensile, che noi abbiamo il piacere di ricevere appena viene pubblicata. Da quella di novembre abbiamo riprodotto questa piccola storia scitta da Vollard sull'attività pedestre a cavallo fra fine 800 e primi 900. Letture affascinanti per chi ama il passato. Speriamo che ce ne sia qualcuno anche fra i nostri. Intanto «merci» a Luc Vollard e agli altri amici della Commissione Documentazione e Storia della F.F.A.

 

Si l’USFSA a rapidement régenté la pratique de l’athlétisme en France à la fin du XIXème siècle en prônant l’amateurisme, certains athlètes se regroupèrent sous les couleurs de l’Union Athlétique de France, créée en 1895 et devenue la Fédération des Sociétés Athlétiques de France en 1896, avec deux particularités. Il s’agissait tout d’abord d’une fédération professionnelle et ses membres furent surtout performants en fond et sur les longues distances. La chronologie du record de l’heure sur piste illustre bien cette rivalité entre les coureurs des deux fédérations et en décembre 1903, les pros de la FSAF, redoublèrent d’effort pour améliorer la meilleure performance absolue en espérant atteindre les 18 kilomètres.
Le Prix de l’Auto était aussi en jeu, pour une valeur de 150 francs à celui qui détiendrait le record au 1er janvier 1904. Léon Seghers prépara bien son affaire en s’élançant sur la piste de Gentilly le 25 décembre malgré le froid et une bise glaciale. Aidé par un cycliste et par Edouard Cibot dans le dernier quart d’heure, il partit vite, ralentit l’allure puis trouva son rythme de croisière à 1’20’’ au tour, passant en 8 km 950 à la demi-heure et recollant au temps de passage d’Henri Prévot, détenteur du record pro depuis le 7 décembre 1902 avec 17 km 597, à partir du douzième kilomètre. Il accentuera alors peu à peu son avance et terminera en 17 km 650 à 16 heures, la distance étant certifiée par monsieur Goupy, chronométreur officiel de la FSAF.
Coïncidence étonnante, il battait le record de 53 mètres, tout comme Prévot l’avait fait en 1902 pour battre le record d’Albert Charbonnel datant de 1901. Seghers pense alors que le Prix de l’Auto sera dans sa poche la semaine suivante, mais Henri Prévot profite d’une météo, certes froide, mais un peu plus clémente, pour reprendre son bien le 31 décembre avec 17 km 703, soit un gain de … 53 mètres ! Il fera encore mieux le 27 octobre 1904 avec 17 km 930 mais c’est Gaston Ragueneau qui, pour l’USFSA, sera le premier à franchir les 18 km, à nouveau en décembre, en 1905.

(Crédit photo : La Vie au Grand Air).

 

Questi gli altri argomenti del numero di novembre:

NOUVEAU - SPECIAL JEUNES

Mise à jour de la brochure Spécial Jeunes parue début 1983.

J'ai choisi d'actualiser la chronologie des titres de champions de France cadets et juniors auxquels j'ai rajouté la catégorie espoirs dont les premiers titres ont été décernés en 1981.

Pour signaler toutes erreurs, oublis, etc ... - contact à privilégier  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Merci par avance

Bon surf

Gilbert Rosillo

Accès direct via ce lien :
http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=43010

DERNIERES MISES A JOUR

Rédacteurs Luc BEUCHER (LB) , Gérard DUPUY (GD), Gilbert ROSILLO (GR)

- Championnats du Monde de Course en Montagne (GD)

Après l'édition 2019 à Villa la Angostura (Argentine) mise à jour des prestations de l'équipe de France, à consulter via ce lien :  http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=8985

- Le Dictionnaire de l'Athlétisme Français (GD)

Les prestations internationales des athlètes ont été rajoutées dans les 11 fichiers dédiés à ce chapitre :

http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=25189
- Rencontres Internationales "Les Matchs" (LB)
Une dizaine de matchs préparés par Luc B.,  mis en page puis en ligne par Gérard D. ont rejoint la longue liste déjà présentes sur le site. Au total plus 2000 pages et 150 000 lignes. Accès :   http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=25793

- Meilleures Performancs Tous Temps plein air (GD)

Mises à jour au 31 octobre 2019 elles seront complétées début 2020 des MP améliorées au 31 décembre.

