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Se qualcuno vuole arricchire la sua biblioteca atletica, può chiedere all'A.S.A.I. PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Novembre 2021 00:00

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Grazie alla collaborazione di alcuni soci, abbiamo raccolto un considerevole numero di libri e riviste che trattano del nostro sport, in particolare annuari sia italiani sia stranieri (A.T.F.S. per intenderci, la pubblicazione della Associazione degli statistici mondiali, pubblicata ininterrottamente dal 1951), ma anche annuari della I.A.A.F. Le riviste sono prevalentemente le due italiane «Atletica» e «Atletica Leggera», con annate rilegate e numeri sciolti. Ma anche annate di «Correre» degli anni '80, numeri sciolti della rivista della Federazione mondiale. Abbiamo anche materiale olimpico, libri, risultati ufficiali, programmi giornalieri originali. In aggiunta alle pubblicazioni prodotte dal nostro Archivio Storico nel sui 27 anni di vita. In particolare i nove volumi della storia dei Campionati italiani di atletica dal 1897 al 1945. Le due copertine che vedete allegate a queste righe si riferiscono a pubblicazioni ormai molto rare: le compilazioni di Bruno Bonomelli degli anni '50, quando erano le uniche in circolazione; queste si riferiscono al fascicolo del 1950 e del 1955.

Materiale che desidereremmo cedere a chi ha interesse. Volutamente evitiamo di usare il verbo «vendere»: noi non siamo rivenditori di libri usati, né autorizzati alla vendita né intenzionati a fare un business, che peraltro si rivelerebbe ben misero. La lunga esperienza insegna...Quindi, se c'è un interesse, segnalarcelo. Proposte ragionevoli, evitare elemosine, per favore, se non altro per rispetto di chi ha conservato con cura, pazienza, spesso sacrificio economico, opere ormai introvabili. Tanto per dire: il signor Bonomelli i suoi Annuari se li faceva stampare a spese sue, non c'era la signora Federazione che pagava. Solamente per questo un libretto di Bonomelli è quasi senza prezzo. Purtroppo, le istituzioni sportive sono state fomentatrici di malcostume: annuari, gratis, riviste gratis, a decine di copie alle stesse persone, magazzini pieni di carta che poi è andata distrutta, oppure è andata ad arricchire magazzini di altri.

Chi avesse un qualche interesse ci segnali cosa cerca e vedremo, indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Novembre 2021 18:13
 
I miglioramenti realizzati nel 2021 dagli uomini nelle liste italiane di ogni tempo PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Novembre 2021 15:37

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Sono stati un po' meno bravi delle donne. I compilatori Enzo Sabbadin e Enzo Rivis ci avevano segnalato che la percentuale di inserimento di nuovi risultati nelle liste italiane di ogni tempo da loro eleborate (parliamo di graduatorie che vanno dai primi 50 atleti/atlete in su) aveva sfiorato il dieci per cento. Gli uomini invece sono stati appena sopra il sei, 6,3 % per l'esattezza. Questi nuovi risultati 2021 sono immediatamente rilevalibili da una robusta evidenziatura in giallo all'interno delle liste di cui oggi pubblichiamo la parte maschile. Ricordiamo che dopo la fine dell'anno Sabbadin e Rivis proporranno su questo sito una nuova versione che includerà i risultati da ottobre in poi per le gare su strada, maratona e mezza specialmente.

Chi ha interesse a consultare le liste lo può fare oggi direttamente cliccando su questo link «Uomini», oppure le avrà sempre a disposizione nella sezione «Liste italiane di ogni tempo/Uomini». Non è mai superfluo ricordare che una vista, una dimenticanza, sono sempre possibili, pur se i compilatori pongono la massima attenzione nel loro lavoro. Quindi sentitevi utili nel segnalare qualsiasi dettaglio che non dovesse essere corretto.  Direttamente a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , ve ne saranno grati.

