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1961: ragazza di Cesena, con un casco di capelli, sogna la sua prima maglia azzurra PDF Print E-mail
Monday, 29 March 2021 12:51

Questa è la seconda parte della piccola storia innestata dalla foto di corsa campestre pubblicata qualche giorno fa in questo spazio. Chiariamo: non c'è nessun errore nel titolo di oggi, il tutto è partito dal 1971 e lì ritornerà, ma adesso dobbiamo riavvolgere la bobina di dieci anni e fermarci al 1961.

La fotografia ha provocato una serie di reazioni (l'ultima davvero inattesa arrivata da un nostro socio...) che hanno messo in collegamento atleti, persone ed eventi che, in qualche modo, si sono ritrovati. Anzitutto, chi ha messo in circolazione quella vecchia foto attraverso una di queste nuove diavolerie informatiche? Quando scavi, come gli archeologi, non sai mai esattamente quello che trovi. Pala, piccone e microscopio, come sommessamente suggeriva - senza salire in cattedra - Marco Martini. Noi abbiamo scavicchiato, quello che abbiamo trovato non è tutto, né il nostro intento era di essere onnicomprensivi. La ricerca è partita focalizzata su una atleta, poi, attorno a lei, di tanto in tanto, abbiamo rispolverato nomi, figure, episodi, risultati. Lungi da noi la presunzione di aver fatto un racconto esaustivo. Lasciamolo a quelli molto più bravi di noi. E, per favore, che nessuno si senta offeso, sminuito, maltrattato, se non viene citato. Anzi,  proprio per dissipare eventuali musi lunghi, vogliamo sperimentare una strada per noi inedita. Oggi pubblichiamo una parte della nostra modesta ricerca finalizzata a Luciana Castellari, che ha innescato la curiosità per questa ricerca. La presentiamo come prima «bozza», equivalente dell'abusato cartello autostradale «stiamo lavorando per voi». Se qualcuno, ha delle aggiunte da fare, dei dati da modificare, degli episodi inediti da raccontare, se ha del materiale fotografico giacente in qualche cassetto, bene, noi siam qui, e ci farebbe molto piacere essere un punto di riferimento. Ci impegnamo ad aggiungere elementi nuovi. Tutto deve essere, beninteso, legato alla data, agli atleti o dirigenti, alle competizioni di cui parliamo oggi, per evitare di «andare fuori tema», come diceva la  nostra professoressa alle Scuole Medie corregendo il confuso elaborato scritto che le presentavamo. L'indirizzo cui far avere eventuali integrazioni, documenti, ricordi personali, è quello del coordinatore di questo lavoro This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it .

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Questo due foto sono state «rapinate» dal profilo Facebook della signora Luciana Castellari, la quale, indulgente, ci perdonerà. Nella prima la signora Luciana oggi , dal vero, e ieri, in foto. Nella seconda - scattata nel 1961 - alcune delle ragazze della Società Sportiva Fontana Cestistica Bologna: da sinistra, Luisa Cesari, l'allenatore Luciano Martelli, Luciana Castellari, Donata Govoni

Iniziamo. Due punti di riferimento precisi: una signorina di Cesena e un anno, il 1961. Come scrisse nella sua biografia  Achille Bargossi  (l'antenato di tutti i podisti d'Italia, riportato in auge da Bruno Bonomelli), anche Luciana Castellari potrebbe iniziare la sua con le stesse parole:"Nacqui nella forte e patriottica Romagna...". Bargossi di Forlì, lei, come appena detto, di Cesena, che sta lì, a un tiro di schioppo. Luciana, che abita a Bologna, ha praticato con successo il nostro sport in età giovanile. Una passione che le è rimasta intatta, tanto che è ancora attivissima nel raccogliere documenti e nel promuovere iniziative, soprattutto fra atleti della sua epoca. La signorina di allora sfoggiava un ricco caschetto di capelli, che oggi è sempre quello, ha cambiato solo colore, conferendole un'aria elegante. Questo trasmettono le fotografie che abbiamo rintracciato nei meandri della Rete. Luciana Castellari nella prima metà degli anni '60 fu una delle migliori ostacoliste. Allora la distanza era di 80 metri, l'unica corsa con barriere del programma femminile. Dunque, al lavoro, con le collezioni di riviste di quegli anni alla mano, la fidalina «Atletica» soprattutto, e gli Annuari che, finalmente, la Federazione si era decisa a pubblicare con regolarità, compilazione invocata a gran voce nelle Assemblee nazionali da quell'anarchico rivoluzionario del Bonomelli bresciano. Prima edizione dell'Annuario proprio il 1961, con i dati del '60. Il bollettino, all'inizio, aveva cadenza quindicinale, direttore Giovanni Guabello, stampato da «La Fiaccola per le Arti Grafiche» che teneva bottega in Viale Tor di Quinto, a Roma ovvio. Sfogliamo le pagine del 1961.

