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Arno Società Sportiva Italiana, 1922 - 2022: cent'anni di atletica a Firenze PDF Print E-mail
Thursday, 14 April 2022 08:05

Il 14 aprile 1922 era un venerdì. Il Venerdì di Settimana Santa. Curioso: oggi è il Giovedì di Settimana Santa. Esattamente cent'anni dopo. E dopo questi dieci decenni viene festeggiata proprio oggi, giovedì 22 aprile 2022, la nascita di una grande società sportiva che, nata a Firenze, Quartiere Ricorboli, ha dato gloria a tutta l'atletica italiana: nacque, per iniziativa di diciotto giovanotti la Arno Società Sportiva Italiana, che i posteri avrebbero poi sintetizzato in A.S.S.I., e ancor oggi molti si chiedono cosa vuol dire, quasi sempre sbagliando.

Questa vuol essere solamente una notizia per dire che oggi, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze - non un posto qualsiasi, vero? - il sindaco della città, Dario Nardella, e il presidente di ASSI Giglio Rosso, Marcello Marchioni, hanno aperto le celebrazioni per i cento anni dalla costituzione dell' Arno Società Sportiva Italiana. Noi avvertiamo il dovere etico di essere vicini, da lontano, ad eventi di questo tipo, integralmente fedeli alla nostra ragione di esistere come associazione: il rispetto, la conservazione, la continuità, della storia del nostro sport. Siamo vicini all'amico Marcello Marchioni, ai dirigenti, agli atleti, tecnici, collaboratori di questo «monumento» vivente dell'atletica.

E siamo orgogliosi e riconoscenti per l'ospitalità che il club fiorentino ci ha offerto, ancora una volta, di ospitare la nostra Assemblea annuale nella loro sede sulla Via dei Colli, domenica 8 maggio.

Ai nostri utenti ricordiamo che nei prossimi giorni dedicheremo spazio alla storia iniziale di questo club, che ha avuto per anni fra i suoi dirigenti un uomo fondamentale anche per noi come il prof. Aldo Capanni.

Last Updated on Thursday, 14 April 2022 20:21
 
Pino Dordoni, ammirato, imitato, copiato, ma da nessuno mai eguagliato PDF Print E-mail
Wednesday, 13 April 2022 07:56

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"Nel naturalissimo gesto atletico della marcia, può accadere talvolta che un atleta ricercando la perfezione, forzi il suo incedere al punto di apparire quasi innaturale. 

"Scioltezza, fluidità, potenza, intelligenza muscolare, questi gli elementi che hanno fatto di Pino Dordoni un classico della marcia, corretto, elegante, al punto di essere da tutti ammirato, copiato, imitato ma da nessuno mai eguagliato.

"Vediamo dunque di esaminarlo in azione: il busto è sempre perfettamente eretto, le braccia che oscillano con movimento sincrono ed alterno avanti-indietro, aderendo ai fianchi, con una apertura angolare al gomito di 90-95°.

"Quando le braccia sono in avanti si «chiudono» in arco verso il centro del corpo, per controbilanciare il leggero avanzamento dell'anca opposta.

"Le anche, a differenza di quanto si nota nei marciatori mediocri, non compiono violente ed antiestetiche «contorsioni», ma con leggere oscillazioni si armonizzano con la gamba corrispondente.

"Per ottenere il perfetto «bloccaggio del ginocchio» anteriore, il piede prende contatto a terra col tacco e forma con la gamba un angolo di 90°. Il correttismo lavoro delle gambe lo si può quindi sintetizzare su due punti ben definiti:

"1) È completamente distesa dall'istante in cui il tacco prende contatto con il terreno davanti al corpo, a ginocchio bloccato, sino a quando il proprio avanpiede si stacca dietro da terra;

"2) È sempre flessa dal momento in cui l'avanpiede si stacca da terra dopo l'azione di «spinta», sino a quando riprende contatto col terreno di tacco ed a ginocchio completamente bloccato.

"Naturalmente, questa azione alternata delle gambe, è fatta in modo tale che non vi sia mai «sospensione» e cioè interruzione di contatto con il terreno da parte di ambedue i piedi contemporaneamente. È proprio questa «condizione» più difficile da controllare in pratica, anche perchè l'evasione a questa clausola non è netta e continua ma saltuaria e quasi sempre al limite della validità.

"Da questa precisa regola, Dordoni non è comunque mai fuggito ed anche di questo particolare meglio si può misurare la dignità di un campionbe della sua portata, di un vincitore di Olimpia".

Consideriamo queste parole le più belle che siano mai state scritte su Pino Dordoni atleta e sul suo stile mai eguagliato. Le scrisse, nel 1969, il Maestro dello Sport Claudio Enrico Baldini, nel capitolo dedicato al campione olimpico di Helsinki 1952, capitolo che apriva il libro «Storia dell'atletica leggera piacentina». Quel Claudio Enrico Baldini che, nel 1994, fu socio fondatore del nostro Archivio Storico. 

