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Il Gigante Buono diede l'addio al mondo esattamente cinquant'anni orsono PDF Print E-mail

Il 20 dicembre 1969 si arrestava il cuore di uno dei più grandi e amati atleti italiani. Il suo nome era Adolfo Consolini. Lanciava il disco, lo lanciava lontano per i suoi tempi, lo lanciava a misure che venivano iscritte nei libri come primati del mondo. Tirando quella specie di piatto del peso di due chilogrammi arrivò più in là di tutti ai Giochi Olimpici di Londra, i primi dopo la macelleria della Seconda Guerra Mondiale, e noi vi fummo ammessi al contrario dei tedeschi e dei giapponesi che, come noi, avevano perduto la guerra. Ma «italiani brava gente», allora, non come oggi che stiamo sulle...superfici dei piedi a tutti. Adolfo Consolini e Beppone Tosi, i campioni della simpatia, oppure i terribili gemelli del disco, come li definì, con felice sintesi, il nostro straordinario amico Marco Martini, che li adorava e che vi scrisse un libro, un libro vero, naturalmente ignorato dai padroni del vapore. 

Adolfo (ci sono ancora dei fessi che pensano che questo nome gli fu dato per moda filonazista, fessi, Adolfo nacque nel 1917, quando le tetre svastiche non sventolavano ancora) era nato a Costermano, sulla strada che, ancora odora di lago di Garda, e sale dalle sue accoglienti sponde verso il Monte Baldo e le altre cime vicine. E a Costermano è sepolto. Ricoperto di una lapide su cui svetta un bronzo opera dello scultore reatino Dino Morsani. Noi dell'A.S.A.I. siamo stati a visitare, in composto pellegrinaggio, quella tomba altre volte negli ultimi anni. Composti e soli. Ma è così che vogliamo. Non dobbiamo fare compagne elettorali. Sarà così anche venerdì, come dire domani: un gruppetto di noi raggiungerà quel loculo, depositerà un fiore, i credenti reciteranno una prece, gli altri staranno in rispettoso raccoglimento. Faremo qualche foto, ebbene sì, che si veda chi c'era. Ma ai cimiteri non si raccolgono voti assembleari, non saremo molti.

Lo facciamo sapere attraverso questo nostro spazio. Chissà mai che qualcuno senta una esigenza morale per una personale testimonianza. Noi, alcuni di noi, ci saremo. Cimitero di Costermano, ore 11, venerdì 20 dicembre 2019.