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Ritroviamo uomini, fatti, risultati dell'atletica italiana dell'anno 1949: parte prima Stampa

Un nostro socio - uno dei molti che ci inviano notizie ed articoli a getto continuo per alimentare il nostro sito... - ci ha fatto pervenire la nota che qui di seguito pubblichiamo.

"Poche settimane fa avete postato - oggi si usano questi orribili modi di dire -  nel vostro spazio Facebook una fotografia che ritraeva Primo Nebiolo e Alfredo Berra a colloquio. Speriamo non ci sia necessità di dire a gente dell'atletica chi sono stati. O forse sarebbe meglio? Per evitare la follia collettiva del rito barbarico del Ferragosto, siamo rimasti a casa e ci siamo messi a sfogliare una annata dello striminzito bollettino della Federazione, che allora era mensile. Direttore era Giovanni Guabello, si stampava in una tipografia romana in via del Babuino, al civico 22. Allora sta per anno 1949. Quattro paginette. Nel numero di gennaio, due erano occupate dalla quasi immancabile articolessa del dott. Bruno Zauli che dissertava su «Il problema tecnico nell'impostazione dei giovani». Dopo settantatre anni siamo allo stesso punto, problema irrisolto, e non è colpa di Zauli. Colpa di pseudo tecnici diplomati in Scienza dell'Approssimazione Applicata che pur di non mollare un ragazzino che pensano possa vincere il titolo della categoria poppanti ad un allenatore che ne sa più di loro, alzano muri insuperabili. Comunque, su quattro paginette occuparne due con un solo articolo ci pare già scelta piuttosto discutibile.

Nella pagine 2 e 3 qualcosa di utile, come i voti delle società per il Congresso nazionale (Bologna, 6 febbraio), una prima lista di atleti che possono trasferirsi nell'ambito della regione di appartenenza, le date dei campionati di corsa campestre, le date e le città dove si sarebbero disputate la varie fasi del tero Trofeo Pavesi di marcia riservato ai giovani, e la tabella dei primati nazionali femminili al 31 dicembre 1948. Nella lista dei trasferimenti, i nomi dei fratelli Giuseppe e Carlo Dordoni, che passeranno dalla Robur Piacenza alla Virtus Bologna. O quello di Carlo Monti che dall'U.S.Milanese andrà alla Pirelli.

La quarta interamente occupata dagli elenchi dei dirigenti regionali usciti dalle Assemblee dei Comitati. Ed è lì che vogliamo portarvi. Comitato regionale piemontese (assemblea 9 gennaio): presidente Francesco Diana; fra i componenti Alfredo Berra, Camillo Zemi (buon lanciatore negli Anni Trenta). Fra i delegati per il Congresso nazionale: Primo Nebiolo (al debutto da dirigente federale? Potrebbe, non ne siamo totalmente sicuri, 1949-1999, da delegato del Piemonte a presidente della Federazione mondiale), Lydia Bongiovanni Siviero (velocista azzurra negli Anni Trenta, componente della staffetta ai Giochi Olimpici di Berlino '36, quell'anno fu anche due volte in Nazionale, a Piacenza e a Parigi, sempre in staffetta e sempre vincente), ancora Zemi; fra i supplenti Alfredo Berra. E con questo abbiamo ricomposto il quadretto Nebiolo-Berra della fotografia che è stata pubblicata qualche tempo fa, foto sicuramente precedente al 1971, quando il giornalista fu colpito da ictus. Ritroveremo Primo e Alfredo lungo i dodici mesi di quel 1949.

