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Liste italiane 2012 per gruppi di età / Italian Lists 2012 Overall & Age Groups PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Settembre 2013 11:59

Fedele alla "filosofia" che il lavoro di compilazione in atletica è materia sempre soggetta a cambiamenti ed aggiornamenti, Raul Leoni ci ha fatto pervenire una stesura delle liste italiane 2012, sia assolute che per gruppi di età. Nel ringraziare l'autore per questo nuovo contributo al nostro sito, vi invitiamo a visitare i documenti pubblicati alla fine di queste righe, contenenti le liste. Aggiungiamo per gli utenti stranieri una spiegazione in inglese preparata dallo stesso autore/ I tried to cover also performances achieved by foreign athletes in Italy during the season 2012. For this reason, I putted also performances by foreign athletes attached to Italian clubs directly in the main lists and I gathered other performances in a special section "Aggiunta stranieri" at the bottom of each event. Please, note that current citizenships are pointed out as f.e. (SEN) or well (ITA/XXX) for double citizenship or to mean any current application for Italian citizenship.The following meeting are excluded just in the foreign section "Aggiunta stranieri": Pavia 06/05 - Roma 31/05 - Torino 08/06 - Gorizia 28/06 -Celle Ligure 12/07 - Pordenone 13/07 - Lignano Sabbadoro 17/07 - Pergine Valsugana 21/07 - Brugnera 01/09 - Padova 02/09 - Majano 08/09. You can easily find out the complete results of these meetings in Results Section on fidal web site or from other International sources.

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Settembre 2013 13:52
 
Quel 12 settembre 1979, alle ore 15.15, sulla pista dello Estadio Nacional di Ciudad de México... PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Settembre 2013 11:08

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Coerenti con gli scopi della nostra organizzazione, diamo la parola ai numeri. In silenzio. Per ricordare Pietro Paolo Mennea in questo 12 settembre 2013, a pochi mesi dalla scomparsa del campione olimpico e a 34 anni dal suo primato del mondo sui 200 metri (19.72), pubblichiamo una ricerca di grande valore storico: la ricostruzione della sua completa carriera sportiva. L'autore principale è l'arch. Giuseppe "Pino" Mappa, fiorentino, compilatore di liste mondiali di atletica, che ha ricevuto collaborazione da Gustavo Pallicca.

Mennea corse la finale dei 200 metri sulla pista dell'Estadio Nacional di Ciudad de México (così era denominato, oppure anche Estadio Universitario, comunque nessuno lo chiamava Estadio Olímpico, men che meno i folcroristici tassisti messicani...ne sa qualcosa chi c'era, e chi non c'era...allo stadio...) alle 15,15 di quel 12 settembre 1979, a bordo campo il presidente della Federazione italiana Primo Nebiolo e il prof. Carlo Vittori, forse anche qualcun altro della FIDAL.

Quel 19.72, dopo 34 anni, è ancora la nona prestazione mondiale di ogni tempo, nonchè primato d'Europa. Gli appassionati di compilazioni possono visitare questo indirizzo https://www.iaaf.org/records/toplists/sprints/200-metres/outdoor/men/senior dove troveranno le liste "ogni tempo" dei 200 metri, con tutte le prestazioni sotto i 20.07 secondi e gli atleti fino a 20.27: in totale 532 prestazioni e 202 atleti (sono 70 quelli che hanno un primato personale fino a 20.07, per un totale di 400 risultati). Si tratta del sito della Federazione internazionale (IAAF).

Chi ha interesse a ripercorrere la straordinaria carriera di Mennea, si affidi al prezioso documento di Pino Mappa. / You can read the complete career of Pietro Mennea in this document compiled by the Italian statistician Pino Mappa.

La terra ti sia lieve, Pietro Paolo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Settembre 2013 12:56
 
Revisione Liste Storiche: nuovo aggiornamento/Italian historical rankings, a new update (1941-42-44) PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Agosto 2013 15:17

Segnaliamo un nuovo aggiornamento (anni 1941, 1942 & 1944) delle Liste storiche, curate da Marco Martini, nella Sezione "Momenti di Storia, Liste storiche 1908-1945, uomini". In aggiunta alla versione pubblicata sul sito, anche una versione in formato PDF/A new update of the Italian historical rankings is now available (PDF format also) for the years 1941, 1942 and 1944. Click on the link "Momenti di storia", here up.

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Agosto 2013 16:10
 
Liste giapponesi e mondiali "ogni tempo" compilate da Tatsumi Senda e Yoshimasa Noguchi PDF Stampa E-mail
Martedì 27 Agosto 2013 13:49

Qualcuno dei nostri lettori ricorderà il nome di Tatsumi Senda, l'amico giapponese che tradusse nell'idioma del suo Paese la storia dell'incontro Italia - Giappone del 1936 preparata da Marco Martini, contributo che abbiamo pubblicato sul nostro sito in italiano, inglese e giapponese (e i contatti con il nostro sito dalla tera del Sol Levante sono volati a quasi il 33 per cento contro il neppure 38 dei sapientissimi italici!). Tatsumi, in stretta collaborazione con Yoshimasa Noguchi, altro "samurai" della compilazione di risultati atletici, ha appena sfornato un tomo di 340 pagine, formato A4 orizzontale, che comprende le liste giapponesi di tutti i tempi con profondità 300 atleti e 100 performances, elaborate da Noguchi, e lo stesso lavoro per le liste mondiali, compilate da Senda, il tutto aggiornato al 31 dicembre 2012. Essendo destinato agli appassionati di atletica di quel Paese, il lavoro è, ovviamente, in giapponese!