Nella foto: l'atleta piacentino Andrea Dallavalle ha aggiunto un altro tassello alla sua crescita tecnica nel 2021, ottenendo la misura di 17,35, nel salto triplo, quarto risultato ottenuto da un saltatore italiano, dopo Frabrizio Donato, Daniele Greco e Paolo Camossi. Sono nove gli atleti italiani oltre i 17 metri. Ai Giochi di Tokyo Andrea ha sfiorato la finale, nono (foto Colombo/FIDAL)

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Novembre 2021 16:44
 
In quel tempo, ne è trascorso tanto da allora, gli atleti russi si chiamavano sovietici PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Novembre 2021 00:00

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Due foto dal bollettino «Atletica»: Siamo allo Stadio Olimpico nella prima delle due giornate del meeting Preolimpico. A sinistra, l'arrivo della seconda batteria dei 100 con Livio Berruti che si protende verso il filo di lana, 10"4, primato italiano eguagliato, per Livio il primo della carriera. Il sovietico Leonid Bartenev si era girato a vedere dov'era il rivale. Leonid vinse la finale. A destra, i due atleti si complimentano. Si noti la compostezza del gesto di Livio Berruti, che quell'anno vestiva i colori della Lancia Torino

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Pochi giorni fa, la Federazione russa di atletica (quella che ormai da anni è sotto il bombardamento incessante dei provvedimenti punitivi della Federazione mondiale che pare non avere nessuna intenzione di allentare la morsa, delitto ovviamente il doping, giusto, per carità, ma tutti gli altri invece sono...tutti vergini...) ha dato notizia della morte di uno dei migliori velocisti dell'atletica falce e martello: Leonid Vladimirovich Bartenev. Era il 17 novembre. Notizia  ripresa dal quotidiano on line Inside The Game, la miglior pubblicazione mondiale per rimanere aggiornati su quanto avviene nel mondo dello sport, sia esso olimpico, non olimpico, federale, individuale, organizzativo, politico, economico. Tante notizie ogni giorno, pochi e centrati commenti, l'esatto contrario del malvezzo italico: tutti opinionisti o per lo meno editorialisti., alcuni esperti in articolesse. Per chi fosse interessato e biascica un po' di inglese questo è il linki: https://www.insidethegames.biz/.

La notizia della morte dello scattista ha attirato la curiosità di un nostro socio, che ce l'ha segnalata, con corredo di approfondimento. Che c'azzecca Bartenev con l'atletica italiana? C'azzecca, c'azzecca...state a sentire, se avete tempo e voglia. Leonid Bartenev, ucraino di nascita, 1933, anni terribili  per quella sventurata popolazione sotto il tallone vendicativo di «Baffone» Stalin che odiava gli ucraini. Leonid veniva dalla zona di Poltava (che viene ricordata per una decisiva battaglia - 1709 - vinta dalle armate di Pietro il Grande su quelle svedesi) ma passò il resto della vita a Kiev. Il suo nome appare nelle liste mondiali 1955, con 10"4; erano parecchi i buoni velocisti targati U.R.S.S. a quel tempo: Konovalov, Tokarev, Babiyak, Sukharev, Ignatev. Un dato significativo: in quelle liste su 91 atleti censiti, 27 erano sovietici. Buoni forse non tanto per allori individuali ma per mettere in piedi una eccellente staffetta. E infatti ai Giochi di Melbourne '56 arrivò la medaglia d'argento per la loro 4x100: Bartenev-Tokarev-Konovalov-Sukharev vinsero la loro batteria (la terza) in 40"77 sul quartetto azzurro Galbiati-Ghiselli-Gnocchi-Lombardo (41"07); in semifinale (la seconda) ancora primi in 40"36 davanti  nettamente ai tedeschi e agli inglesi; e infine gran risultato in finale, secondi in 39"93, dietro agli americani volanti, 39"60, nuovo primato del mondo. L'Italia fu quarta dopo i tedeschi, mancando il podio per nove centesimi (40"34 contro 40"43, stesso tempo manuale come si usava all'epoca 40"3).

Con un quartetto rinnovato al cinquanta per cento, quattro anni dopo, sulla pista dell'Olimpico romano, i sovietici rinfrescarono il loro argento. Erano Kosanov, Bartenev, Konovalov e Ozolin. Secondi (40"39) in batteria (la prima) dietro ai britannici; terzi (40"30) in semifinale (la seconda) dopo Stati Uniti e Italia (40"29) che mise in campo Sardi-Cazzola-Giannone-Berruti. In finale, i «polli» americani ne combinarono una delle loro e vennero squalificati, Giochi nerissimi per gli sprinter yankee che persero i 100 e i 200 e furono out nella 4x100. Vinse la Germania (39"66, 39"5 manuale quindi primato mondiale uguagliato, ma gli USA avevano corso in 39"60 quattro anni prima, incongruenze di questo sport che poi vanta la precisione come sua prerogativa...), sovietici secondi (40"24), azzurri quarti (40"33), un centesimo peggio dei britannici. Il tempo della finale per Berruti e soci fu il peggiore dei tre turni; avessero corso nel tempo della batteria (40"16) l'argento sarebbe stato loro.

