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Dici Atletica Piacenza, parli di atletica a Piacenza, pensi a Pino Dordoni PDF Stampa E-mail

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Robur, la Farnesiana, la Carletto Monti, e poi Diana, Libertas. CSI, AAA Agazzano. Ci passavano nella mente alcune delle antiche e gloriose sigle delle società piacentine di atletica mentre ascoltavamo la relazione del presidente Diego Sverzellati, nella sala della «Volta del Vescovo», una struttura alle porte di Piacenza che serve per cerimonie, banchetti, feste di vario tipo, e quindi anche sportive, come questa che ha messo il «visto archiviare» sulla stagione 2018. E ci passava davanti agli occhi la figura di Pino Dordoni, il campione olimpico della Città Primogenita. Oggi, ha detto Sverzellati, sintetizzando «siamo un società che fa attività prevalentemente giovanile». Una realtá che emerge dai dati: su 471 tesserati con i colori biancorosso - gli stessi della città - 352 sono giovani dei Centri di avviamento allo sport, e delle categorie federali ragazzi, cadetti, allievi, con le stesse categorie con desinenza in «e». Ha detto quello che aveva da dire difronte all'assessore allo sport dell' Amministrazione comunale, meglio dire neoassessore, in carica da poche settimane, Stefano Cavalli, e alla sua spigliata omologa del Comune di Castel San Giovanni, Valentina Stragliati.

Società giovanile d'accordo, da cui però sono emersi alcuni atleti che si sono fatti notare anche oltre la ristretta parentesi giovanile. Ultimo in ordine di tempo, Andrea Dallavalle, triplista, rampollo di famiglia che più atletica di così non si può, che è approdato a un club militare e quindi con aperture, come dire?, di prospettive di vita. Sverzellati ne è convinto:«Andrea deve essere un esempio, in lui i giovani devono vedere un prototipo da imitare, l'atletica come mezzo per emergere nella vita».

Le soddisfazioni, nell'anno che ormai ci propone il suo congedo, non sono mancate, elencate diligentemente nella relazione: 4 titoli nazionali, 24 regionali emilianoromagnoli, primati a go-go. Ma non solo elencazione. Ascoltandola non avevamo posto la dovuta attenzione ad alcuni passaggi, rileggendola ci siamo accorti di alcuni «messaggi». Per esempio:«Questa rimane l’A.S.D. Atletica Piacenza, una famiglia. E come in tutte le famiglie molto numerose i “problemi” sono molteplici: diversità di vedute, sacrosante aspettative anche a volte individuali per il proprio gruppo, richieste per ottenere sempre il massimo da parte di tutte le parti in causa, richieste per un miglioramento continuo. Siamo però nel campo del puro volontariato, con pochi fondi a disposizione e con il tempo lasciatoci dal lavoro, dedicando a questo sport praticamente tutte le energie libere. Essendoci però un obiettivo comune, tutti questi aspetti vengono “smorzati” e rimane la passione per questo sport, l’appartenenza alla Società e soprattutto la voglia di lavorare con i ragazzi per il loro miglioramento». E ancor più esplicito l'appello conclusivo:«Un invito a tutti, che la “rivalità” con l’Atletica 5 Cerchi sia sempre e solo sportiva, riconoscendo nelle diversità il bene comune che entrambi vogliamo per l’atletica leggera». Chi vuol capire...

Piacenza in quanto città ha un solo campo, anzi, lasciatecelo dire, un campetto. Ma ancor più grave: è l'unica modesta struttura in una provincia vasta oltre 2500 km quadrati e con una popolazione di quasi 287 mila abitanti (dati ISTAT 2016). Ci pare un po' poco, che dite? E anche su questa unica poverella struttura si trovava il modo di litigare, finchè la moderazione, l'intelligenza, la passione di un uomo ha fatto breccia. Sergio Morandi, presidente onorario adesso ma presidente effettivo per molti anni, con pazienza e lasciando a casa toni barricaderi, che non sono a lui consoni, ha composto le rivalità di cortile ed ha ottenuto il bel risultato che oggi il campus (così lo chiamano, essendo inserito in una struttura scolastica) sia gestito dalle due società cittadine, Atletica Piacenza e Atletica Cinque Cerchi. Superando l'impasse nella quale si era impantanata l'Amministrazione con una gara d'appalto costantemente disertata. Ma adesso ci vuole equilibrio, comprensione, bisogna passare insieme cinque anni, le barricate, chi vuole, le faccia da un'altra parte.

Perchè ci dilunghiamo su Piacenza? Perchè lì abbiamo un bel pacchettino di soci, che, quando sollecitati, rispondono all'appello, come è avvenuto nel 2018, in due occasioni. Chiudiamo. Sotto La Volta del Vescovo abbiamo sentito - ancora una volta, la bilionesima... - risuonare l'abusatissimo ritornello che «l'atletica è la regina dello sport». Attenzione: le monarchie non vanno più tanto di moda, e la nostra regina, cui vogliamo comunque e sempre tanto bene, ha cominciato da tempo ad essere malferma sulle gambe.

Il poker fotografico è di Giuliano Fornasari. A sinistra in alto, gruppo di atleti con assessori; accanto Sabrina, figlia del mai dimenticato Valter Sichel, consegna la targa alla memoria di suo padre a Lucia De Vito e Rosario Pilone, due giudici di gara inossidabili. Sotto: gli assessori, Stefano Cavalli e Valentina Stragliati orgogliosamente al fianco di Andrea Dallavalle, il gioiello di famiglia. E per concludere: gruppo dirigente con tanto di presidente (Diego Sverzellati), presidente onorario (Sergio Morandi) e direttore tecnico (Fabrizio Dallavalle) con la fotogenica assessore Valentina Stragliati, accanto a lei Fausto Cassola, responsabile del Settore Amatori, e Daniele Ofidiani (primo a sinistra), componente del Consiglio regionale della Federazione.