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Se ne è andato Raimondo Balicco, un uomo, un atleta, la corsa, la montagna PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Marzo 2020 16:18

Il nostro socio Paolo Marabini ci ha informato tempestivamente del decesso di Raimondo Balicco, atleta prima, tecnico e dirigente poi, che aveva fatto della corsa in montagna la sua sfida. Ecco quello che ha scritto Paolo per ricordarlo. E anche alcuni di noi che lo hanno incrociato sulle diverse strade dell'atletica lo ricordano.

 

L’atletica italiana, e quella bergamasca in particolare, sono in lutto. Stamane a Villa d’Almè, all’età di 77 anni, si è spento Raimondo Balicco, il personaggio simbolo della corsa in montagna, l’uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla promozione, alla diffusione e anche all’affermazione in campo internazionale della specialità. Fatale anche nel suo caso il coronavirus, come per tanti – troppi – bergamaschi. Lascia la moglie Ausilia e il figlio Paolo.

Raimondo era nato l’8 dicembre 1942 a Mezzoldo, minuscolo comune dell’Alta Valle Brembana di cui era anche sindaco, prima dal 2002 al 2012, poi di nuovo dal 2017. Aveva una grandissima passione per la corsa e per la montagna. E sin da ragazzo aveva unito i due amori. Per anni, quando si era ancora agli albori di una specialità che non era ancora riconosciuta dalla Fidal e si praticava nelle valli alpine sotto l’egida dell’Enal - l’organismo che raggruppava i circoli aziendali e dopolavoro - fu uno degli specialisti più forti del panorama nazionale: nel ’76 vinse il titolo italiano individuale Enal e fu secondo nella prima edizione targata Fidal, tra gli altri due bergamaschi Giovanni Mostachetti e Privato Pezzoli. In maglia Forestale conquistò anche due tricolori a staffetta (1973 e 1976) e sette titoli militari. E proprio la Forestale, nella quale era entrato nel 1965 dopo aver conseguito il diploma tecnico alla scuola di Edolo, è stata sino alla morte la sua seconda famiglia.

Una volta smessa l’attività agonistica, interrotta prematuramente da un incidente automobilistico, Balicco ha lasciato un segno ancora più indelebile nella storia della disciplina nei panni del tecnico e del dirigente. Quando nel ’78 l’Enal fu sciolto dallo Stato perché considerato “inutile”, Raimondo fu tra i primi aderenti al CNCM, il Comitato Nazionale Corse in Montagna, presieduto da Mario Zorzi. Con gli altri bergamaschi Giovanni Povia, Angelo De Biasi e Domenico Salvi dette un grande impulso alla crescita della corsa in montagna in Italia e al suo riconoscimento da parte della stessa Fidal. Anni difficili, i primi. Anni di battaglie contro l’indifferenza generale per fare uscire dalla nicchia la specialità e darle forza a livello internazionale, culminati con la creazione di quella Coppa del Mondo – prima edizione a San Vigilio di Marebbe nel 1985 – che sarebbe diventata poi vero e proprio Campionato del Mondiale, con il riconoscimento ufficiale nel 2009 da parte della Iaaf, la Federatletica mondiale.

Da c.t. azzurro – incarico che con entusiasmo e dedizione maniacale, quasi fosse una missione, ha ricoperto ininterrottamente dal 1985 al 2012 - Balicco ha guidato l’Italia a una fila sterminata di trionfi internazionali, su tutti quelli proprio nella Coppa del Mondo: per anni l’armata azzurra – farcita anche di atleti bergamaschi - non ha avuto rivali in grado di tenerle testa. Era una persona seria, Raimondo, ed è come dire tutto in due sole parole: lasciatevelo garantire da chi un pochino lo ha conosciuto. Qualcuno – i nemici li abbiamo tutti - lo accusava di essere troppo accentratore. Sarà anche stato, ma i risultati parlano solo a suo favore. E se oggi la corsa in montagna parla ancora italiano, se ha visto l’irruzione dell’Africa e del Sud America, se non è più una parrocchietta per pochi intimi, lo si deve molto a questo generoso uomo della Valle Brembana, che ha speso buona parte della sua vita per diffondere lo sport a lui più caro. La sua grande passione.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Marzo 2020 16:27
 