Andiamo adesso a ritroso. Leggendo della dipartita di Bartenev, il nostro socio si è ricordato di due foto apparse su «Atletica», settimanale della Federazione, una sul numero di fine ottobre del 1957, l'altra sulla prima pagina del primo numero del 1958. Protagonisti Livio Berruti e Leonid Bartenev, i quali si erano trovati gomito a gomito sulla pista romana, sabato 12 ottobre, nel meeting internazionale denominato all'epoca in maniera orripilante «Preolimpiaca». 100 metri, seconda batteria: vinse il Livio torinese, tempo 10"4, primato italiano eguagliato. Questo fu il primo primato nazionale nella carriera di Livio Berruti. Il primo 10"4 nella progressione del record italiano fu firmato dal milanesissimo Orazio Mariani nel 1938: Stadio di Colombes, Parigi, secondi Campionati europei, 3 settembre, ore 16,45 circa, seconda semifinale, Orazio e l'olandese van Beveren finiscono insieme, 10"4. In finale  Mariani secondo dopo un altro «figlio dei tulipani» Martinus Osendarp, van Beveren quarto. Nel 1956 si erano aggiunti altri due 10"4: Luigi Gnocchi e Franco Galbiati, sempre a Roma, Campionati italiani. Nella finale del 12 ottobre 1957 Berruti cedette di poco a Bartenev che rifece 10"4, Livio 10"5.

Le due giornate romane devono essere ricordate soprattutto per il primato mondiale stabilito da Volodymyr Petrovych Kuts (scritto talvolta anche Kuc), altro ucraino, sui 5 mila metri: 13'35"0. Campione olimpico, pure europeo, Kuts era al quarto primato mondiale stabilito sulla distanza. Migliorò il tempo dell'inglese Gordon Pirie, «Mister Puff Puff» come lo chiamavano i suoi connazionali (nel 1999 fu pubblicata la sua biografia che porta proprio questo titolo «The Impossible Hero: A Biografy of Gordon "Puff Puff" Pirie»). A sua volta, il record di Kuts fu migliorato, ma solo circa otto anni dopo, dall'australiano Ron Clarke, specialista in primati meno in agonismo. Sapete chi fu il migliore degli italiani in quella gara dominata dal sovietico? Il bresciano Franco Volpi, quarto, in 14'38"1, tutti gli altri parecchio più indietro. A chiudere la fila il finanziere Vincenzo Leone, che sarà l'allenatore di Franco Fava. Giovanni Scavo, altro giovane da cui si aspettavano grandi progressi, accarezzò ancora una volta il granitico primato di Lanzi sugli 800 (1'49"0, nel 1939): 1'49"3; aveva fatto meglio (1'49"2)  il 21 giugno a Parigi nel Meeting Pierre Bourdan, organizzato dallo Stade Française. Scavo era stato terzo nella scia di Moens (1'47"7) e del magiaro Szentgáli (1'48"9).

Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Novembre 2021 11:51
 
Anno 2021: contiamo i progressi delle donne nelle liste nazionali di ogni tempo PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Novembre 2021 00:00