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/ttf15102019.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/ttm15102019.pdf

- Meilleures Performances Tous Temps salle et relais clubs (GR)

Les bilans tous temps salle toutes catégories et jeunes sont en ligne au 24 novembre 2019. La prochaine mise à jour aura lieu courant janvier 2020 pour insertion des meilleures performances salle améliorées d'ici fin décembre prochain.

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/mptt_salle/mptt_sa_tc.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/mptt_salle/mptt_sa_moins23.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/mptt_salle/mptt_sa_moins20.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/mptt_salle/mptt_sa_moins18.pdf

Les bilans tous temps relais clubs sont à jour au 31 octobre 2019

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/relais_clubs/4x100m_clubs_pa_tt_tc.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/relais_clubs/4x200m_clubs_pa_tt_tc.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/relais_clubs/4x400m_clubs_pa_tt_tc.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/relais_clubs/4x800m_clubs_pa_tt_tc.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/relais_clubs/4x1500m_clubs_pa_tt_tc.pdf

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/100%20mpf%20tt/relais_clubs/4x1000m__clubs_pa_tt_ca.pdf

MISE A JOUR DU SITE  

En complément des mise à jour indiquées dans le paragraphe ci-dessus vous pouvez accéder aux différents dossiers à partir du lien situé en haut et à droite de la page d'accueil : Mises à jour du site
Naviguez au gré de vos envies, de vos préférences.

LETTRE MENSUELLE CDH TELECHARGEABLE

Elle se trouve sur la colonne de gauche sous format PDF : http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=39695

SITE CDH - LES CONNEXIONS  

Un nouveau record de connexions a été établi pour un mois de novembre : novembre 2019 : 14 668.

http://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=14671

Historique depuis 2006 :

http://cdm.athle.com/upload/ssites/001059/cdh_connexion_site/connexions_cdh_ac_nov_2006.pdf

LA CDH ITALIENNE

Un site équivalent à la CDH française, mais réalisé pour l'Italie.
A découvrir absolument !              http://www.asaibrunobonomelli.it/

INFOS PRATIQUES : LES REVUES FFA

La revue fédérale Athlétisme Magazine en partenariat avec la BNF a mis en ligne tous les numéros du magazine officiel de la FFA de 1921 à 2000.
Les revues mensuelles fédérales sont accessibles à partir de la page d'accueil du site, colonne de droite.

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Dicembre 2019 15:22
 
Questo nostro piccolo spazio ha raggiunto la cifra di 1 milione e mezzo di contatti PDF Stampa E-mail
Lunedì 16 Dicembre 2019 08:40

Un nuovo piccolo traguardo intermedio superato, se fossimo al Giro o al Tour diremmo «traguardo volante». Ieri, domenica 15 dicembre 2019, il nostro contagiri ha scritto la cifra 1.500.000, un milione e mezzo di contatti, vale a dire il numero di visioni di persone che entrano nel nostro spazio. La cifra di un milione tondo tondo era stato raggiunto il 5 agosto 2018. Un ringraziamento a tutti coloro che seguono il nostro modesto lavoro, con la speranza che, oltre al pollice alzato, per far sapere che «mi piace» (secondo consuetudine virtuale, sospetta secondo alcuni di noi scettici), si leggano anche, almeno in parte, i contenuti. 

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Dicembre 2019 08:42
 
Omaggio a Beppe Fischetto, Rita Bottiglieri e Pierluigi Fiorella, tre persone oneste PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Dicembre 2019 18:18

Rita Bottiglieri, Giuseppe Fischetto, Pierluigi Fiorella. Segnatevi questi tre nomi, mandateli a memoria perché sono quelli di persone per bene. Ce ne fossero in questo mondaccio che ci circonda. Compreso quello sportivo, che è sempre più maleodorante: figuri che rubano, che nascondono soldi nei paradisi fiscali, che imbrogliano, o che coprono imbrogli di altri, che vendono candidature in Paesi improbabili dove il denaro è l’ultimo dei problemi, oppure fanno mercimonio in proprio di biglietti delle grandi manifestazioni in combutta con mafie e gangster, addirittura gente ricercata dall’Interpol o che fa parte di «ambìti» elenchi di malfattori ricercati dal FBI.

