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Oscar Barletta, un "Etrusco" sempre sorridente e bonario PDF Stampa E-mail
Domenica 12 Febbraio 2012 09:24

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Nato a Civitavecchia il 15 maggio 1917 da padre macchinista sulle navi e rimasto orfano a soli 9 mesi di età, la mamma si arrangiò in mille mestieri pur di farlo studiare, e Oscar Barletta si diplomò ragioniere.

Iniziò la pratica sportiva con il ciclismo, ma senza successo. La carriera atletica – primi approcci nel 1936 con le corse campestri – fu agli inizi interrotta dalla chiamata alle armi. Nel 1938 fu inviato a Trapani, ma la sua domanda di orfano di guerra fu accolta e venne trasferito a Roma al Distretto Militare con l’incarico di portaordini e la dotazione di una bicicletta per svolgere quel compito. Niente di meglio per un ex ciclista appassionato di atletica, che nei suoi giri di consegna rubava sempre un po’ di tempo per fare una capatina al Campo Guardabassi a praticare un po’ di corsa. Nel 1939 si laureò campione regionale nei 1500 metri e, sulla stessa distanza, finì al 4° posto nei Campionati Italiani GIL. Nel 1941 vinse i 1500 ai Campionati Italiani seconda serie, poi sulla stessa distanza centrò la medaglia di bronzo agli Assoluti e vestì la maglia della Nazionale contro l’Ungheria. Chiuse la stagione con la doppietta 800/1500 ai Campionati Regionali.

Nel 1942 si piazzò quarto nei 1500 ai Campionati Italiani e corse la stessa distanza in un 3:57.7, quarto nella lista stagionale italiana assoluta, che rimase poi il suo miglior risultato cronometrico di tutta la carriera. Entrato, come detto, nel giro della Nazionale, nel biennio 1941-1942 sostenne lunghi periodi di allenamento a Firenze sotto la guida del magiaro Miklós Szabó, che gli faceva compiere due sedute di training al giorno, e che gli trasmise la passione per la cosiddetta «arte di allenare». Dal 1943 al 1947 si aggiudicò ancora molti titoli regionali, su pista e nelle campestri. Nel 1944 fu prelevato dai tedeschi e condotto a Rieti per i lavori al locale campo di aviazione, e subito dopo la guerra fu nominato direttore di un campo profughi nel Lazio.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Aprile 2021 07:35
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Oscar Barletta, il volto umano della maratona PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Febbraio 2012 13:49

 

Riprendiamo integralmente il comunicato emesso oggi dalla Federazione italiana di atletica leggera per annunciare la scomparsa di Oscar Barletta. Ci riserviamo di tornare sulla sua figura nei prossimi giorni.

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È stato uno degli allenatori più amati d’Italia, non tanto per l’indubbia competenza e la passione con cui si documentava e si aggiornava nel suo campo specifico, quanto per la sua umanità, per il calore che sapeva trasmettere ai suoi interlocutori, per l’infinita bontà della sua paterna figura, per la disponibilità a dare senza nulla chiedere in cambio.

È dunque con  profondo dolore che il Presidente Franco Arese, a nome di tutta la Federazione, annuncia la dipartita di Oscar Barletta, avvenuta ieri, 2 febbraio, alle ore 14. “La scomparsa di Oscar mi rattrista profondamente, ho avuto modo di apprezzarne direttamente, per lunghi anni, le doti di spiccata umanità. Barletta non era solo una tecnico di prim’ordine: era una persona straordinaria, che sapeva sempre toccare il cuore dei suoi atleti. Ne serberò sempre un ricordo affettuoso”. 