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Com'è il bilancio dell'atletica femminile italiana a fine stagione 2021? Un parametro - non il solo - è quello di contare con il pallottoliere quante ragazze, signorine, signore, sono entrate nella graduatoria delle migliori di ogni tempo. Tanto per rinfrescare la memoria: nel 1996, due anni dopo la fondazione del nostro Archivio Storico A.S.A.I., demmo alle stampe un bel libretto (in copertina Pino Dordoni) con una graduatoria dei migliori e delle migliori fino al centesimo; ne furono autori-compilatori Silvio Garavaglia e Raul Leoni. Operazione «All-Time Lists», alla moda d'Oltremanica, ripetuta nel 2002, con la innovazione dell'utilizzo di un supporto informatico: un CD, come disponibile allora. Nuovamente nel 2009, ma stavolta lo strumento a disposizione si chiamava DVD. Se non è zuppa, è pan bagnato.Dopo di che si è deciso che, disponendo di un nostro sito Internet ,era molto più razionale creare uno spazio tutto dedicato alle liste, graduatorie, o come volete chiamarle. Abbiamo stabilito dei limiti di compilazione variabili, con liste talvolta molto profonde ma che richiedono molto tempo e pazienza per l'aggiornamento, oppure liste meno profonde ma più fruibili. L'aggiornamento avviene durante l'anno a fine stagione e alla vigilia degli eventi più importanti.

Per noi, i due «officianti» delle varie liste sono i soci Enzo Sabbadin e Enzo Rivis, lombardo il primo, veneto il secondo. Oggi (con annessa foto di Luminosa Bogliolo opera di Colombo/FIDAL) presentiamo agli utenti del nostro sito l'aggiornamento del 2021 e diamo la precedenza alle donne. In questo settore, ci hanno scritto i nostri compilatori, il tasso di inserimento di nuovi risultati rispetto all'anno precedente è stato del 9,55 per cento. La consultazione è semplice: sulla sinistra di questa pagina alla voce «Liste italiane di ogni tempo» e poi direttamente sulla voce «Donne». Nei prossimi giorni ripeteremo la stessa operazione per i maschietti.

Le compilazioni di liste possono sempre essere difettose, non sono mai materia immutabile, pur se redatte con la massima attenzione: per questo, chi avesse osservazioni, aggiunte, correzioni può e deve rivolgersi direttamente agli autori:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Novembre 2021 15:50
 
Giovanni e Giordano Cottur, una storia familiare che racconta non solo di biciclette PDF Stampa E-mail
Sabato 20 Novembre 2021 00:00

 

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Nella prima foto in alto a sinistra, la partenza di una gara podistica a Triestre nell'ottobre del 1912; nei due medaglioni Giovanni Cottur e Ferruccio Albanese, padre di Albano, che fu il miglior ostacolista sui 110 subito dopo la fine della Guerra e fino alla metà del '50. Vestì i colori di vari club, tra i quali Atletica Brescia (una sola stagione) e G.S. Gallaratese, poi chiuse con la Giovinezza Trieste, dove aveva iniziato. A destra l'intera pagina dello «Sport Illustrato» dedicata al Giro di Trieste del 1920, vinto da Giovanni Cottur (corsa) e Giusto Umek (marcia). Infine una immagine del film «Totò al Giro d'Italia» girato nel 1948: l'indimenticabile attore attorniato da Gino Bartali, Fausto Coppi, con il maglioncino a losanghe da Giordano Cottur, e ultimo a sinistra da Fiorenzo Magni

Seconda parte della ricerca del nostro socio Alberto Zanetti Lorenzetti dedicata alla famiglia triestina Cottur, Giovanni padre e Giordano figlio. Due sportivi, il padre a inizio del secolo XX con cross e podismo ma anche ciclismo, il figlio a metà del secolo scorso fu uno dei migliori ciclisti nella scia di Coppi e Bartali, un pedalatore che diceva sempre la sua nelle corse a tappe. Professionista fra il 1938 e il 1950, Giordano Cottur concluse tre Giri d'Italia al terzo posto e vinse cinque tappe. Corse anche alcune edizioni del Tour de France. Nell'articolo che segue si prende in considerazione, prevalentemente, l'attività sportiva del padre Giovanni, fra il 1913 e il 1920.

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Una sparuta pattuglia di atleti triestini prese parte alla “Olimpionica atletica internazionale”, disputata all’Arena di Milano in due giornate (11 e 12 maggio 1913), organizzata dalla F.I.S.A. e dalla «Gazzetta dello Sport». Erano in programma gare su pista e pedane, la maratona di corsa e marcia, la “Corsa delle nazioni”  e l’esathlon federale. Gli atleti francesi diedero un bella batosta agli italiani, imponendosi in otto gare. Protagonista della manifestazione fu il grande campione transalpino Geo Andrè, vincitore anche del salto in alto con rincorsa, gara in cui il più completo degli atleti triestini Giovanni Lorenzetti (Juventus Trieste) si classificò al 3.o posto. Il migliore dei velocisti giuliani, Vittorio Tommasini (Edera Sportiva), vinse la decima batteria dei 200 metri in 25”2/5.

