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Improvvisamente il cuore di Gabriele Manfredini ha cessato di battere PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Gennaio 2021 11:14

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Una notizia di quelle che gelano il sangue ci ha raggiunto poco fa tramite alcuni nostri soci: per un fulminante arresto cardiaco ha cessato di vivere il nostro socio Gabriele Manfredini. Al momento non ne sappiamo di più. Vi informeremo appena possibile.

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Prime reazioni internazionali alla notizia della scomparsa di Gabriele.

Konrad Lerch, fondatore del Meeting di Götzis e direttore dello stesso fino a pochi anni fa, uno dei migliori organizzatori che abbiamo incontrato in giro per il mondo, ci ha scritto:

"Dear ...., indeed these are sad news -  but Gabriele will be alive in very good memories".

Rooney Magnusson, svedese di Stoccolma, un grande signore in tutti i sensi, violinista da far invidia ai concertisti, nella vita, professore di matematica. Da decenni uno dei più apprezzati statistici mondiali di atletica leggera, con una passione sopra le altre: le prove multiple.  Lavorava sulla tribuna del Mösle Stadium di Götzis con i suoi quaderni su cui scriveva a matita e cancellava con la classica gomma da studente elementare. Ma si poteva stare sicuri: poteva impallarsi il computer ma i calcoli di Rooney erano perfetti. Si sedeva al mattino sulla tribuna e si alzava la sera alla fine delle gare: non aveva libri da vendere, non faceva promenades per farsi notare. Di una educazione e di una gentilezza indimenticabili per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Ci ha scritto:

"Very sad news to learn that Gabriele has passed away.
As Hans writes Gabriele was one of the greatest combined events statisticians in the world. His deep annual world lists (performers and performances) were since the early 1980:s very appreciated and of big help for checking purposes (including completeness attempts). On one occasion, about 3 decades ago, I had the pleasure of checking his rough draft Decathlon All-time 1000 best performances. In order to manage this task successfully it was necessary to take a closer look at certain competitions and contact local experts, which resulted in one or the other so far not known detail seeing daylight.
it was always a pleasure to meet Gabriele in Götzis. Gabriele was no doubt a pioneer when it came to using computers in combined events statistics. His importance for the Multistars meeting, including his publication on the history of this meeting, will be a vital part in the lasting, good memories of him".
 
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Nella foto: Gabriele ascolta con attenzione Roberto Quercetani. Siamo a Firenze, nella sala conferenze del Comitato toscano della Federatletica, durante una delle annuali assemblee dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli»

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Gennaio 2021 22:53
 
Renzo Azzolini, con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Gennaio 2021 11:44

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Il titolo evoca Genova, ci ricorda le note della canzone «Genova per noi» scritta da Paolo Conte e portata al successo la prima volta da Bruno Lauzi. Era il 1975. Renzo Azzolini, classe 1947, fisico robusto e proporzionato, forse a quel tempo qualche garetta per la sua società, U.S.Quercia Rovereto, la faceva ancora: negli anni precedenti aveva lanciato il peso (11.76), il disco (34.40), talvolta perfino il martello (29.50). Nel contempo metteva a frutto il diploma da geometra nel suo studio tecnico e insegnava anche a scuola, proprio materie tecniche. 

Renzo, per quelli di noi che lo hanno conosciuto e frequentato in occasione di meeting, campionati, corse campestri, è una delle migliori persone che abbiamo incrociato sullo stesso cammino dello sport, un uomo che aveva fatto dell' atletica uno dei motivi della vita. Arguto sotto quei ricchi baffi, spiritoso, bon vivant, sempre amichevole. Incarnava a meraviglia lo spirito di questo club, che possiamo etichettare, senza timore, uno dei migliori nel nostro talvolta poverello mondo dell'atletica e di una dirigenza spesso popolata di gnomi. Un club, che ha appena festeggiato i 75 anni di vita,  e che può elencare con orgoglio i nomi di Edo Benedetti, Giampaolo Ferrari, Armando Gramegna, per non citare i «moderni», quelli dei giorni nostri, uomini e donne, che hanno preso il testimone dell'impegno.

Ci ha fatto molto dispiacere quando Carlo Giordani ci ha informato che Renzo se ne era andato senza clamore, come era della sua natura, tanto estroversa e scanzonata nell'atletica quanto riservata nella vita privata. Un ricordo: lo avevamo incontrato fuori dallo Stadio Quercia al termine del meeting internazionale, negli ultimi giorni di agosto 2018, ci offrì un passaggio al MART, il bellissimo Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto e Trento, dove si festeggiava il dopo evento. Fu l'ultima volta, siamo tornati nel 2020, seppure con le strette della pandemia, Renzo non c'era. Pochi sapevano della sua malattia e della sua lotta contro di essa. Lui lanciatore non è riuscito a lanciarla lontano, e non l'ha annichilita con una delle sue battute sarcastiche. Mancherai molto ai tuoi amici della Quercia, e anche a noi che ti abbiamo conosciuto.

