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Auguste Maccario, le petit coureur ligurien champion dans la Principauté (3) PDF Stampa E-mail

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Le due foto supportano alcune affermazioni contenute nel testo. A sinistra: siamo in centro a Sanremo, una folla compatta e plaudente segue le ultime falcate di Augusto Maccario in una gara da lui dominata. A destra, tre dei migliori mezzofondisti italiani dei primi anni '20: sul retro Bruno Bonomelli scrisse che si trattava di un foto scattata a Busto Arsizio (quasi sicuramente la ricevette da Carlo Speroni) durante gli allenamenti degli atleti che avrebbero preso parte ai Giochi Olimpici di Anversa 1920. Da sinistra: Augusto Maccario, scritto però erroneamente Maccari; al centro Carlo Speroni, e poi il bergamasco Costante Lussana

Nei giorni scorsi, il nostro socio Alberto Zanetti Lorenzetti ci ha raccontato, con abbodanza di informazioni, la carriera di un piccolo, agile corridore di lunghe distanze nato a Ventimiglia tanti anni fa: Augusto Maccario. Il giovanotto, abbiamo letto nello scritto del nostro amico, si trasferì a vivere e a lavorare nel vicinissimo Principato di Monaco, e lì indossò la canotta di un club sportivo locale ottenendo belle affermazioni, soprattutto nelle corse su strada, che, alla faccia dei moderni «inventori dell'acqua calda», sono sempre esistite ed hanno avuto, in ogni occasione, una grande adesione di pubblico e di entusiasmo, come testimoniano i documenti dell'epoca. E parliamo di 110 anni fa...in un mondo un po' diverso, vi pare? Dicevamo di Maccario, le leggi attuali lo definirebbero un frontaliere. Ebbe una duplice carriera, al di qua e al di là della frontiera che era posta al Ponte San Luigi o al Ponte San Lodovico, ognuno dei quali dava accesso a Mentone dalla parte del quartiere Garavan. Ponte San Luigi è tornato a far parlare di sé il 20 marzo scorso quando le autorità francesi decisero di chiudere il passaggio fra Italia e Francia, avevano scoperto che il coronavirus passava di lì. Non scherziamo, misure di sicurezza, di controllo, giustificate dalla situazione, ma quasi sempre inefficaci. Adesso occupiamoci di Auguste Maccario (accento sulla o finale alla francese) e della sua attività pedestre nella Principauté dei Grimaldi, all'epoca regnante SAS Alberto I, stimato uomo di cultura, studioso delle origini dell'uomo, provetto navigatore, appassionato di studi oceanografici, uomo di formazione militare ma pacifista convinto. 

Le notizie che vi presentiamo qui sono in gran parte (quelle francesi) riprese dal libro «L'athlétisme a Monaco 1890 - 2006», pubblicato nel 2007 sotto il Patronato di SAS Alberto II. L'opera, ricca di informazioni e di prezioso materiale fotografico, si deve all'accurato lavoro di Jacques Candusso, che qui desideriamo ringraziare.

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L'atto di nascita dell'atletica  a Monaco viene iscritto all'anagrafe sportiva del Principato nell'anno 1890, quando i signori Eugène Marquet e Charles Vatrican fondarono «L'Etoile de Monaco», club omnisport dove si praticava la ginnastica - come era normale a quei tempi, tutto era sotto il largo cappello della ginnastica - , il nuoto e l'atletica. Infatti leggiamo nel libro di Candusso:"Toutfois on ne peut pas comparer l' athlétisme de cette période avec notre époque actuelle. Le athlètes pratiquaient plusieur sports (la gymnastique essentiellement) et partecipaient de temps en temps à des courses, sauts et lancers lors de fêtes où les dèfilés collectifs...". Soprattutto i concorsi ginnici che erano delle vere e proprie esibizioni...oceaniche.

Nel 1903 a Monaco, il 7 giugno, si disputò un match pédestre sur 100m, fra un corridore nizzardo, Ambrosio, e uno monegasco, Chiaverini; due manches, ne vinsero una ciascuno, quindi la «bella» si corse a Nizza il 28 giugno: vinse Ambrosio. In quegli stessi giorni (16 giugno) nacque il secondo club monegasco, «L'Herculis de Monaco», la cui attività principale era il football ma che aveva una sezione atletica. Primo presidente (eletto il 29 giugno) quello stesso Eugène Marquet che aveva dato vita alla «Etoile de Monaco». Vogliamo far notare che «L'Herculis de Monaco» è arrivato fino ai giorni nostri e che il Meeting internazionale di atletica di Monaco, tra i migliori del mondo, anzi spesso «il migliore», porta il nome «Herculis».

Il 12 marzo 1905 il Comité del Alpes Maritimes d'athlétisme e l'Herculis organizzano la prima corsa pedestre Nizza - Monaco, partenza dalla grande Place Masséna (Andrea Massena, italiano nato a Nizza da un negoziante di vini, generale senza aver fatto l'Accademia, luogotenente prediletto di Napoleone) e Place de Sainte Dévote, la santa patrona di Monaco. Doveva essere una corsa bellissima, lasciata colpevolmente morire come tante altre corse cittadine, e in tempi moderni sostituite da insulse gare di maratona, mezzamaratona, ecc, tutte uguali e noiose. Alcune edizioni furono vinte da famosi corridori francesi come Gaston Ragueneau, specialista del cross, sei volte consecutive campione nazionale, e dal grande marsigliese Jean Bouin, primo uomo oltre i 19 chilometri nell'ora di corsa. Narrano i giornali dell'epoca che per la terza edizione della Nizza - Monaco (5 aprile 1908) sul percorso c'erano almeno 25 mila spettatori. Alla faccia dei nostri presuntuosi contemporanei...