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L'amico Tatsumi, riconoscente per lo spazio e l'abbondante materiale che il nostro sito ha dedicato a quel lontano incontro Italia - Giappone del 1936, ha voluto ricambiare con un gesto di amicizia nei confronti dei soci ASAI: chi è interessato al lavoro dei due compilatori giapponesi può richiederlo e riceverlo al solo costo di spedizione (10 Euro).

Chi vuole, prenda contatti con Tatsumi Senda a questo indirizzo: 3-4-33 Shioe, Amagasaki, Hyogo 661-0976 - JAPAN.

All Time Japaneses Lists (300 performers and 100 performances) & All Time World Lists (same depth), compiled by Yoshimasa Noguchi & Tatsumi Senda (in Japanese language). For contact, Tatsumi Senda, see above for his address.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Agosto 2013 11:05
 
Io la penso così.........L'opinione di Giorgio Reineri (4) PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Agosto 2013 17:29

Il nostro socio Giorgio Reineri chiude con un commento finale il suo spazio-opinione sul nostro sito in occasione dei Campionati mondiali di atletica a Mosca. Opinione, e, come tale, condivisibile o meno. Prima e durante i mondiali abbiamo provato a lanciare una proposta: la lettera aperta di Luciano Barra al presidente della IAAF, lettera che conteneva molti spunti, e le "opinioni" di Reineri. Nessuno ha niente da dire? aggiungere? criticare? o come sempre la risposta alla discussione è lasciata al mugugno, al brontolio indistinto dove non si riesce mai a capire cosa vogliono coloro che stanno, a qualsiasi titolo, dentro l'atletica? Storia vecchia e risaputa. E non è un caso che siamo finiti dove stiamo: in fondo al gruppo. In silenzio.

