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1962, l'anno memorabile di Antonio Brandoli: primato nazionale e oro militare (3) Stampa
Martedì 20 Settembre 2022 00:00

Un atleta lo sa, lo sente, non ha bisogno che glielo dica nessuno. Sa quando è arrivato, o sta per arrivare, il suo momento magico. Fu così per Antonio Brandoli. Cinque giorni dopo il 2.01 di Conegliano, si presentò al meeting internazionale in nottura all'Arena di Milano. Arena sul punto di chiudere, leggete:" Milano rischiava quest'anno di restare senza una vera manifestazione internazionale di atletica. Il rinvio all'autunno del rifacimento della pista - che da 500 metri deve essere portata a 400, secondo le recenti disposizioni della I.A.A.F. - ecc ecc...Ma il tradizionale spirito di iniziativa dei milanesi ha saputo sopperire brillantemente a tali inconvenienti...ecc ecc...il meeting internazionale di giovedì in notturna ha degnamente coronato la stagione atletica ambrosiana". Stava dunque per andare in pensione la vecchia pista di 500 metri, che tanta atletica aveva visto in decine di anni.

Mese di luglio - L'estensore della cronaca (parlo sempre di «Atletica» da cui ho attinto risultati e piccoli commenti), dopo aver passato in rassegna tutte le discipline di corsa, arriva al salto in alto e scrive che "...riserbava agli appassionati una lieta sorpresa: Brandoli saltando 2.04 si qualificava per gli Europei ed eguagliava il primato italiano. Siamo davvero felici della bella impresa del modenese, non soltanto perchè è un altro italiano che raggiunge una misura di rango internazionale...ma sopra tutto perchè Brandoli è un ragazzo bravo, serio, corretto e modesto, che meritava questa soddisfazione...". Stavolta li aveva messi in fila tutti: i due imperiese Brunello Martini (1.95) e Alberto Pico (1.95), poi Galli (1.95), Zamparelli (1.90), il britannico Gordon Miller (undicesimo agli Europei) e Tauro (1.90).

Antonio era sicuramente un bravo ragazzo, come scrisse l'amanuense, ma non gli bastò né esserlo e neppure il 2.04 (minimo conseguito) per essere messo nella lista degli azzurri che sarebbero andati a Belgrado per i settimi Campionati d'Europa. Per la verità, i nostri due migliori era lontanucci dall'élite continentale: a parte «Sputnik» Brumel (2.26) c'erano cinque saltatori oltre i 2.10 e altri sei oltre i 2.08. Mentre Zamparelli continuò a saltare ovunque (sei gare nel mese di luglio) ma sempre attorno a 1.90-1.95, Brandoli venne messo in Nazionale per l'incontro con Svizzera e Jugoslavia, a Losanna, 14 e 15. Niente da fare: secondo (1.96) dietro a Kavcic (1,99). Impennata ai Campionati veneti a Mestre il 22: superò ancora due metri. Ma non bastò.

Mese di agosto - A questo punto gli si aprirono le porte della Nazionale militare (e volevo ben vedere...) in quella città olandese che tutti abbreviano in Den Bosh perchè il nome intero è impronunciabile per chiunque. Vinse il titolo mondiale, come questo sito ha raccontato un paio di settimane fa. Era il 5 agosto. Poi venne la trasferta a Stoccolma per l'incontro Svezia-Italia (15-16). Curioso: per il salto in alto un solo convocato, Brandoli. In gara fu schierato Enzo Cavalli, per fare un punto...che per la verità serviva a poco. I due svedesi, Petterson (che saltava accartocciandosi sull'asticciola, lo chiamavano «salto a ala di pollo») e Nilsson erano oltre i 2.08. Brandoli stette a guardare, 1.95. Petterson fu secondo agli Europei con 2.13, rompendo la dittatura sovietica, primo, terzo e quarto. Comico il titolo del «pastone» redazionale:«Stoccolma: con l'aiuto del freddo gli svedesi dominano gli Azzurri». Si dimenica perfino di riportare il punteggio finale dell'incontro: Svezia 116, Italia 96. Come era capitato a Napoleone giunto alle porte di Mosca, fu sconfitto dal Generale Inverno. Brandoli chiuse il mese con una garettina (1.95) senza nessuna opposizione a Bolzano, il 26, Trofeo Bruno Rossi.

Mese di settembre - Son settimane dominate dai Campionati d'Europa, dal record mondiale e dalla vittoria di Salvatore Morale (metri 400 con ostacoli), dall'altro oro di Abdon Pamich (50 km di Marcia), competati dall'argento di Giovanni Cornacchia (metri 110 con ostacoli) e dal bronzo di Sergio Ottolina (metri 200). Si torna coi piedi per terra il 23 con il meeting «Città dei Mille» allo stadio Brumana di Bergamo. Passerella per Morale. Lasciatemi ricordare il secondo di quella gara, il belga Geeroms, che anni fa Sandro Giovannelli chiamò come speaker al meeting di Rieti; morì troppo giovane Wilfred, gradevole persona, stroncato da un tumore. Brandoli ebbe la meglio su Zamparelli, 1.95 per entrambi. L'adiacente Brescia ospitò qualche giorno dopo la finale del Campionato di societá. Brandoli fece il suo dovere e vinse con 1.96, stessa misura di Brunello Martini. Ma dopo cinque anni consecutivi i celerini delle Fiamme d'Oro Padova dovettero cedere il titolo a squadre agli «automobilisti» della FIAT.

Mese di ottobre - Napoli dimenticò o' sole mio e inondò d'acqua la gara di salto in alto:"...prodezza di Galli, che è riuscito a superare i due metri con una pedana molle e sotto un autentico diluvio, mentre Zamparelli e Brandoli sono naufragati nel fango, senza riuscire a compiere neppure un salto valido". Da annotare: nella sua non lunga carriera Antonio Brandoli non ha mai vinto il titolo italiano assoluto. Due annotazioni poi si chiude. Merano, 7, Trofeo Erkert, sesto con 1.90. Verona, 21, Trofeo Aldo Fedeli, primo con 1.85. Un primato, a modo suo: la peggior misura dell'anno per lui. E si chiuse anche la parentesi annuale alle Fiamme d'Oro: Brandoli tornò a casa, dai suoi amici della Fratellanza Modena.

Post Scriptum - Ho preso come punto di riferimento per le tre puntate dedicate ad Antonio Brandoli quello che fu l'anno che gli diede le migliori soddisfazioni. Aggiungo solo un codicillo relativo ai suoi primi approcci all'atletica. Ho trovato il suo nome nella lista del vincitori dei Campionati provinciali studenteschi a Modena nel 1956, primo con 1.65. Aveva diciassette anni. Due anni dopo, stesso campionato per studenti, il nostro Antonio corse e vinse gli 80 metri con ostacoli: 10"7. Era intanto salito di 25 centimetri e adesso aveva un primato di 1.90, ottenuto a Parma l'11 maggio, corroborato da altre due prestazioni a 1.88. Era il numero uno degli juniores, ma - non ne conosco la ragione - non prese parte ai Campionati nazionali di categoria. A fine stagione era il settimo assoluto.

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Settembre 2022 18:26