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Insubria o Mediolanum? A chi spetta la primogenitura della ginnastica femminile? PDF Stampa E-mail
Sabato 20 Febbraio 2021 00:00

Stavolta parliamo di donne. E non è assolutamente una battuta un po' sciocchina. Alberto Zanetti Lorenzetti, avendo smesso di esercitare la sua professione che aveva come priorità la salute dei suoi concittadini di Gambara, Bassa Bresciana, si è ritagliato tempo per dedicarsi alla sua passione: la ricerca, lo studio dei primi passi dello sport nel nostro Paese, l'atletica in particolare. Alberto è un ricercatore vero, non un dilettante allo sbaraglio, o un banale scopiazzatore di robe cotte, decotte, e scarsamente originali, oppure di aneddoti triti e ritriti. Alberto, in totale sintonia d'intenti con lo spirito della nostra piccola associazione, ricerca, consulta, acquisisce documenti, sfoglia, studia, assembla. E ce ne ha dato un saggio durante l'anno 2020 con una serie di storie familiari e sportive su atleti dei primi decenni del XX Secolo.

Alberto oggi ci accompagna alla scoperta dei primordi dell'attività sportiva delle donne italiane. Non dimenticate che  a quei tempi l'atletica era tutt'uno con la ginnastica, oppure si parlava di sport pedestre o podismo, ovviamente per indicare la corsa. Non possiamo fare a meno di riandare col pensiero alle ricerche di Marco Martini su questo argomento, testi poi pubblicati in alcuni piccoli libri autoprodotti. Sottilmente ironico il titolo di una di queste ricerche:«Gonna pantalone o calzoncini corti?», per fotografare lo spirito dei tempi. Negli ulrimi anni sono stati pubblicati alcuni libri sul tema: citiamo «Più brave per forza» di Cristina Falco, «Donna è Sport 1861 - 2011» corredato da una attrattiva ricerca iconografica, e un recente (2019) «Donna e Sport», lavoro che raccoglie contributi diversi coordinati da Sergio Giuntini (nostro apprezzato socio), Maria Canella e Ivano Granata. Questo non esaurisce certamente la bibliografia sul tema dello sport e della donna. Adesso si aggiunge questa ricerca su un argomento puntuale investigato da Alberto Zanetti Lorenzetti, nel tentativo di chiarire una «primogenitura».

Le fotografie, in senso orario: siamo nel 1904, le signorine dell'Insubria che parteciparono al Concorso nazionale di Firenze; ancora una foto dell'Insubria Milano; siamo nel 1907, nel terreno del Veloce Club, e le ragazze sono le affiliate alla Mediolanum, in occasione del decennale della fondazione della  loro Sezione femminile; e da ultimo, ancora una foto della Mediolanum, probabilmente durante una escursione «fuori porta», attività allora molto frequente

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La prima fu...vero? Beh,sì. Oppure, no. Forse. Parliamone

di Alberto Zanetti Lorenzetti

Qual è stata la prima società ginnastica femminile autonoma, ovvero indipendente e non sezione di una società maschile? E’ l’Insubria Milano, vero? Beh, si. No. Forse. Parliamone…

Approfondiamo il tema partendo dalle informazioni che fornisce «Il Ginnasta». Nel numero 8-9 del 1908 il bollettino della Federazione Ginnastica Nazionale Italiana cominciò una rassegna delle società iniziando proprio con questa associazione femminile milanese, non per galanteria ma perché “per prima ha risposto al nostro appello” per la nuova rubrica sulla storia delle società federate. A partire dal 1898 e pochissimo tempo dopo le cannonate del generale Bava Beccaris contro la dimostrazione popolare per gli aumenti del prezzo del pane, l’attività della nuova associazione iniziava presso “lo splendido soggiorno del Monte Tabor, all’antica barriera di Porta Romana, appartenente all’associazione maschile Forza e Coraggio e da questa gentilmente concesso”, mentre per l’inverno erano a disposizione le palestre e i cortili della Scuola Normale Statale “Gaetana Agnesi” e della Regia Scuola Tecnica Femminile "Teresa Confalonieri", istituti che ci portano alle figure di Maria Cleofe Pellegrini e di Regina Terruzzi.

La prima fu da subito al vertice della dirigenza – tutta al femminile – dell’Insubria, lasciando nel 1903 l’incarico ad Anna Böhm e restando nella società come presidente onorario. La seconda era nata a Milano, figlia di un eroe delle Cinque giornate del 1848. Viene ricordata per essere stata particolarmente attiva riguardo al miglioramento della condizione sociale femminile, avendo tra l’altro partecipato nel 1893 alla fondazione della «Lega per la tutela degli interessi femminili». Politicamente fu mazziniana, nazionalista, socialista e interventista. E’ stata una delle nove donne che il 23 marzo 1919 fu in piazza Sansepolcro per la fondazione dei Fasci di combattimento, iniziando un rapporto talvolta di affinità, in altri casi conflittuale con il movimento, poi diventato partito, fascista.