Dalla sfida Francia - Inghilterra del 1898 nacque l'idea del «Cross delle Nazioni» PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Marzo 2020 07:26

«Bonjour à toutes et à tous, la Commission Documentation et Histoire de la Fédération Française d'Athlétisme a le plaisir de vous adresser la 101ème newsletter qui vous présente le résumé des études réalisées ou mises à jour au cours du mois de février dernier. Vous pouvez les consulter plus en détail en ouvrant le lien suivant :  https://cdm.athle.com/», ci scrive, come sempre, Gilbert Rosillo.

Abbiamo girato pagina, superata la boa dei 100 numeri, ecco il primo di quelli che vengono dopo il 100, e tanti altri ce ne saranno, ne siam sicuri. «L'Edito» di Luc Vollard ci rinfresca la memoria su un avvenimento di 122 anni fa (fra tre giorni, 20 marzo). Un avvenimento che, per noi che...c'eravamo, ha un particolare significato. Ci ricorda la nascita di un evento che ha fatto da ostetrica ad una delle manifestazioni più affascinanti dell'atletica: il «Cross delle Nazioni», poi sostituito ma mai completamente rimpianzato dal Campionato del mondo della Federatletica mondiale, che, semmai, ha contribuito a declassarlo e a metterlo in sofferenza rispetto a corse su strada noiose e ripetitive, ma remunerative. 

Leggete Luc e la cronaca di quel giorno di marzo di 122 anni fa. E non leggete solo quello, ci sono altri argomenti interessanti.

EDITO - C'EST ARRIVÉ EN MARS ... 1898
Rédacteur Luc Vollard

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A l’issue du Xème National le 6 mars 1898, impressionné par l’allure des vainqueurs, Léon Manaud, président de la commission de course à pied de l’USFSA proposa à son homologue de la National Cross Country Union d’Angleterre d’envoyer en France ses huit meilleurs spécialistes pour affronter les nôtres. Il était en effet temps de comparer la valeur des athlètes des nations séparées par la Manche et la date du 20 mars ... ... en lire plus sur la page d'accueil du site où dans la colonne de gauche Editos

MISE A JOUR
Records des Championnats de France
- Championnats de France en salle Epreuves Combinées, Marche Jeunes, Nationaux, Cadets, Juniors et Espoirs, 17 records des championnats.
- Championnats de France des lancers longs hivernaux,  4 records des championnats.
Accès direct : CHAMPIONNATS DE FRANCE   points 3 et 4
A suivre les France Elite dans la semaine.
- Meetings Salle
A consulter dans  PALMARÈS DIVERS   

MISE A JOUR DU SITE 
En complément des mises à jour indiquées dans le paragraphe ci-dessus vous pouvez accéder aux divers dossier à partir du lien situé en haut et à droite de la page d'accueil : Mises à jour du site
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LETTRE MENSUELLE CDH
Elle se trouve sur la colonne de gauche sous format PDF : https://cdm.athle.com/asp.net/espaces.html/html.aspx?id=39695

LA CDH ITALIENNE
Un site équivalent à la CDH française, mais réalisé pour l'Italie.
A découvrir absolument https://www.asaibrunobonomelli.it/

INFOS PRATIQUES : LES REVUES FFA
La revue fédérale Athlétisme Magazine en partenariat avec la BNF a mis en ligne tous les numéros du magazine officiel de la FFA de 1921 à 2000.
Les revues sont accessibles à partir de la page d'accueil du site, colonne de droite.
Excellente visite sur notre site. Merci pour votre fidélité.