Nel primo numero di gennaio, una larga fetta di pagina 7 è occupata dalla lunga lista degli atleti, uomini e donne, insigniti delle «Palme al Merito Atletico» per la stagione 1960. Nell'elenco delle «Palme di Primo Grado» (i gradi erano tre) fa capolino il nome di Luciana Castellari, grazie al tempo di 11"9. Era poco più di una ragazzina. Come pure era ragazzino ancor più giovane un compìto milanesino che subito attirò l'attenzione degli allenatori: Gianfranco Carabelli, che scese fino a Foggia per vincere la gara allievi della prima prova del Campionato di società di corsa campestre. Era il 12 febbraio, gli mancavano ancora un paio di settimane a compiere sedici anni. Dopo Foggia i fondisti si ritrovarono (26 febbraio) a San Giorgio su Legnano, per la seconda prova del CdS, e l'elegante giovin signore fece il bis. Che c'entra Carabelli? È nostro socio (dicesi ASAI), anche noi abbiamo il nostro «giglio magico»... Al Parco delle Cascine, a Firenze, cross finale per l'assegnazione dei titoli individuali. Di Carabelli non si sa più nulla: chissà se legge queste note forse ci dirà lui stesso cosa accadde...Vinse il ragazzo di casa, Giorgio Falchi; a scorrere la classifica troviamo Gianni Del Buono dodicesimo e Giorgio Rondelli 38esimo. Il titolo seniores premia «il granitico atleta delle Fiamme Oro Padova» Francesco Perrone, portato via dal COVID-19 qualche mese fa, nel 2020. Perrone aveva vinto tutte e tre le prove nazionali. Terzo un altro nostro socio, Albertino Bargnani, vittima spesso degli urlacci di Bruno Bonomelli, che lo allenava. Al decimo posto Gioacchino De Palma, pugliese pure lui, del quale avremo occasione di riparlare. In gennaio, il 25, era convolato a nozze Pino Dordoni, per il quale il 1961 stava per scandire la sua ultima stagione agonistica. Il 12 purtroppo era deceduto Michele Tito, il primo frazionista della staffetta veloce bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 1948: dopo Tito, in ordine Enrico Perucconi, Carlino Monti e Tonino Siddi. Tito si era trasferito a Genova come capitano della Guardia di Finanza. Altra staffetta, di natura diversa: il generale Gaetano Simoni lascia la presidenza della Federatletica al capitano Giosuè Poli. Sempre di Fiamme Gialle si tratta.