Ebbene, tutti costoro passano quasi del tutto inosservati; siamo certi che molti di quelli che leggeranno queste righe si chiederanno di chi stiamo parlando, non ne hanno mai saputo nulla. S’informassero un po’ meglio. Mentre invece di Rita Bottiglieri, Giuseppe Fischetto, Pierluigi Fiorella molti hanno sentito parlare e straparlare, si sono formati opinioni distorte, hanno giudicato senza sapere, grazie alla gogna montata da una cricca clerico – giornalistica - sportiva che cercava solo notorietà, nascondendosi dietro «nobili propositi».

Sei anni e mezzo sulla graticola, vilipesi, offesi nell’onore, nella professione, fatti passare per impostori. Ecco: la professione. Beppe, Rita e Pierluigi hanno sempre fatto il loro «mestiere» con passione, rigore, con una intransigenza spesso superiore a quella richiesta. Beppe Fischetto, in particolare, che ha studiato i problemi del doping esaminando, comparando milioni di dati: per sapere, per affrontare un problema, per trovare l’antidoto efficace. Qualcuno di noi dell’A.S.A.I. che ha avuto – la fortuna, sì, la fortuna – di avere contatti continuativi con lui, ne conosce la rettitudine e il rigore che lo ha sempre animato. E vale, ovviamente, per Rita e Pierluigi, che hanno speso le loro vite nello sport, fin da ragazzini, e ne conoscono ogni risvolto.

Crediamo che molti sappiano perché parliamo di loro oggi, abbiamo atteso che la polvere decantasse. La kafkiana vicenda riguarda un giovanotto che è addirittura campione olimpico, una vicenda che dura dal 31 luglio 2012, e che lo portò a una squalifica per pratiche dopanti (provate) di tre anni e mezzo. Senza ombre di dubbio. Poi un seguito più intricato, nel quale son entrati troppi personaggi che cercavano…cosa cercavano? Lo san solo loro. Per noi han fatto il danno del giovanotto e hanno messo a repentaglio la onorabilità di persone oneste. Questi individui possono dire altrettanto di sé stessi?

Martedì, dopo sei anni e mezzo, a Beppe, Rita e Pierluigi è stata restituita, almeno parzialmente, la serenità. Due eventi nella stessa giornata. La mattina, da Losanna, il Tribunale Federale svizzero ha rigettato il ricorso presentato dal «cerchio magico» che sta attorno al giovanotto circa la sua seconda positività (che ha portato a una squalifica di otto anni, decisione del 2016, poco prima dei Giochi Olimpici di Rio). Poco dopo, è rimbalzata da Bolzano la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d’Appello di quella città per Beppe Rita e Pierluigi, sentenza che ribalta quella emessa in primo grado: assoluzione piena, perché il fatto non sussiste.

Ci saranno seguiti? Temiamo di sì, visto il pervicace, ossessivo agitarsi di chi sta attorno al giovanotto. Qualcuno l’ha definita «l’ultima disperata spiaggia». S’arrangino.

Noi siamo felici che tre brave persone abbiano ritrovato un po’ di sorriso, e che possano andare a testa alta. Noi, qui, in questa piccola conventicola che si sforza di voler bene all’atletica «nonostante», non avevamo bisogno della sentenza della Corte d’Appello di Bolzano: abbiamo sempre saputo che Rita, Beppe e Pierluigi erano oneste persone. Francamente, ci risultava troppo difficile credere che erano in combutta con la mafia russa (anche questa fu tirata in ballo, insieme ad altri fantasiosi complotti) per distruggere un povero ragazzo altoatesino.

E poi siamo onorati che Rita e Beppe siano soci dell’Archivio Storico dell’Atletica Italiana «Bruno Bonomelli». Adesso aspettiamo anche Pierluigi fra di noi! In loro onore innalziamo vessilli e canti, concluderebbe Gioanbrerafucarlo. E, scopiazzando, lo facciamo anche noi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Dicembre 2019 22:26
 
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