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Marzo 2020 15:15
 
Vi auguriamo, ci auguriamo, di venirne fuori senza troppi danni PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Marzo 2020 12:03

Desideriamo far giungere a tutti i nostri soci e agli utenti del nostro sito, e a noi stessi, l'espressione di un sentimento di solidarietà per il doloroso e pericoloso momento che la nostra società tutta sta vivendo. Una società impreparata, purtroppo addomesticata e addormentata da un classe politica incapace, incompetente, avvinghiata al suo diabolico potere, spesso sfacciatamente ladrona. Ma anche noi, individui egoisti non più cittadini di un consesso di altri cittadini, siamo pienamente responsabili per il disinteresse verso la cosa pubblica, per l'egoismo dilagante, per l'edonismo personale rifiutando di vedere quello che ci passa vicino. Vogliamo solo soluzioni, ma non vogliamo partecipare alla formazione del consenso. E allora tutti in fila agli skilift in Trentino per una giornata sulle piste innevate. E i botegher a difendere il loro business, per un pugno di euro. Clint / Joe salvaci tu dagli idioti!

E lo sport? Dove lasciamo questo falso «mito» di una attività umana, questa «sovrastruttura» che è o dovebbe essere gioco, che si ammanta, esteriormente, dei migliori sentimenti e invece, interiormente, è contagiata dalle stesse metastasi di tutto il resto della società: affarismo, imbroglio, the show must go on a tutti i costi, passando sopra a qualsiasi elementare sentimento di solidarietà. Non si sa ancora come va a finire la storia del virus, nessuno veramente lo sa, ma lo sport entra in trincea. Ci sono volute settimane per capire che bisognava stopparlo del tutto: porte aperte, porte chiuse, diatribe, discussioni, io non gioco a porte chiuse, stomachevole. D'altra parte anche lo sport, ovunque, è manipolato da ominicchi interessati soprattutto ai loro privilegi, ai cazzi loro, per dirla con un modernismo.

Noi non facciamo parte di questo Barnum (il circo era divertente, però) e continueremo sulla nostra solitaria e accidentata strada di viandanti inascoltati, quando non derisi. Poveretti, ma non pezzenti. Cercheremo, come abbiamo fatto fino a oggi - pur con qualche pausa - di offrirvi motivi per ricordare, riscoprire, oppure imparare, qualcosa di questo nostro sport del tempo che ci siamo lasciati alle spalle. E se, vedi mai, qualche socio avesse nel cassetto qualche storia, episodio, biografia, di atleti locali, soprattutto di quelli minori, dei famosi si sa tutto o quasi, ce li faccia avere. Intanto la nostra redazione, rintanata nella sua torre d'avorio impenetrabile - speriamo - produrrà quello che può secondo le sue capacità.

Difendetevi, amici, difendetevi, prima di tutto usando il cervello. Per voi e per gli altri. Dovremmo farcela, anche senza invaderci di unutili post.it o di stonatissimi concerti dalle finestre e dalle terrazze. Possibile che ormai anche la tragedia debba trasformarsi sempre in self-esibizione? Con la complicità di una stampa che anche in questa occasione si è dimostrata esibizionista, incompetente, incapace, e avida di trovare la frase ad effetto per attaccare il «pezzo». Perchè non organizziamo in suo dis-onore un bel concerto di pernacchie?

Auguri a tutti! Ma proprio a tutti!

The Archivio Storico dell'Atletica Italiana «Bruno Bonomelli» wish all the best to all its friends around the World in this dangerous moment for the health of many persons. We are near our Friends in France, Spain, United States, China, Japan, Sweden, Germany, Hungary, Poland, Kenya, South Africa, Switzerland, Australia, Czech Republic, Austria. Really all around the World. We hope to win, sure we will fight together!

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Marzo 2020 22:26
 
Per ora la data (9 - 10 maggio) della nostra Assemblea annuale è mantenuta PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Marzo 2020 08:40

Facciamo finta che...Che tutto vada per il meglio e che la batosta del virus «coronato» si attenui, si risolva, sia solo un brutto ricordo, in tempi non troppo lunghi. È una speranza, e, in sintonia con un antico detto, «Chi vive sperando, muore cantando». Intanto nel Wuhan stanno smantellando gli ospedali provvisori per curare i malati, le tendopoli mediche per far fronte alla emergenza. Auguriamoci che il nostro Paese non sia da meno.