Parte l'atletica in pista. Alla Civica Arena milanese va in scena la tradizionale riccardiana «Pasqua dell'atleta». Si corrono i 150 metri (una bellissima distanza, colpevolmente dimenticata), c'è l'olimpionico Livio Berruti, il quale vinse in 15"6. Secondo? Quel vulcano milanesissimo di Giancarlo Sisti! Inarrestabile ancor oggi quando parla nella lingua che tanto fu cara a Carlo Emilio Gadda. Ascoltare al telefono Giancarlo è una full immersion nel dialetto di Porta Cicca. Dalla prima compilazione, le liste insomma, offerta dalla rivista federale veniamo a sapere che Luciana Castellari aveva debuttato il 16 aprile con un momentaneo 12"2, migliorato un mese dopo (14 maggio) da un notevole 11"6, miglior prestazione italiana del momento al pari con Letizia Bertoni (primatista italana con 11"1 dal 1959). E nello stesso giorno aveva saltato 1.50. non male per i tempi. Pochi giorni dopo eccoci a Bolzano: prima batteria, Castellari precedette Bertoni (12"0 contro 12"4), ma in finale altra sinfonia: Bertoni 11"6, Castellari 12"0, che, come diversivo, fece un più modesto 1,40 in alto. Annotazione a latere: volete sapere chi vinse il salto con l'asta in uno degli otto raggruppamenti per il Criterium Studentesco? Siamo a Massa...primo, con 3.20, Renzo Avogaro, poi allenatore vita natural durante, asta ovviamente e una gran passione per le prove multiple. Nella finale nazionale  a Forlì (4 giugno) sarà quarto con 3,30.

Il gran «botto» arrivò il 1° giugno, nella solita Arena meneghina: Carlo Lievore, vicentino, fratello minore di Giovanni anche lui gran giavellottista (primo italiano oltre gli 80 metri), scrisse accanto al suo nome «primatista del mondo», scagliando il dardo lontanissimo, 86,74. L'acuminato artefatto si infilzò prepotente nella tennisolite della sesta corsia della pista. Il primato arrivò al secondo lancio dei tre effettuati; questa la serie: 76,91 - 86,74 - 85,50. Poi fecero fare il loro laborioso lavoro ai misuratori, che avrebbero pagato di tasca loro pur di avere una bindella metrica da 100 metri...

Torniamo sui nostri passi. Domenica 4 giugno, Treviso, una delle tre semifinali del CdS femminile: Castellari dominò la terza serie, 12"0; poi fece anche l'alto per portare punti alla società, 1,35. Una settima dopo, ad Asti, Trofeo Monterosa, Castellari e Bertoni si ritrovarono; nelle due batterie, Bertoni 11"6, Castellari 12"3; finale serrata: Letizia 11"8, Luciana 12"0. La signorina di Cesena fece pure un buon 1,48 in alto. Discostiamoci dall'argomento centrale, per alcune «pillole» che, comunque, ci interessano. Parma, 18 giugno, Campionato di società juniores: nei 100, un nome, Enore Sandrini, bresciano, terzo in finale (10"8, dopo un 10"9 in batteria). Lo ritroveremo prossimamente. Ancora nomi duraturi negli anni '60: Sergio Bello, secondo nei quattro e primo nei quettro acca; Bogliatto, Felice Baldini e Zamparelli così in fila nell'alto; Giuseppe Gentile secondo nel triplo e settimo nel lungo.  Stesso giorno, entro le consuete mura napoleonmeneghine: Berruti corse in 20"5. Come antipasto gare per allievi, da segnalare il 600 metri: prima batteria, domina Gianfranco Carabelli, 1'28"3; seconda al modenese Renzo Finelli 1'29"0; finale Carabelli 1'22"6, Borsani 1'25"5, Finelli 1'26"2. Il tempo di Carabelli rimarrà a lungo come miglior prestazione nazionale allievi. A Pisa, sempre il 18 giugno, le prime dodici società si disputarono il titolo nazionale, che premiò l'A.S.Roma, quarta la Fontana Cestistica Bologna. Luciana Castellari sempre alle prese con Bertoni e sempre stesso risultato: Letizia 11"4, Luciana 11"7. L'alto (1,47) è ormai un'abitudine. Se vi scappasse l'occhio sulla seconda batteria dei 100 non potreste fare a mano di vedere un cognome: Pigni, società Sport Club Italia, un nome, un mito. È proprio lei: la Paola dei futuri successi. Qui a Pisa corse anche la prima frazione della 4x100, sia batteria che finale. Tempo sui 100, 12"9.

Bene, fermiamoci qui, facciamo che la seconda parte della stagione 1961, ve la racconteremo nella prossima puntata.