Facciamo un passo indietro e diamo lettura a quanto scrisse il «Corriere della Sera» il 3 aprile 1897: “Da molto tempo si parla e si discute della necessità dell’educazione fisica della gioventù che ha avuto qualche risultato per l’elemento maschile, ma non per quello femminile, sebbene tutti riconoscano il bisogno e il dovere di preparare delle madri sane e robuste, se non si vogliono avere figli malati e deboli. Quello che si fa nella scuola per l’educazione fisica della donna è poco in confronto a quello che si dovrebbe fare”. L’inizio dell’articolo era l’introduzione alla notizia che la «Lega per la tutela degli interessi femminili», la Mediolanum (società ginnastica maschile sorta un anno prima) e l’insegnante Amelia Mazzucchetti Cavaleri, si erano accordate per la creazione di una commissione incaricata di dar vita a una sezione femminile del sodalizio milanese. L’elenco delle insegnanti facenti parte di questo organismo comprendeva anche i nomi di Maria Cleofe Pellegrini e Regina Terruzzi, che evidentemente poco tempo dopo abbandonarono la Mediolanum.

I lavori procedettero spediti, tanto che venti giorni più tardi il foglio milanese tornò sull’argomento: “Ieri alle 16 nel Castello Sforzesco si inaugurò la Società femminile per l’educazione fisica. (…) Plaudiamo di cuore alla nuova Società e le auguriamo di procedere sciolta da qualsiasi vincolo, pur conservando grata memoria dei suoi genitori, padre Mediolanum e madre Lega”.

L’articolo lascia intendere che ciò che era nato avesse una certa autonomia dalla Mediolanum maschile. Una situazione che trova conferma nel «Ruolo d’anzianità delle società federate» periodicamente pubblicato dal Ginnasta, nel quale leggiamo che l’iscrizione alla Federazione dell’Insubria risale al 28 luglio 1902, preceduta di 19 giorni da quella della Mediolanum femminile, una adesione che rimarcava l’indipendenza dal sodalizio maschile, già nei ruoli federali dal 1898. Quindi, a differenza di tante altre società che avevano una sezione maschile ed una femminile ma che provvedevano ad una unica affiliazione, la Mediolanum ne eseguiva due, iscrivendo altrettanti delegati federali e indicando indirizzi della propria sede diversi. Alla ricorrenza dei dieci anni di fondazione della società, nel 1907, la signora Mazzucchetti Cavaleri era presentata come presidentessa e fondatrice dell’associazione. L’altro presidente, quello della Mediolanum maschile, era il noto ginnasta già della Forza e Coraggio e della Pro Patria Alberto Alberti, che sarebbe stato a capo del sodalizio fino al 1920.

Per cui, qual è stata la prima società ginnastica femminile autonoma, ovvero indipendente e non sezione di una società maschile? E’ la Mediolanum, vero?. Beh, si. No. Forse. Parliamone…

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Febbraio 2021 18:49
 
Pietro Paolo Mennea protagonista di una emissione di francobolli di Poste Italiane PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Febbraio 2021 00:00

Pietro Mennea ancora protagonista, come in vita. Stavolta lo è di una emissione di francobolli dell'Uffico Filatelico di Poste Italiane. Il francobollo, emesso il primo giorno il 9 novembre 2020, riproduce la indimenticabile immagine della sua esultanza dopo lo spasmodico arrivo della finale dei 200 metri sulla pista dello Stadio Lenin di Mosca. Nella stessa immagine è riprodotta anche la medaglia d'oro. Poste Italiane ha messo in vendita questo francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Lo Sport” per ricordare il 40esimo anniversario dei Giochi Olimpici di Mosca. Questa emissione ha avuto una tiratura di quattrocentomila copie. Francobollo, busta primo giorno di emissione, foglietto di quattro esemplari e altri prodotti per collezionisti sono contenuti in un folder, che in seconda di copertina riproduce il testo scritto dalla moglie di Pietro, signora Manuela Olivieri.

Noi siamo grati alla nostra socia Alessandra Rossetti, che ci ha segnalato questa iniziativa di Poste Italiane. Parlando di filatelia, il pensiero è andato immediatamente al socio fondatore dell'Archivio Storico, purtroppo deceduto qualche anno fa, Gianni Galeotti, raffinato collezionista che era stato nominato vicepresidente della associazione mondiale che riunisce i collezionisti di francobolli olimpici. Ricordiamo la bellissima esposizione curata da Gianni nel 2008 all'interno del Palazzo dei Principi di Correggio, che ospitò anche la nostra Assemblea annuale, sotto la signorile regia del nostro amico di Reggio Emilia, che ricordiamo sempre con grande affetto.