Nato a Civitavecchia il 15 maggio 1917, promessa del mezzofondo che non si poté concretizzare a causa della guerra (vestì la maglia della Nazionale assoluta nel 1941 e diede il meglio di sé nel 1942), Barletta acquisì notorietà come tecnico portando molti giovani al successo prima nella S. A. Civitavecchia (1945-1957), poi nel C. A. Centrale di Roma (1958-1961). Nel 1962 entrò a far parte dello staff tecnico del CUS Roma, società all’epoca tra le migliori d’Italia,  in cui rimase fino al 1987 per passare poi alla Sisport Fiat Torino. Con i suoi ragazzi vinse diversi campionati italiani di società di corsa campestre, nel 1961 con il Centrale, e dal 1962 al 1966 consecutivamente con il CUS Roma. Nel 1970 fu chiamato a diversi incarichi federali, tra i quali spicca l’incarico di rimettere in sesto il disastrato settore della maratona, obiettivo centrato in pieno e nel quale ottenne la maggiore soddisfazione con la vittoria nella Coppa del Mondo femminile di maratona nel 1985. Dal 1973 al 1987 fu anche responsabile tecnico del centro federale di mezzofondo e fondo di Ostia. Ha allenato generazioni di atleti, dal primatista italiano dei 3000 siepi Umberto Risi (anni Sessanta) fino a Roberta Brunet (medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici 1996). Tra i tanti meriti anche quello di aver indirizzato al mezzofondo il futuro campione olimpico dei 5000 Mohamed Gammoudi, ospite in Italia nel 1961 insieme ad altri atleti militari tunisini. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti come tecnico spiccano la Stella d’Argento del CONI nel 1976, e la Quercia al Merito di terzo grado (1996) della FIDAL. 

 

I funerali si terranno domani 4 febbraio alle ore 10 nella Chiesa della Morte a Civitavecchia.

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 14:36
 
Il "Mercatino" del cerco, compro, vendo, scambio PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Gennaio 2012 15:05

Ci pensavamo da un po' di tempo, da oggi sarà attiva. Parliamo di una nuova rubrica del nostro sito con un titolino molto semplice, diremmo banale: "Mercatino", cerco, compro, vendo, scambio.

Uno spazio per coloro, soci o non soci ma lettori del nostro sito, che siano alla ricerca di una pubblicazione, di una rivista, di un annuario, di un DVD, o di altro materiale relativo al nostro sport, oppure anche a altri sport. Leggiamo in giornali e riviste che si fa sempre più strada la forma del "baratto", nascono siti Internet quasi come i funghi e per ogni tipo di scambio: non solo per libri o pubblicazioni, ma addirittura settimane di vacanze a fronte di lavoro di giardinaggio, ospitalità alberghiera in cambio di un corso di pasticceria per gli ospiti. E chi ne ha più ne metta. Per noi è un esperimento, quali siano gli sviluppi non sappiamo, forse resterà lettera morta, forse arriveremo a scambiare biglietti d'ingresso a un meeting o alle Olimpiadi contro una edizione storica di un libro di atletica dell'Ottocento (ce n'erano più allora che adesso...).

Come funzionerà? In maniera molto semplice. La persona interessata deve inviare un messaggio e-mail a questo indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; una volta vagliato attentamente il contenuto, il testo verrà inserito in una delle "caselle" cerco, compro, vendo, scambio. Nel messaggio devono essere obbligatoriamente indicati: nome e cognome della persona che fa la richiesta, l'indirizzo postale oppure un numero di telefono di contatto, e la direzione elettronica.

I contatti saranno esclusivamente fra le persone interessate. L'A.S.A.I. non entra in nessuna trattativa e non fornisce nessun altro servizio che non sia lo spazio nella rubrica.

Today we open a new column for our readers around the world: "Il Mercatino". If you are looking for a book, a magazine, or for some old Italian results,  or a CD or a DVD, a video, please, send an email to Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  with your request including name, surname and a phone number for a contact. Also if you want to exchange material you can write to "Il Mercatino". We will publish your message, the contact will be direct between the persons. The A.S.A.I. will not enter in the negotiations.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 15:55
 
Parry O'Brien, l'uomo con le dita enormi The man with enormous fingers PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Gennaio 2012 12:44

 

Questo articolo, firmato dal nostro socio prof. Marco Martini, ricostruisce la breve tournée effettuata nell’estate 1951 nel nostro Paese dal più grande lanciatore di peso di tutti i tempi, Parry O’Brien. Pubblicato sul numero 1/2011 della rivista AtleticaStudi, viene qui presentato anche con la traduzione in lingua inglese.

