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La saga dei Legat: dal ginnasiarca Remigio al «resuscitato» Manlio (1) Stampa
Sabato 16 Maggio 2020 15:24

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Quando abbiamo guardato la foto di Remigio Legat (è l'elegante signore al centro) abbiamo subito pensato: il nostro amico Alberto si è confuso, questo non è il signor Remigio ma David Suchet, l'attore inglese che ha interpretato per la BBC inglese la lunghissima serie (1989 -2013) dell'investigatore belga Hercule Poirot, uno dei mitici personaggi partoriti dalla fervida fantasia di Miss Agatha Christie, regina indiscussa del giallo (dopo Shakespeare pare sia la scrittrice inglese più tradotta nel mondo). Fu proprio Monsieur Hercule il protagonista del primo romanzo della dama, era il 1920. È impressionante la mole del lavoro televisivo, cinematografico e teatrale di Suchet. Crediamo che moltissimi abbiano visto la serie «Poirot» anche sui canali italiani. Decennio più decennio meno, Legat e Poirot sono figli, uno biologico l'altro...cerebrale, della fine del Diciannovesimo Secolo e dei primi decenni del Ventesimo. Guardate la straordinaria somiglianza fra i due (grazie alla foto di cui siamo grati a favpng.com). Comunque Remigio rimane Remigio. Il giovanotto, pure sottilmente baffuto, nella prima foto a sinistra è suo figlio, Italo, che ebbe parte rilevante nello sport bolognese, come leggeremo negli articoli del nostro autore.

Lasciamo da parte l'accostamento alla cinematografia, torniamo alle nostre storie atletiche raccontate, sempre con garbo e rigore documentale, da Alberto Zanetti Lorenzetti, che all'arte di Ippocrate ha associato da tempo la passione per la storiografia sportiva, ancora di più adesso che ha dato il benservito al discendente di Aschlepio, che noi conosciamo come Esculapio. Aiutato dalla ricca biblioteca di cui dispone, Alberto sta arricchendo il nostro sito con interessanti rivisitazioni di atleti italiani del passato, storie nuove, meno conosciute che aiutano la conoscenza del nostro sport. Dopo averci raccontato, qualche settimana fa, la vita dei fratelli Danilo e Oscar Cereali, Alberto si è cimentato con la famiglia Legat, che annoverò fra i suoi componenti un grande ginnasta, Remigio, e un ottimo saltatore con l'asta e decatleta. Vi presentiamo la prima parte del lavoro di Alberto, ringraziando lui e augurando buona lettura a voi. Nei prossimi giorni la seconda parte.

Da Trieste a Bologna, all'insegna di quella mitica V nera

di Alberto Zanetti Lorenzetti

Un ricordo di qualche anno fa. O meglio, un ricordo di troppi anni fa. Ero andato a trovare ad Agazzano il maestro dello sport e compagno di avventura nella nascita dell’A.S.A.I. Claudio Enrico Baldini. Come al solito gli argomenti delle piacevoli ore trascorse assieme, in compagnia di una bottiglia di Gutturnio (la maiuscola è giustificata dalla qualità del vino) e di qualche fetta di Coppa piacentina (ibidem), non potevano che riguardare l’atletica e la storia dello sport. Al momento del commiato, Claudio mi allungò un “regalo di lusso”, un libro dalla copertina scura pressoché introvabile dal titolo “Il mito della V nera” di Achille Baratti e Renato Lemmi Gigli, dato alle stampe nel 1972 e fortunatamente oggi scaricabile in formato digitale. Quest’opera vinse la sezione tecnica del decimo Concorso letterario del C.O.N.I. ed è una miniera di informazioni sulla storia dello sport bolognese.

Dalla scorsa delle prime pagine emerge un personaggio dell’epoca pionieristica delle società di ginnastica. E’ il prof. Remigio Legat, di origini triestine, insegnante di educazione fisica nelle scuole del Comune di Bologna. Dapprima atleta, poi direttore tecnico (prendendo in mano la gestione dei ginnasti dapprima in collaborazione e poi, progressivamente, in prima persona fra il 1878 e il 1881, quale erede designato di Emilio Baumann) e infine consigliere della Virtus Bologna. Quanto la sua opera abbia lasciato il segno alla Virtus è riportato nel libro celebrativo del centenario del sodalizio: “La VIRTVS ha creato alcuni uomini sportivi d'altissimo valore e questi uomini hanno fatto sì che la VIRTVS continuasse la sua lunga marcia, ad un livello sempre elevatissimo. Ognuno di questi «Caposcuola» ha dato vita ad un proprio periodo. Si è quindi avuto il periodo «Baumann», il «Legat», il «Monti», il «Brunetti». E si è avuto il brillante periodo «Cotti»”.

Il 6 aprile 1901 e con la successiva festa d’inaugurazione organizzata il 12 maggio venne fondata la Società Ginnastica Educativa Sempre Avanti!, emanazione del Comitato d’Istruzione della Società Operaia di Bologna che ebbe il prof. Remigio, trasferitosi nel nuovo sodalizio, fin da subito direttore tecnico. Nello sviluppo della società ebbero un ruolo importante anche i figli: Italo e Anna nel 1906 furono promotori della nascita della sezione femminile.

Fra i più importanti atleti che vestirono la maglia bianco-rossa troviamo Manlio Legat, figura che approfondiremo più avanti, il lanciatore Giuseppe Tugnoli nella prima parte della carriera, Oreste Passuti, campione italiano nel lancio del giavellotto nel 1913, la mezzofondista Giovanna Marchini, il ginnasta Adolfo Tunesi, presente alle Olimpiadi di Stoccolma, un significativo gruppo di campioni di pugilato e lotta greco-romana quali Aleardo Donati, Federico Malossi, Giuseppe Battistoni e Francesco Cavicchi, il peso massimo conquistatore del titolo europeo di boxe nel 1955. Avendo una vocazione politica antifascista, nel marzo 1922, al termine dei Campionati emiliani di boxe, la Sempre Avanti! subì un’incursione squadristica che incendiò e distrusse le attrezzature sportive e l’archivio di via Maggia. Il malcapitato pugile Testoni, pestato a sangue, finì in ospedale. Il sodalizio proseguì comunque l’attività, ma il progetto voluto da Leandro Arpinati, che prevedeva la confluenza delle società felsinee in un unico organismo, portò alla confluenza nella Bologna Sportiva alla fine degli anni Venti.

(segue)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Maggio 2020 16:48