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Persone che ci lasciano per sempre, salti triplici, lauree in medicina, e tanto altro Print

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Questi due documenti ce li ha forniti Gian Luigi Canata. Nella foto l'atleta con il suo allenatore Mauro Astrua, deceduto recentemente. Il ritaglio di giornale merita di essere letto con molta, davvero molta attenzione, per trarne qualche considerazione. Il padre stoppò il figlio e non lo fece partecipare ad un incontro della Nazionale e ai Campionati italiani juniores: prima di tutto, tuonò il severo genitore, viene l'esame di maturità al Regio Liceo-Ginnasio Camillo Benso Conte di Cavour (nome originale e completo). Un «piccolo» Istituto da cui sono usciti Luigi Einaudi, presidente della Repubblica, filosofi, critici d'arte, latinisti, medici, matematici, sindaci della città di Torino, scrittori famosi, e, per parlare di atletica, Livio Berruti, olimpionico. Difronte alla decisione di papà Canata forse qualcuno storcerà il naso: esempio di autoritarismo paterno. Forse, ma bisognerebbe riavvolgere il nastro e tornare a quei valori. Magari si eviterebbero tanti abominevoli spettacoli odierni, online, cui partecipano, figli, figlie e padri dal cervello obnubilato.

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"È triste vedere andare via amici di un tempo. Non lo vedevo da decenni  (si riferisce a Norberto Capiferri, n.d.r.) ma ora che non c’è più se ne sente la mancanza. La settimana scorsa è morto Mauro Astrua, il mio allenatore. Ti inoltro una foto del 1972 e un articolo del 1973. Pensa che mi portò nel suo viaggio di nozze in Toscana perché dovevo gareggiare nei campionati italiani allievi". Abbiamo ricevuto queste righe da Gian Luigi Canata dopo quanto abbiamo scritto sull'atleta spezzino deceduto un paio di settimane fa. Canata, torinese, atleticamente nato e cresciuto nel CUS Torino (di cui è stato per un quadriennio anche vicepresidente), buon saltatore di triplo negli anni '70, tre titoli nazionali universitari, un «personale» di 15.74 a Salsomaggiore Terme nel 1979, da anni è uno stimatissimo medico specialista in Traumatologia dello sport e Chirurgia Artroscopica. Ha aggiunto qualche altra riga:"Mauro Astrua apparteneva ad una categoria di allenatori che erano anche educatori . Ci hanno aiutato a crescere, ci hanno insegnato i principi non solo del salto triplo ma i veri concetti della educazione fisica e morale. Insegnamenti fondamentali anche nella mia professione medica . È l’educazione che manca a chi non pratica attività sportiva. Aver praticato atletica mi ha cambiato la vita in tutti i sensi".

Noi che educatori non siamo ma solo modesti imbrattacarte, siamo andati a curiosare nell'episodio citato da Gian Luigi a proposito di Astrua: Campionati italiani allievi 1970, il ragazzo aveva sedici anni. Quella edizione ebbe come palcoscenico uno dei più begli stadi di atletica  del nostro Paese (l'affermazione, che condividiamo, è di un nostro socio): il «Rastrello» a Siena. Partecipazione numerosissima: oltre 1.300 iscritti, 202 solo nei 1500 metri siepi che ebbero 13 serie! Prima di parlare del triplo, ricordiamo qualche nome? Alfonso Di Guida, terzo sui 400; Federico Leporati quarto sui 1000 (sarà l'allenatore di Stefano Mei, ricopre il ruolo di Delegato del C.O.N.I. a La Spezia), settimo Ennio Panetti, ottavo Venanzio Ortis, squalificato Carlo Grippo che, uscito di pista, corse qualche metro sul prato, vincitore un talento come Giovanni Naretto, dell'Atletica Balangero, stesso club di Ciccio Arese; un gran 3000 dominato dal bergamasco Mario Brembilla (di cui parleremo prossimamente); i 1500  siepi vinti da Gabriele Beretta, quarto Marco Marchei, la maratona nel suo futuro; sui 400 «acca» spunta al secondo posto il nome di Vincenzo Pincolini, il «Pinco», emiliano di Fidenza salito agli onori delle cronache come un mago della preparazione atletica delle squadre di calcio: Parma, Milan, Italia, Inter, Roma, Atletico Madrid, Dinamo Kiev, Lokomotiv Mosca, Ucraina, varie Nazionali Italia under qualcosa; il veronese Gianni Modena, salto in lungo con proiezione decathlon e una Olimpiade nel bob a 4, Lake Placid '80. E nel martello? Terzo Gabriele Tirletti, poi consigliere nazionale della Federazione negli anni '90 e vicepresidente vicario del Comitato piemontese, presidente Arese. Un cenno in campo femminile per far contento il nostro vicepresidente Augusto Frasca che nel cuore ha questo club: Atletica Ostia, che vinse il titolo del peso con una delle migliori lanciatrici di ogni tempo, Cinzia Petrucci. Ce ne sarebbero da raccontare, quante storie, quante belle storie.