Nella presentazione dell’evento la «Gazzetta dello Sport» scrisse: “La gara delle cinque miglia si può considerare come un campionato nazionale sulla distanza”. Erano impegnati i migliori atleti italiani ad eccezione di Carlo Speroni, che aveva gareggiato nella maratona. La vittoria andò al bergamasco Alfonso Orlando, seguirono all’arrivo Luigi Allievi e Pietro Austoni. Giovanni Cottur fu autore di una prova maiuscola classificandosi al quarto posto, davanti ad Armando Pagliani e Angelo Malvicini, atleti di valore segnalati fra i possibili vincitori in sede di pronostico sulle colonne della «rosea» dall’ex marciatore (ormai divenuto autorevole penna del giornalismo sportivo) Arturo Balestrieri , che si salvò in corner affermando “fra i partenti figurano delle individualità che non si sono ai misurate con le lombarde più note. Pertanto ad eccezione dei primi due posti non dovrebbe sorprendere l’arrivo di qualche corridore meno quotato o meno conosciuto”.

Il meno quotato o meno conosciuto triestino si impose a Padova in un 5.000 metri corso in piazza Vittorio Emanuele II battendo il più quotato o più conosciuto Biscuola, per poi schierarsi, il 31 agosto a Trieste, al via della gara di corsa sulla distanza di 30 km (dall’ippodromo, ridotto a un pantano da un violentissimo acquazzone, a Noghere e ritorno) dove era presente anche il miglior fondista italiano, Carlo Speroni. Cottur riuscì a resistere fino al 20.o km, poi dovette cedere al bustocco riuscendo comunque a precedere il pur ben quotato Fraschini.

Nel febbraio 1914 si sposò, e in quell’anno, a testimonianza che i successi podistici non l’avevano staccato dal mondo delle due ruote, aprì un negozio dove riparava biciclette e costruiva telai. Il quotidiano triestino «Il Piccolo» del 20 aprile riportò la notizia della sua vittoria nel IV Cross Country Ciclistico (Campionato Federale) organizzato dall’Unione Velocipedistica Triestina. Seguirono successi podistici nell’attività entro i confini dell’Impero, quali il 10.000 metri vinto il 18 maggio – sei giorni prima della nascita del figlio Giordano – a Cormons in 35’23” battendo ancora una volta Antonio Bertola (il tempo sembrerebbe corrispondere al 35’23”6 segnalato da fonte austriaca), la corsa pro Lega Nazionale disputata a Ronchi e la trasferta di fine giugno a Vienna. Difficile ricostruire i risultati conseguiti nella capitale austriaca. Una prima traccia la si trova su «Il Piccolo» del 4 giugno 1920, in un articolo che sintetizzava la carriera di Cottur: “Vinse oltre 120 premi individuali nelle corse di fondo, di mezzo fondo e nei cross country, che sono la sua specialità, aggiudicandosi ripetutamente il titolo di campione triestino nel Giro di Trieste, di campione della Federazione Sportiva Interregionale e vincendo in molte gare internazionali, fra cui nella riunione atletica di Vienna, ove giunse ottimo secondo dietro il campione del mondo Felix Kwieton”.

Kwieton non era certo campione del mondo, ma un buon atleta che iniziò l’attività sportiva nello sci di fondo, conquistando il titolo nazionale nel 1902 e 1905. Passò alle gare di mezzofondo in atletica vincendo i Campionati nazionali dei 1500 metri nel 1911 e dei 5000 metri nel 1913. Prese parte ai Giochi intermedi del 1906 nei 1500 metri e nella gara sulle 5 miglia senza qualificarsi per la finale, mentre nella gara della maratona fu costretto al ritiro. Sempre nella maratona prese parte alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912, classificandosi ventesimo. Nella lista dei primati austriaci del 1910 risultava detentore del record dei 400, 500, e 1.500 metri, miglio, 2 miglia e 5 miglia.

