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Un sentito ringraziamento alla Amministrazione comunale di Pianoro PDF Print E-mail

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Questa fotografia è la riproduzione di quella pubblicata il 25 ottobre 1913 sulla rivista «Lettura Sportiva»: ritrae l'atleta Manlio Legat, campione del salto con l'asta nei Campionati della Federazione Ginnastica Italiana ( 3 metri e 20 a Genova il 19 ottobre, davanti a Garimoldi e Butti). Quell'anno Legat aveva saltato 3.30 il 25 maggio a Milano, vestiva i colori della Sempre Avanti Bologna

Scorrendo il gigantesco materiale conservato da Bruno Bonomelli si trovano decine e decine di buste o di cartoline postali (come si usava anni addiero) timbrati dagli Uffici Anagrafe di Comuni, grandi e piccoli, di tutta Italia. Erano le risposte che questi uffici davano allo storico bresciano aderendo alle sue richieste di informazioni anagrafiche su atleti dei primi decenni del secolo scorso, o anche prima, per completare le loro biografie. Non sempre quelle carte davano le informazioni, molti impiegati si trinceravano dietro alla tal legge che proibiva di fornire a estranei informazioni di tal tipo. Si può comprendere. Altri, più duttili e capendo lo scopo, sportivamente innocuo, di tali richieste, fornivano quanto richiesto da Bonomelli, che quasi sempre univa in francobolli l'importo per la risposta, spesso esplicitamente richiesto dagli impiegati. Due i dati che interessavano: la data di nascita e quella di morte, spesso solo la seconda, a volte il chiarimento di un nome di battesimo, oppure la località di nascita o di morte. Scorrendo queste antiche carte, abbiamo avuto la prova palpabile del differente approccio dell'impiegato nelle mani del quale era finita la richiesta. 

Un altro che continuò la strada intrapresa da Bonomelli fu Marco Martini. Non a caso fu attento e rispettoso discepolo del maestro rovatese. In genere, questi dati vengono poi ripresi e copiati acriticamente dagli orecchianti del nostro sport. Raramente abbiamo avuto fra le mani pubblicazioni che riportassero data e località di morte. 

Detto tutto questo, veniamo a un caso attuale che ci ha dato soddisfazione. Un paio di mesi fa abbiamo pubblicato la storia della famiglia Legat, famiglia triestina spostatasi a Bologna e lì attiva nella disciplina della ginnastica, come normale in quei primi anni del Novecento. Uno dei figli Legat, Manlio, fu ottimo atleta: asta, alto, prove multiple, tanto che partecipò ai Giochi Olimpici di Stoccolma 1912. Di Manlio si conobbero due date di nascita, discordanza poi chiarita proprio da Bonomelli. Il poveretto fu fatto morire durante la Grande Guerra, ma non era vero, per fortuna sua, ferito ma vivo. Quello che nessuno seppe mai quando e dove morì, né Bonomelli né Martini, né la superba pubblicazione della Virtus Bologna «Il mito della V nera». Un nostro socio puntiglioso, dopo aver letto la bella narrazione di Alberto Zanetti Lorenzetti sulla famiglia Legat, si è messo di buzzo buono per cercare di trovare questa informazione.

L'ha trovata: Manlio Legat morì a Bologna il 17 dicembre 1955. Il tenace amico nostro ci ha chiesto di scrivere qualche riga per ringraziare pubblicamente gli uffici del Comune di Pianoro per la disponibilità dimostrata. Dalla signora sindaco Franca Filippini alla sua segreteria, fino alla responsabile dell'Ufficio Servizi Demografici e Anagrafici, signora Alessandra Poli. È grazie alla loro disponibilità e cortesia che la biografia di un atleta italiano partecipante ai Giochi Olimpici può arricchirsi di un dettaglio, piccolo fin che volete, ma per noi che in questi dettagli lavoriamo, importante. Magari fosse sempre così come a Pianoro. Città dove nacque la nostra indimenticabile Bice «Bicetta» Marabini, che spese una gran parte della sua vita in favore dell'atletica, prima di tutto la sua amata Atletica Bergamo 1959,  e fu per tanti anni giudice e dirigente dell'atletica lombarda, poi socia fin dalla fondazione dell' A.S.A.I.; Bice Marabini, prematuramente scomparsa, era la zia di Paolo, socio nostro e da anni giornalista alla «Gazzetta dello Sport».

 
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