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Soffia il vento, urla la bufera..."Diecimiglia" devastata da un inarrestabile uragano PDF Stampa E-mail

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Il collage fotografico di Marco Peiano e Pietro DelPero ci aiuta a scrivere le parole conclusive alla 44esima edizione della corsa podistica "Diecimiglia del Garda", che era stata scelta per ricordare i dieci anni di assenza terrena del nostro indimenticabile Aldo Capanni. Il finale della manifestazione ha dovuto piegarsi alla furia degli elementi che si sono scatenati con una violenza devastante sulla zona gardesana, e in particolare su Navazzo, da sempre "culla" della corsa. Già una parte dei partecipanti era transitato sotto l'arco di trionfo in plastica, quando l'uragano ha imperversato senza pietà sul campo sportivo allestito con tanta cura dai nostri soci Elio e Marco Forti, dagli altri loro familiari e dai numerosi amici locali che prestano la loro opera in questa occasione. Dopo oltre un'ora di bufera, pioggia torrenziale, grandine, si è fatta la conta dei disastri. Gli amici di lassù non lo meritavano. 

Le gare, come abbiamo cercato di raccontarvi nei giorni scorsi, erano due: un trail (oggi si chiama così) di 30 km e mezzo sulle montagne dell'entroterra gardesano, in programma il sabato, e la corsa su strada di 16 km e spiccioli la domenica. Si è passati dai 36 - 37 gradi del sabato, vi lasciamo immaginare la fatica immane di chi è andato su e giù (1800 metri di dislivello totale) per 30 km, ai 16 - 17 gradi della domenica sotto il diluvio. E, giù sulle belle e frequentate sponde, le acque del Benaco hanno preteso il loro sacrificio umano, vittima un turista straniero. 

Noi, quelli dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli", abbiamo potuto solamente levare gli occhi al cielo e invocare la protezione di Aldo, da lassù. Con il suo ben noto sarcasmo ci ha risposto di rivolgerci a tale Trump, di cui vorremmo ignorare l'esistenza, il quale sembra essere un grande esperto di cambiamenti climatici. Alla fine, i tre semplici trofei che volevano ricordare il nostro amico sono arrivati nelle mani dei primi tre classificati, uno dei quali, il terzo, Andrea Silicani (riconoscibile dal numero 259), venuto dalla terra di Aldo, la Toscana. Due bresciani ai primi due posti: Renato Tosi (nella foto in alto a sinistra) e Michele Bertoletti. Forse non lo sapranno mai, ma il trofeo che hanno adesso nella loro raccolta porta il nome di un grande uomo di sport.

Il quale ha ricevuto il deferente omaggio dei soci Alberto Zanetti Lorenzetti, nostro segretario, e della sua gentile consorte Rosa, della famiglia Peiano al completo, Giuseppina, Luciano e Marco, ovviamente di Elio e Marco Forti, organizzatori della manifestazione, e di un altro che passava lì per caso. Non molti, ma si sa questo è periodo di "tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare". Di Aldo risentiremo gli elogi, asciugheremo le lacrimucce, alla prossima Assemblea del 2018. Fra gli ospiti, graditissimo ma non socio, Gianni Poli. Risvoltino: nel 1986 Gianni, appena sceso da un periodo di allenamento in altura a St. Moritz, si presentò a Navazzo e fu secondo, superato nel finale da un altro che sapeva cosa significava correre, Davide Bergamini. Questo in agosto; in novembre, Poli vinse la New York City Marathon, davanti a tal Robert "Rob" De Castella, australiano con antenati svizzeri..Morale, tirata coi denti: più facile vincere in Central Park che non su Via Valvestino, dove si arrivava a quei tempi. E Gianni, che è un uomo di forti valori morali, a Navazzo, quando può, torna sempre.