Il 21 giugno 1914, con il tempo di 16’19”6, Cottur vinse la gara dei 5.000 metri, probabilmente la stessa gara che Giuliana Fantuz riporta essere stata vinta a Vienna, ma il 28 giugno, in 16’19” davanti all’inglese Mac Farland e all’austriaco Haidegger. Erano i giorni dell’attentato di Sarajevo, la vicenda scatenante l’inizio della Grande Guerra. L’aver perso un occhio gli evitò il richiamo alle armi, risparmiandogli il triste destino dei giovani triestini mandati a combattere contro i russi nel tritacarne della Galizia.

Già prima dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra i segni di difficoltà creati dal conflitto si facevano sentire e «Il Piccolo» del 28 settembre 1914 citò lo svolgimento di una manifestazione ciclo-podistica pro-disoccupati all’ippodromo triestino di Montebello dove Cottur corse i 10.000 metri in 35’30”1/5 battendo in una gara ad handicap Luigi Guidi e Umberto Ciocchiotti. Sempre «Il Piccolo» nell’edizione del 1 marzo 1915 descrisse il Campionato federale di cross country per la stagione 1915-1916 con Cottur autore di una poderosa volata che piegò la resistenza di Piero Clocchiatti e Guido Quassi.

Inevitabilmente l’attività agonistica si fermò, riprendendo sotto la bandiera dello sport italiano nel 1919 con i successi giuliano-dalmati ai Campionati nazionali nella più breve e nella più lunga gara del programma di atletica, ad opera dell’istriano Vittorio Zucca nei 100 metri e del triestino Giusto Umek nella maratona di marcia. Ma non si hanno notizie riguardanti Cottur, che torna a far parlare di sé all’inizio del 1920, nella Traversata notturna di Trieste del 31 gennaio vinta dal sergente maggiore del 5.o Bersaglieri Vincenzo Zonna, con Cottur classificato in seconda posizione.

Il 28 marzo 1920 tornò al successo nel Giro di Gorizia battendo il goriziano Lipizzer e il bresciano Giuseppe Breda. Al campo di Siana di Pola il 5 aprile si impose nei 5.000 metri davanti ad Antonio Susnich (Olympia Fiume) ed Ernesto Tercovich (C.S. Internazionale). Nella stessa manifestazione si esibì il velocista Zucca, ormai in odore di convocazione olimpica. La preparazione per i Giochi di Anversa coinvolgeva anche il ciclismo, che in maggio aveva nel negozio di Cottur, in via Udine 24,  il punto di riferimento per le iscrizioni alla gara ciclistica patrocinata da «Il Piccolo» e organizzata dal C.S. Olimpia (società nella quale Cottur era diventato consigliere) per la Coppa San Giusto, selezione per i corridori giuliani da inviare alla gara di Milano, a sua volta decisiva per la scelta dei ciclisti da mandare alle Olimpiadi.

Il 27 giugno 1920 vincendo a Trieste la gara dei 5.000 metri in 16’05” stabilì la sua migliore prestazione dell’anno. Il successo nel Giro podistico notturno di Trieste di fine agosto (vittoria in volata sul goriziano Antonio Lipizzer) precedeva la sua partecipazione ai Campionati italiani disputati in settembre a Roma, dove nella gara dei 5.000 metri ottenne un ottimo terzo posto correndo in 17’21”2/5 e, il giorno dopo, un’altrettanto valida quarta posizione nei 10.000 metri grazie al tempo di 35’36”1/5.

Lo «Sport Illustrato» del 17 ottobre 1920 gli rese omaggio con un bel servizio fotografico dedicato al Giro di Trieste in cui vinse la prova di corsa, mentre l’astro nascente del tacco e punta giuliano Giusto Umek si impose nella marcia. Negli anni successivi, pur proseguendo l’attività, non fu autore di risultati di rilievo anche se, non avendo mai abbandonato l’attività ciclistica, nel 1926 riuscì a guadagnare il titolo di campione giuliano delle due ruote e si dedicò ad affinare il talento del figlio Giordano.

Giovanni Cottur morì nella sua Trieste l’11 ottobre 1976.

Nota - L'autore di questa ricerca desidera ringraziare il Dr. Karl Graf, storico dell'atletica leggera in Austria, per le notizie e i chiarimenti circa prestazioni e competizioni atletiche di Giovanni Cottur, notizie che sono state riportate nei due articoli che abbiamo pubblicato.

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Novembre 2021 08:06
 
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