 

Last Updated on Monday, 29 March 2021 21:04
 
1971, cinquant'anni fa: vicende umane e sportive riemergono e s' intrecciano PDF Print E-mail
Thursday, 25 March 2021 00:00

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Questa foto è del 1971. È una corsa campestre, lo vedete tutti. A guardare i volti non si fa fatica a capire che di giovani si tratta. Dove? Chi corre? Ve lo diremo, abbiate pazienza. La nostra intenzione è di raccontarvi alcune storie, piccole ma importanti, perchè legate a quelle storie ci sono persone, come voi, come noi. In aggiunta, diciamo subito che siamo grati alle persone che hanno fatto girare questa foto, che è giunta anche a noi dell'Archivio Storico. Non è una foto vecchissima, e che sarà? solo cinquant'anni! ma ha avuto il merito di alzare il sipario che tiene occultati i ricordi alla vista dei più. Inoltre, riportare alla luce documenti antichi, vecchi, semivecchi, fa parte della nostra essenza costitutiva come gruppuscolo un po' anarchico dell'atletica. Ce ne fossero come...come chi? Questo ve lo raccontiamo già oggi. La foto, da quanto ne sappiamo e non è detto sia tutto, è partita da una signora che abita a Bologna, signora che fu brava atleta nei suoi anni giovanili. Viaggiando sulle onde della connessione informatica è stata indirizzata ad altro atleta, lui del nostro Sud, maratoneta ai tempi suoi. Da qui ha ripreso la strada del Nord, per arrivare sulle sponde del lago di Garda, dove tiene bottega questo spazio Internet insieme alla sede virtuale della A.S.A.I. Piccolo trasferimento verso Ovest, per raggiungere la città del superdotato Bartolomeo Colleoni, capitano di ventura, quelli che oggi chiamano «contractors», resi famosi dalle centinaia di pellicole USA e getta su Iraq, Afganistan, ex Jugoslavia, e via cantando. Mercenari, insomma pagati per uccidere per conto altrui. La nostra foto ha suscitato l'interesse di un nostro socio che abita da quelle parti, ed è tornata da noi arricchita dei suoi inappuntabili commenti.

Chi sono i protagonisti? Siete interessati a conoscerli? Ebbene seguiteci nei prossimi giorni. Ve ne può fregá de meno? Chiudete la pagina e andate su altri siti.

(segue)

Last Updated on Friday, 26 March 2021 20:22
 
Trekkenfild n. 91: dove si parla dei risultati degli Euroindoor, analisi e commenti PDF Print E-mail
Friday, 19 March 2021 08:00

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C'è già tutto nel titolo, che vuoi aggiungere di più? Questo numero 91 di «Trekkenfild» è, ovviamente, dedicato ai Campionati d'Europa in pista coperta. Nella linea di una continuità indiscutibile fra ieri e oggi son saltati fuori dei buoni risultati, merito di atleti, forse di allenatori, sicuramente non di dirigenti. Jacobs, Tamberi, Dal Molin, Larissa, Laura, e gli altri, esistevano a dicembre 2020, esistono a marzo 2021. Che poi ci siano quelli che su 'ste medaglie vogliono mettere il cappello, fa parte delle miserie della vita sportiva. Lo abbiamo sempre visto: ieri, oggi, domani.

Accanto a risultati, analisi percentuali, commenti, interviste, qualche riempitivo. Nel caso qualcuno lo avesse dimenticato: un click sulla copertina e si apre il numero completo.

Last Updated on Friday, 19 March 2021 10:05
 
L'Associazione degli storici tedeschi di atletica ricorda Gabriele Manfredini PDF Print E-mail
Tuesday, 16 March 2021 12:00

Abbiamo ricevuto da Hans-Peter Car un documentato ricordo del nostro socio e amico Gabriele Manfredini, repentinamente mancato a metà gennaio. Herr Car è membro della associazione tedesca degli storici e statistici di atletica (DGLD), Gabriele era iscritto a tale organizzazione da molti anni, interessato com'era a tutto quanto aveva sapore di atletica e di prove multiple sopra ogni altra disciplina. Anzi, per dirla proprio tutta, l'atletica per lui era solamente Decathlon e Heptathlon, al resto delle discipline dedicava poca, diciamo scarsa attenzione, marginale meglio detto. E come crediamo sappiano tutti quelli che di atletica si occupano, la Germania è sempre stata una «potenza» delle prove multiple.

