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Sandro, Giorgio, Maurizio, cognome Damilano, raccontati da Giorgio Barberis Stampa

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Una segnalazione per i nostri lettori, che non è solo un atto formale. Ci fa davvero piacere farla perchè riguarda quattro persone a cui va tutto il nostro rispetto, ammirazione e, diciamolo pure senza falsi pudori, affetto. Da pochi giorni ha raggiunto le librerie, vere o virtuali, un libro che vorremmo andasse ad arricchire lo scaffale delle opere sportive nelle case di tutti gli appasionati di atletica. Il libro porta questo titolo: «I fratelli Damilano - Nati per vincere». Giorgio, Sandro e Maurizio in copertina. E fa già tre di quelli cui siamo legati da antica amicizia e frequentazione. E poi c'è il quarto, colui che il libro lo ha riempito con la sua nitida scrittura. Di nome fa Giorgio Barberis. La cosa più importante: è socio della A.S.A.I.! E quindi per noi motivo di orgoglio. Poi viene tutto il resto: torinese, giornalista che ha il suo cursus honorum principale nella redazione sportiva della storica «La Stampa»: redattore, capo servizio, inviato. E non ha fatto solo questo, come racconta la sua biografia. Questa è la sua ultima, per ora, fatica editoriale. Assecondata da un editore, Paolo Fusta, che tiene i suoi moderni torchi a Saluzzo, come dire l'ombelico del mondo per la Damilano Band. Da questa collaborazione - che Giorgio definisce «fra amici più che fra autore ed editore» - è nato questo libro di 252 pagine (al costo di 17 euro e 90) che, attraverso la narrazione, ci fa entrare nella matassa di sentimenti, sofferti allenamenti, gioie e delusioni, affetti familiari, attività professionali dentro e fuori lo sport, vita di ogni giorno, di questi inseparabili tre fratelli gentiluomini di campagna. Per usare una frase un po' trita, si legge quasi d'un fiato. E per chi - parecchi di noi che ruotiamo a vario titolo attorno a questo spazio - ha vissuto tanta parte di questa loro vicenda sportiva, non manca solo il fiato, subentra il ricordo e, talvolta, la commozione. 

Bravo Giorgio, bravo l'editore Fusta. Bravi i Damilano? Ma già lo sapevamo!