Nelle parole di Claudio Enrico si trova il senso del logo che oggi presentiamo e ci accompagnerà in tutte le varie occasioni nelle quali ricorderemo, quest'anno, la figura del grande campione piacentino. Roberto Scolari, responsabile grafico della storica azienda bresciana F. Apollonio & C. - Tipografia e Servizi, oggi entrata nell'Halley Informatica di Matelica, ha tratto ispirazione da quelle «braccia» descritte da Baldini. Un tratto semplice, moderno, sobrio, elegante, che in quel movimento riassume l'armonia dell'incedere di Pino Dordoni.

Last Updated on Saturday, 11 June 2022 17:03
 
«Trekkenfild» patrocinerà il ricordo della vittoria olimpica di Pino Dordoni PDF Print E-mail
Wednesday, 06 April 2022 09:50

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«Trekkenfild», il periodico di atletica online inventato nel 2013 da Daniele Perboni e Walter Brambilla, ha offerto il patrocinio agli organizzatori della iniziativa «1952-2022 - Pino Dordoni campione olimpico». Un gesto che ci  fa molto piacere, dal momento che di questo ricordo siamo stati fra gli iniziali promotori. La pubblicazione darà spazio ai diversi momenti di questa celebrazione, che avrà - non potrebbe essere diversamente - il centro focale nella città di Piacenza.

Qui di seguito il testo che ci ha fatto pervenire Daniele, a nome anche di Walter:

"Il 21 luglio 1952 era un lunedì…
Inizia con queste sei parole un’articolessa apparsa sul sito dell’ASAI, dove si annunciava che il Consiglio Direttivo dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" aveva deciso di affiancare gli organizzatori per celebrare i 70 anni della vittoria di Pino Dordoni nella 50 olimpica di Helsinki. Non abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente il “Pino”, anche se lo abbiamo incrociato qualche volta nella sua Piacenza, quando ancora si organizzavano gare di marcia sulle lunghe distanze al di fuori dei grandi eventi come Olimpiadi, Mondiali ed Europei. Ricordiamo un assolato pomeriggio, seduti in prossimità della “boa”, in attesa del passaggio dei grandi faticatori della 50 chilometri. La “sua” gara. Erano gli anni 80. Sole, solitudine, nostra e degli atleti, poco pubblico a seguire quell’estenuante fatica. Il giorno prima si era marciato a Lomello, in casa di un certo Pietro Pastorini, voce roca, faccia rugosa da marinaio greco, eterna sigaretta sulle labbra, innamorato perso di questa disciplina e tanto pazzo da portare in quel villaggio sperduto nelle campagne della Lomellina e governato da zanzare e polvere una manciata di specialisti venuti da terre lontane: oltralpe, oltre oceano, altri continenti. Un binomio che visse un paio di stagioni e poi si spense nell’indifferenza di tanti. Forse troppi. Ma il “Pino”, lo ricordiamo bene, non aveva mai smesso di sorridere e riporre eterna fiducia (forse mal riposta) nella disciplina che tanto amava. 
Ecco, è anche per quel sorriso e quella fede indistruttibile che il Consiglio Direttivo di Trekkenfild, e la redazione al gran completo, hanno deciso di affiancare gli organizzatori, per quanto possa fare una testata come la nostra, nel dare supporto a chi si è posto come obiettivo di celebrare quel successo, in ricordo di un marciatore che è rimasto nel cuore degli appassionati tutti".
 
A loro va il nostro cordiale ringraziamento per il gesto, apprezzato anche dagli altri dai promotori.
Last Updated on Wednesday, 06 April 2022 16:05
 
Quell'anello di 400 metri verdi immerso nella campagna alle porte di Piacenza PDF Print E-mail
Monday, 04 April 2022 13:25

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Festa di ragazzini a scorazzare sulla rifatta pista atletica dell'impianto sportivo intitolato a Pino Dordoni, alle porte di Piacenza, sulla strada che porta verso le belle colline della Val Luretta. Un atto formale, dovuto, alle società che ancora tengono vivo l'interesse per l'atletica leggera, a prezzo di non lievi sacrifici. E proprio i ragazzini sono i destinatari di questa rinnovata struttura, che - come abbiamo già avuto modo di ricordare - è l'unica a disposizione per un largo bacino di utenza. E come sentimmo ripetere tante volte dal prof. Carlo Vittori, pigmalione di Pietro Mennea e di tutta una generazione di velocisti dei quali sarebbe bene non scordarsi sull'onda di entusiasmi (sacrosanti) del momento, diceva appunto «u professore» che "l'atletica, quella vera, si fa in pista". Bella la maratona, bella la corsa campestre, bella la corsa in montagna, ma la pista è n'altra cosa. Rifacimento del manto completato, consegna effettuata ai legittimi fruitori. Amministratori, dirigenti sportivi, atleti titolatissimi, discorsi, il tipico contorno di queste cerimonie.