 

This article, written by our member prof. Marco Martini, talks about the brief italian tour of summer 1951 of Parry O’Brien, the greatest shot putter who has ever lived. It was published in the number 1/2011 of the magazine AtleticaStudi, and here we offer also its translation into English.

 

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Bologna 1° luglio 1951. Come si vede, O’Brien lanciava ancora con la semplice traslocazione, partendo fianco alla direzione di lancio.
Bologna, july the 1st 1951. As the photograph shows, O’Brien was still using the old technique, a simple glide executed sideways starting with the left hip facing the front of the circle, in the direction of the throw.

Lo Sport Illustrato 1953. Parry, ormai famoso perchè campione olimpico e primatista del mondo, in azione con il nuovo stile da lui coniato.
Lo Sport Illustrato 1953. Parry, by then olympic champion and world record holder, had already set up his new style, starting with his back to the stopboard.

 

 

Leggi la versione italiana

            

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Gennaio 2012 12:56
 
Parry O'Brien, the man with enormous fingers PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Gennaio 2012 12:22

Up to the first half of the 30s of the XXth century, shot put was an exercise based on a mere translation (moving the body from one place to another), just an aggressive hop forward from the standing position followed by the release; coaches were just beginning to understand the importance of speed, legs action, and of the use of the circle to its full diameter. The pattern of the «new» speedy and explosive shot putter reached its climax twenty years later with Parry O’Brien, who revolutionized the technique starting his action facing backwards. When he came to Italy in 1951 as an AAU champion, he had not yet fully developed his innovating style, who was later adopted in the whole world (in Italy since 1956). He arrived in our country by train from Zurich as a member of an american team who was touring Europe, and competed on june the 30th in Milan and july the 1st in Bologna. From the press reports of those days, we’ll try to understand which kind of impression left on the onlookers the ultra-dynamic acceleration and the perfect coordination that later allowed him to further improve his revolutionary technique. The first sport newspaper to introduce this young champion to the italian reading public was Tuttosport, on june the 28th, but without technical details, as in Italy we knew nothing of Parry’s experiments; the article contained just informations of biographical nature. The first journalist who carefully paid attention to him was Luigi Ferrario, an aged track expert by then working for Il Corriere dello Sport, who witnessed a training session at Giuriati field, in Milan: «O’Brien is an athlete who has attracted our attention in a particular way. He is broad shouldered and has hands with enormous fingers; his little finger is as big as the forefinger of a man of average height. That’s why in the grip the iron ball rests entirely within his fingers, and it is thrown only with them too. Though he wore tennis shoes, yesterday he easily went beyond the 15 meters line» (Il Corriere dello Sport  30-6-51). From the above reported description we can infer that in Italy we had already got to know one specific detail of the «secret» of this young californian: the stress he put on the use of fingers rather than the up to then more common – at least in our country – palm of the hand. The words written a couple of days later on the sport newspaper printed in Turin, confirm the interest of italian track fans towards that «secret»: «What impressed us above all, were the concentration and the approach of O’Brien to the competition. Having a look at his physique, nobody would think he is capable of throwing the shot 17 meters, as he did in the United States. Not a giant as other shot putters, baby faced, O’Brien start his action with the implement that rests between shoulder and neck, and produces the final bang by whipping it with the two last phalanges of his fingers, a method that our coaches would never recommend to adopt» (Renato Morino, Tuttosport  2-7-51). Our shot putters should know something about that aspect too, as the following day the same chronicler reported  the following story: «We should meditate about what Angiolone Profeti, italian shot put record holder, told us saturday at dinner. Well, Profeti narrated that Dalla Fontana (personal best of 13.85) tried to imitate O’Brien, delivering the ball with his fingers instead that with the palm of the hand, as it is customary in our country. The result was that he is still suffering from the effect of that attempt, as his hand turned upside down producing a sharp pain in his whole forearm» (Renato Morino, Tuttosport  3-7-51).