Il testo, in tedesco, che Herr Car ci ha mandato in anteprima vorrà pubblicato sul numero 89 del Buletin DGLD in aprile o maggio. Per agevolare i nostri lettori forniamo anche una traduzione in italiano, testo un po' rimaneggiato. Questo ricordo va ad aggiungersi a quelli dell'allenatore americano Harry Marra, dell'austriaco Konrad Lech, uno degli uomini che ideò il meeting di Götzis, e dello storico e statistico svedese Rooney Magnusson. Ma sono tanti, tanti di più coloro che, avendolo conosciuto e apprezzato in vita, atleti, organizzatori, amanti delle discipline multiple, storici, ne serberanno sempre un grande ricordo. La foto che correda il testo fu scattata dallo stesso Hans-Peter Car sulla spiaggia di Viareggio il 15 aprile 1977 dove ebbe un incontro con Gabriele.

Vielen Dank, Herr Car. 

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Gabriele Manfredini (1953-2021)
Nicht nur Castelfranco di Sotto, eine italienische Gemeinde mit 13.000 Einwohnern in der Provinz Pisa in der Region Toscana trauert um Gabriele Manfredini, der laut eines Zeitungsberichts am 13. Januar 2021 tot in seinem Haus aufgefunden wurde. Gabriele Manfredini war Mitglied im Weltstatistikerverband ATFS, in der italienischen Statistiker-Vereinigung ASAI und auch in der DGLD überaus geschätzt.
Ottavio Castellini hatte die ASAI umgehend vom Ableben Manfredinis informiert. Es war unser schwedischer DGLD-Kollege Rooney Magnusson, der uns schließlich die traurige Nachricht überbrachte. Ein Herzinfarkt hat Gabriele Manfredini - im Botberuf war er IT-Spezialist und Computermananager an der Universität - aus einem arbeitsreichen Leben gerissen.
Manfredini recherchierte mit großer Leidenschaft und Ausdauer sowohl als Sporthistoriker wie auch lokal als Chronist seiner Gemeinde in der Toscana.
Geboren wurde Gabriele Manfredini am 19. Dezember 1953 in der norditalienischen Ortschaft Santena. In den 1980er Jahren sorgte er mit seinen Recherchen über den Mehrkampf unter Eingeweihten für Aufsehen. Wir lernten einander 1987 in Rom beim Weltkongress der ATFS kennen, und in den folgenden Jahren pflegten wir einen regen Austausch auf dem Gebiet von Fünf- und Zehnkampf. Manfredinis seitenlange Computerlisten auf dem damaligen grünweißen Papier mit den besten Leistungen im Mehrkampf waren eine wahre Fundgrube. Seine Statistiken umfassten sowohl aktuelle wie historische Resultate.
1991 wurde Manfredini Mitglied in der DGLD und last not least wichtiger Mitarbeiter im Wettkampfbüro im italienischen Mehrkampf-Mekka in Brescia (Lombardei). Aber auch bei ähnlichen Veranstaltungen wie im Voralberger Götzis oder in Talence (Frankreich) galt Manfredini als ein Experte von Rang.
Unsere letzte Begegnung fand am 15. April 1997 in Viareggio statt, wo wir nicht nur Leichtathletik-Literatur austauschten, sondern auch über Gott und die Welt philosophierten. In diesem Jahr hatte ich mich aus beruflichen Gründen nolens volens aus der Leichtathletik-Statistik zurückgezogen. Ich erinnere mich an Manfredini als einen Menschen von eher stiller, nachdenklicher und bescheidener Natur. Ein bemerkenswerter Kontrast zu seinem enormen Wissen und seiner bewundernswerten Kompetenz.
Im Jahr 2007 veröffentlichte Manfredini sein Meisterwerk auf dem Gebiet der Leichtathletik-Geschichte: „Prove multiple di atletica leggera in Italia. Dalle origini all´anno 1968“
auf deutsch: „Leichtathletische Mehrkämpfe in Italien. Von den Ursprüngen bis zum Jahr 1968“.
2017 stellte er ein Buch mit dem Titel „Storie di eroi castelfranchesi della Grande Guerra“ vor. Darin geht es um das Schicksal dreier blutjunger Männer aus seiner Gemeinde, die sich als Freiwillige im Ersten Weltkrieg an die Front meldeten und sich entschieden hatten, ihr Leben für die Heimat zu riskieren. Die aus wohlhabenden Familien stammenden Söhne starben wie der kaum 18 jährige Carlo Guerrazzi im Glauben für eine gute Sache.
Der Nachruf der Lokalzeitung betont auch Manfredinis Verdienste um die Tradition des „palio“ in seiner Gemeinde.
Harry Marra, seines Zeichens Trainer von Ashton Eaton (USA) - dem Olympiasieger, Weltmeister und Weltrekordhalter im Zehnkampf - reagierte auf den Tod von Gabriele Manfredini mit Worten profunder Wertschätzung und tiefer Trauer:
“I will miss seeing him; the community of Combined events will miss his quality of work; and the world is a bit less frendly with his passing. Manfredini, during his time on this earth, has made a quality and lasting contribution to all of society. ... May God welcome you with open arms. You left lasting footprints of your journey here on earth.“
Gabriele Manfredini hinterlässt seinen Bruder Ruggero und seine Schwester.
RIP Gabriele!
Hans-Peter Car
 