Ci parrebbe superfluo fare previsioni in questo momento di ardue decisioni. Ma visto che abbiamo ricevuto alcune telefonate con richiesta di chiarimenti (?), e allora chiariamo:

- l'appuntamento milanese per ricordare i cento anni della nascita di Carlo Monti (24 marzo) ha dovuto essere annullato, lapalissiano per quasi tutti. D'intesa con Fabio Monti confermiamo che il ricordo si farà, quando sarà possibile. E ci daremo premura di comunicarlo;

- per quanto attiene la nostra Assemblea annuale (Toscolano Maderno, Museo della carta, domenica 10 maggio) per ora manteniamo la data, in attesa degli sviluppi. Il giorno precedente, sabato 9, stessa sede, abbiamo ideato un convegno storico - sportivo, e gli amici che lo stanno preparando portano avanti le varie iniziative organizzative. Se dovessimo spostare i due eventi, lo faremo. Che dire di più? 

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Marzo 2020 08:56
 
Trekkenfild numero 79: e adesso in pista entrano anche l'avvocato e Pinocchio PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Marzo 2020 08:19

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In questo numero, Daniele Perboni racconta, con ironia ma anche con amarezza, una vicenda che è proprio figlia di questi tempi nei quali trionfa l'intolleranza. In questo articolo di Perboni si narra di un tale che ha preso cappello per essere stato definito «grillo parlante», e si è rivolto ad un leguleio per difendere la sua onorabilità. Che tristezza! Se non si è capaci di sopportare gli sfottò e il sarcasmo è meglio fare a meno di smaniare per avere poltrone, poltroncine e strapuntini su cui sistemarsi. E poi... e poi: in questa storia, già di per sè avvilente, c'è un aspetto quasi comico. Sì, perchè tanto il presunto insultato che il suo difensore dimostrano di non aver mai letto Pinocchio. Il Grillo Parlante della favola è un personaggio positivo, che rappresenta la saggezza delle persone di buon senso, che dà buoni consigli. Quindi, se c'è qualcuno che deve sentirsi offeso e necessita di tutela legale è proprio il Grillo Parlante, figlio della fantasia di Carlo Collodi, spesso associato a personaggi discutibili! D'ora in poi dovrà fare molta attenzione, ha già avuto cattive esperienze con il corvo e la civetta. Daniele, fai un bel gesto: regala due copie di «Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino» a colui che dice di essere stato offeso e al suo difensore.

Walter Brambilla, il compagno di merende di Perboni (adesso mi daranno querela per averli insultati) continua a raccontarci la telenovela delle future elezioni federalfidaline alla presidenza. Tra le righe ce ne sono due o tre che hanno attirato la nostra attenzione, dicono che gli aderenti a un certo gruppo di pressione «hanno fatto sapere che il loro programma può essere realizzato in non meno di due mandati presidenziali...». Da quel «in non meno di» deduciamo che chi ci sta deve impegnarsi a sostenere i proprii rappresentanti per almeno otto anni, e, chissà, magari cambiare le regole e introdurre un terzo mandato. Vi ricordate quando, una trentina d'anni fa, era un fiore all'occhiello far scrivere dal ghostwriter di turno che una delle battaglie innovative era per introdurre la limitazione a un massimo di due mandati? E certo, l'importante era, in quel momento, togliersi di torno l'ingombrante Primo Nebiolo. Subito dopo, se ne sono dimenticati tutti. Anche quelli che in pubblico avevano dichiarato di voler fare al massimo un mandato. Altra considerazione: vien da pensare che la nostra atletica è ridotta ben male se per realizzare un programma servono «non meno di due mandati presidenziali»...Neanche il Presidente della Repubblica (sette anni).

La parte seria di questo numero è riservata ai commenti sui Campionati nazionali in pista coperta. Scusate amici: ma non potevate scegliere un'altra foto per la copertina? Questa fa davvero un cattivo servizio alla signorina che vi è ritratta. Piantiamola tutti (atleti, fotografi, giornali) con questi urlacci scomposti, deformanti, e ritorniamo a espressioni di gioia, che siano di gioia, non che spaventino i bambini.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Marzo 2020 20:28
 
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