Cinque giorni son passati da quando lo stadio Luzhniki di Mosca ha chiuso i battenti, per non riaprirli forse mai più. In nome del calcio-trionfante e della speculazione-rampante, l’antico impianto, costruito a metà degli anni Cinquanta e rimodernato a metà di quelli Novanta, dovrebbe esser abbattuto per lasciar posto ad una mostruosa costruzione da centomila spettatori (contro i cinquantamila di oggi). Così, si dice, pretenderebbe la FIFA, che a Mosca celebrerà i riti pallonari del 2018; e così pare vadano reclamando alcuni furbi costruttori moscoviti, che non vedono l’ora di far la cresta su di un budget che varia tra dai 10 ai 28 miliardi di rubli (230-690 milioni di euro). A rischio sparizione non c’è soltanto un bel po’ di storia sportiva russo-sovietica – in quello stadio si tennero le Universiadi 1973 e i Giochi Olimpici 1980 oltre a concerti e spettacoli: tra gli altri, i Rolling Stones, Madonna e la rock star Viktor Tsoi – ma anche uno dei più bei parchi d’Europa, affacciato sulla Moscova e dominato dalla mole gotico-stalinista dell’Università Lomonosov, prossimo ad essere cementato per uso alberghiero-commerciale.
Così, la nostalgia che abbiamo avvertito al calar del sipario sui XIV campionati del mondo di atletica si è rinnovata nel momento in cui ci lasciavamo alle spalle quell’oasi di verde e maestose architetture. Perchè proprio nell’immensità silenziosa del parco aveva avuto una svolta – or sono giusto quarant’anni – la nostra professione di cronisti: cercare di scrutare, oltre le imposizioni del regime, la realtà del comunismo sovietico.
Ma è davvero cambiata la Russia? Un amico d’anta’n – Igor Ter Ovanesian – ci ha detto categorico: “Un tempo avevamo gli zar, poi abbiamo avuto il segretario del partito comunista e adesso abbiamo Putin. Ma sotto la superficie luccicante di oggi, sotto il rombare delle Rolls Royce, delle Ferrari, delle Porsche e delle Mercedes, tutto è rimasto come prima. Il commercio della anime morte continua, indisturbato ed eterno”.
Igor Ter Ovanesian - il principe Igor degli anni Sessanta, ex primatista del mondo di salto in lungo e per cinque edizioni protagonista olimpico di questa specialità – e’ oggi un artista che ha fatto della pittura rifugio e diletto. Ma è ancora un sommo competente di atletica, con un occhio svelto a leggere il talento e a valutare il valore dei campioni. Ebbene, in chiusura dei campionati proprio Ter Ovanesian ci ha detto d’essersi divertito e di aver apprezzato la manifestazione. Nessun record, ha commentato, ma i salti in lungo di Menkov, il triplo di Tamgho, l’asta di Isinbaeva, l’alto di Bondarenko luccicavano come fossero stati altrettanto primati.
Come contraddire un antico saggio quale è il principe Igor? Sarebbe pura presunzione sostenere una tesi contraria: i giochi mondiali sono stati degni del loro nome, e anche alcune competizioni non sfavillanti in termini cronometrici hanno garantito lo spettacolo. O forse che le volate di Mo  Farah non lo furono? E la rivelazione della keniana Sum sugli 800 metri non ha di grazia rappresentato una perfetta sintesi dell’atletica? Eleganza di passo, agilità di movimenti, giudizio tattico e una grazia speciale, che discendeva pure dalla statuaria bellezza della signorina.
I nove giorni di gare hanno, a giudizio di questo ex cronista, offerto spunti di gioiosa ricreazione e di autentico piacere per i millanta gusti dei quasi 400mila spettatori dello stadio. Ma, a sentire commenti, hanno pure appagato il desiderio di spettacolo di chi, lontano, s’era affidato alle immagini televisive. Insomma, anche in un anno post-olimpico, per definizione mai troppo brillante, l’atletica è riuscita a farsi apprezzare.
Il problema, per chi dirige il carrozzone, è di non lasciar svanire quell’apprezzamento ma riuscire a raccogliere qualche nuova adesione, così da rinvigorire questa religione laica dell’uomo.
Ci sono, tuttavia, zone grigie. O zone dove, addirittura, la luce atletica pare essersi spenta. Si prendano gli Stati Uniti: oltre ad esser stati superati, in numero di medaglie d’oro, dalla Russia (6 a 7), per la prima volta i suoi velocisti hanno subito un pesante cappotto, più pesante addirittura di quello di Monaco ’72. Tra gli uomini e tra le donne, una debacle, ove si escluda Justin Gatlin. Mai era successo, difatti, che gli sprinter Usa ottenessero meno medaglie dei mezzofondisti: ottocentisti e millecinquecentisti di entrambi i sessi, difatti, sono stati assai più brillanti dei colleghi centisti e duecentisti. Ma non si creda che questo sia un caso. È, invece, il risultato della sparizione dell’atletica in larghe parti dell’America, e soprattutto della sua sparizione dai mezzi di comunicazione: televisione e stampa scritta. Sui quotidiani Usa si parla di atletica soltanto in due occasioni: per redigere “obituaries”, cioè i necrologi di campioni defunti, o per casi di doping, ultimo quello di Tyson Gay. Tutto ciò - l’atletica considerata attività di sopravvissuti - ha fatto sì che questa disciplina venga sempre più spesso depennata dalle attività sportive dei colleges. Dovendo tagliare i budget, le università hanno tagliato l’atletica, eliminando le borse di studio che un tempo erano riservate a migliaia di giovani corridori, saltatori, lanciatori. E questi, considerati i costi proibitivi della frequenza universitaria, si sono rivolti al football e al basket (e, in minima parte, ora anche al calcio). Si è così andata inaridendo la principale, anzi la unica, fonte di reclutamento negli Stati Uniti: da qui, il dominio giamaicano e la debacle americana.
Somiglia a quella degli Usa, la debacle italiana. Somiglia, ma non è certo la stessa cosa perchè  l’America, considerata la ricchezza delle sue etnie, potrà ancora avere sussulti; l’Italia, invece, nessuno.
Da noi, lo sport è moribondo. Tutto lo sport, non soltanto l’atletica o il nuoto. Anche il calcio è in rianimazione, sopravvivendo soltanto grazie all’ossigeno straniero. Ma se il calcio fruisce di una pubblicità a tempo pieno – 24 ore su 24 – l’atletica mette a stento assieme 24 minuti il trimestre. Via dalla tivù, via dai giornali, essa è ormai sconosciuta ai giovani. I quali, già pigri del loro, figurarsi se penseranno mai d’affrontare le fatiche, i sacrifici, le incertezze dell’agonismo professionale.
Non c’è dunque da stupire che l’Italia abbia fatto, a Mosca, la parte dell’intrusa. Assente dalla maggioranza delle gare; e quando presente si era lì soltanto per fare numero, riempiendo le corsie. O, certo, l’Italia non è l’unico paese europeo in agonia: Spagna, Romania, Bulgaria, Finlandia ci tengono la mano. La Svizzera segue, e non lontane sono Norvegia e Svezia, tutti paesi di antica nobiltà atletica.
Occorerebbe una grande opera missionaria, per ridare a questi popoli la loro originaria religione. Non serve, a questo punto, andare in paesi lontani, in posti sperduti, a diffondere il verbo atletico. È imperativo, perchè l’atletica sopravviva, che si rieduchi la gioventù europea.
A chi l’arduo compito?
L’impressione è che non ci siano missionari all’altezza, e che soprattutto il blocco calcistico fatto dalla commistione tra interessi miliardari e informazione televisiva sia così potente, e imbattibile, da bloccare ogni inversione di tendenza. Proprio come avviene, a parti rovesciate, negli Stati Uniti: dove football, baseball, basket e hockey tengono il calcio fuori dai grandi circuiti di informazione-spettacolo.    

 

 

   

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Agosto 2013 17:49
 
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