Noi adesso raccontiamo  qualcosa della gara di triplo. Ottenne molta attenzione dallo scriba, che non si firmò, della rivista federale «Atletica», che commentò così:"Un altro cussino di Roma fa da dominatore nel triplo: è Roberto Mazzucato (agli inizi si scriveva spesso con doppia «cc», n.d.r.), uno dei tanti ragazzini che escono dai Centri CONI; ma questa volta il ragazzino è alto, snello, veloce e ottiene dopo un paio di nulli, che creano un po' di suspence tra i tecnici della sua società, un 14.06 che lo ammette alla finale. Poi all'ultimo salto sfodera tutta la sua classe: la battuta è precisa e il risultato di valore assoluto: 14.97. Moretti, precedente detentore del primato con 14.66, è surclassato, come surclassati sono gli altri partecipanti a questa gara, in 6 oltre i 14 metri. Da tenere d'occhio, per il futuro, tra i piazzati il chietino della Lib. Artese Consorte, ottimo con 14.52". Gian Luigi portò al suo allenatore Astrua la medaglia di bronzo come regalo di nozze. Mazzucato sarà un protagonista per parecchi anni (16.92 nel 1979), Consorte non andò più in là di un 15.87.

Il 1979 fu l'anno migliore tanto per Mazzucato che per Canata. Il primo ottenne i tre migliori salti della sua carriera: 16.92 già citato (Torino, finale di Coppa Europa, secondo dopo il francese Bernard Lamitié), 16.87 (Mexico City, Campionati mondiali universitari, terzo dopo lo statunitense Willy Banks e il sovietico Jaak Uudmae), 16.74 (Salsomaggiore Terme, Campionati nazionali universitari, primo). E ai bagni termali portati agli onori delle Corti regnanti in Europa dalla Duchessa Maria Luisa, moglie di Napoleone, si incontrarono ancora le carriere di Roberto e Gian Luigi. Il primo vinse,  il secondo fu quinto col miglior salto della sua carriera: 15.74. Gran bella gara: dopo Mazzucato, Piapan 16.54, Crescenzio Marchetti (bresciano, ingegnere, grande esperto nel settore dei marmi) 15.85, Pericoli 15.78, e Canata. Decimo - curiosità - Lucio Di Tizio, che poi sposerà la svizzera Corinne Schneider, specialista di eptahlon che ebbe anche nazionalità italiana; il loro figlio, Luca, pure ha gareggiato nel decathlon (7.341 punti).

Il titolo dell'anonimo commento sulla rivista federale degli Universitari a Salsomaggiore fu «Triplo da 110 e lode». Che è esattamente il punteggio che, quello stesso anno, ottenne Gian Luigi Canata laureandosi in Medicina e Chirurgia alla Università di Torino. Storie, tante belle storie di atletica.