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Qualche asterisco in aggiunta, per confermare, integrare, arricchire, dove serve Stampa

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Semana Universitaria F.I.S.U. - Ahi, ahi, ahi, signor Giuliano. È chiaro, lo hai confessato: avevi occhi solamente per la bella señorita Maria del Carmen, e così ti è sfuggito che sulla pista dello stadio de Anoeta, a San Sebastián, c'erano anche delle avvenenti signorine italiane, e che facevano pure le gare previste dal programma della rassegna mondiale universitaria. Sei ampiamente assolto. Da parte nostra, solo per completezza e per non lasciare nulla in sospeso nei confronti di quelli che ci leggono (parliamo della tua noticina su FB nella quale confessavi di non ricordare le gare femminili e i successi italiani in quella occasione) confermiamo quanto scritto in un articoletto: la partecipazione di cinque signorine che raccolsero quattro medaglie d'oro, tre firmate Giusy Leone. A proposito della quale vogliamo aggiungere una nostra solida convinzione (condivisa anche da altri, per fortuna, e che crediamo comunque di aver già espresso): è stata la più grande velocista italiana di ogni tempo. Con grande rispetto per tutte le altre, di ieri, di oggi, non possiamo ipotecare il domani.

Ma abbiamo fatto di più: abbiamo raccolto le «prove». Grazie a due amici spagnoli, uno basco, Juan Mari Iriondo, e uno catalano, Carlos Fernández Canet, abbiamo ora ritagli del giornale «La Voz de España» che pubblicò ampi servizi ogni giorno. La qualità è quella che è dopo sessantasette anni, ma siamo in grado di trascrivere un brano della cronaca:"Gran exibición de la italiana Leone en la final de 100 metros lisos. Ganò con rotunda facilidad y sin que parece correr. Sus adversarias se vieron batidas por el impecable y elegante estilo de esta italiana que ni en pleno esfuerzo pierde su feminidad. Su éxito fué jubilosamente ecogido, puesto que ha sido una de las figuras de la competición". Siamo certi che, pur nel poco tempo a disposizione, Carmencita ha insegnato a Giuliano un po' di lingua castellana.

Se non bastassero la documentata compilazione di Raul Leoni - uno dei pochi che ha dedicato tempo e ricerche alle Universiadi in tutte le sue declinazioni che tanto stettero nel cuore di Primo Nebiolo -  e gli articoli del giornale basco, abbiamo anche trovato pallida traccia nel numero 22 della rivista federale «Atletica» datato 24 agosto 1955. A pagina 2, sotto il titolo generale «Attività delle rappresentative italiane all'estero», alla voce «A San Sebastiano» leggiamo:"Sette titoli sono stati conquistati dai nostri atleti. All'ordine del giorno la Leone, tre volte titolata nei 100 (12" netti), nei 200 (24"8 primato italiano) e nella staffetta 4 per 100 in 49" , con Costantino, Cecchi, Greppi e Leone. Altri vincitori sono stati il giovane Roveraro con 1,90 nell'alto, Nardelli con 15"4 nei 110 ost., la Greppi (11"5 negli 80 ost.) e Ballotta, finalmente tornato alle gare con 3.80 nell'asta". A proposito di Nardelli, Leoni, nel suo libro, dà un 15"2, sul giornale ci pare di leggere un 15"4 per tutti e tre i primi classificati.

Nel tentativo di ingrandire per leggere qualcosa su queste pagine sbiadite, ha attirato la nostra attenzione una foto sulla edizione del 15 agosto: un passaggio dei 1500 metri. Saremmo pronti a giocare qualche euro che l'atleta con la maglietta bianca con il numero che potrebbe essere 190 è proprio il nostro amico Giuliano Gelmi. Facciamolo dire a lui, girandogli la foto (che intanto pubblichiamo qui sotto). Il giovanotto sul cui petto spicca un 5 che la didascalia ci dice essere 25 è il britannico John Evans che vincerà in 3'51"9, con due connazionali a completare il podio.

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* Ferruccio Porta - In una delle foto che abbiamo pubblicato qualche giorno fa a corredo di questa manifestazione universitaria, il nostro socio Frasca ha riconosciuto il dirigente Ferruccio Porta. Un lettore ci ha segnalato qualche altro dato: questo signore ebbe ruoli importanti nelle strutture tecniche di Giochi Olimpici di Roma '60. Fu componente del Comitato Sportivo, organismo a stretto contatto con la Federazione internazionale. Era composto dal presidente della Federazione, Gaetano Simoni, dai dirigenti federali Giovanni Guabello e Ottaviano Massimi, e quindi da Giovanni Diamanti, Sisto Favre, Gabre Calvesi, Renato Magini e appunto Ferruccio Porta. Il quale faceva anche parte del panel dei giudici internazionali di marcia, insieme agli altri italiani Giorgio Oberweger, Attilio Bollini e Attilio Callegari, oltre agli altri stranieri. Porta ricoprì anche il ruolo di Giudice Arbitro delle gare su strada, marcia e maratona.