E adesso occupiamoci del nostro Auguste Maccario, trascrivendo brani dal bel libro di Jacques Candusso.

1908 - Né à Ventimille, Auguste Maccario travaille et habite à Monaco depuis 1908. Il signe une licence à l'Herculis et gagne de nombreuses course sur route (San Remo-Beausoleil,...). A noter que les journaux de l'époque écrivent «Maccari». C'est seulement à partir de 1920 que certains journalistes commencent à écrire «Maccario». Seul son fils, Fernand Maccario, aurait peut-être pu nous donner la raison. Malheureseusement, il est décédé avant que je l'interroge. A Ventimille, personne ne porte le nom de Maccari. Par contre il existe beaucoup de Maccario. Il s'agit, peut-être, d'une approximation d'un journaliste reprise ensuite par toute la presse (pour Franciser un peu le nom?). La famille actuelle aussi ne connait pas la raison de cette modification. A l'etat civil, les Maccario se sont toujours appelé Maccario.

1910, 3 aprile 1910, 5ème Nice - Monaco - Un des plus grands moments de l'histoire de l' athlétisme a Monaco. Cette épreuve est classée championnat d'Europe par «Le Petite Niçois» et championnat du Monde par «L'Eclaireur». Les courses sur routes et même des épreuves d'athlétisme de l'époque s'attribuaient des titres un peu fantaisistes....Quatre champions de niveau mondial sont donc au départ place Masséna. Le favori est l'Anglais Wood qui vient de gagner le 26 mars le «Cross des Nations» (le championnat du mond de l'époque). L'international Milanais Lombardi, Jean Bouin (Marseille) et Auguste Maccario peuvent aussi prétendre à la victoire. Bouin est déchaîné. Il veut sa revanche car lors du Cross des Nations  il est tombé dès le 1er kilomètre et a dû abandoner. Bouin attaque dans la montée de Villefranche sur Mer. Wood passe parfois en tête pour ralentir l'alloure mais le Marseillais  relance immédiatement. Dans la montée d'Eze, Bouin lâche Wood sous l'ovation des nombreux spectateurs qui se massent le long de la route. Dans la descente vers Monaco, il augmente son allure et l'emporte avec près de deux minutes d'avance en 1h05'29" (record de l'épreuve). Laissons la parole au journaliste de «L'Eclaireur»: "La foule est en délire, on hurle, on acclame Bouin et j'aperçois plus d'une spectateur qui a les armes aux yeux". Wood termine 2ème (1h07'33"), Lombardi 3ème et Maccario 4ème".

Le journaliste joue aussi le devins en prédisant que la course "Nice - Monaco de 1910 constitue un de ces faits dont les sportmen de l'an 2010 parleront encore". Presque prémonitoire puisque cet article a été retrouvé dans les archives départementales á Nice!

Note a margine -  Viene citato il britanno Wood, di nome Edward, gran specialista della corsa attraverso i campi. Aveva vinto il «Cross des Nations» (una delle più belle manifestazioni nella storia dell'atletica leggera) nel 1909, precedendo proprio Bouin, in un finale serratissimo. Un anno dopo, la caduta del francese tolse sapore alla competizione, Wood trionfò. Da quell'anno in poi, 1911-12-13, il marsigliese impose la sua supremazia, prima di andare a trovare la morte nel settembre 1914 nella regione della Marna, un altro tragico teatro del grande massacro di povera gente chiamato Prima Guerra Mondiale.

Altra citazione: tale Lombardi, dicesi milanese. Poche o nulle informazioni su di lui, almeno per chi scrive queste righe. Qualcosa l'autore ha trovato e deve dare merito all'unico che, non credeva di essere l'erede di Hemingway, ma faceva...il manovale dell'atletica: Bruno Bonomelli (che, comunque, sapeva scrivere meglio di tanti aspiranti al Nobel della letteratura). Lombardi, di nome Lorenzo era un corridore da 34 minuti sui 10 mila e da 1h13:30: sui 20 km (a Bergamo, in giugno); a volte compariva come affiliato alla società sportiva Agamennone di Milano, a volte, abbiamo detto...Nel campionato italiano di maratona del 1910 (Milano, 9 ottobre) si classificò terzo, e venne indicato come appartenente allo Sport Pedestre Audace di Piacenza, il secondo club sportivo nato nel 1908 nella città dei Farnese. La distanza era di 40 km, più o meno.  Lorenzo Lombardi aveva chiuso al terzo posto anche nella maratona di Voltri, il 14 agosto, vinta da Antonio Fraschini, che poi si ripeterà nel campionato italiano (Milano, 9 ottobre). Forse per questo a Monaco lo conoscevano e lo invitarono. Un Lombardi, dello S.P. Audace, si classificò terzo nel Doppio Giro della Città di Piacenza, il 4 settembre di quell'anno. Nulla di più, però si confrontò con Bouin, Wood e Maccario, e non è poco.

Pausa. Se non altro per darvi il tempo di assilimilare la lingua di Racine, Proust, Hugo, Voltaire e Zola, e chi vuole aggiunga altri grandi della letteratura transalpina. Alla prossima, per raccontarvi altre storie del piccolo cameriere Auguste Maccario.

 
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