And here are the sensations Parry stirred up in a chronicler from Milan, who underlined the specific skill of the US champion: «O’Brien is the prototype of the agile thrower: not overweight, powerful but quick. Watching him running on the grass of the field during the warm-up was an astonishing experience; apart for the big frame, you would have thought he was a sprinter» (Gian Maria Dossena, La Gazzetta dello Sport  1-7-51). «Parry O’Brien is for real. He is a true athlete, not just a heavy eater like the strong men of our country. He showed such an explosiveness that nobody can doubt about his capability to get close to 18 meters within a couple of years. Being so young, he is not yet such a solid and reliable performer as Jim Fuchs (n. 1 in the world at shot put in those years); as a matter of fact he run out of gas after the first meeting in Milan, losing concentration, and in Bologna he barely managed to reach 16 meters. This notwithstanding, he showed a perfect coordination and never lost momentum; we can assess that his qualities are almost as good as those in possession of Rhoden and Attlesey, the best ones among the athletes we had the pleasure of admiring in Milan and Bologna» (Gian Maria Dossena, La Gazzetta dello Sport  3-7-51). 

The sensation Parry stirred up in the journalist of the sport newspaper printed in Bologna were much alike: «The outstanding quality of this thrower is his speed; that’s where is the secret of his exceptional results» (Renato Dotti, Stadio  2-7-51). «O’Brien, nineteen years old shot putter from the university of Southern California, is incredibly perfect from an athletic point of view, but he doesn’t look like a shot putter. When he changes into civilian dress, you would hardly guess he is a strong man capable of tossing the 16-lb iron ball 17 meters. It is only watching him delivering the shot in the 7 feet circle that you can understand. On sunday O’Brien could not throw as he is capable of. It was a humid evening, and the ball slipped out of his hands, but you could anyhow perceive the tremendous power of his release» (Renato Dotti, Stadio  3-7-51).

The italian track and field athletics federation, in its official magazine, published an essay about the americans written by Giorgio Oberweger, head coach of the national team and himself an expert of throwing (bronze medallist at discus in the 1936 Olympic Games): his bio-mechanical analysis labelled Parry’s action as the absolute top at shot putting: «O’Brien, a newcomer with a neat style, well built but not a giant, put up a splendid representation of how to direct properly into the shot the summation of forces involved, during his first performance, on june the 30th. All the details of his action respected the fundamentals of shot putting, from the sneaking approach to the circle to the vehement instant in which he, after a progressive acceleration, releases the implement: a wild power kept under perfect control. The start, a phase in which he maintained a relaxed attitude, was followed by a glide that gave rise to a flashing progression of movements in which all his muscles worked in synergy and at their best. The explosion of the muscular strength of each one of the segments involved was simultaneous, with hip, shoulder, arm and hand all taking advantage of the dynamic energy generated by the bouncing rhythm of his agile and powerful legs. Automatisms and style that owe much of their efficiency surely to years of physical education, continuous conditioning and devotion to improve from a technical point of view. This young talent is another pleasant reality that confirms the recurring interesting innovations the United States are producing in the latest years» (Atletica  5-7-51).

 

On the whole, the Parry O’Brien who came to compete in Italy in 1951, was judged positively and aroused keen interest, even though he did not use the technique which would be destined to become the model for all throwers in the following decades.

 

 

 Le sue 4 gare in Italia nel 1951 – His 4 competitions in Italy in 1951

 

 

peso-shot

disco-discus

Milano  30-6

(1) 16.68

(5) 44.18

Bologna  1-7

(1) 16.00

(5) 44.37

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Marzo 2022 16:24
 
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