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Il fascino della maglia, azzurra come il colore del bel mare di Liguria PDF Stampa E-mail

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Quatto quatto, zitto zitto, Edoardo Giorello, nostro socio prolifico autore di libri storico – statistici sull’atletica ligure, ne ha sfornato uno nuovo. Avvalendosi anche della collaborazione di Pasquale Buongiorno, che già ha condiviso con lui un precedente lavoro. Stavolta il tema è la maglia azzurra, partendo da quella azzurrina della nazionale juniores prima e delle altre varie rappresentative poi. Un bel documento, che ci ha dato modo di spolverare nomi, facce (molte le fotografie), tempi e misure. Un nuovo, importante contributo alla conoscenza dell’atletica ligure.

Di seguito, pubblichiamo due brani che riguardano la prima Nazionale juniores uomini (era il 1955) e i primi passi delle donne nella stessa categoria. Ma ci ripromettiamo di tornare sull’argomento, grazie agli spunti che ci ha dato la pubblicazione di Giorello e di Buongiorno.

Chi fosse interessato ad averne copia deve contattare direttamente Edoardo Giorello alla sua posta elettronica  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

«La storia della Nazionale juniores ha inizio nell’estate ’55 con una chiara vittoria contro la Francia a Chambery. Presenti in squadra ben cinque atleti liguri che certamente non furono solo spettatori, come possiamo vedere nel dettaglio. Tra loro, Franco Galbiati e Gian Mario Roveraro, che iniziano a sentire profumo di Olimpiadi. Atipica la presenza in squadra di ben due lanciatori, Manlio Cristin e Ugo Soetyè, le cui carriere avranno sviluppi opposti: il primo vestì 14 volte la maglia azzurra, quella «vera», e nel 1961 stabilì il record italiano assoluto con oltre 61 metri; senza sbocco invece la storia atletica di Soetyè di cui presto si persero le tracce. Ed infine Franco Masuelli – confermato nella stagione successiva per la rivincita con la Francia – che nel frattempo trovò l’occasione di stabilire il record italiano della nuova categoria nel salto triplo, con 14.52, record che durò cinque giorni. Troppo poco per passare alla storia».

Per quanto riguarda le ragazze:

«Il comunicato della FIDAL emesso nel settembre 1955 riguardo la costituzione della categoria juniores è completato da un paio di decisioni che sono un pesante esempio di prudenza se non di paura: la decisione è presa, ma prima di assegnare i titoli italiani di categoria è meglio aspettare tre anni; addirittura dieci prima di osare la disputa di un incontro internazionale…

I tre anni passano e il primo titolo italiano assegnato è quello del cross nell’aprile del 1958: alla partenza una ventina di atlete tra senior e under 18. Tra le più giovani vince Lucia Falqui, della A.A.A. Genova, quinta assoluta. Così il ghiaccio è rotto.

Passano altri sette anni e finalmente ecco l’incontro internazionale contro la Francia. Gara più lunga in programma gli 800 metri, per cui venne convocata l’altra «amatorina» Paola Casula, che per fare atletica era costretta ad accontentarsi della velocità pur avendo notevoli doti di resistenza e della mentalità giusta per affrontare distanze più lunghe. La sua presenza verrà confermata nella stagione successiva contro il Belgio. Ma finalmente i tempi stavano cambiando».