Ricordato il grande campione cui è intitolato l'impianto, Pino Dordoni, campione olimpico, hombre vertical come direbbe un cittadino spagnolo. Uomo diritto, tutto di un pezzo, nello sport e nella vita, questo era Pino. Amici di Piacenza e di fuori si stanno impegnando per ricordarlo a settant'anni dalla sua vittoria olimpica a Helsinki 1952. Noi, la nostra minuscola associazione di appassionati del passato dell'atletica italiana, il nostro sito, saranno parte di questo ricordo. Il primo appuntamento ha già una data: domenica 24 aprile. Vi daremo i dettagli più avanti.

Allegata la riproduzione dell'articolo dedicato all'evento sulle pagine sportive del quotidiano piacentino «Libertà». Anche l'edizione online dello stesso giornale ha dedicato ampio spazio.

Last Updated on Monday, 04 April 2022 17:00
 
La pista di atletica del «Campus Pino Dordoni» a Piacenza è diventata verde PDF Print E-mail
Saturday, 02 April 2022 00:00

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Ci saranno in tanti di quelli che hanno annunciato la loro presenza? Gli amministratori comunali, pare signora sindaco in testa, assessore allo sport (ovvio), e magari qualche altro. Il 12 giugno «La Primogenita», leggi Piacenza (non è detto che con la cultura straripante di oggi tutti lo sappiano, e magari sappiano il perchè si chiama così), andrà alle urne per il rinnovo del governo della città. E quindi una passerellina sportiva in questo momento non guasta certo. Ci saranno - pare - rappresentanti delle istituzioni sportive fidaline e conifere, e fors'anche il campione olimpico Maurizio Damilano. Ci saranno - questo è certo - persone che il rifacimento del manto gommoso hanno fermamente sognato, voluto, e per esso si sono impegnate. Innalziamo vessilli e lodi a tutti, come scriveva Gianni Brera in occasioni simili. E - questo è il nostro augurio - che festa sia davvero, per l'atletica piacentina. 

La quale, poveretta, pur essendo in buona salute, può contare solo su queste sei corsie adesso color verde smeraldo. Avete capito bene: la provincia di Piacenza (circa 280mila abitanti) ha una sola pista di atletica per tutti, da Marsaglia a Cotrebbia, la prima respira lo iodio del mar ligure, la seconda i miasmi del fiume Po. Non ci sembra che chi ha governato nei decenni abbia di che sentirsi orgoglioso. Anche questo chiamato pomposamente «campus» all'americana (avessero mai visto con i loro occhi cosa vuol dire «campus» a Eugene, Stanford, e nelle decine e decine di università statunitensi) purtroppo è uno stadiolo che serve a malapena l'attività locale. Con sei corsie non si va oltre l'attività regionale.

E, in più, porta un nome illustre, il nome di un campione olimpico. Scrisse Pindaro, "nulla vi è di più splendente di una vittoria ad Olimpia". E Pino Dordoni da quello splendore fu illuminato. Fu campione di Olimpia ma anche campione d'Europa, prese parte a quattro edizioni dei Giochi Olimpici moderni. Fu - e non lo diciamo solo noi, poveri scriba - il miglior stilista che abbia marciato su una strada o su una pista. Il suo era un incedere di eleganza sublime, un movimento composto e potente, non quello che, volgarmente, viene chiamato dai beceri «sculettamento». Diciamola chiara e forte: Pino Dordoni avrebbe meritato qualcosa di meglio nella sua città.

Ma tant'è, questa è la realtà. Domani pomeriggio, ore 15, domenica 3 aprile 2022, l'anello verde smeraldo verrà simbolicamente consegnato alle società piacentine, Atletica Piacenza e Atletica 5 Cerchi, per citare le due che da qualche anno si sono accollate l'onere della gestione dell'impianto, il vero tasto dolente degli impianti sportivi nel nostro Bel Paese, campi chiusi, piscine chiuse, per mancanza di soldi, ci dicono. Sipario.

Un amico ci ha trasmesso la foto di una nuova targa applicata sul cancello d'ingresso alla pista. Una dizione per noi insolita, non l'avevamo mai vista prima: parla del «rifacimento pista realizzata dal Comune di Piacenza», per evitare malintesi...vedi mai l'avesse fatta qualcun altro...

Caro Pino, almeno domani il tuo nome verrà ripetuto molte volte. E per noi che siamo fra i promotori del ricordo della tua vittoria olimpica settant'anni fa, questo non può che farci piacere. Consideriamo la passerella di oggi un primo, piccolo, atto delle iniziative in tuo onore che seguiranno durante l'anno. Intanto diamo appuntamento a chi vorrà esserci domenica 24 aprile, quando l'Atletica Piacenza organizzerà una riunione, con al centro due gare di marcia ad invito sulla distanza di 5000 metri valevoli per il Trofeo Pino Dordoni. Abbiamo tempo per riparlarne.

Last Updated on Saturday, 02 April 2022 17:29
 
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