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Trekkenfild numero 79: e adesso in pista entrano anche l'avvocato e Pinocchio PDF Print E-mail

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In questo numero, Daniele Perboni racconta, con ironia ma anche con amarezza, una vicenda che è proprio figlia di questi tempi nei quali trionfa l'intolleranza. In questo articolo di Perboni si narra di un tale che ha preso cappello per essere stato definito «grillo parlante», e si è rivolto ad un leguleio per difendere la sua onorabilità. Che tristezza! Se non si è capaci di sopportare gli sfottò e il sarcasmo è meglio fare a meno di smaniare per avere poltrone, poltroncine e strapuntini su cui sistemarsi. E poi... e poi: in questa storia, già di per sè avvilente, c'è un aspetto quasi comico. Sì, perchè tanto il presunto insultato che il suo difensore dimostrano di non aver mai letto Pinocchio. Il Grillo Parlante della favola è un personaggio positivo, che rappresenta la saggezza delle persone di buon senso, che dà buoni consigli. Quindi, se c'è qualcuno che deve sentirsi offeso e necessita di tutela legale è proprio il Grillo Parlante, figlio della fantasia di Carlo Collodi, spesso associato a personaggi discutibili! D'ora in poi dovrà fare molta attenzione, ha già avuto cattive esperienze con il corvo e la civetta. Daniele, fai un bel gesto: regala due copie di «Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino» a colui che dice di essere stato offeso e al suo difensore.

Walter Brambilla, il compagno di merende di Perboni (adesso mi daranno querela per averli insultati) continua a raccontarci la telenovela delle future elezioni federalfidaline alla presidenza. Tra le righe ce ne sono due o tre che hanno attirato la nostra attenzione, dicono che gli aderenti a un certo gruppo di pressione «hanno fatto sapere che il loro programma può essere realizzato in non meno di due mandati presidenziali...». Da quel «in non meno di» deduciamo che chi ci sta deve impegnarsi a sostenere i proprii rappresentanti per almeno otto anni, e, chissà, magari cambiare le regole e introdurre un terzo mandato. Vi ricordate quando, una trentina d'anni fa, era un fiore all'occhiello far scrivere dal ghostwriter di turno che una delle battaglie innovative era per introdurre la limitazione a un massimo di due mandati? E certo, l'importante era, in quel momento, togliersi di torno l'ingombrante Primo Nebiolo. Subito dopo, se ne sono dimenticati tutti. Anche quelli che in pubblico avevano dichiarato di voler fare al massimo un mandato. Altra considerazione: vien da pensare che la nostra atletica è ridotta ben male se per realizzare un programma servono «non meno di due mandati presidenziali»...Neanche il Presidente della Repubblica (sette anni).

La parte seria di questo numero è riservata ai commenti sui Campionati nazionali in pista coperta. Scusate amici: ma non potevate scegliere un'altra foto per la copertina? Questa fa davvero un cattivo servizio alla signorina che vi è ritratta. Piantiamola tutti (atleti, fotografi, giornali) con questi urlacci scomposti, deformanti, e ritorniamo a espressioni di gioia, che siano di gioia, non che spaventino i bambini.