Testo tradotto in italiano con Google Translate e un po' aggiustato da noi.
 
Non solo Castelfranco di Sotto, Comune italiano di 13mila abitanti della provincia di Pisa, in Toscana, piange la scomparsa di Gabriele Manfredini, che, secondo quanto riportato da un quotidiano, è stato trovato morto nella sua casa il 13 gennaio 2021. Gabriele Manfredini è stato membro della World  ATFS, l'Associazione mondiale degli statistici di atletica, sia dell'Associazione Italiana Statistici ASAI e anche del DGLD, analogo gruppo tedesco.
Ottavio Castellini ha immediatamente informato l'ASAI  e altri amici in giro per il mondo della morte di Manfredini. È stato il nostro collega svedese del DGLD Rooney Magnusson a trasmettere al nostro gruppo della DGLD la triste notizia. Un infarto ha strappato Gabriele Manfredini, specialista in informatica e manager di computer per molti grandi aziende italiane, da una vita frenetica.
Manfredini ha svolto ricerche con grande passione e tenacia sia come storico dello sport che a livello locale come cronista della sua comunità in Toscana.
Gabriele Manfredini eranato il 19 dicembre 1953 nella città italiana settentrionale di Santena. Negli anni '80 fece scalpore tra gli addetti ai lavori con le sue ricerche sulla competizione a tutto tondo. Ci siamo conosciuti a Roma nel 1987 al Congresso Mondiale ATFS, e negli anni successivi abbiamo mantenuto un vivace scambio nel campo del pentathlon e del decathlon. Le lunghe liste di computer di Manfredini sull'allora carta verde e bianca con le migliori prestazioni nella competizione a tutto tondo erano un vero scrigno di tesori. Le sue statistiche includevano risultati sia attuali che storici.
Nel 1991 Manfredini è entrato a far parte del DGLD e, ultimo ma non meno importante, un importante collaboratore dell'ufficio gare del Multistar, la Mecca italiana  delle combinate a Brescia, e poi a Desenzano. Ma anche i grandi eventi mondiali come quelli di Götzis, nel Voralberg, e Talence (Francia), consideravano Manfredini il punto di riferimento per le proiezioni finali di punteggio e di classifica durante lo svolgimento delle prove. Un grande esperto sempre a disposizione di tutti, senza nulla chiedere in cambio..
Il nostro ultimo incontro è avvenuto il 15 aprile 1997 a Viareggio, dove non solo ci siamo scambiati letteratura sull'atletica, ma abbiamo anche filosofato su Dio e sul mondo. Quest'anno, per motivi professionali, volenti o nolenti, mi sono ritirato dalle statistiche di atletica leggera. Ricordo Manfredini come una persona di natura piuttosto tranquilla, premurosa e umile. Un notevole contrasto con la sua vasta conoscenza e ammirevole competenza.
Nel 2007 Manfredini pubblicò il suo capolavoro nella storia dell'atletica leggera: “Prove multiple di atletica leggera in Italia. Dalle origini all'anno 1968 ".
Nel 2017 ha presentato un libro dal titolo “Storie di eroi castelfranchesi della Grande Guerra”. Riguarda il destino di tre giovanissimi della sua comunità che si sono offerti volontari al fronte durante la Prima Guerra Mondiale e hanno deciso di rischiare la vita per la loro patria. I figli, che provenivano da famiglie benestanti, sono morti come il appena diciottenne Carlo Guerrazzi in fede per una buona causa.