E già che ci siamo buttiamo un rapido sguardo anche a quella edizione dei Giochi che subì l'affronto della ingerenza  e della invadenza americana (leggi Stati Uniti) in lotta contro l' Unione Sovietica. Impotente a risolvere  in altro modo i problemi del mondo  che loro creavano (il motivo scatenante fu la feroce invasione sovietica dell'Afganistan, e oggi dopo quaranta anni il massacro in quelle terre continua, e stavolta, dopo 19 anni, ci stanno gli americani, semplice sostituzione di fattori, il risultato non cambia), il presidente Jimmy Carter non trovò niente di meglio che far violenza sullo sport. In barba, ovviamente, alla sua presunta e fittizia indipendenza dalla politica. Una bella favola. Noi, italianucci diligenti studiosi di Niccolò Macchiavelli, trovammo l'escamotage: autorizzati al viaggio a Mosca gli atleti che non erano nei gruppi sportivi militari. Bene, gli azzurri, nonostante il numero decurtato, tornarono con un bel carico di medaglie: 15 in totale, delle quali 8 dorate. Li ricordiamo questi otto nomi? Con Mennea, anche Sara Simeoni e Maurizio Damilano, per il trionfo dell'atletica; il judoca bresciano Ezio Gamba (che si congedò dal gruppo militare per poter partecipare ai Giochi); il cavaliere Federico Roman; il pugile Patrizio Oliva; il lottatore Claudio Pollio e il tiratore Luciano Giovannetti. Per completezza, due atleti ebbero due medaglie: Mennea all'oro individuale aggiunse il bronzo della staffetta 4x400 (con Mauro Zuliani, Roberto Tozzi e Stefano Malinverni), mentre il triestino Federico Roman vinse l'oro individuale e l'argento a squadre nel concorso completo di equitazione).

Ci permettiamo porre una domanda a Poste Italiane: plaudiamo all'omaggio filatelico per Mennea, ma non meritano un bel francobollo anche gli altri sette?

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Febbraio 2021 23:43
 
«Trekkenfild» dedica l'intero numero 90 alle elezioni in Federatletica PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Febbraio 2021 00:00

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Non poteva essere diversamente, of course: tutto dedicato alle elezioni della Federatletica questo 90esimo numero del periodico online «Trekkenfild», elezioni che hanno fatto uscire dalle urne il nome di Stefano Mei. Pensate, c'è proprio di tutto, perfino una intervista da Stoccolma con la ex fidanzata del nuovo presidente. Commenti dei due cococo, coproprietari, codirettori, coeditorialisti della pubblicazione, Daniele Perboni e Walter Brambilla, e di Fabio Monti, uno con l'atletica nel DNA di famiglia, e lo si capisce da quel che scrive.

Commenti da parte nostra? Nessuno. Noi siamo solo dei miseri raccoglitori di ferri vecchi per mercatini di antiquariato.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2021 08:49
 