Nel collage di fotografie, vari momenti della vita di Renzo Azzolini legato alla attività della Quercia Rovereto. Nell'immagine grande a colori, Renzo festeggia con atleti e dirigenti un successo della squadra nel Campionato di società del 2006; si riconoscono Carlo Giordani, Dimitri Giordani dietro a tutti il più alto, Renzo ha accanto la campionessa olimpica Gabriella Dorio. Un altro campione olimpico, Pietro Mennea con Azzolini dopo una gara del velocista barlettano al Meeting Quercia (fotografie fornite da Carlo Giordani)


Una vita da quercia e per la Quercia

di Carlo Giordani

Ciao”, sono partito per un lungo viaggio… gli amici cari li porto con me nel mio cuore”. Questo l’ultimo messaggio di Renzo Azzolini, scomparso qualche settimana fa dopo una lunga battaglia con una malattia che non perdona.

Per oltre mezzo secolo è stato un protagonista nella vita della U.S. Quercia Rovereto, in cui era entrato giovanissimo come atleta, disco e peso ma anche qualche incursione nel mezzofondo, cosa assolutamente anomala per un lanciatore. Renzo era un esempio dell’atletica di quei tempi, ruspante e scanzonata, senza impianti a Rovereto, fatta di trasferte avventurose.

Non aveva grande continuità nell’allenamento, ma la sua passione per l’atletica era profonda, tanto da entrare subito nei quadri dirigenziali della società. Abbiamo iniziato assieme un percorso di potenziamento e di modernizzazione della società, con la lunga presidenza dell’avvocato Giampaolo Ferrari, che nel 1990 lasciò l’incarico, in quanto nominato assessore comunale. Fui io in quel momento a spingere Renzo, che aveva da poco concluso il suo incarico di assessore, ad assumere l’incarico di presidente della Quercia. Incarico che ha ricoperto per ben 16 anni, fino al 2006.

Possiamo dire, senza presunzione, che è stato un periodo in cui la nostra società ha scalato le gerarchie dell’atletica italiana, con risultati importanti sul campo ( titoli e medaglie varie, la squadra maschile per quasi 30 anni prima in Regione, la squadra femminile arrivata in pochi anni fino alla serie A) e una straordinaria crescita nell’organizzazione, in particolare per il Palio Città della Quercia.

Intelligente, battute rapide e taglienti, Renzo poteva sembrare talvolta a chi non lo conosceva quasi un presuntuoso. Invece Renzo era un buono e un generoso, che alla sua maniera si è speso molto per la Quercia.

Abbiamo preso assieme, a metà degli anni Settante del secolo scorso, la responsabilità del Palio Città della Quercia, meeting nato dall’intuizione e dalla visione di un grande ma pragmatico sognatore come Edo Benedetti.

In pochi anni il meeting che era nazionale è diventato internazionale, diventando non solo fra i più importanti d’Italia, ma inserendosi anche nei circuiti mondiali. Erano tempi avventurosi e senza l’organizzazione attuale. Renzo girava per l’Europa ai meeting più importanti per portare a Rovereto i grandi campioni dell’atletica mondiale.

La storia del “Palio”parla da sola : oltre un centinaio di campioni olimpici e mondiali sono stati protagonisti sulla pista di Rovereto, in rappresentanza di oltre 100 nazioni.

Renzo, alla sua maniera, con poche parole di inglese, ma parlando con tutti con  la sua capacità di ispirare simpatia, ha intrecciato rapporti con gli atleti che spesso sono durati nel tempo.

Nel momento dell’addio si rischia di essere travolti dai ricordi. Quante trasferte con Renzo, quante cene dopo le gare, quante rimpatriate goliardiche fra amici, quante idee messe in campo, quanti indimenticabili momenti di gioia per i risultati dei nostri atleti e delle nostre squadre, quanti confronti, anche aspri, ma sempre leali, per cercare le strade migliori per la nostra atletica, per la nostra Quercia.

Ciao Renzo, anche la Quercia ti porterà sempre nel cuore.