Il necrologio del quotidiano locale sottolinea anche i servizi di Manfredini alla tradizione del “Palio dei barchini” nella sua comunità. Antica manifestazione che si celebra ogni anno ai primi di giugno e che ha come clou una gara di barchini montati su ruote e spinti da uomini muniti di bastoni che fungono da remi. Gabriele era l'organizzatore di questa giornata che era andata crescendo nel tempo e attira sempre migliaia di spettatori.
Harry Marra, allenatore di Ashton Eaton (USA) - campione olimpico, campione del mondo e detentore del record mondiale di decathlon - ha risposto alla morte di Gabriele Manfredini con parole di profondo apprezzamento e profondo dolore:
“Mi mancherà vederlo; la comunità degli eventi combinati perderà la sua qualità di lavoro; e il mondo è un po 'meno amichevole con la sua scomparsa. Manfredini, durante la sua permanenza su questa terra, ha dato un contributo di qualità e duraturo a tutta la società. ... Che Dio ti accolga a braccia aperte. Hai lasciato impronte indelebili del tuo viaggio qui sulla terra ".
Gabriele Manfredini lascia il fratello Ruggero e la sorella.
Last Updated on Tuesday, 16 March 2021 21:20
 
Trekkenfild numero 91: attualità, commenti, situazioni dell'atletica italiana PDF Print E-mail
Friday, 05 March 2021 00:00

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Noi, intediamo dire A.S.A.I. per essere più chiari, ci occupiamo del ieri e dell'altro ieri. La nostra organizzazione nacque 27 anni fa con questo proposito e lo scrivemmo nella nostra costituzione (lettera iniziale minuscola). Trekkenfild, pubblicazione telematica, ideata nove anni fa, dedica i suoi spazi all'atletica di oggi, pur ripescando, di tanto in tanto, articoli storici, nazionali e internazionali, che videro la luce, negli anni '60 e '70, su una delle due riviste che scaldavano il cuore e fortificavano la cultura degli appassionati di atletica del nostro allungato stivale, con appendici isolane. Sepolta una, in stato semicomatoso l'altra, in nome del grande progresso culturale dell'atletica leggera italiana. E quindi si naviga a vista, con iniziative personali che almeno hanno il grande pregio di essere indipendenti nel senso pieno del sostantivo «indipendenza».

Fra noi e Trekkenfild c'è un patto di reciproco aiuto: noi mettiamo sul nostro sito un richiamo quando pubblicano un numero nuovo; loro dedicano una «finestra» per ricordare che esiste l'Archivio Storico. E ognuno per la propria strada, in amicizia! Oggi segnaliamo ai nostri lettori il numero che abbiamo ricevuto un paio di giorni fa: attualità agonistiche, commenti, interviste, segnalazioni di situazioni locali che riguardano impianti di atletica, l'Arena Civica di Milano, ancora una volta al centro di qualche strana situazione.

Last Updated on Friday, 05 March 2021 09:44
 
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