Messaggio
Da parte di tutti i soci dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana: Grazie Giorgio! Stampa

Riceviamo e pubblichiamo:

"Troppo buono e troppo bello. Si merita una risposta. Ho letto le splendide parole dell'amico Ottavio Castellini. Lo ringrazio di cuore ovviamente, così come mi viene di dire che si tratta di fare una tara. Lui è un amico e parlerà sempre bene di me (almeno spero). Ho fatto quelle cose, è vero ma da giornalista ho sempre pensato che una notizia (vera) fosse importante quanto un bell'articolo di una firma importante. Perciò ho dato la massima importanza a qualsiasi cosa mi chiedesse il giornale, mi fidavo dei "capi" perché se non c'è fiducia viene meno il castello. Ho creduto di saper scrivere, ma di non essere uno scrittore di quelli bravi a fare il colore o dare visioni immaginifiche da far sognare i lettori di un avvenimento. La cosa non mi ha dato mai fastidio. Ciascuno ha un suo ruolo dentro un giornale, basta che ci sia chiarezza e rispetto fra le parti. Perciò ho ritenuto giusto andare a rimediare la notizia da 20 righe o correre dietro all'atleta per fare l'intervista magari minima, frutto di tre domande ed altrettante risposte perché serviva anche quella. Poi devi avere fortuna. Magari trovarti nel posto giusto al momento giusto. In quanto al mio essere atleta ho avuto qualche momento di gloria, ma anche tanti problemi a casa, dove c'era necessità di fare altre cose per tirare avanti e chiudere l'università, e quindi erano obbligate delle scelte, per cui finito il servizio militare (allora era un dovere ed anche giusto) da ufficiale, è finita anche la mia carriera di atleta per iniziare quella di dirigente-tecnico e poi di professore a scuola. Tutto qui. Già poi anche quella da giornalista, ma appartiene ad un'altra vita".