Ultimo aggiornamento Domenica 10 Gennaio 2021 23:29
 
Maria Luisa Quercetani ha lasciato per sempre il mondo terreno PDF Stampa E-mail
Giovedì 07 Gennaio 2021 11:27

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Questa mattina un brutta notizia, proveniente da Firenze, ci ha rattristato. Nella casa di riposo dove era ospite da un paio d'anni, ha cessato di vivere Maria Luisa Quercetani, moglie del nostro indimenticabile Roberto. Si erano trasferiti alla Residenza Paolo VI, in via Cimabue, lasciando la loro casa fiorentina, circa tre - quattro anni fa. Lì, in un giorno di maggio del 2019, se ne andò per sempre Roberto, che qualche giorno prima aveva ricevuto la visita di alcuni nostri soci che gli consegnarono il Premio Bruno Bononomelli. Maria Luisa, donna intelligente e rigorosa, era stata, per tutta la vita, compagna discreta, riservata, ma allo stesso tempo attenta alla attività letteraria e giornalistica del marito. Chi di noi ha avuto il piacere di incontrarla e di condividere bei momenti, sportivi e non, la ricorderà sempre con grande ammirazione e affetto. Inviamole un pensiero reverente. (Nella foto: Maria Luisa e Roberto nella loro casa fiorentina in una foto di alcuni anni fa - Archivio Sandro Aquari)

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2021 09:16
 
«Trekkenfild» diffonde un virus per il quale non c'è vaccino: l'atletica PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Dicembre 2020 12:21

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Numero 88, siamo alla fine dell'ottavo anno dalla ideazione di questo periodico online ideato da Walter Brambilla e Daniele Perboni. Stavolta si parla dei quattro candidati alla presidenza della Federazione italiana, e, come appendice, una intervista-bilancio al presidente uscente Alfio Giomi. Completano la «telenovela» milanese dell'impianto napoleonico della Civica Arena e un ricordo di Enzo Rossi, il Direttore tecnico dell'Era Nebiolo, deceduto poche settimane fa, scritto da Francesco Panetta, che visse proprio in quegli stessi anni la sua ascesa ai massimi livelli come atleta . Arrivederci all'anno prossimo: sarà quello del 100esimo numero?. E auguri ai due padri-padroni della pubblicazione.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Dicembre 2020 17:13
 
Auguri dai Master del tempo di Cecco Beppe, come vedete son sempre esistiti PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Dicembre 2020 00:00

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Sì, son proprio sempre esistiti i Master, i praticanti attività fisica con un bel fardello di anni sulle spalle. Solo i presuntuosi modernisti pensano, stoltamente, di aver inventato tutto, si gloriano di aver creato questa attività. Avant nous le déluge, pensano gli stolti, modificando il famoso motto (era un Après nous...) attribuito, senza nessuna certezza, o al Re di Francia Luigi XV o alla sua favorita Madame de Pompadour. Noi propendiamo per Madame, le donne sono più sottili e taglienti degli uomini. La antica immagine dei praticanti già inscritti agli albi dell'I.N.P.S. dell'Imperatore d'Austria Cecco Beppe è frutto delle pazienti e sistematiche ricerche del nostro segretario Alberto Zanetti Lorenzetti, il quale l'ha «ritoccata» in sintonia con il periodo natalizio. Superfluo sarebbe ricordare le peripezie di questi dodici mesi, le preoccupazioni, i lutti. Natale e Fine Anno sono solo banali appendici, enfatizzate da questa assurda società di consumismo ad oltranza, a questa situazione che ha messo tutti i ginocchio, e che solo gli idioti si ostinano a non riconoscere.

La situazione generale non poteva non colpire anche la nostra modesta (?) attività sociale: annullata l'Assemblea annuale già fissata a maggio, nel bell'intorno della Valle delle Cartiere, a Toscolano Maderno, sul lago di Garda, nella sede dell'affascinante Museo della Carta. I contatti sono stati lasciati, come tutti, ai telefoni e alla posta elettronica. Il nostro sito ha fatto da catalizzatore dei nostri interessi storico-atletici. Ha conosciuto momenti eccezionali per il numero di contatti. Dopo il ritorno a dimensioni meno eclatanti, abbiamo comunque superato i due milioni di contatti complessivi a fine novembre.

Adesso dobbiamo ritrovarci, anche solo una volta l'anno per l'Assemblea, ma ritrovarci. Lo chiediamo all'anno che sta percorrendo l'ultimo miglio e arriverà fra pochi giorni. Accogliamolo con un sorriso, quello che ci regala la vignetta elaborata da Alberto. Che il 2021 ci porti le cose essenziali della vita, del superfluo facciamo a meno, non della nostra voglia di cultura, seppure limitata al nostro sport, che spesso ci apre orizzonti anche più ampi. In alto i cuori!

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Dicembre 2020 11:41
 
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