Altri nomi in quella pagina ci ricordano dirigenti che hanno fatto cose importanti nel nostro sport ed altri che alcuni di noi hanno conosciuto nel loro lungo circumnavigare attorno l'atletica italiana e di cui conervano memoria. Fra i delegati liguri leggiamo i nomi di Giacomo Carlini, poliedrico atleta, gran fisico, il suo primato nel decathlon resistette ventisette anni, e di Tullio Pavolini, un dirigente inamovibile; nel Comitato sardo Angelo Carrus, poi autore di libri sulla storia dell'atletica nella sua isola; in Emilia, presidente Elio Buldrini, poi direttore della Scuola di Formia, e Vittorio Brunori, con il suo immancabile papillon, poi vicepresidente della Federazione per molti anni; in Puglia, presidente Giosuè Poli, futuro presidente nazionale, troviamo Paolo Danese, che fine anni '80 - primi '90 fu Consigliere federale; nel Lazio, Ferruccio Porta presidente, con Cesare Bergonzoni, Giuseppe Cuccotti (poi anche tecnico federale) e Renato Magini (allenatore di Beppone Tosi); sempre fra gli allenatori, Eugenio Ridi, In Toscana; dirigenti storici in Trentino: Giulio Fozzer (sarà Revisore dei conti in Federazione), Edo Benedetti, Carlo Filippi, l'ossatura della Quercia Rovereto, e fra i delegati Carlo Covi, il primo allenatore di Adolfo Consolini; nel Comitato lombardo, dove era entrato...fin da bambino!, l'indimenticabile Mario Bruno; fra i delegati Sandro Calvesi, il giudice di gara Carlo Monfredini. Uomini - e poche donne - che hanno dato a questo nostro sport anni di dedizione.

Sul secondo numero del bollettino, resoconto burocratico-amministrativo del Congresso nazionale, che confermò alla presidenza Bruno Zauli; in Consiglio sette presidenti regionali. Il finale della Relazione è un capolavoro di vuota retorica:"L'impegno era di servire la «causa atletica» con ogni energia del cuore e della mente, perchè crediamo nel nostro sport come si crede in un'opera di bene e lo sentiamo in tutta la bellezza dei suoi valori fisici e morali". Forse questo finalino lo scrisse qualche porporato da Oltretevere...

Nacque un club gardesano del quale si parlò molto negli anni '60 e '70: la S.S. Benacense, che dimorava a Riva del Garda, in via Gazzoletti, 25. Basta un nome: Renato Dionisi.

Andiamo avanti. Bollettino numero 3: striminzita notizia per i due titoli nazionali di corsa campestre, Terza Serie (a Terni), Seconda Serie (a Napoli). Al torinese Vittorio Paschetto il primo titolo,, nei primi dieci nomi che dureranno a lungo, il toscano di Capriglia di Lucca Edoardo Righi (quarto) e il bergamasco di Ponteranica Rino Lavelli (settimo). Successo di Agostino Orlandi fra i «Seconda», il calabrese trapiantato a Bologna Pasquale Sperli (quarto) e il piacentino Livio Brigati (quinto), spesso presenti nelle prime posizioni dei cross nazionali. Volete la riprova? Campionati assoluti di cross a San Vittore Olona, della «Cinque Mulini» trattasi, ovvio: Sperli sesto, Brigati dodicesimo, Pascetto quindicesimo, Lavelli diciannovesimo. Il podio fu una botta di gioventù: Beviacqua (1913), Sestini (1914), Italia (1916), se volete metterci il quarto, Cultrone (1916), il settimo, Lippi (1904)...Delle signore, impegnate su prati torinesi, non diamo anni di nascita, diciamo che Nilla Tonani vinse il suo quarto titolo nazionale erbivoro. Naturalmente neppure una riga di commento sullo zibaldone federale, a conferma della grande attenzione che avevano i padroni del vapore fidalini per il cross (Bruno Bonomelli docet). In compenso in ventuno righe veniamo a conoscere il risultato della finale nazionale del terzo Trofeo Frigerio per giovani: vinse il napoletano Giuseppe Desiderio sul barlettano Marchisella, li ritroveremo per parecchi anni fra i migliori taccopuntisti italici. Annotazione: sui primi dodici nove erano sudisti! Il Sud doveva ancora farne tanta di strada...e purtroppo non è ancora arrivato.

(segue)