Gabriele Manfredini Memories, from Harry Marra, the coach of Ashton Eaton PDF Stampa E-mail
Martedì 09 Febbraio 2021 00:00
Per tutti coloro che frequentano il mondo delle prove multiple, Combined Events  o Épreuves Combinées per gli habitués del jet set internazionale, per noi Decathlon e Heptathlon (oggi, prima Pentathlon) come abbiamo imparato da piccoli, il nome di Harry Marra ha qualcosa di mitico. Non è un atleta, è un allenatore, termine che ci è sempre piaciuto molto di più del generico «tecnico» che ci fa venire in mente il tecnico della caldaia o della irrigazione del giardino. Coach, lo chiamano gli americani, e quando dicono Coach è una forma di grande rispetto, una specie di Maestro da noi. Harry Marra è un Coach. Marra, cognome molto diffuso nelle nostre regioni meridionali. E da lì (ma non ricorda il nome esatto del paese) approdarono, emigranti come tanti altri, negli States i suoi nonni, i quali ebbero tredici figli, e il tredicesimo fu poi il padre del nostro Harry. Il quale nacque ad Albany, nello Stato di New York, 73 anni fa. Ha avuto una superba carriera com allenatore delle Prove Multiple, che si può riassumere in questi dati essenziali: ha allenato nelle università di Santa Barbara, Springfield College, San Francisco State University  e University of Oregan; fra il 1990 e il 2000 ha ricoperto l'incarico di coach nazionale della squadra USA di decathlon.
Il suo capolavoro è stato Ashton Eaton, al quale ha dedicato parecchi anni come personal coach. L'atleta di Portland ha inanellato fra il 2012 e il 2016 una serie di risultati sensazionale: due titoli olimpici, due mondiali e tre mondiali al coperto, e inoltre cinque primati del mondo, due nel decathlon e tre nell'heptatlhon in pista coperta. Harry allenò anche la moglie di Ashton, la canadese Brianne Theisen, un bronzo olimpico e un oro ai mondiali indoor.
Ha ricevuto due prestigiosi ricoscimenti:  nel 2012 il NIKE Coach of the Year, e nel 2016 lo IAAF Coach of the Year.
Incontrammo Harry al meeting internazionale Multistars di Brescia negli anni '90, quando accompagnava alcuni dei suoi atleti yankee: Sheldon Blockburger, Brian Brophy, l'estroverso Paul Terek, un concentrato di simpatia e disordine. Fra gli altri «più 8.000 punti» Bart Goodell, Paul Foxson, Chris Wilcox; Harry fu anche uno dei promotori del Progetto VISA per aiutare la carriera dei decatleti. Dopo il ritiro improvviso di Eaton all'inizio del 2017, Marra è ora impegnato in un programma denominato Gold Medal Motion; se qualcuno ne vuol sapere di più questo è il link https://www.dogoathleticadvisors.com/harrymarra
La sua frequentazione del meeting bresciano lo portò a contatto con Gabriele Manfredini che per tanti anni ha gestito con il fratello Ruggero la informatizzazione dei risultati,, per il quale sempre nutrì profonda stima, oltre che una esuberante amicizia. Proprio per questo ci ha mandato alcune linee per ricordare Gabriele, un ricordo che pubblichiamo con piacere.
 
Nelle foto: il coach Harry Marra;  a destra, Gabriele Manfredini, durante una Assemblea ASAI a Firenze qualche anno fa, con in mano una copia del suo interessantissimo libro sulla storia del decathlon in Italia dalle origini al 1968
 
 
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On behalf of all the ASAI Members we want to thank Harry, who wrote:
I remember my first meeting Gabriele as clearly as if it were yesterday.  It was in May, 1993, Brescia, Italy on the evening before the start of that years Multistars Meeting.  While Manfredini spoke very little English and I spoke very little Italian, I could sincerely sense his kindness, respect, sincerity and open friendliness to myself and the decathletes I brought to compete in Multistars.  We developed a lasting respect and friendship at that moment.
Manfredini was a quiet man, but the quality of his work and support for all in Combined Events spoke loud and clear.  He was a true professional. We saw each other each year at the Multistars, Hypo Bank and Talence Meetings around the globe.  Always was there that soft Italian smile on Manfredini's face when we first caught a glimpse of each other in those special times.
 
I will miss seeing him; the community of CE will miss his quality of work; and the world is a bit less friendly with his passing.  Manfredini , during his time on this earth, has made a quality and lasting contribution to all of society.  We should all aspire to follow his example.

RIP my friend.  May God welcome you with open arms.  You left lasting footprints of your journey here on Earth.  
 
Ultimo aggiornamento Martedì 09 Febbraio 2021 22:07
 
Luc Vollard resta alla guida della Commissione francese Documentazione e Storia PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Febbraio 2021 10:24

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Rinnovata per il prossimo quadriennio la composizione della Commissione Documentazione e Storia della Federazione francese di atletica (F.F.A.), che ha festeggiato da poco, seppure in sordina causa la situazione sanitaria, il traguardo dei 100 anni, ma ha surrogato con la pubblicazione di uno splendido libro commemorativo. Nei giorni scorsi, proprio la Federazione ha approvato la lista dei 14 membri della Commissione, che è un organismo riconosciuto e regolamentato nello Statuto federale.

Luc Vollard è stato confermato alla guida della Commissione. Il team ha subíto poche variazioni: tre nuovi ingressi nel gruppo, quelli di Anne Roger e Ivan Moreau (che erano già stati nella Commissione qualche anno fa) e di Sophie Félix. Questi i 14 membri per il prossimo quadriennio: Luc Beucher, Alain Bouillé, Gérard Dupuy, Vincent Guignard, Philippe Guilbaud, Sophie Félix, Vincent Kropf, Ivan Moreau, Anne Roger, Gilbert Rosillo, Yves Seigneuric, Emmanuel Tardi, Luc Vollard, Pierre Weiss.

Cogliamo l'occasione per esprimere il nostro ringraziamento agli amici francesi per la cordiale ed efficiente collaborazione che ci offrono, collaborazione che si intensificherà nel prossimo futuro, nei siamo certi. On pense que nous avons fait et on peut faire ensemble du bon travail.

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Febbraio 2021 08:43
 
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