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L'oro della medaglia olimpica non sbiadisce mai: Giuseppe Dordoni Stampa

Era il 21 luglio 1952. Quel giorno, Giuseppe Dordoni, per tutti «Pino», piacentino del Quartiere Sant'Anna, entrò nell'albo d'oro olimpico con la vittoria sui 50 chilometri di marcia. Era la settima medaglia d'oro che un atleta italiano, uomo o donna, portava al nostro Paese. Dordoni aveva già vinto, sulla stessa distanza, il titolo di campione d'Europa, era agosto 1950, sulle strade di Bruxelles. La distanza era stata introdotta nel programma olimpico nel 1932, a Los Angeles, e già allora l'Italia salì sul podio con Ugo Frigerio, terzo, dopo il britannico Thomas William Green e il lettore Jānis Daliņš. Dordoni ottenne la vittoria stabilendo anche la miglior prestazione mondiale sulla distanza (allora non esistevano improbabili primati del mondo per prove fatte su strada...), marciando in 4 ore 28'07"8, ovviamente anche nuova miglior prestazione olimpica. Nel finale Pino dovette tenere a bada il forsennato ritorno del cecoslovacco Josef Doležal, che ai 40 km era indietro di quattro minuti circa. Al terzo posto l'ungherese Antal Róka. Non aveva resistito al passo di Dordoni lo svedese John Ljunggren, che aveva vinto quattro anni prima a Londra. Straordinaria la carriera di questo svedese: ancora bronzo a Melbourne 1956 e addirittura argento a Roma 1960, dodici anni dopo l'oro di Londra.

Chi vuole, si goda il minuto e 41 secondi del filmato dell'Istituto Luce che potete trovare a questo indirizzo.